Teatri d’arte Mediterranei: Teatri del Centro–Sud in rete

Le Buone Pratiche 2: Banca delle Idee

Pubblicato il 29/10/2005 / di / ateatro n. #BP2005 , 091 / 0 commenti /
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“Teatri d’arte Mediterranei” è un Progetto, per la precisione la Risposta che un nutrito gruppo di compagnie e organismi teatrali del Centro- Sud Italia tenta di dare allo stato di abbandono, di colpevole mediocrità e di assoluta perdita di senso di una consistente parte delle programmazioni teatrali che si realizzano dal Lazio alla Sicilia. L’intero sistema teatro dal suo farsi fino ai giorni nostri ha sofferto un doloroso appiattimento sui parametri ministeriali che hanno monopolizzato il dibattito dentro il teatro e tra il teatro e le istituzioni, che da sole hanno determinato, in massima parte, l’impoverimento della progettualità, e hanno lasciato le imprese di teatro a metà, nella migliore delle ipotesi, tra management di facciata e impossibilità di miglioramento della propria realtà di impresa. Il problema dei costi di uno spettacolo, il problema dei costi di gestione di uno spazio, di un’attività, di un teatro incombe con forza su tutto il sistema, è un condizionamento che impedisce qualunque sviluppo,a volte addirittura mette in difficoltà lo stesso mantenimento degli standard conseguiti; è possibile che non ci sia alternativa alla conservazione degli standard quantitativi? E’ possibile che non ci siano strumenti per invertire tale tendenza mantenendo alto il livello della qualità?
I Teatri d’Arte Mediterranei si danno il compito di formulare alcune risposte a questi interrogativi e ad altri che attanagliano il sistema teatro.
Esistono nel Centro–Sud Italia un gruppo consistente di compagnie e organismi teatrali che hanno sviluppato capacità organizzative e produttive attraverso la pratica quotidiana della produzione di spettacoli, laboratori, incontri,stagioni teatrali, Festival e Rassegne. Sono piccole e medie compagnie fortemente radicate nei territori d’appartenenza, teatranti che da anni gestiscono spazi e progetti in relazione continua con il mondo dell’ associazionismo di base, con tutto il variegato mondo del sociale con sinergie atte a promuovere culturalmente i territori e provando ad avvicinare nuovo pubblico per il Teatro. “Teatri d’arte Mediterranei” è il Progetto che oggi prova a mettere insieme tutte queste nostre pratiche teatrali per dare una Risposta forte al Sistema immobile del teatro centro-meridionale. L’Associazione “Teatri d’arte Mediterranei” nasce per valorizzare e diffondere le produzioni artistiche (spettacoli,realizzazioni teatrali in genere, laboratori, incontri, seminari etc.) delle compagnie e degli organismi teatrali associati. L’Associazione vuole essere lo strumento operativo dei nostri sogni e dei nostri bisogni, per la realizzazione di un rinnovamento radicale in seno al panorama teatrale del Centro-Sud. Non ci mettiamo “in rete” per formalizzare meglio i termini di una contrattazione,come si potrebbe credere, ma per rendere operativo e portare “a sistema” un modo di lavorare,di scambiare esperienze, di creare e distribuire teatro.
Ma quale Teatro?
Un teatro pensato in grande ma fatto in casa.
Il parallelismo tra cucina casalinga e arte scenica, a nostro avviso, inquadra con una certa efficacia la situazione di quei teatri indipendenti che vivono ai margini del sistema teatrale e che lavorano per intercettare un nuovo pubblico. Il concetto del fatto in casa corrisponde a modalità produttive, m anche alla necessità di ritrovare relazioni alchemiche che corrispondono all’artigianato attorale, alla qualità di intelligenza e provocazione delle visioni elaborate, alle quotidiane costrizioni di ogni tipo che siamo chiamati inevitabilmente a ribaltare in creatività, la creatività dei corpi e dei segni. Sono i teatri delle cento città, tenuto conto che il nostro paese non possiede un articolato sistema che ruota attorno alle aree metropolitane, sono quelle residenze mai nate o meglio fatte abortire dall’indifferenza del legislatore, ma che nel concreto vivono perché rispondenti a modalità operative e a necessità e bisogni dei luoghi e dei territori.
Un teatro pensato in grande ma fatto in casa.
Al centro del nostro impegno abbiamo posto la ridefinizione della posizione del teatro rispetto all’intera comunità, elaborando percorsi che provano continuamente a
ri-collocare la nostra arte rispetto alle persone.
Il teatro novecentesco sembra percorso dalla contrapposizione fra “ tradizione” e “avanguardia”. E’ la lettura più facile: più grossolana. La reale dinamica storica si svolge invece fra sistemi teatrali unificati a livello nazionale, ed enclaves, eccezioni, isole non isolate, o come proviamo a fare arcipelaghi. Ovvero isole indipendenti corrispondenti tra loro attraverso un sistema delle relazioni. La comprensione di questa dialettica è essenziale se si vuole pensare la politica teatrale d’oggi ed il problema dell’indipendenza. Le due forze che realmente si scontrano al di sotto dei veli teorici e di gusto, al di sotto delle scaramucce fra poetiche e teoresi avanguardistiche o no, sono quelle di chi pensa ad una riorganizzazione generale del sistema teatrale e quelle di chi invece persegue il mantenimento dello status quo .
Vogliamo avere un interlocutore privilegiato : “ lo spettatore che cerca ”, ovvero quello che non si riconosce negli standard di un’offerta culturale istituita per assecondare la domanda di un teatro d’abitudine che conserva i repertori. E’ lo spettatore che cerca di conoscere il teatro, cosa ben diversa dal “riconoscerlo”, secondo il principio psicologico rassicurante sul quale si fonda la programmazione dei soliti testi, magari interpretati da qualche attore noto,a sua volta riconoscibile.

Schema generale del progetto:

1. Approfondimento di iniziative attraverso scambio di progetti, spettacoli e laboratori da far circolare nei diversi teatri. Incremento del pubblico già presente e promozione di attività per la creazione di un nuovo pubblico trasversale ai diversi bisogni della società multietnica e contemporanea.

2. Allestimento annuale di una vetrina – mercato aperta ed estesa a diversi soggetti promotori di spettacolo e iniziative teatrali dove poter prendere visione delle proposte degli artisti e delle eventuali modalità di promozione e diffusione.

3. Creazione di una manifestazione (Festival) biennale, aperta ai teatri di altri paesi prevalentemente della stessa area del Mediterraneo, ispirata ad un tema di interesse presente nella cultura del momento storico e della società contemporanea

In cosa si è tradotto per ora questo progetto

In un Festival estivo a Formia con 8 giorni di programmazione e animazione nei quartieri interessati.

In un Festival a Loreto Aprutino, a Fara Sabina.

In una piccola rassegna a Caserta, a Caltagirone e a Sermoneta.

In stagioni teatrali partecipate a:
Bari, Cosenza, Napoli, Aversa, Caserta, Formia, Palermo, Atessa, Loreto, Avezzano.

ADERISCONO AI TAM

Aderenti ai TAM

Campania:
Libera Scena Ensemble
La Mansarda
I Mutamenti
Teatro della Bugia

Abruzzo
Teatro del Sangro – Guardiani dell’oca
Teatro del Paradosso
Lanciavicchio

Lazio
Associazione B. Brecht
Opera prima
Teatro Potlach


Sicilia
Agricantus
Teatro Caligola
Nave Argo

Puglia
Teatro Abeliano

Calabria
Centro RAT

Lello_Serao

2005-11-19T00:00:00

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