Gruppo di ricerca sulle mutazioni dell’’immaginario giovanile

Generazioni

Pubblicato il 02/11/2004 / di / ateatro n. 075 / 0 commenti /
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Il convegno “Teatro – Educazione – Innovazione“, svoltosi alla Città del Teatro di Cascina dal 23 al 25 ottobre 2003, ha fatto emergere l’’esigenza di una migliore conoscenza delle mutazioni giovanili e, soprattutto, degli elementi simbolici, emotivi, ideologici, estetici che devono fare da sfondo ad un’’ipotesi di verifica relativa al senso di una proposta educativa e artistica, dentro e fuori la scuola. Un’ulteriore riflessione ha evidenziato la necessità di un rinnovato confronto per indagare gli stati d’evoluzione attuali dei progetti teatrali rivolti alle nuove generazioni e, al contempo, di individuare necessità comuni, a partire dal confronto tra i modelli di formazione teatrale attivi nelle scuole della Regione Toscana, sottolineando come il teatro e la scuola vivano attualmente il rischio reale di una ancor maggiore marginalità politica e culturale.
A partire da queste premesse abbiamo ritenuto opportuno proporre la nascita di un organismo di approfondimento denominato “GENERAZIONI – Gruppo di ricerca sulle mutazioni dell’immaginario giovanile”, che ha, fra i suoi obiettivi primari, la finalità di animare un rinnovato confronto tra artisti, educatori e studiosi, prefigurando un sistema di progettazione in rete che si fondi su comuni esigenze etiche e culturali, per restituire all’arte la sua peculiare predisposizione alla critica, senza la quale rischierebbe di perdere irrevocabilmente identità e autorevolezza.

Lo sfondo
Il primo incontro per la costituzione del Gruppo di ricerca sulla mutazione dell’immaginario giovanile ha evidenziato alcuni temi da porre sullo sfondo dei futuri appuntamenti di lavoro.
Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di riflettere sulla crisi che pare attraversare la scuola ma anche il teatro italiano. Ci sembra necessario, quindi, attivare forme di studio e di scambio che individuino alcuni strumenti attraverso i quali collocare in rete nuovi modelli di progetto che, rispetto alla dimensione culturale e sociale della relazione tra teatro formazione e territorio, siano in grado di operare con complementarietà su taluni obiettivi condivisi, il primo dei quali deve essere la creazione di un’area innovativa d’eccellenza, capace di superare i settori d’appartenenza per costruire un nuovo sistema di relazioni tra artisti, teatri, scuole, università e territori basato sulla qualità e sullo scambio di bisogni reali.
Per consentire un dibattito proficuo ai partecipanti è stata avanzata la richiesta di condividere la nozione di alterità come elemento caratterizzante, in quanto prefiguriamo un’integrazione delle diversità di ricerca nelle esperienze d’arte con finalità sociali, educative e “terapeutiche”.Siamo convinti, infatti, che un progetto d’arte che si traduca in un’azione formativa rivolta alla vita sociale, passi in primo luogo dal territorio, dalla scuola, dai gruppi e dagli individui in difficoltà. Fra i suoi scopi primari devono obbligatoriamente annoverarsi la diffusione del teatro e delle arti, la promozione di una più diffusa informazione attorno alle motivazioni etiche che inducono artisti, studiosi, educatori ed operatori culturali di tutta Europa ad elaborare progetti di formazione e di ricerca creativa con finalità socio-terapeutiche, e una maggior messa a fuoco della nozione di alterità, il cui immediato legame con l’esperienza di vita della persona può essere considerato un dato di partenza certo e un elemento fondante per la trasformazione del teatro e dell’arte in generale.
In questa prospettiva assume un alto significato etico mettere in risalto alcuni elementi qualificanti di un progetto formativo di innovazione che, traendo spunto dalla produzione artistica e avvalendosi dello strumento operativo e progettuale del Centro Studi – Formazione della Città del Teatro, si propone di esaltare il mezzo teatrale che consente alle persone, ai gruppi, alle scuole e alle nuove generazioni di prendere consapevolezza delle complessità che caratterizzano la società contemporanea, per migliorare la qualità di vita attraverso l’individuazione di un ventaglio più ampio di soluzioni ai nodi che s’incontrano nel mondo attuale. Riteniamo, infatti, che sia dalla scoperta delle diversità presenti in ognuno di noi, grazie anche alle peculiarità del teatro, che si giunga al valore della reciprocità come caratteristica umana irrinunciabile.

Cosa fare concretamente?
Mettiamo all’orizzonte per il 2005 l’ipotesi di realizzare alcune esperienze, in forma laboratoriale o seminariale, da rivolgere agli operatori, educatori e artisti italiani ed europei. Quali contenuti, idee e formule mettere in campo? Attraverso quali finanziamenti?
Crediamo opportuno che i componenti del gruppo di ricerca debbano portare il proprio contributo di idee e di proposte per la realizzazione di tali iniziative e, poiché gli ambiti di intervento di ciascuno sono differenziati e complessi, le esperienze dovranno essere realizzate in contenitori flessibili e qualificati professionalmente, perciò sarà necessario adottare un sistema di comunicazione per la circolazione delle informazioni e dell’ideazione artistica, coerenti con il livello evolutivo e le identità dei diversi componenti.
A partire da tali considerazioni, le azioni di progetto dovranno agire in relazione ai diversi contesti sociali e in rapporto alle diverse fasi evolutive, con una prevalente tensione verso le giovani generazioni. Occorrerà, anzitutto, rilevare tra le nuove generazioni quegli elementi peculiari di conflitto e di mutazione, in grado di incidere sui processi di produzione artistica. Il teatro ha un forte contenuto educativo, costituisce un fattore eminente dell’educazione e della formazione personale fin dalle sue origini. Responsabilità individuale e collettiva, rapporto tra conscio e inconscio, il problema etico e la sua crisi della civiltà contemporanea, sono tematiche intense che devono fare da sfondo ad un’ipotesi di revisione relativa al senso della proposta teatrale come strumento privilegiato di educazione, prassi educativa e creazione artistica.
Si tratta di superare una fase che, storicamente, ha sancito una funzione generica di teatro educativo e “giovanile” che ha visto e vede la preminenza di testi e metodologie di “servizio”, per passare ad una rinnovata azione di “provocazione”, che non separi la visione del teatro come esperienza formativa dal teatro come azione d’arte.

Integrazione delle Arti e delle tecnologie
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Dobbiamo porci obiettivi di elaborazione e di progettazione innovativi, dunque dovremo porre grande attenzione all’integrazione delle diverse discipline artistiche e all’evoluzione – applicazione delle nuove tecnologie con l’arte teatrale. Riteniamo, infatti, che in una prospettiva di qualificazione della progettazione vadano incentivate le contaminazioni tra le arti e le diverse forme di comunicazione, lo sviluppo delle relazioni e degli incontri internazionali che hanno nel processo creativo un elemento essenziale per l’espressione e la qualificazione di quella disciplina. La musica, la danza, la poesia, le arti visive e plastiche ma anche la moda, il cinema, il design, l’informatica, l’urbanistica, i mezzi audiovisivi, sono tutti saperi che contribuiscono all’evoluzione della coscienza sociale. In questo senso l’apprendimento si realizza più efficacemente attraverso il confronto tra culture diverse e l’atteggiamento integrativo

Ambiti di ideazione e di proposta
Ogni componente del gruppo di ricerca dovrà quindi contribuire alla progettualità a partire da una griglia di riferimento che proviamo a indicare schematicamente:
A giornate di studio, workshop, seminari e mostre
B proposte per la valorizzazione delle produzione artistica giovanile.
C proposte per la valorizzazione delle produzione artistica legata al disagio
D individuazione di alcuni progetti pilota europei in grado di costituire un prototipo interessante di scambio e d’innovazione.

Elena_Lamberti

2004-11-02T00:00:00

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Tag: CittàdelteatroCascina (10), giovani (6)


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