Non solo comics: tra fumetto e teatro

Il Festival di Agoulême 2006

Pubblicato il 11/02/2006 / di / ateatro n. 095 / 0 commenti /
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Angoulême come è noto, ospita da 33 anni la più importante manifestazione europea di fumetti, anzi per dirla con i francesi, di bande dessinée (o semplicemente come acronimo BD).

Che la Francia abbia un’attenzione speciale per questo genere – arte sequenziale, letteratura disegnata – ingiustamente definito “micro-populaire” lo dicono le cifre: la BD rappresenta il 6% del mercato del libro con 32,5 milioni di fumetti venduti nel 2005 e più di duemila novità pubblicate in un anno – dati ricavati dall’annuario del fumetto.
Angoulême è un evento di portata europea che riesce a non ridursi a un carnaio di persone in fila per il biglietto ma diventa produttore di cultura e di divertimento, sia per i visitatori sia per la popolazione che lo ospita. Come riescono i cugini d’’oltralpe in questo miracolo? Tanto per cominciare la mostra-mercato non è concepita come una macchina per fare soldi (a spese di standisti e visitatori), confinata in uno spazio ai margini della città, ma è posizionata nel centro abitato, in una serie di padiglioni dislocati nelle vie e nelle piazze (perfino nel cortile del municipio!) Una formula semplice e intelligente, urbanisticamente sostenibile grazie a un ben architettato percorso cittadino di eventi, incontri, forum e mostre internazionali, con eventi di qualità. I visitatori si muovono nella città e la vivono.
In secondo luogo, l’’evento è concepito come un’occasione di arricchimento culturale. Non sciamano per fortuna le orde barbariche di Lucca Comics, un vero baraccone dove gadget e giochi di ruolo offuscano quasi completamente i comics, con i tendoni a costante rischio di allagamento e i Cosplay che ingombrano il festival coi loro vestiti da Dragon Boy, Witch e Uomo Ragno e le loro esibizioni talvolta anche canore, completamente idiote. Angoulême è talmente ben organizzato e progettato che potrebbe effettivamente essere preso come modello anche per i festival teatrali nostrani.

Ma cosa c’entrano i fumetti con il teatro?
Martone li aveva messi dentro uno spettacolo epocale (Tango glaciale) emblematico di quella nuova spettacolarità anni Ottanta ben orientata verso il rock, i mass media e i fumetti, appunto.

Un bozzetto per Tango glaciale di Falso Movimento.

L’epoca era quella di riviste come “Frigidaire”, “Valvoline”, “Eternauta”, “Orient Express” e della generazione di Tanino Liberatore con il personaggio di Ranxerox e di Andrea Pazienza con Zanardi e Pompeo.

La scenografia di Tanino Liberatore per Sulla strada dei Magazzini (1982).

Il fumetto elettronico è protagonista della storia artistica dei GMM (i fiorentini Giovanotti Mondano Meccanici), dei loro concerti-spettacolo e dei loro video (fino al recente Gino the Chicken).

Antonio Glessi ha disegnato la prima computer strip della storia del fumetto su “Frigidaire” nel 1984; Giacomo Verde iniziava la sua carriera tecnoteatrale con uno spettacolo ispirato a un fumetto di Metal Hurlant. Enki Bilal negli anni Novanta ha realizzato i disegni per le scene, i costumi e le affiche di Balletti d’Opera (Romeo e Giulietta) e spettacoli di prosa (Hamlet).

L’affiche di Bilal per il balletto Romeo e Giulietta al Teatro di Lione.

Copi, autore teatrale e disegnatore franco-argentino (famoso per i fumetti della Donna Seduta) è tra i più rappresentati in questi anni (di recente da Teatro Arsenale-Egum Teatro; e negli scorsi anni da Tonino Conte/Teatro della Tosse, Teatri di Vita, Elio De Capitani e Cherif).
Recentemente in Italia sono stati messi in scena Pompeo di Pazienza con Stefano Benni, mentre la Compagnia del Tratto ha allestito la storia di Gaijin illustrata da Onofrio Catacchio.

Anche La ballata del Corazza, racconto open source di Wu Ming 2 illustrato sempre da Catacchio, ha avuto una riduzione teatrale a opera della compagnia trentina Finisterrae Teatri, musicata dai componenti di Quadrivium. Del resto Goffredo Fofi nell’introduzione al volume di Paolo Ruffini e Stefania Chinzari Nuova Scena Italiana metteva in luce la parallela piena maturità in Italia sia del teatro dell’ultima generazione che del nuovo fumetto d’autore, citando Mattotti, Igort e la Ghermandi.
Il Teatro dell’Archivolto di Genova ha ideato inoltre, a cura di Giorgio Gallione, un festival dedicato ai Fumetti a Teatro, con reading e incontri su Manara, Pratt e Pazienza, mentre i Teatri Possibili in collaborazione con La scuola del fumetto di Milano sta realizzando un’originale collana a fumetti per ragazzi ispirata a testi teatrali, C’era una volta Shakespeare, anche se a dire la verità analoga impresa la sta conducendo anche la casa editrice inglese Can of Worms, che ha pubblicato La dodicesima notte e Otello nella collana Cartoon Shakespeare, illustrata da Oscar Zarate e John Howard.

La copertina dell’Otello a fumetti.

Anche Eduardo è stato messo a fumetti da Daniele Bigliardo, edito da Elledì 91Campana.

Eduardocomics: Natale in casa Cupiello.

I fumetti sono recentemente tornati prepotentemente in auge in Italia, diventando un vero e proprio fenomeno editoriale, come è possibile dedurre dalle numerose pubblicazioni antologiche, racconti a fumetti (la collana Alta Fedeltà edita da Mondadori; ci si cimenta persino Paolo Crepet…), riedizioni di Ranxerox e recupero vintage di fumetti storici allegati ai giornali nazionali.
Per quanto nell’editoria a fumetti sia la Francia a spopolare (con un numero di case editrici davvero impressionante), l’Italia sta tenendo benissimo il passo con firme come Camuncoli, Catacchio, Igort, Mattotti, Palumbo, Otto Gabos.
Angoulême è una vetrina del nuovo e del meglio: nuovi formati o recupero di vecchi (la graphic novel alla Eisner, fumetti che utilizzano anche provini fotografici e mix di disegni e immagini trattate in modalità digitali), autori di spicco (Wolinski, l’italiano Gipi che ha sbancato quanto a premi con il suo Note per una storia di guerra pubblicato in francese per la prestigiosa Actes Sud, ed Enki Bilal, regista anche di un film molto discusso, Immortel ad vitam tratto dalla sua trilogia di Nikopol).
Il festival ha coinvolto anche la locale Accademia di Belle Arti, promosso giovani talenti con concorsi speciali Choco Credds, creato spazi espositivi e surprise party per i più piccoli, presentato case editrici alternative e offerto spazi di “casting” per presentare i progetti.
Tra le manifestazioni, una mostra di fumetti finlandese collocata al teatro nazionale, con disegnatori giovani e giovanissimi che utilizzano colori acidi e ambientano le storie in imbiancati paesaggi nordici.

Il cuore pulsante del festival è però l’Hotel de Ville, il Municipio, trasformato per l’occasione in caffé degli artisti, luogo di incontro molto accogliente e sempre aperto dove ci si può sedere su divani in velluto e intrattenersi con i giornalisti di tutto il mondo, disegnatori, nuovi autori, scambiare idee, fare amicizia.
Ho una dedica di un disegnatore di Nuova Delhi e ho conosciuto decine di editori francesi e belgi che stanno pubblicando volumi straordinariamente belli come storie, come disegni e come grafica. Cito fra tutte La 5e Couche che ha un catalogo rifatto sulla grafica dei foglietti di montaggio mobili IKEA e una rivista con testi illustrati a fumetti.
L’atmosfera è talmente piacevole che si rinuncia anche a molti dei numerosi dibattiti sul fumetto (ce ne sono per tutti i gusti: l’editoria indipendente; fumetto e Internet, fumetto e video giochi; le scuole di disegno, le Accademie) per passare il tempo al concerto organizzato da Le Soleil, o per incontrare l’amico disegnatore di Bolzano anche lui approdato qua, nonostante la neve.

Angouleme quest’anno ha anche guardato al lato teatrale del fumetto: ha infatti coinvolto come partner il Teatro Nazionale, che per l’occasione ha ospitato non solo mostre di disegnatori ma anche eventi speciali: concerti-spettacolo di disegni e proiezioni di lungometraggi. Nel teatro, collocato esattamente davanti agli stand dell’editoria francese, aveva luogo ogni sera un concerto illustrato in diretta da un team di disegnatori che si passavano il testimone della matita (o del pennarello) per creare una storia che veniva poi composta sullo schermo centrale in forma di tavola. Una storia divertente di un topo che scappa e che fugge da varie mani nemiche per poi approdare a quelle confortanti del disegnatore che lo usa come modello. Evento semplice ma di impatto che ha richiamato (anche perché gratuito) una folla inimmaginabile dentro il Teatro (circa 1200 persone per ciascuna serata).
In programma anche un cortometraggio comico diretto da una delle più interessanti realtà editoriali francesi (tra quelle medio-piccole) Les Requins Marteaux, dal titolo Entre 4 Planches, ironico delirio sul tema del “diritto d’autore”, evento prodotto completamente dal Festival. Si trattava di una folle storia raccontata in modo volutamente sgangherato e in bianco e nero, di un autore che si arricchisce rubando un’idea per una storia a fumetti a un poveraccio conosciuto dentro un bagno pubblico. La rivolta degli “oggetti” amici del povero fumettista contro l’uomo senza scrupoli sarà terribile: la fotocopiatrice lo inseguirà dappertutto! Ci sembra un segnale importante che il Festival abbia dato a una realtà artistica emergente il supporto per realizzare un progetto originale.

Personalmente torno a casa con:

1. il volume appena edito in Europa dalle edizioni ça et là del mio autore preferito (conosciuto al Leoncavallo al festival dell’underground), l’americano Peter Kuper, capofila di un filone che in Italia vede come protagonista il prof. Bad Trip, nonché illustratore per la Shake nel 1992 del Pasto nudo di Burroughs;
2. Blasphème au paradis di Rémi e Utopia porcina di Bathori, edito da Les Requins Marteau;

3. un albo cartonato della collana Aire Libre edito dalla Dupuis che è un documentario di tematica sociale, un réportage tra fotografie e fumetto della missione di Medici Senza Frontiere in Pakistan (contenente anche un DVD);
4. l’ultimo album di Baru sulla storia di un boxeur e il fumetto della Vertige di un nuovo disegnatore indiano;
5. un’antologia di corti di animazione dell’Atelier Zorobabel.

Ho poi raccolto tutto il raccoglibile sulla piccola editoria comics francese e sulle riviste che spesso mescolano cultura fumettistica e tematiche politiche (una ventina); segnalo tra le altre “La Lunette”, che ha dedicato un numero speciale all’Italia degli anni Settanta con un ritratto di Cesare Battisti.

Anna_Maria_Monteverdi

2006-02-11T00:00:00

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