Reportage Chernobyl

un progetto

Pubblicato il 03/05/2004 / di e / ateatro n. 068 / 0 commenti /
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La notte del 26 aprile 1986 all’’una, ventitre minuti, cinquantotto secondi, vi fu la prima di una serie di esplosioni che distrussero il reattore ed il fabbricato della quarta unità della centrale elettronucleare di Chernobyl. Questo incidente è il più grande disastro tecnologico del XX secolo.

Chernobyl, se ancora oggi a quasi vent’anni di distanza, chiedi ai bambini cos’è, loro ti rispondono: è quella centrale nucleare che stava in Russia, che è esplosa e poi le radiazioni sono arrivate anche qui. Più o meno stessa risposta ottieni dagli adulti, gli adulti medi, si intende, quelli che con i principi scientifici o tecnologici non hanno dimestichezza e tutt’al più si tengono un po’ informati leggendo qua e là. Vale a dire la maggior parte di noi. Ed è vero: Chernobyl era una centrale nucleare situata nell’URSS di allora, più precisamente nella Repubblica Ucraina e le radiazioni hanno contaminato non solo la zona circostante la centrale ma, in maniera infinitamente minore, anche parte dell’Europa e di un po’ di mondo. Ed è vero che della tragedia di Chernobyl, del suo destino e delle migliaia di morti o quasi morti che si porta appresso, ora non ne sappiamo quasi più nulla. Eppure, in tempi di continua emergenza ambientale, con dati sicuramente meno eclatanti dell’esplosione di una centrale nucleare ma non meno preoccupanti e con una diffusa e insufficiente informazione/disinformazione sullo stato del pianeta, per non parlare della nostra scarsa coscienza ambientalista, ricordare e ricordarci di Chernobyl dovrebbe essere fondamentale. Nella tragedia di Chernobyl, e soprattutto in quello che poi ne è seguito, vi è infatti tutta la contraddizione delle moderne società industrializzate: abbiamo bisogno di sempre più energia (nell’accezione più ampia del termine) per mantenere il livello attuale del soddisfacimento dei nostri bisogni/consumi (veri o “drogati” che siano) ma allo stesso tempo sembriamo incapaci di ottenere ciò che desideriamo senza violentare l’ambiente che ci circonda. L’energia e la sua produzione sono diventate sempre più la partita su cui si gioca prepotentemente il nostro futuro; uno sviluppo eco-etologicamente sostenibile è ormai imprescindibile; una maggiore coscienza e cosciente informazione sono urgenti, per non cadere nelle facili trappole delle piccole e grandi disinformazioni di cui siamo oggetto; una memoria di quello che è stato ci connette con i problemi del presente e ci allerta sul futuro. Da un lato il mondo della scienza, con le proposte/risposte alle emergenze ed ai problemi, dall’altra noi, con le nostre scarse conoscenze scientifiche, e i nostri bisogni. L’atomo, da un lato, la vanga, dall’altro. La Scienza e la Terra.
Riflettere su questi temi, dare e fare informazione, interrogarsi e cercare risposte, condividere le nostre idee ci sembra possa e debba essere oggetto di un’indagine artistica.

Da un’intervista al filosofo di origini tedesche Hans Jonas:

Jonas: Lo sfruttamento della natura è diventato una delle abitudini degli uomini, in particolare di quelli della società industrializzata occidentale.

Domanda: Viviamo sotto la minaccia del buco dell’ozono e della catastrofe climatica; l’aria, l’acqua e il suolo sono in vaste parti della terra danneggiati gravemente o già distrutti. Com’è possibile che segnali del genere non conducano a nessun cambiamento radicale del comportamento?

Jonas: Chi non è minacciato personalmente in modo diretto non si sforza di fare una vera revisione del proprio modo di vivere. Nel caso di una minaccia incombente è diverso, individualmente e collettivamente. Quando inizia l’eruzione del vulcano si fugge. Le prospettive lontane però in particolare quando riguardano solo generazioni future, evidentemente non inducono gli uomini a cambiare comportamento.

Domanda: Chernobyl è stato uno shock. Ma ha avuto solo un effetto breve. Dicendo un’eresia ci si potrebbe chiedere se l’umanità non abbia bisogno di più Chernobyl.

Jonas: La domanda non è ingiustificata. E’ cinica e la risposta è altrettanto cinica. Forse l’uomo non può essere portato alla ragione senza seri avvertimenti e senza reazioni già molto dolorose da parte della natura martoriata. Forse deve accadere qualcosa di piuttosto grave perché dall’estasi dei bisogni sempre crescenti e dal loro soddisfacimento illimitato si torni ad un livello che sia compatibile con la sopravvivenza dell’ambiente.

COMITATO SCIENTIFICO
Per realizzare le diverse finalità che il progetto si prefigge è imprescindibile la costituzione di un comitato scientifico che ci guidi e ci stimoli nella ricerca, raccolta e selezione dei materiali che andranno poi a costituire l’ossatura del progetto stesso.
Fanno già parte del nostro comitato scientifico: Svetlana Aleksievic – giornalista bielorussa e autrice del libro Preghiera per Chernobyl, di cui verranno utilizzati alcuni estratti nello spettacolo; Alessandro Gori,- giornalista, esperto di questioni legate all’Ucraina ed a Chernobyl;
Gianni Tamino – esperto di fisica nucleare ed ex europarlementare;
Emilio Molinari promotore del Contratto mondiale dell’acqua;
Mario Agostinelli membro del World Forum of Alternatives;

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO

1.Lo spettacolo
Cuore del progetto è la creazione di uno spettacolo teatrale che affronti i temi legati alla storia di Chernobyl e alla sua connessioni con le più attuali tematiche legate all’energia ed alle emergenze ambientali connesse. Il testo prenderà spunto dalle testimonianze dei sopravvissuti al disastro nucleare di Chernobyl contenute nel libro di Svetlana Aleksievic Preghiera per Chernobyl. L’attrice Roberta Biagiarelli “dialogherà” in scena con immagini e filmati che accompagneranno la sua narrazione.
La creazione del video sarà affidata ad un videomaker che seguirà il nostro lavoro di ricerca e documentazione partecipando alla scrittura dello spettacolo. Non una narrazione pura quindi ma una contaminazione di stili, cercando di avvicinarci per l’appunto all’idea di reportage.

2.Il video/cd rom

Integrando i materiali già presenti nel video dello spettacolo, creeremo un altro prodotto video, che conterrà le informazioni raccolte su Chernobyl, interviste, materiali didattici e divulgativi sull’energia e sull’ambiente, utilizzabile in maniera autonoma. Pensiamo soprattutto ad una diffusione in ambito scolastico, in occasione di incontri e conferenze relative al tema dell’energia e dell’ambiente, ad uso delle comunità, nelle biblioteche od in altre strutture sociali.

3.La pubblicazione

Nella forma di un libro/catalogo verranno raccolti ed organizzati i materiali testuali e fotografici utilizzati nella ricerca. La pubblicazione potrà essere diffusa come strumento di conoscenza e approfondimento sui temi trattati così come strumento didattico e divulgativo.

4.Il sito

L’attivazione di un sito internet che contenga immagini, testi e un forum permanente di discussione.

5.Il lavoro sul territorio:

– con le comunità
alle comunità che fossero interessate verranno presentati, nelle forme giudicate più opportune, i vari segmenti del progetto: lo spettacolo con uno o più incontri degli esperti, il video/la pubblicazione con il commento e la partecipazione degli artisti coinvolti, conferenze e incontri con gli esperti e gli artisti.
– gli interventi nelle scuole
a partire dai materiali della ricerca è previsto un ciclo di interventi nelle scuole medie e superiori mirati ad approfondire i temi legati a Chernobyl e all’energia.

6.Collaterali: conferenze ed incontri

I membri del comitato scientifico si sono resi disponibili a partecipare a conferenze ed incontri sui temi trattati dal progetti così come ad integrare la presentazione dello spettacolo con interventi mirati.

Roberta_Biagiarelli_e_Simona_Gonella

2004-05-03T00:00:00

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