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Sulla recensione a La scrittura scenica

Pubblicato il 15/02/2004 / di / ateatro n. 064 / 0 commenti /
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Caro Oliviero,
ti scrivo per ringraziarti della recensione del mio libro dedicato alla scrittura scenica.
Ne hai fatto una lettura molto curata ed interessata di cui ti sono grato, rivelando, come è giusto che sia, la problematicità della questione che io, certo, non ho preteso di risolvere ma che, invece, mi è sembrato di poter porre in una prospettiva storico teorica di cui cogli, giustamente, le ragioni e i limiti.
Le questioni legate al teatro del Novecento, alle sue linee di ricerca ed alle sue vicende mi sembrano in gran parte tutte da scrivere. Non solo per una salutare esigenza di sistematizzazione storiografica, ma anche per giungere ad una più precisa comprensione delle dinamiche linguistiche che hanno condotto ad una radicale ridefinizione della nozione stessa di opera d’arte teatrale.
Tu fai giustamente rilevare come il fenomeno della scrittura scenica non possa risolversi, oggi, nè solo in un recupero critico degli strumenti della regia, nè limitarsi alla Raffaelo Sanzio, in quanto vi sono postazioni ulteriori del discorso, tra cui mi sembra di particolare importanza l’ipotesi di un teatro virtuale legato alle esperienze della medialità informatica. Ma è argomento, questo, che mi è sembrato prematuro, per molti versi (soprattutto soggettivi) inquadrare all’interno di uno sforzo ermeneutico che aveva bisogno di una maggiore sedimentazione storica degli avvenimenti. Insomma, detto in soldoni, ad un certo punto ho deciso di fermarmi e vedere quale quadro uscisse fuori dal discorso che stavo cercando di trattare.
Quello che mi fa particolarmente piacere è trovare nella tua recensione il riconoscimento di uno sforzo che è stato quantitativo oltre che qualitativo, teso come era – e come emerge chiaramente dalle tue parole – ad organizzare in un discorsio coerente, sul piano linguistico, esperienze anche molto distanti tra loro, nel tentativo di leggere nella divaricazioni di fenomeni del teatro del Novecento una direttrice problematica comune, attorno a cui si sviluppano risposte di indirizzo diverso. Porre le questioni della riflessione linguistica del teatro all’interno di un quadro culturale più ampio è, credo, un passo ulteriore di studio da fare, di cui ho voluto dare un segnale riferendo il concetto di scrittura scenico a quelo barthiano di scrittura.
Scusa la lunghezza della lettera ma la tua analisi del mio lavoro mi ha molto stimolato in direzione di ulteriori riflessioni che, mi auguro, ci sarà modo di condividere.
Un saluto affettuoso.
lorenzo mango

Lorenzo_Mango_scritturascenica_regia

2004-02-15T00:00:00

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Tag: scritturascenica (3)


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