Speciale Torino: nasce la Casa del Teatro Giovani e Ragazzi

Interventi di Nicoletta Scrivo, Roberta Todros, Agostino Magnaghi, Fiorenzo Alfieri, Gianni Oliva

Pubblicato il 30/03/2006 / di / ateatro n. 097 / 0 commenti /
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Il progetto della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
a cura di Nicoletta Scrivo e Roberta Todros

LA CASA DEL TEATRO RAGAZZI E GIOVANI
CITTA’ DI TORINO
in collaborazione con la Regione Piemonte
Ex Officina A.E.M. di Corso Galileo Ferraris 266/C

Foto di Bruma Biamino.

2006, anno della Torino Olimpica, della Torino Capitale Mondiale del Libro: nasce La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, un nuovo edificio teatrale dedicato all’’infanzia e alla gioventù.
Situata a fianco del rettangolo olimpico che comprende il Pala Isozaki e lo Stadio Olimpico, la Casa si propone di condurre il giovane pubblico ad uno scambio di conoscenze, di curiosità e di aggregazione, offrendo una miscela originale di divertimento intelligente, formazione espressiva culturale e civile, educazione e intrattenimento.
E’’ un ambiente teatrale utile ad approfondire un progetto di integrazione e connessione culturale, in uno spazio architettonico polifunzionale tale da divenire un terreno fertile di confronto fra generazioni differenti; dove l’incontro artistico favorisce lo scambio fra attori, danzatori, musicisti italiani e stranieri che alimentano il terreno di un’arte partecipata. La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani costituirà una piattaforma comune artigianale ed artistica, per marcare le differenze ed arricchire la qualità degli stimoli culturali nella pratica teatrale, per nutrire un reale confronto in spazi che vanno oltre la tradizionale messinscena, con la volontà di creare le condizioni più adatte per un’esperienza di conoscenza e di ‘entertainment’ intelligente per varie fasce sociali.
La Casa, uno spazio fisico necessario alla trentennale tradizione torinese del Teatro Ragazzi e Giovani che coniuga le esperienze di alcune tra le più importanti compagnie teatrali italiane ed europee; un luogo per raccogliere il frutto di mille iniziative, dai laboratori alle rassegne di spettacolo, ai corsi di aggiornamento, ai festival che sono stati realizzati a Torino e che hanno visto la partecipazione di migliaia di spettatori grandi e piccoli.
La Casa, un riferimento vivace dell’attività teatrale piemontese grazie anche all’energia e alla costanza del Progetto Teatro Ragazzi e Giovani; una dimora adeguata per alcune delle più dinamiche realtà teatrali della città di Torino: la nuova Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani (che dal 2005 prosegue l’attività della storica compagnia del Teatro dell’Angolo), Unoteatro, con le sue due formazioni Il Dottor Bostik e Stilema, Assemblea Teatro e Onda Teatro. Un luogo che saprà dare spazio e stimolo creativo anche alle nuove generazioni di professionisti che intendono dedicare la propria attività creativa al giovane pubblico.
La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, grazie alla costante collaborazione con gli enti pubblici e privati, sarà un punto di riferimento, un’ancora per tutte le compagnie e gli artisti che si dedicano da sempre alla crescita culturale dei giovani spettatori di oggi e di domani.

I numeri della Casa del Teatro

SALA GRANDE
Superficie 400 mq; Posti a sedere 300; Palco di m.16 per m.10
La sala, per ospitare vari tipi di spettacoli, è progettata per poter variare la propria configurazione grazie ad una gradinata telescopica e ad una piattaforma mobile.

SALA PICCOLA
Superficie 132 mq; Posti a sedere 100
Locale per spettacoli di piccole dimensioni, mostre, riunioni, conferenze, ecc.

ANFITEATRO ALL’APERTO PER SPETTACOLI ESTIVI
Superficie 200 mq; Posti a sedere 120

SALE PER PROVE, LABORATORI E CONFERENZE
4 sale – superficie 350 mq

SPAZI PER IL PUBBLICO
Foyer, biglietteria, guardaroba, bar, caffetteria, book shop – superficie 700 mq

Note del Prof. Arch. Agostino Magnaghi
capogruppo progetto di riutilizzo dell’ex cabina A.E.M.

La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani si trova all’interno della ex cabina AEM di Corso Galileo Ferraris a Torino. La costruzione della cabina AEM (Ing. Clemente Bornati 1927-‘28) si inserisce all’interno del quadro delle culture tecniche che generarono i grandi stabilimenti torinesi del Novecento […].
[…] Il progetto di recupero dell’ex cabina AEM in sala teatrale, ad uso del Teatro Ragazzi e Giovani, ha avuto come obiettivi, da un lato, il restauro del fabbricato preesistente attraverso l’istruzione di procedure che ne rispettassero l’impianto pure alla luce delle nuove necessità di localizzazione funzionale; dall’altro, l’integrazione della preesistenza in funzione della nuova destinazione d’uso. Il tema cardine dell’intera operazione di recupero è la suscettività alla trasformazione della preesistenza. Per suscettività alla trasformazione si intende la capacità dell’immobile di essere trasformato senza però essere stravolto nei suoi caratteri essenziali (struttura, distribuzione orizzontale e verticale, composizione di facciata). Secondo questo principio, è stato possibile garantire un idoneo restauro e conservazione del fabbricato preesistente parallelamente alla realizzazione degli spazi teatrali.
[…] La sfida del progetto è stata quella di inserire all’interno di una preesistenza rigida come quella della ex cabina AEM, spazi teatrali che si caratterizzassero per flessibilità e trasformabilità della scena. L’impianto planimetrico della ex cabina AEM ha reso possibile la realizzazione di uno spazio teatrale “elastico” e in grado di assorbire le diverse esigenze teatrali in quanto il suo impianto basilicale bene si è prestato per questo scopo. A questo proposito, né la spazialità né la struttura si sono opposte alla sistemazione delle attrezzature pesanti di scena, né ai complessi impianti tecnologici, che sono oggi condizione indispensabile per il comfort e l’uso del teatro.
Così la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani offre oggi, dopo l’intervento di recupero e integrazione, la possibilità di mettere in scena spettacoli nelle due sale ricavate all’interno della ex cabina che all’esterno, nella cavea ricavata nell’area libera di pertinenza.

Perché aprire una Casa per il Teatro Ragazzi
di Fiorenzo Alfieri (Assessore alle Risorse e allo Sviluppo della Cultura della Città di Torino)

Foto di Bruma Biamino.

La tentazione di raccontare il mio personale vissuto nel teatro per bambini e ragazzi è molto forte. Cercherò di resistere. Solo qualche flash. Giovane padre, nella seconda metà degli anni ’60, portavo la mia prima figlia il sabato pomeriggio al Teatro dell’Angolo di via Chiomonte 3, la affidavo ai giovani teatranti e l’andavo a riprendere dopo qualche ora adeguatamente “teatrata”. Giovane insegnante elementare, nella primavera del ’69, ricevetti con la mia classe quarta la visita di Franco Passatore e Silvio De Stefanis che ci portavano lo spettacolo Ma che storia è questa?: per la prima volta non era la scuola che andava a teatro ma era il teatro che andava nelle scuole. Ne derivò un lungo processo di ricerca per inserire il teatro nella didattica del MCE (Movimento di Cooperazione Educativa). Giovane assessore, nel ’76, mi occupai di destinare ad ognuno dei ventitré quartieri della città un gruppo di animazione culturale che operasse sia nelle scuole sia nel territorio allo scopo di facilitare l’accesso all’espressione e alla cultura dei bambini e dei cittadini in generale. E infine, non più giovane assessore al sistema educativo, nel ’95, accolsi la proposta di Graziano Melano di verificare il destino della ex centrale dell’AEM di corso Galileo Ferraris angolo corso Sebastopoli visibilmente abbandonata da tempo, allo scopo di eventualmente collocarvi il teatro per ragazzi della Città di Torino.
Tra questi punti di repere una vicenda fittissima di momenti di formazione, di collegamenti in Italia e all’estero, di produzioni originali, di accese discussioni sull’attualità del teatro, sul raccordo tra l’interesse del bambino per il gioco teatrale e i possibili modi di messa in forma di quella propensione specie-specifica (come direbbe Chomsky) dell’essere umano, sulla speciale professionalità del “teatrante per ragazzi” e così via.
Come ha gridato Valentino Castellani durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Torino, anche noi possiamo dire: “Ce l’abbiamo fatta!”. Abbiamo un complesso teatrale bellissimo tutto dedicato ai ragazzi e ai giovani e per di più affidato per la gestione alle compagnie specializzate della Città; compagnie che hanno interagito costantemente con i progettisti e le imprese costruttrici per adeguare il più possibile “i mattoni ai neuroni”, come si usa dire.
Cosa posso aggiungere? Sono contento. Raramente lo sono stato così.

Uno spazio per il gioco del teatro
di Gianni Oliva (Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte)

Foto di Bruma Biamino.

Un nuovo dunque quanto naturale spazio per il Gioco del Teatro, la rassegna annuale del teatro per le giovani generazioni, che si è ormai evoluta in vero e proprio festival, ospitando ogni anno le più interessanti compagnie della scena europea e riuscendo a conciliare il proprio ruolo di vetrina-mercato della migliore produzione regionale con le finalità di iniziativa aperta anche a un pubblico allargato di giovani e di famiglie.
E’ una programmazione variegata e articolata, che ci fa conoscere ed apprezzare i differenti codici espressivi del teatro attraverso spettacoli pensati e realizzati appositamente per gli spettatori più giovani: per fare in modo che incontrino la magia del teatro, ne scoprano il fascino e si appassionino ad esso.
Da sempre vero e proprio laboratorio sperimentale nell’ambito dell’animazione, la nostra città riesce a valorizzare le varie voci di quanti operano in questo particolare ambito dell’attività teatrale, che oggi dimostra tutta la vitalità dell’originaria carica creativa e della sua preziosa capacità di aggregazione, continuando ad offrire inedite occasioni e nuovi spunti di confronto e di dialogo.

Il programma dell’inaugurazione della Casa del Teatro

Foto di Bruma Biamino.

7 – 8 – 9 – 10 aprile 2006

venerdì 7 aprile 2006

Emanuele Luzzati alla Casa del Teatro
Installazioni e bozzetti in mostra
Ogni giorno è possibile rimettere in gioco il mondo: questa la filosofia condivisa con Emanuele Luzzati, cui abbiamo chiesto di lasciarsi contagiare dagli spazi della Casa del Teatro. Cresciuti con lui, con gnomi, orchi ed eroi disegnati per Rodari e Calvino, crediamo nel talento raffinato di questo maestro dell’illustrazione italiana – anche scenografo e costumista teatrale corteggiato dai principali teatri italiani e stranieri, scrittore di testi per bambini, ceramista, progettista di parchi e di filmati d’animazione – capace di sedurre alla poesia ciò che il mondo intorno mette a disposizione. Così come il teatro insieme costruito.
La mostra di bozzetti appositamente realizzati per la Casa del Teatro, le sette installazioni legate all’illustrazione di fiabe note, e la sua rutilante Commedia dell’Arte sono dunque un augurio condiviso, non solo un allestimento di legno, stoffe e pizzi ricamati.
Progetto realizzato con il sostegno di Compagnia di San Paolo

ore 17.30
Racconti fiabeschi a cura dell’Associazione Bonaventura
Un pomeriggio di festa. Un gioco teatrale che, trovando ispirazione nelle illustrazioni e serigrafie di Emanuele Luzzati, ci conduce nel mondo fantastico e leggendario di Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Biancaneve, La bella addormentata, Hansel e Gretel e del Principe Rana. Per chi crede ancora che nulla sia più vero delle favole.
www.la-bonaventura.it

Seguirà brindisi

ore 17.00 e 18.30
Visite guidate teatrali a cura di C.A.S.T.
La Casa si racconta
E lo fa indossando il vestito della festa, quello del teatro.
Scegliendo musicisti e attori come compagni di viaggio, suggerisce percorsi e destinazioni, interpreta la storia e le rinnovate destinazioni del luogo. Svela ciò che il suo sogno racchiude.
Accompagna lungo un percorso di visita guidata teatrale chi desidera entrare ma non osa, e chi tutto sa di graticci, tiri di scena, sottopalchi, e sale prova.
Repliche: sabato 8 aprile ore 15.30 e 17.30 – domenica 9 aprile ore 11.00 e 15.30

ore 20.30 – Sala Piccola
Stilema / Unoteatro
Strip
Di e con Silvano Antonelli
Lui arriva trafelato, come al solito è in ritardo. Vestito in modo spropositato, si muove goffamente e, ricercando una penna stilografica, provoca la rovinosa caduta di un mucchio di fotografie fatte nel passato. Qui ha inizio un improbabile varietà sull’idea di memoria, che raccoglie un ampio spettro di declinazioni dell’immaginario infantile e giovanile, dai ricordi quotidiani più intimi a quelli più condivisi: ogni oggetto e ogni abito di scena, rappresentano per lui un ricordo, un’occasione per ripescare nella memoria voci, visi, colori. La comica spoliazione via via prosegue, costringendo il nostro personaggio a ritrovare un poco alla volta se stesso, mentre i segni di questo percorso rimangono aggrappati alle reti che disegnano la scena: è il mondo conquistato.
Per tutti

ore 21.30 – Sala Grande (debutto nazionale)
OM casateatro
Racconto e drammaturgia: Remo Rostagno; Messa in scena: Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci; Collaborazione artistica: Graziano Melano; Canti: Antonio Pizzicato; Scenografia: Iole Cilento; Con Francesca Brizzolara, Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci e con la partecipazione de I Piccoli Cantori di Torino diretti da Carlo Pavese e coordinati da Luigina Dagostino
Una casa trasparente fatta solo di porte aperte anche quando sono chiuse. Una casa senza strada, senza pareti, senza numero civico, senza TV, senza il gatto, ma con una gabbietta e un vaso di fiori. Qualcosa suggerisce che quella casa è piazzata sulla riva di un fiume. C’è un uomo in scena: cerca da mangiare, ha fame. Cibo, non ce n’è. E dall’acqua arriva un altro uomo. Che ha fame, che ha sete. I due sono in difficoltà. E le difficoltà aumentano quando la corrente dell’acqua trasporta lì una donna. Che ha fame, che ha sete. E lei ha una mela: la lotta è inevitabile.
Gli attori in scena agiscono con il corpo e con la voce. Ma non parlano una lingua conosciuta. Non usano parole. Comunicano attraverso sorprendenti vocalità sonore. Raccontano una storia di fame e d’amore, antica come il mondo e, al tempo stesso, di sicura attualità.
Dai 6 anni
Repliche: sabato 8 aprile ore 20.30
– domenica 9 aprile ore 20.30

Sabato 8 aprile 2006

ore 16.00 – Sala Piccola
A scatola chiusa Onda Teatro
Di Bobo Nigrone e Silvia Elena Montagnini; Con: Silvia Elena Montagnini; Musiche: Marco Baccino; Regia: Bobo Nigrone
In una città in cui i cortili non sembrano essere fatti per giocare insieme, in una società che produce giochi e passatempi da consumare in modo solitario, accade che i figli rimangano a casa da soli: spesso, da quei silenzi non condivisi, nasce il bisogno di inventarsi un mondo speciale. A Silvia basta mettere in fila quelle vecchie scarpe nello sgabuzzino per far sì che si materializzi un pubblico pronto ad ascoltarla e a giocare con lei. Per incontrare personaggi e animali di ogni tipo, e immaginare di avere tanti amici e amiche disposti ad ascoltare le sue storie. Prima tra queste, “Il brutto anatroccolo” di Andersen.
Dai 4 anni

ore 17.00/18.00/19.00/20.00 – Cortile
Tof Théâtre (Genappe – Belgio)
Bistouri !
Ideazione, regia, scenografia e pupazzi: Alain Moreau; Scrittura scenica e interpretazione: Alain Moreau, Maxime Durin e Dimitri Joukovsky; Musiche: Max Vandervorst
Uno spettacolo che, senza parole, scatena comicità e ironia. All’interno di un piccolo ospedale da campo, il pubblico assiste ad una strampalata operazione chirurgica condotta da due medici improbabili, ma armati di attrezzi all’avanguardia, grazie ai quali si avventureranno nelle viscere tumultuose del loro paziente verso nuove e straordinarie scoperte. Ma a chi appartiene questa pancia smisurata? Chi è il celebre e misterioso paziente?
Dai 6 anni
Attenzione:
Lo spettacolo viene rappresentato all’interno di un piccolo tendone riscaldato. Capienza massima 60 spettatori a recita. Durata 35 minuti.
Repliche: domenica 9 aprile ore 17.00/18.00/19.00/20.00

ore 21.30 – Sala Grande
Presentazione editoriale animata
Animazione teatrale. I luoghi, le idee, i protagonisti

A presentare il volume edito da Carocci – con la partecipazione di alcuni dei principali fautori di un’avventura teatrale lunga più di trent’anni come Fiorenzo Alfieri o Giuliano Scabia – è l’autrice stessa, Loredana Perissinotto, protagonista storica di quel movimento di rinnovamento teatrale ed educativo noto come “animazione teatrale”. Un po’ di amarcord, forse, ma solo per ritrovare le radici delle attuali prospettive, in una festa fatta insieme in cui il passato venga letto in funzione di un complesso presente culturale.

Domenica 9 aprile 2006

ore 11.30 – Sala Piccola
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
Orsetti
Ideazione, movimenti coreografici, concezione visiva e selezione musicale: Mariachiara Raviola; In collaborazione con: Vanni Zinola e Erica Guarino; Consulenza Registica: Nino D’Introna; Con Vanni Zinola e Erica Guarino; Si ringrazia per la Consulenza Pedagogica il Centro Studi Teatro Ragazzi “Gian Renzo Morteo”
Grattarsi, annusarsi, corteggiarsi, coccolarsi e azzuffarsi. Nascere e crescere, mangiare ed avere paura, essere timido e dispettoso, ingelosirsi del fratellino e volere mamma e papà tutti per sè, divertirsi al circo e conoscere tanti amici. Infine, addormentarsi: queste le prime avventure di ogni bambino, ma anche dei peluche con cui egli condivide i suoi primi passi, in una relazione affettiva e sociale intensa e significativa. In scena dunque, insieme a un attore e una danzatrice, i veri protagonisti dello spettacolo: i loro Orsetti ormai consumati e gli altri piccoli amici che i bambini avranno portato a teatro con sè. Seduti insieme, gli uni accanto agli altri, non resterà che lasciarsi avvolgere dall’azione fantastica e ricca di colpi di scena, capace di evocare al tempo stesso momenti quotidiani e sensazioni magiche ed archetipiche.
Dai 3 anni

ore 16.00 – Sala Grande
Assemblea Teatro Il piccolo principe
Voce recitante: Gisella Bein; Suoni e composizioni: Matteo Curallo; Illustrazioni su sabbia: Licio Esposito; Regia: Renzo Sicco
Una lezione fantastica, quella di Saint-Exupery, che induce ad ascoltare, ad osservare, a prendersi cura dell’altro, ad essere responsabili del mondo attorno a sé. Uno spettacolo che, con apparente semplicità – seguendo il filo rosso della nascita di un’amicizia tra un pilota di aereo e un principino extraterrestre – racconta la bellezza del confronto dialettico, dell’educazione etica, della competenza sociale. Lo scenario lieve e rarefatto del deserto, sospeso tra gli infiniti mondi possibili, è evocato dalle performance luminose di sabbia di Licio Esposito. Il valore poetico della scrittura respira grazie alla misurata narrazione di Gisella Bein.
Dai 6 anni

ore 17.30 – Sala Piccola
Il Dottor Bostik / Unoteatro
Acqua
Testo, regia e animazione: Dino Arru; Scene: Fulvio Massano; Costumi: Anna Gillardi; Aiuto fuori scena: Raffaele Arru
Una barchetta di carta sospinta da un soffio d’alito, un rubinetto d’ottone sospeso nel vuoto, un catino pieno: inizia così un viaggio fantastico sui sentieri della memoria che ci racconta che l’acqua è anche odore, paura dell’abisso, abbraccio estatico di un’onda. Le magie visive e le continue invenzioni che si susseguono si imbattono in piovre e grondaie, pesci sega e bacinelle, acqua vera e oceani fantastici. Il particolare rapporto instaurato tra animatore e pupazzo, l’idea di fondo mista al gusto per l’assurdo e il surreale, concorrono poi a delineare uno stile netto che si articola lungo l’arco dell’intero spettacolo, facendoci salpare verso mari da salvare.
Per tutti

Lunedì 10 aprile 2006

ore 9.30
Tavola rotonda Edifici Teatrali per le Nuove Generazioni
In una Torino che – dopo trent’anni di teatro per, dei e con i ragazzi – ha scelto di dotarsi di uno spazio adeguato e all’avanguardia destinato a queste iniziative, la nuova Casa del Teatro Ragazzi e Giovani si confronta con le strutture similari di Bruxelles, Ginevra, Lione, Cascina, Parma e Bologna. Per raccontarsi e sentir raccontare. Per mettere a confronto percorsi di progettazione, edificazione e funzionamento di alcuni tra i più significativi spazi teatrali europei dedicati alle nuove generazioni.
Sono previsti interventi di
Roger Deldime e Jeanne Pigeon – Théâtre La Montagne Magique (Bruxelles)
Dominique Catton – Am Stram Gram Le Théâtre (Geneve)
Nino D’Introna – Théâtre Nouvelle Géneration (Lione)
Alessandra Belledi – Teatro delle Briciole (Parma)
Lucio D’Amelio – La Baracca Teatro Testoni (Bologna)
Alessandro Garzella – La Città del Teatro – Fondazione Sipario Toscana (Cascina)
Graziano Melano – Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani (Torino)
Ugo Perone – Dir. Dip. Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale (Vercelli)

Modera Sabrina Grassi Fossier, Direttrice del Centre Culturel Français di Torino



INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
www.fondazionetrg.it
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Via Industria, 2 – 10144 Torino
Tel. 011.4731276 – 011.489676 – Fax 011.4733102
prenotazioni@fondazionetrg.it


BIGLIETTI:

Per tutti gli spettacoli e per le visite guidate: ingresso libero, prenotazione obbligatoria
Per le recite dello spettacolo Bistouri!: Posto unico € 5

Redazione_ateatro

2006-03-30T00:00:00

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Tag: #specialeTorino (8), ragazziteatro (32)


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