Teatro Aperto

Una scheda

Pubblicato il 01/07/2003 / di / ateatro n. 054 / 0 commenti /
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Teatro Aperto ha attirato l’’attenzione per la prima volta nel 1996, ai tempi di Scena Prima, una rassegna-censimento dei «Nuovi Gruppi Teatrali in Lombardia». Il curriculum di Renzo Martinelli diceva «ha studiato musica, è grafico pubblicitario, dipinge, è attore» (senza dire che correva in motocicletta). Federica Fracassi esibiva una lunga serie di seminari, scelti con cura, un’aspirante prima attrice ma con una sorta di eccesso di consapevolezza, da autrice-attrice. Dalla fondazione nel 1993, Teatro Aperto ha realizzato una decina di spettacoli, nei quali non è pero difficile individuare alcuni elementi costanti. In primo luogo l’attenzione al suono – e questo vuol dire sia la musica sia la parola, ma soprattutto la musicalità della parola, attraverso testi che spesso non hanno in origine una destinazione teatrale, partendo da testi di Marguerite Duras, Alba Merini, Clarice Lispector, Anna Maria Ortese, Sarah Kane (ed è inutile rimarcare l’attenzione per una scrittura femminile). O meglio, lavorando su testi che portano in sé una forte tensione poetico-evocativa. In parallelo, e con modalità per certi versi analoghe, è il lavoro sullo spazio, spesso modulato secondo una sintassi quasi musicale.
La Santa (presentato con vivaci polemiche all’interno della stagione promossa dal Teatro di Roma per il Giubileo del 2000) ha segnato il debutto come drammaturgo di Antonio Moresco e l’inizio della collaborazione tra lo scrittore e Teatro Aperto.

Oliviero_Ponte_di_Pino

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