L’editoriale

Nell'inverno del nostro scontento

Pubblicato il 06/06/2003 / di / ateatro n. 053 / 0 commenti /
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«Non credo che lo scontento – questo spirito di ribellione che mi cavalca – possa alla fine acquietarsi», diceva Eugenio Barba lo scorso 28 maggio, concludendo il discorso in occasione del conferimento della laurea honoris causa dell’Università di Varsavia.
Il discorso tutto intero (breve ma forte) lo potete leggere su ateatro 53, e qualche pizzico dello spirito di ribellione di cui parla il fondatore dell’Odin Teatret lo trovate sparso qua e là nel numero.
Perché spesso ateatro sembra parlare di cose molto lontane tra loro, così diverse e divergenti. A unirle, insieme alla felicità della scoperta, al piacere della bellezza, è spesso la necessità di scavare e riflettere su questo scontento, in un inverno che sembra troppo lungo…
Così anche questo ateatro 53 torna a riflettere suoi suoi temi. In particolare ampio spazio è dedicato alla discussione su NTVI (nuovo teatro vecchie istituzioni): forse voi ve ne siete dimenticati, ma noi no. Così questa volta si parla della discussione sulle leggi regionali per il teatro, attualmente in corso di elaborazione: Fabio Abagnato racconta l’esperienza (o il modello?) emiliano-romagnolo, mentre dai gruppi del nuovo teatro della Lombardia arrivano una serie di richieste e proposte precise ai legislatori. Naturalmente nel forum apposito trovate altre info, aggiornamenti, pareri, dibattito.
E potete (anzi, dovete!!!) dire la vostra: che si fa nelle altre regioni? La situazione del teatro (e in particolare del teatro d’arte, per usare una etichetta di comodo) nel nostro paese si fa sempre più difficile: era prevedibile, è una crisi che riflette quella generale della cultura italiana e, a sentire il Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, anche il declino dell’intero paese. Il problema (almeno per quanto riguarda il teatro) è che le forze più vitali della nostra scena sono da sempre relegate in una condizione di marginalità e di debolezza. La reazione dei teatranti, in genere, è quella di salvare il proprio orticello, sperando che la nottata passi. Oggi questo non basta più, ma il Nuovo Teatro non sembra avere altre strategie, se non accodarsi a vecchi e nuovi potentati, sperando in un trattamento di favore. Non è un caso che l’ambiente diventi sempre più malsano, ed è inutile lamentarsi quando ci facciamo tutti complici di questo degrado.
Al dibattito sulla politica e sull’economia della cultura, ateatro affianca l’attenzione al teatro politico. Carla Pagliero riflette sull’esperienza del Living Theatre (un’anteprima per i frequentatori di ateatro: gli affezionati della carta potranno leggere il suo testo sul numero 1 della nuova rivista «Zapruder»). Francesco Niccolini ci regala Via Crucis, la lettera che ha scritto a Sandro Lombardi e che l’attore ha letto in piazza della Signoria in occasione del decimo anniversario delle stragi mafiose del 1993.
Per tnm, uno sguardo sul teatro che esce dai propri confini e incrocia le nuove tecnologie, nuovi materiali arricchiscono lo speciale teatro & nuovi media dello scorso numero: il reportage di Roberta Buiani da Toronto, sulla rassegna Subtle Techonologies illustra alcune esperienze di punta della sperimentazione internazionale, mentre l’intervista di Anna Maria Monteverdi a Valentina Tanni esplora la net art sia nei suoi incroci con le arti visive sia nel suo aspetto «militante».
Per quanto riguarda il teatro-teatro, nella sezione delle news trovare una prima panoramica con i consigli di ateatro per i Festival dell’estate.

Infine, un paio di comunicazioni di servizio.
Un po’ per gioco un po’ per narcisismo, abbiamo preparato una classifica delle pagine di ateatro più visitate in questi tre mesi (tra quelle nel database). I risultati sono interessanti, perché ci aiutano a cogliere il tipo di attenzione che suscita la nostra webzine e l’uso che ne viene fatto. Ma ricordate che le pagine nettamente più frequentate (com’è giusto su internet) sono quelle dei forum.
In secondo luogo, abbiamo ricevuto in questi mesi diverse offerte di collaborazione, da diverse città italiane. Purtroppo non siamo in grado di rispondere a tutti e per il momento non siamo in grado (organizzativamente) di allargare la redazione. Ma vi ringraziamo di cuore perché questi messaggi sono per noi molto incoraggianti: testimoniano di un’attenzione e di un desiderio di scambiare esperienze che danno speranza.
Dunque, fermo restando che ateatro è una struttura aperta, preghiamo tutti quelli che ci hanno chiesto di collaborare di postare i loro testi sui forum: sia nella pagina delle segnalazioni (dove si possono segnalare anche gli spettacoli…) sia in quella dei festival. I frequentatori del sito saranno certamente felici di trovare i vostri pareri sugli spettacoli che avete visto (e magari di discuterli).
Ancora, se volete collaborare con ateatro, ci serve un aiuto semplice semplice: volete inserire le segnalazioni della locandina di ateatro (magari con un vostro sintetico parere nella casella “Perché devo andarlo a vedere?”).
Ma questi consigli (o richieste?) valgono per tutti, chi ci ha scritto ma anche ci finora si è limitato a leggere…

Redazione_ateatro

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