Le Buone Pratiche il 6 novembre a Milano

Una banca delle idee per il teatro italiano: perché ci dovete essere (e come fare per esserci)

Pubblicato il 24/09/2004 / di , and / ateatro n. #BP2004 , 073 / 0 commenti /
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Ideazione e (dis)organizzazione Franco D’Ippolito, Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino

Sabato 6 novembre
Milano, Civica Scuola d’Arte Drammatica «Paolo Grassi»
via Salasco 4
dalle 10 alle 18.30

PREMESSA: ISTRUZIONI PER L’USO

L’incontro si terrà in dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30.
Verrà articolato in sessioni, condotte da un moderatore, con brevi relazioni (max 10 minuti, con rigido rispetto dei tempi) che illustrino le Buone Pratiche.

Abbiamo previsto un «coffee break» e un «lunch break» sul posto (l’iniziativa è autofinanziata: portate qualche euro, per favore, altrimenti niente caffè né focaccine al prosciutto…).

Se venite verso le 9,30 vi guardate meglio i documenti preparatori, che verranno esposti il loco.

Ringraziamo di tutto cuore la Civica Scuola d’Arte Drammatica «Paolo Grassi» per l’ospitalità.


LE BUONE PRATICHE
In ateatro71 abbiamo lanciato l’iniziativa «Le Buone Pratiche. Una banca delle idee per il teatro italiano». L’iniziativa si muove nella scia degli incontri Nuovo Teatro Vecchie Istituzioni e ne riprende alcuni aspetti.
Ci sono stati parecchi riscontri al nostro documento, abbiamo lavorato e ora passiamo alla fase esecutiva.

Che cosa intendiamo per Buona Pratica?
Per noi una Buona Pratica è una iniziativa o un metodo di lavoro che considerate efficace e utile (o che ha avuto successo in passato) e che pensate possa e debba essere riprodotto da altri;
oppure un progetto che vi sembra possa essere utile ad altre realtà che operano nel campo del teatro (per esempio società di servizi o reti).

Insomma, non si tratta di dire: «Guarda come sono stato bravo a fare questa cosa» (siete tutti bravissimi, lo sappiamo), ma: «Adesso ti spiego come ho fatto questa cosa bella & utile che ho imparato a fare io, così lo potrai fare anche tu, a casa tua (e magari potremo farla insieme)».
Non si tratta di illustrare i vostri progetti (interessantissimi, ne siamo sicuri), ma di dire: «Ho fatto» (o anche «Ho in mente di fare») «questa cosa con te e per te/per noi. Ti spiego qual è l’obiettivo del progetto, come funziona e perché deve interessare anche te».

Come procediamo per illustrare con chiarezza le nostre Buone Pratiche?
L’incontro è ovviamente aperto a tutti. Quello che invece chiediamo a chi voglia presentare una relazione (insomma, a chi voglia raccontarci la sua Buona Pratica) è di inviare all’indirizzo mail info@ateatro.it entro il 25 ottobre prossimo una breve scheda (circa 4000 battute) che illustri – appunto – la vostra Buona Pratica: in che cosa consiste, perché è utile, quali sono gli elementi «riproducibili» – e magari quelli da non riprodurre.
Ci interessa sapere in cosa consiste, ma soprattutto il metodo, le forme di finanziamento: insomma vi chiediamo di essere molto concreti, magari facendo anche qualche cifra.

Quando parliamo di «Banca delle Idee», sappiamo che possono esserci idee, anche molto buone, che non è stato possibile realizzare. Non vi chiediamo di raccontare i sogni nel cassetto, ma SE avete dei progetti concretamente strutturati (scopo, metodo, finanziamenti), che ritenete utile condividere, o che forse qualcuno o voi stessi potreste realizzare altrove, mandateceli pure!

L’insieme di queste schede confluirà nella Banca delle Idee, consultabile da tutti sul sito www.ateatro.it

Vorremmo che l’incontro fosse davvero utile. Per questo abbiamo pensato a una giornata intera di lavoro, con una griglia tematica di riferimento, per sollecitare il vostro apporto.
I temi che abbiamo individuato saranno precisati meglio da relazioni introduttive (non troppo prolisse!), anche alla luce dei materiali pervenuti e da qualche intervento che ci riserviamo noi stessi di sollecitare.

Sollecitiamo anche la presenza di OSSERVATORI: artisti, autori, critici, rappresentanti istituzionali, direttori di teatri, festival, circuiti (alcuni ci hanno già garantito che ci saranno).

Per ora (ma non escludiamo che le vostre proposte disarticolino un po’ lo schema), riteniamo di poter raccogliere le Buone Pratiche (e le idee e i progetti) secondo i seguenti nuclei tematici. Le esemplificazioni riguardano pratiche/interventi che ci sono già state segnalate o che abbiamo sollecitato. Ma attenzione! questo non vuol dire che siano le più importanti (o le sole).

1. MODELLI DI PRODUZIONE, DI SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE, DI GESTIONE DELLE IMPRESE TEATRALI

Si è parlato molto di razionalizzazioni e fusioni, che sono tra l’altro incoraggiate dalle recenti normative. Ma ci sono fusioni – temporanee o definitive – davvero riuscite?

Rimescolare le carte nella formazione delle compagnie integrando personalità e artisti diversi (per stile, generazione etc.) può essere una buona pratica: come nasce e può essere gestita?

Parliamo dell’efficacia dei «bandi» e delle diverse forme di selezione dei giovani e delle nuove realtà – dopo anni di verifiche – e del sostegno produttivo attraverso l’esame di «corti» (il metodo usato per esempio dal Premio Scenario) o «progetti».

Ma siamo certi che su questo argomento ci sono molte pratiche da raccontare.

2. MODELLI DI DISTRIBUZIONE, DI PROGRAMMAZIONE E DI GESTIONE DEGLI SPAZI

Si tende a ignorare, a livello nazionale il funzionamento di alcuni «microcircuiti» e di qualche teatro comunale che si è «reinventato».

Sarà utile analizzare lo spazio, la funzione e i modi di fare teatro nei Centri Sociali: ci sono ricerche e progetti concreti.

Ci interessa capire come all’interno di realtà istituzionali (Stabili, circuiti) può esserci davvero spazio per un teatro giovane, per un rinnovamento del linguaggio teatrale e per il ricambio generazionale.

Nella periferia delle grandi città – da Milano a Napoli – si stanno creando di fatto reti di teatri, con progetti di programmazione: analizziamo in concreto l’avvio di queste esperienze.

Ma ancora: ci sono esperienze funzionanti (esportabili) di gestione comuni di spazi? pratiche di «residenza» da cui si possa imparare?

3. MODELLI E TECNICHE DI FINANZIAMENTO E DI AUTOFINANZIAMENTO

Funziona l’«azionariato popolare» lanciato per finanziare alcune produzioni?

Acquistare il proprio teatro/spazio: come autofinanziarsi, quali vantaggi può portare.

Ma su questo tema ci interessano anche pratiche molto specifiche: avete scoperto una tecnica miracolosa per convincere gli sponsor? Riuscite a finanziare una sala teatrale (o un festival) con altre pratiche? Gestione di bar e locali, corsi e seminari, noleggi di materiale o di spazi possono tappare qualche buco: ma con quali regole e in che rapporto con l’attività «creativa»?

4. ASSOCIAZIONI DI COMPAGNIE, RETI E SERVIZI COMUNI

Area 06 a Roma, Faq a Milano: in cosa consistono queste associazioni tra compagnie? Hanno funzionato? Il modello è migliorabile ed esportabile?

E’ possibile pensare a società di servizi (e centri di servizi) che possano diminuire i costi di alcune funzioni (per esempio ufficio stampa, fornitura materiali tecnici o servizi)?

C’è qualche idea per razionalizzare e rendere più economico l’uso delle sale prove? O per mettere in comune attrezzature nei periodi fermi?

Ma in questi mesi sono state lanciate altre forme di associazione, come l’Associazione Luz (sul versante della produzione cinematografica) e Iris (sul versante delle relazioni internazionali).

5. NONSOLOTEATRO: IL CONFRONTO E LA CONTAMINAZIONE

Che rapporto può esistere tra il teatro e la radio e la televisione? Internet e i nuovi canali tematici possono offrire una nuova opportunità?

E’ possibile pensare a sale polivalenti in cui il teatro sia solo una parte dell’offerta (accanto a musica, cinema, eccetera).

E’ possibile che il teatro «invada» in qualche modo gli spazi museali – magari evidenziando il rapporto con le arti visive?

6. TUTTO QUELLO CHE MANCA

Certamente ci direte che abbiamo dimenticato molte cose fondamentali, importantissime: per esempio la FORMAZIONE, gli SCAMBI INTERNAZIONALI, il SUD e le AREE DISAGIATE, la PROMOZIONE e il MARKETING, l’INFORMAZIONE e la CRITICA, il RAPPORTO CON GLI ENTI LOCALI
Non ce li siamo dimenticati! Ci interessano tutte le Buone Pratiche (nell’accezione di cui sopra) ci interessa. Dunque ne avete in mente qualcuna, fatecelo sapere.

IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO

Prima dell’incontro contiamo di mettere sul sito www.ateatro.it un programma articolato, con l’elenco degli interventi e i nomi degli osservatori che ci hanno garantito la loro presenza.

Potete (dovete…) anche segnalare la vostra adesione e partecipazione utilizzando il forum Nuovo Teatro Vecchie Istituzioni.

Come sempre attendiamo idee, suggerimenti, obiezioni, consigli, sconsigli (il sito e i forum sono a dispo). Se volete approfondire, nell’archivio di ateatro, trovate altro materiali, riflessioni, relazioni, e quant’altro. E aggiorneremo via via il sito con ulteriori informazioni, materiali e contributi alla discussione.

Franco_D’Ippolito,_Mimma_Gallina_e_Oliviero_Ponte_di_Pino

2004-09-24T00:00:00

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