Mutatis Mutandis: “La f@ttoria degli anormali” a Lucca Comics

Il dossier di ateatro

Pubblicato il 27/10/2005 / di / ateatro n. 090 / 0 commenti /
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La f@ttoria degli anormali di XLab Videofactory e Cut-Up è stato presentato a Lucca Comics sabato 29 ottobre alle 11.30. Testo e regia complessiva di Andrea Balzola; partecipano al progetto: Emanuela Villagrossi, Mauro Lupone, Andrea Brogi, Anna Maria Monteverdi, Pierpaolo Magnani.

Il dossier “La f@ttoria degli anormali”

90.41 La f@ttoria degli anormali
Un progetto crossmediale
di Anna Maria Monteverdi

90.42 Una storia anormale
Intervista a Andrea Balzola su “La f@ttoria degli anormali”
di Anna Maria Monteverdi

90.43 I tre step di un progetto crossmediale
Una intervista a Andrea Brogi (www.xlab.it) su “La f@ttoria degli anormali”
di Anna Maria Monteverdi

90.44 Rischi e potenzialità della biogenetica
Sul progetto “La f@ttoria degli anormali”
di Gianni Tamino

90.45 Alienazione umana e sofferenza animale
Sul progetto “La f@ttoria degli anormali”
di Roberta Bartocci

C’era una volta la biologia. Surclassata dall’ingegneria genetica, la libera ricerca scientifica della vita animale e umana è ora votata alla manipolazione genetica attraverso il principio del DNA ricombinante, con la finalità di trovare terapie geniche per l’uomo. Ma troppo spesso la ricerca scientifica appare spregiudicata e contraffatta, dimentica dei criteri di uno sviluppo sostenibile, delle scelte etiche, delle implicazioni sociali; alle strette dipendenze di aziende private e case farmaceutiche, sta al passo con l’“economia di mercato”. Emblematica la vicenda di Craig Venter e della Celera Genomics, che ha prima fatto ricerca come membro di un consorzio pubblico e poi ha fondato una Onlus con cui ha completato il sequenziamento dei geni del Progetto Genoma Umano (nato per la decifrazione dell’intera sequenza del DNA umano) e ha chiesto come privato il brevetto per quello che l’Unesco ha definito un bene collettivo dell’umanità.
Da lì in poi sono partite le corse al brevetto da parte di multinazionali per gli OGM, organismi animali e vegetali modificati tramite innesti di geni, ad uso di nuove piantagioni o di animali clonati o potenziati per la produzione di carne o latte. Ecco così il pomodoro che non marcisce mai, il cotone resistente ai pesticidi, il riso ricco di vitamina A, il mais modificato Mon863 (Mon sta per Monsanto, la multinazionale già produttrice del famigerato agente Orange, il defoliante usato dall’esercito americano durante la guerra in Vietnam).
Ha un bel da fare l’economista e ambientalista Jeremy Rifkin. E con lui associazioni di ambientalisti, animalisti, associazioni bioetiche e di altroconsumo impegnati nella lotta contro la possibile tossicità dei cibi transgenici e contro l’alterazione dell’ambiente e avvelenamento dell’ecosistema.

“I vecchi animali si estinguono? E chissenefrega! Si può fare di meglio!”, tuona il televenditore mutante, testimonial della Genetical Animal Farm de La Fattoria degli anormali, multinazionale che provvede a creare alla bisogna, animali kamikaze, bestie esotiche in tinta con il cappotto, con le tende del salotto; insetti-spia, cani guerrafondai (il pitbush!). E così gli “animali ritoccati” sono utili: come cavie o per trapianti, clonati per esigenze di cucina: “Applicazioni pratiche della clonazione:(…) possono interessare animali con caratteristiche speciali, utili per l’uomo. Bovini con carne più abbondante; pecore che producano proteine umane nel latte da usare per scopi medici; maiali geneticamente modificati in modo che i loro organi possano essere usati per trapianti nell’uomo” (Renato Dulbecco, La mappa della vita).
E se le specie animali si possono migliorare, allora che dire dell’uomo? Dalla clonazione all’eugenetica il passo sembra breve: si favorirà la nascita di esseri portatori di determinati caratteri evitando la riproduzioni di quelli non graditi?

“La tendenza alla violenza deve risiedere nei geni, perché è caratteristica di tutta la specie umana, e anche di molti animali… Nel cervello di molti individui i geni hanno creato una bestia, più o meno feroce, che rimane silente fino a quando è pronta a saltare e uccidere (…) Potremo un giorno liberarcene con la manipolazione dei geni?” (Renato Dulbecco, La mappa ragionevoli della vita).

A dieci anni dalla nascita del primo prodotto biotech, il pomodoro Flavr Savr©, neanche l’arte è rimasta indenne: il brasiliano Eduard Kac è l’inventore della Transgenic art e del coniglio fosforescente nato da un incrocio con una medusa del Pacifico: un’aberrante operazione in nome dell’arte, il cui motto – Essere umano non sarà più un nostro limite ma il nostro punto di partenza – è più volte citato ironicamente dagli autori de La Fattoria degli Anormali.
www.cut-up.net
www.fattoriaorwell.org

Anna_Maria_Monteverdi

2005-10-27T00:00:00

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