Scenario: un progetto

Progetto Scenario e "incubatore d’impresa"

Pubblicato il 02/11/2004 / di / ateatro n. #BP2004 , 075 / 0 commenti /
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L’Associazione Scenario è nata nel 1987, allo scopo di valorizzare nuove idee, progetti e visioni di teatro, in particolare di giovani artisti, individuando nel rapporto fra le generazioni e nella trasmissione dell’esperienza i fondamenti per la vitalità e lo sviluppo della cultura teatrale. Negli anni l’Associazione ha raccolto nuove adesioni, fino a contare attualmente 35 strutture associate, ampiamente distribuite sul territorio nazionale e appartenenti in particolare all’ambito del teatro di innovazione (storicamente rappresentato dalle aree del “teatro ragazzi” e della “ricerca”).
In questo quadro si è inserita la principale attività dell’Associazione, ossia il PREMIO SCENARIO, iniziativa nazionale con scadenza biennale che ha trovato il sostegno dell’Ente Teatrale Italiano, copromotore del Premio fino alla sua settima edizione.
Il Premio, che nel 2003 giunge alla sua nona edizione, si rivolge ad artisti esordienti, gruppi di recente formazione, soggetti che abbiano intrapreso un nuovo percorso di ricerca. Articolato in varie fasi, che corrispondono ad altrettanti momenti di incontro, scambio e confronto fra organizzatori e partecipanti, il Premio seleziona progetti originali e inediti destinati alla scena.
Raccogliendo soci in ogni regione d’Italia, l’Associazione Scenario può contare su una struttura articolata su scala nazionale e dotata di organismi operativi (le Commissioni zonali) attivi sul territorio, che svolgono un attento lavoro di osservazione e monitoraggio del nuovo, attraverso momenti di incontro, sostegno e verifica dei progetti elaborati dai giovani artisti.

Nelle prime edizioni il Premio ha rappresentato soprattutto uno stimolo e un incentivo. Un’occasione, anche per giovani che forse non avrebbero altrimenti fatto teatro, per inventare un progetto e lavorarci. Ai suoi esordi, il Premio – oltre a raccogliere giovani di certo già conquistati al teatro – ha soprattutto seminato nuovi, utili contagi.
Da qualche anno a questa parte, in un diverso contesto storico, il Premio più che un incentivo rappresenta una risposta alla straordinaria necessità di teatro nuovamente emergente e alla quale è stato (ed è) sempre più difficile dare risposte istituzionali. E’ significativo considerare che molti degli artisti e delle compagnie più interessanti nel panorama della ricerca contemporanea sono passati attraverso il Premio Scenario, trovandovi un contesto di accoglienza e confronto e, in molti casi, l’opportunità che altrimenti non avrebbero avuto.
Alcuni nomi: Scena Verticale, Carlo Bruni (Area piccola), Gigi Gherzi, Roberto Corona, Miriam Bardini, Lelia Serra, Teatro dei Sassi, Mariano Dammacco (Iapigia Teatro), Davide Iodice (Liberamente), Nuova Complesso Camerata, Anna Redi, Alma Rosè, Erbamill, Teatro delle Ariette, Domenico Castaldo, Patrizio Dall’Argine, Davide Enia, e – soprattutto – Compagnia Sud Costa Occidentale di Palermo, vincitrice dell’ultima edizione del Premio, con lo spettacolo Mpalermu che è stato salutato come una delle espressioni più significative della scena contemporanea giovanile (e non solo).

Per quantificare qualche dato: nel corso delle passate 8 EDIZIONI DEL PREMIO, l’Associazione Scenario ha vagliato oltre 1.000 PROGETTI, dei quali più di 300 sono stati presentati pubblicamente durante le varie tappe; circa 80 sono stati i progetti finalisti, presentati di fronte a un qualificato pubblico di critici, studiosi, operatori, artisti.

Se poi si considera che ogni progetto raccoglieva mediamente 3 o 4 artisti, va aggiunto che dai 3 ai 4.000 giovani hanno dialogato e si sono confrontati in questi anni coi soci di Scenario, ossia con persone di teatro delle generazioni precedenti, e che quanti di loro sono stati selezionati per le tappe (attorno a un migliaio) e per le finali (dai 2 ai 300) sono stati visti da Osservatori critici e Giurie formati dai più significativi artisti, critici e studiosi sul territorio nazionale, coi quali hanno avuto in tutti i casi colloqui e scambi, e alcune volte hanno costruito relazioni destinate anche a durare nel tempo. (Hanno fatto parte dell’Osservatorio critico e della Giuria di Scenario, fra gli altri: Marco Baliani, Riccardo Caporossi, Giancarlo Cobelli, Laura Curino, Pippo Delbono, Raffaella Giordano, Sandro Lombardi, e, fra i critici e studiosi, Antonio Attisani, Antonio Calbi, Stefania Chinzari, Sergio Colomba, Piergiorgio Giacchè, Gerardo Guccini, Renato Palazzi, Andrea Porcheddu, Paolo Ruffini, Cristina Ventrucci, Nicola Viesti).
Scenario lavora nel territorio che precede la formalizzazione della ricerca: accoglie progetti che non sono ancora diventati teatro, ma che appartengono a necessità e linguaggi in via di esplorazione. Vocazione prima di Scenario è perciò quella di documentare e comprendere – oltre che selezionare e premiare – le diverse modalità di avvicinamento al teatro da parte delle giovani generazioni. A questo scopo l’Associazione ha inteso sviluppare il rapporto fra le Commissioni zonali e i partecipanti, attraverso momenti di incontro, sostegno e verifica, non limitati alla fase di selezione, ma protratti lungo tutto il percorso di elaborazione dei progetti.
Le Commissioni zonali, che riuniscono le strutture socie di Scenario, e sono perciò distribuite su tutto il territorio nazionale sono attualmente otto: due in Puglia-Lazio-Campania; tre in Liguria-Lombardia; una in Emilia Romagna; una in Toscana; una in Piemonte-Umbria-Abruzzo-Sardegna.

Alle Commissioni zonali spetta il compito di raccogliere le domande di partecipazione (costituite da una scheda di presentazione del gruppo o dell’artista; una scheda illustrativa del progetto; una scheda introduttiva specificante le ragioni di partecipazione al Premio) e quindi di gestire la fase “Istruttoria”, lavorando in tre momenti: valutazione delle proposte pervenute; convocazione e colloquio con tutti i candidati; eventuale incontro (a discrezione delle Commissioni) con i candidati per una breve visione (anche di pochi minuti) del processo di lavoro.
Nei mesi successivi al Premio le Commissioni zonali hanno l’impegno di accompagnare i 4 progetti vincitori fino alla realizzazione dello spettacolo compiuto.
Al di là degli esiti del Premio, le Commissioni zonali continuano a porsi come referenti dei giovani artisti presenti nel territorio, seguendo gli eventuali percorsi e sviluppi dei progetti che non necessariamente hanno superato le varie fasi di selezione.

Altro organismo del Premio è l’Osservatorio critico, formato da quattro membri esterni all’Associazione (critici e studiosi di teatro), dal vincitore della precedente edizione del Premio e da una decina di rappresentanti di Scenario. L’osservatorio critico ha il compito di selezionare i progetti partecipanti alle tappe di selezione. I lavori dell’Osservatorio critico prevedono momenti di scambio collegiale e di incontro con gli artisti concorrenti. Ultimo organismo ad entrare in campo è la Giuria, che valuta i progetti finalisti (sempre nel tempo massimo di 20 minuti) e incontra i partecipanti allo scopo di approfondire i contenuti artistici dei progetti.
La Giuria assegna 1 premio al miglior progetto, e 3 segnalazioni speciali. Per quanto riguarda la nona edizione (appena bandita), si prevede di attribuire un premio di 8.000 euro al miglior progetto come incentivo alla produzione dello spettacolo compiuto, mentre sono ancora da definire le entità delle tre segnalazioni speciali.
Il progetto premiato e i 3 segnalati costituiscono la Generazione Scenario.
L’articolazione del progetto biennale prevede che alla Generazione Scenario siano dedicate iniziative specifiche in diverse zone d’Italia a partire dal debutto dei progetti in forma di spettacoli compiuti.

Stefano_Cipiciani

2004-11-02T00:00:00

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