Come (non) si programma un teatro comunale

Breve corso di organizzazione teatrale per famiglie

Pubblicato il 12/02/2004 / di / ateatro n. 063 / 0 commenti /
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Prendiamo una media città della provincia italiana, come ce ne sono tante, con il suo bel Teatro Comunale, ricco di Tradizione. Prendiamo un Professionista dello Spettacolo dalle credenziali impeccabili, con agganci inspiegabili dentro l’Amministrazione, ma con una fedina politica ripulita da quella macchia di socialista craxiano (o di democristiano di lungo corso)– o meglio, con un passato prossimo spedito nel dimenticatoio. Se ci serve, mettiamoci anche una importante agenzia o società di produzione e distribuzione spettacoli (di cui è magari il Nostro è socio più o meno occulto).

Per cominciare la nostra case history, diciamo che un bel giorno la giunta decide di rilanciare la sala, giunta al punto più basso di una penosa decadenza. Non c’è idea migliore di una GRANDE ESTATE – magari dopo una bella inaugurazione con tanto d’assessori, visto che quel delizioso e trascurato Teatrino di Tradizione rischiava di ridursi a parcheggio o supermarket. Ora per la municipalità è destinato a diventare un autentico fiore all’occhiello. Come altri teatri storici in tutto il Bel Paese.
Per rilanciare il nostro Teatro Comunale serve un Profeta del Divertimento. Chi meglio del nostro Stimato Professionista?
Tanto per cominciare bisogna fargli un bel contratto di consulenza, visto che le competenze si pagano. Per di più i consulenti non gravano sui costi del personale. Ecco allora la chiamata diretta del Sindaco, che vuole rilanciare la popolarità della sua giunta con nuove iniziative e divertimento garantito. Ma un consulente – se è serio – bisogna pagarlo come merita. Non meno di 75.000 euro all’anno. Se gli offri di meno, mica lo lascia il teatro della città vicina – che nel frattempo, nel silenzio generale, pare stia andando in profondo rosso.
Così l’Indiscusso Professionista, debitamente corteggiato, ricevute le dovute garanzie, finalmente accetta l’incarico. I Progressivi Orizzonti dell’Arte scenica trasfigureranno la nostra Piccola Città, insieme con i tappeti rossi della platea, le locandine colorate e le luci della ribalta che riverberano sul cerone degli attori.
Immancabile, arriva la rituale interrogazione dell’opposizione in Comune sulla cifra destinata al consulente. «Ma ci sarebbe costato di più se avessimo dovuto stipendiare un dirigente!», tuona l’Assessore al Bilancio sulle pagine dei giornali locali. Un parere assai autorevole, visto che il nostro Bravo Assessore è anche Presidente della locale Fondazione Bancaria: in sostanza, quella che finanzia il programma culturale dell’intera città.
Il budget della cultura e del teatro continua a diminuire, ma i soldi per un Vero Professionista non mancano mai. Denaro meritato, perché certamente farà una BELLA PROGRAMMAZIONE.

Per programmare la stagione del nostro Teatro Comunale, ci vuole più o meno una decina di spettacoli. Allora, tanto per cominciare ci infiliamo un bel musical (di questi tempi funziona alla grande), altri tre spettacoli li facciamo scegliere direttamente da una associazione locale che conta migliaia di iscritti, tutti fanatici dell’operetta e della lirica che garantiscono il pienone. Poi ci si possono infilare un paio di prodotti di una agenzia di spettacolo (ma non lo sapete che il nostro Onesto Consulente nasce come impresario? E che un piedino da quelle parti l’ha tenuto…). Ma sì, tanto sono comici, e lo stile Zelig-Ciak è già un classico. Poi, per amor di campanile, non può mancare il cabarettista locale che fa anche il fine dicitore di versi, ma che guarda caso fa proprio parte dei suoi stalloni di agenzia.
Se c’è una nipote scenografa, si possono pigliare due piccioni con una fava: Brava Professionista, lei lavora certo brillantemente per un qualche teatro stabile, il cui spettacolo finirà naturalmente nel nostro cartellone. Lo stesso vale, ovviamente, per il figlio aiuto-regista.
Meglio ancora se la moglie è attrice. Di teatro ragazzi. Per i bimbi, allora, il cartellone lo possiamo fare con uno scambio secco. Ma cosa scambiamo, se il nostro Grazioso Teatro è appunto Comunale e non ha una compagnia o un gruppo che lo gestisce? Lo scambio lo si fa ovviamente con la famiglia del nostro professionista. La prova? Se nel cartellone della nostra città di provincia compare la tale compagnia, basta guardare il cartellone di quella compagnia. Se da qualche parte appare il nome (anzi, il cognome) in questione, avete fatto Bingo! Poi c’’è lo strano caso di quell’altro stabilone che approda con regolarità sul nostro palcoscenico. Ma guarda caso co-produce uno spettacolo proprio con quell’altro stabile, quello così caro al nostro Stimato Professionista…
Curiosamente nel nostro cartellone troviamo anche tre-spettacoli-tre in stagione che figurano anche nel cartellone del teatro del Capoluogo, fino a poco tempo fa gestito dal nostro Impresario-Consulente. Non vorrete mica fargli rompere antiche amicizie? E magari fanno uno sconto su base regionale…
L’’abbiamo già detto. Il nostro Bellissimo Teatro Comunale purtroppo non fa produzione. E’ un vero peccato non produrre quelle gradevolissime serate di musica e letture, o i deliziosi spettacoli per ragazzi della signora (anche lei una Brava Professionista, naturalmente)… Si può fare un’eccezione e dirottare un po’ di soldi pubblici per gli affari di famiglia. E magari cerchiamo di dare un aiutino a chi se li prende, questi spettacoli. Così in occasione di queste trasferte il nostro Teatro Comunale diventa addirittura «organizzatore». Magnifico, tutti in tournée!
Ma torniamo al nostro cartellone. Abbiamo trovato un posticino per il regista che dirige di solito la Sua Signora Ottima Professionista in spettacoli immemorabili. Ci abbiamo infilato il suo ex teatro, quello che ha abbandonato, con quelle produzioni che non girano neanche a spingerle. Abbiamo fatto un doveroso favore al direttore del più potente teatro stabile, magari con una spintarella dell’Eti, ospitando le patetiche esibizioni della moglie (o ex moglie?), un tempo attrice di fama. Così abbiamo anche a caratteri cubitali sulla facciata del nostro Magnifico Teatro Comunale il nome della Vecchia Signora del teatro italiano, alla solita magistrale prova d’attrice in un testo scritto per la Duse. Poi un paio di grandi eventi: un cantante sempreverde e un comico di denuncia. Ma come contattarli? Guarda caso nell’Interessante Cartellone figura sempre la stessa società di intermediazione (attenzione, non distribuzione) di spettacoli: una società pressoché sconosciuta, di cui curiosamente non si trova traccia neppure su Internet. Ma devono essere amici di famiglia, l’indirizzo e il numero di telefono loro li hanno….
Allora è tutto così facile? No, ci sono alcune sfuggenti eccezioni, totalmente irrazionali. Nel calderone di una Programmazione Artistica così disinvolta ci finisce anche uno spettacolo di ricerca, diciamo l’ultimo lavoro di un Alfonso Santagata, così mettiamo a tacere quei noiosi fanatici dell’avanguardia. Ma lo sistemiamo accanto alla Natalie Caldonazzo, così imparano.
Insomma, per quanto riguarda la stagione invernale dopo questo duro lavoro (una mezza dozzina di telefonate e qualche chiacchierata davanti al caffelatte mattutino in famiglia) sono stati sistemati la propria società e la tribù, si sono ricambiati favori ad amici vicini e lontani, e tra questi ultimi alcuni di quelli che contano là a Roma e che sapranno a loro volta ricambiare.

Finalmente arriva l’estate, quando non ci sono più solo quei pitocchi degli assessori alla cultura, ma entrano in gioco i portafogli – assai più gonfi – degli assessori al turismo, e i pingui contributi della Regione. Evviva! Ci sono tante piazze da riempire di comici e cantanti. Con budget finalmente considerevoli. Iniziamo subito a piazzare la cicciona che gira in tv con obeso successo. Guarda caso, anche lei fa parte della scuderia. E così via…
E il Grazioso Festival dei Ragazzi, nato nella vicina Località Turistica lontano grazie all’amicizia con l’assessore poi diventato sindaco e gestito con tanto amore fin dalla tenera prima edizione? Lo affidiamo al figlio, che metterà in piedi anche lui un’apposita società. Ma cosa volete che sia un Festival di Teatro Ragazzi, due lire di budget! La delibera parla di una disponibilità finanziaria affidata al giovanissimo figlio d’arte – certamente talentuoso –di oltre 200.000 euro per tre giorni di spettacoli per bimbi da strada ed esibizioni di saltimbanchi – alcuni fortunatamente autofinanziati («a cappello»).
Per una iniziativa di tale prestigio, è possibile fare a meno dell’Ottimo Consulente? Certamente no, e infatti compare ancora una volta come organizzatore della società del figlio – come da delibera.

Impresario di stoffa (molta, nel caso…), dicevamo, ma l’agenzia che ha messo in piedi è diventata una potenza, sempre più grande! Piazza comici nei talk show, lancia ospiti in televisione e nelle pubblicità. Ma anche nei Grandi Eventi della Grande Estate.
Con questo bengodi, la Premiata Scuderia non avrebbe bisogno di altri finanziamenti pubblici. Invece ne dubitavate?– ecco oltre alla sponsorizzazione della Lottomatica, la sovvenzione del Fondo dello Spettacolo (540 milioni nel triennio dal 1999; 60.000 euro per il solo 2003).
Ma non bastano quelle che chiamano sinergie: la consulenza, i soldi del Comune, le commissioni delle agenzie, il cartellone che somiglia un po’ troppo allo stato di famiglia, il finanziamento del FUS, il Festival dei Ragazzi. Da qualche tempo la Fortunata Città che si è assicurata i servigi del nostro Supremo Professionista per salvarla dal nulla cosmico teatrale riceve altri soldi dal FUS. Per la prosa. Sì! E’ un vero miracolo! La città non fa niente per il teatro e per la sua cultura: non finanzia alcuna attività produttiva, anche se fa molto per la Tribù del Grande Impresario. Come è possibile che abbia ottenuto queste sovvenzioni? Il FUS paga ANCHE per il SUO teatro. Sì, perché quello gestito dal nostro Ingombrante Professionista è sempre meno un Teatro Comunale. Sta diventando PROPRIETA’ PRIVATA, privatissima, insomma, cosa nostra.
E la programmazione? Beh, quella chissenefrega. L’abbiamo già fatta ed è ottima…

Redazione_ateatro

2004-02-12T00:00:00

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