Rocco Buttiglione ministro dei Beni Culturali

Dopo essersi fatto bocciare a Bruxelles, si è fatto promuovere a Roma

Pubblicato il 26/04/2005 / di / ateatro n. 084 / 0 commenti /
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Il nuovo ministro per i Beni Culturali nel nuovo governo Berlusconi è il filosofo cattolico Rocco Buttiglione, che nell’ottobre scorso era il candidato italiano alla Commissione Europea e come ricorderete era stato immediatamente stoppato per le sue dichiarazioni sull’omosessualità, da lui definita “un peccato”. Ecco come ha ricostruito la vicenda Barbara Spinelli sulla “Stampa” del 24 ottobre 2004:

Il presidente della Commissione parlamentare che ha censurato Buttiglione, il giscardiano Jean-Louis Bourlanges, è stato chiaro dopo la bocciatura del 6 ottobre. Ha detto che «in causa non era la fede personale di Buttiglione» (fede a suo parere più che legittima), ma quel che Buttiglione aveva già fatto in Europa: «Non è la sua dichiarazione sull’omosessualità (da Buttiglione definita “un peccato” di fronte ai parlamentari europei) ad aver creato i veri problemi – questo ha detto Bourlanges in un’intervista – ma il fatto che quando rappresentava il governo italiano nella convenzione incaricata del progetto di costituzione europea, Buttiglione propose un emendamento inteso a eliminare l’orientamento sessuale dalla lista delle discriminazioni proibite nello spazio dell’Unione». Emendamento che fu rifiutato, tanto che ora – nell’articolo 21,1 della Carta europea dei diritti (e la Carta è giuridicamente vincolante, nella costituzione che i governi approveranno il 29 ottobre a Roma), è scritto: «È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali».
Non è vero dunque, secondo Bourlanges, che i deputati europei non son capaci di distinguere tra libertà di convinzione e diritto, tra credenza personale e operato politico. Ma «avendo riversato le sue convinzioni sull’omosessualità – di per sé onorevoli, secondo Bourlanges – in una pratica politica», Buttiglione è stato valutato in chiave politica.

Dunque, visto il precedente, non è improbabile che il neo-ministro riversi in atti politici le sue personali convinzioni. Che so, in ambito teatrale, ridurre le sovvenzioni FUS alle compagnie che nelle ultime stagioni hanno messo in scena testi di Pasolini, Fassbinder o Koltès, oppure l’Edoardo II di Marlowe…
(naturalmente stiamo scherzando…)
Completano il dicastero il viceministro Antonio Martusciello e i due sottosegretari Nicola Bono e Mario Pescante.

Redazione_ateatro

2005-04-26T00:00:00

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Tag: #totonomine (24), ButtiglioneRocco (3), MIBAC (14)


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