Una ipotesi di stabilità leggera per le periferie

Teatri di Napoli

Pubblicato il 29/10/2004 / di / ateatro n. #BP2004 , 075 / 0 commenti /
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Teatri di Napoli è un progetto artistico teatrale permanente cui il Comune di Napoli ha dato impulso nel 2001 individuando luoghi e spazi metropolitani dove poter far nascere vere residenze teatrali, dove artisti e compagnie, con diversa storia e identità, avessero la possibilità di trovare una casa in cui crescere e far vivere la propria ricerca teatrale, aprendosi al territorio e aprendo il territorio a nuove sensibilità.
L’ipotesi – già contenuta nelle linee di programma dell’Amministrazione Comunale di Napoli – prevedeva un forte intervento sulle aree periferiche della città per sottrarle al degrado e riequilibrare il rapporto centro/periferia.
Questa indicazione politica ha permesso all’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Rachele Furfaro di avviare una ricognizione sugli spazi allocati in quattro aree periferiche e di individuare uno spazio nel centro della città che potesse fungere da elemento di raccordo e di centralità di tutto il progetto.
Un regolare bando, rivolto esclusivamente alle compagnie napoletane del teatro contemporaneo e per le nuove generazioni riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (ex art. 17 comma b), ha destinato gli spazi accorpando gruppi diversi tra loro per funzioni e specificità.
Ne è venuta fuori la seguente mappa:

· S. Pietro a Patierno, Masseria Luce / gestione: Rossotiziano e Le Nuvole
· S. Giovanni a Teduccio, Granile delle Arti (già Supercinema) / gestione: Libera Mente e I Teatrini
· Ponticelli, Museo Laboratorio Città dei Bambini / gestione: Crasc, La Riggiola e Scena Mobile
·
Piscinola, Auditorium lotto 14B – via Dietro la Vigna / gestione: Libera Scena Ensemble

Inevasa purtroppo la possibilità di reperire uno spazio centrale (Cinema Italia). Ancora oggi la questione è osteggiata dalla Circoscrizione sul cui territorio insiste l’immobile, privando di fatto il progetto di un segmento fondante.
Nei – purtroppo – tempi lunghi delle necessarie ristrutturazioni degli immobili destinati alle compagnie, e della quindi successiva stipula delle convenzioni di affidamento degli stessi, Teatri di Napoli diventa una realtà in divenire che trova diverse forme di presenza e azione nei territori:

· è una stagione regolarmente programmata da 3 anni al Teatro Area Nord di Piscinola (nella sola sala piccola);
· è una palestra di teatro, la Scialoia, e un appuntamento per i più piccoli nella Biblioteca Labriola di S. Giovanni a Teduccio, in attesa del Supercinema;
· è una Masseria del ‘700, in attesa di definitivo ripristino, estemporaneamente abitata da installazioni, laboratori, set cinematografici a S. Pietro a Patierno;
· è un esperimento teatrale di confine, su un territorio di confine, nel Teatro Museo Laboratorio di Ponticelli.

La rete delle stabilità leggere
Teatri di Napoli si è configurato sin dall’inizio come modello partecipato pubblico/privato con una sua originale strutturazione:

· spazi pubblici condivisi da più compagnie associate che mantengono ognuna la propria autonomia progettuale;
· localizzazione periferica delle strutture individuate;
· collegamento al Teatro Stabile Pubblico (Mercadante);
· direzione artistica coordinata su alcuni segmenti di programmazione.

Non si tratta del consueto decentramento ma di una ipotesi ambiziosa di riequilibrio tra il centro e la periferia di un’area metropolitana con la creazione di poli culturali di eccellenza capaci di modificare i rapporti di appartenenza dei cittadini nei confronti del territorio che abitano.
E quello che si tenta di creare in questi luoghi è una presenza costante nei territori, un abitare gli spazi dando vita di fatto a quel distretto culturale che porta necessariamente le compagnie ad agire in sintonia con tutte le altre componenti culturali e sociali presenti sul proprio territorio, dall’associazionismo alla scuola, e ad esserne dal territorio riconosciute ed accettate.
Potrà nascere così una rete di spazi teatrali periferici che, una volta a regime, si configurerà come un vero e proprio circuito “altro”, non alternativo ai circuiti ufficiali, ma semplicemente diverso, perché agito spesso in spazi non canonici, con modalità di rapporto col territorio che non siano solo belle parole da “manifesto programmatico”.
Una rete che manterrà rapporti saldissimi con il centro, lo Stabile pubblico, e le istituzioni, dei teatri in cui sarà bello venire perché vissuti e abitati quotidianamente.
Nello scorso mese di luglio questa rete è stata testata col festival Teatri di Napoli, un appuntamento estivo voluto dal Comune di Napoli e dalle compagnie associate, 4 giorni intensi di spettacoli di teatro contemporaneo e di teatro per le nuove generazioni.
L’idea semplicissima è stata quella di presentare le ultime produzioni teatrali delle 8 compagnie napoletane insieme ad altre 8 novità di gruppi scelti nel panorama nazionale che, per poetiche e pratiche artistiche, fossero al progetto vicini.
Il tutto presentato alla città ma anche e soprattutto a circa 50 operatori/organizzatori che Teatri di Napoli ha ospitato e “scarrozzato” per Napoli in un tour de force teatrale nelle periferie, alla ricerca del teatro inventato nelle palestre, nei cortili, nelle masserie e nelle nostre sedi provvisorie.
In questa prospettiva di lavoro le nostre compagnie si candidano a diventare quelle che ormai chiamiamo compagnie a stabilità leggera, compagnie cioè che si muovono in spazi e con modalità tutte ancora da sistemare e da ridefinire, assoggettate a un sistema di regole concordate esclusivamente con gli enti locali e con le regioni che sono i punti di riferimento più prossimi a questa esperienza.
I punti di criticità:
·
ritardo nella consegna delle strutture
· mancanza di uno Studio di fattibilità a priori
· ritardo nella stipula delle convenzioni
· mancanza di certezza economica nella fase di avvio del progetto
· mancanza di chiarezza, in alcuni casi con le Circoscrizioni.

Lo stato delle cose
Questo che si sta per chiudere è un anno decisivo per la definizione futura del progetto “Teatri di Napoli”. La bozza di convenzione è arrivata alla sua definizione e quindi si potrà procedere alle assegnazioni definitive secondo criteri che riguarderanno le singole strutture.
Presso l’ex Supercinema di San Giovanni oggi “Granile delle arti” si stanno per terminare i lavori di recupero e se i tempi verranno rispettati si potrà cominciare a programmare a partire dal 2005.
Il Teatro Area Nord dovrebbe poter aprire il cantiere per il ripristino della sala grande entro l’estate 2005 avendo avuto approvato un finanziamento per circa 750.000,00 euro dalla Regione Campania e che si dovrebbero rendere disponibili ora che il bilancio regionale è stato approvato.
Il Teatro della città dei bambini è in fase di recupero essendo il cantiere già aperto, ma essendo inserito in un piano di recupero di un’area molto vasta e articolata per la quale si prevedono lavori complessi potrebbe non farcela per il 2005.
Masseria Luce ha ottenuto un finanziamento per il suo recupero, ma vive una contraddizione non risolta con la Circoscrizione, che aveva previsto l’utilizzo della struttura per finalità diverse. (Museo contadino e utilizzo da parte di associazioni territoriali a carattere amatoriale).
Il cinema Italia che doveva nelle intenzioni essere il punto centrale di incontro delle esperienze sviluppate in periferia rimane inutilizzabile, sebbene sia l’unico spazio già agibile, per contrasti con la Circoscrizione che vorrebbe destinarlo a museo della canzone napoletana.

Luigi_Marsano

2004-11-03T00:00:00

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