1989: i crolli
Un concorso di drammaturgia

Il bando

Pubblicato il 10/04/2006 / di / ateatro n. 098 / 0 commenti /
Share

A – La Compagnia Teatrale ATIR –- Associazione teatrale indipendente per la ricerca – di Milano, indice un concorso di drammaturgia che si propone di selezionare il migliore o i migliori testi teatrali o la migliore rielaborazione drammaturgica sul tema in oggetto al punto B.

B – OGGETTO DELLO SCRITTO: “1989: I crolli”. Vedi allegato.

C – Le persone interessate a partecipare al bando dovranno inviare un Curriculum Vitae all’’Associazione ATIR entro il 20 maggio 2006, inserendo i propri dati anagrafici e i recapiti, e un primo scritto di 3 cartelle inerenti gli argomenti esposti nell’’allegato. La prima selezione avverrà tramite Curriculum e verifica delle tre cartelle di cui sopra. Le persone scelte verranno contattate direttamente dall’’ATIR entro i primi giorni di Giugno 2006. Sono ammesse anche le opere di autori di nazionalità non italiana purchè siano corredati da una traduzione in italiano.

D – Il Concorso prevede tre tranches di lavoro:
1 – Presentazione e discussione del tema e del progetto a cura della regista Serena Sinigaglia e degli attori della compagnia, rivolto alle persone già selezionate. L’’incontro avverrà presso la sede dell’’ATIR a Milano, in via Vittadini n. 13 il 9 – 10 – 11 giugno 2006, dalle 10.00 alle 18.00.
2 – Per accedere alla seconda selezione, verrà richiesto ai candidati di inviare un primo elaborato sul tema di almeno 10 cartelle dattiloscritte, entro il 2 luglio 2006. Le persone i cui testi saranno considerati più idonei al progetto verranno convocate al secondo incontro-confronto di lavoro con la regista e la compagnia, che si terrà a Milano dal 7 al 9 luglio 2006 in luogo da definirsi.
3 – Terza tranche: entro e tassativamente non oltre il 27 agosto gli autori dovranno consegnare il testo finito. Tale testo dovrà avere la durata max di 100 minuti e min di 60 minuti.

E – Tutti i testi inviati durante le fasi del concorso dovranno pervenire in triplice copia, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo: A.T.I.R. Viale B. d’Este, 12 – 20122 Milano – c.a. Serena Sinigaglia.

F – ENTRO la fine di settembre la regista Serena Sinigaglia, assieme alla Compagnia teatrale ATIR, sceglierà il testo/i VINCITORE/I. La regista e la Compagnia si riservano di non premiare nessun testo presentato, qualora nessuno scritto fosse adeguato alla messa in scena. I TESTI non scelti non verranno riconsegnati agli autori.

G – Il Testo/i Vincitore/i, verrà rappresentato e messo in scena dalla regista Serena Sinigaglia e dalla Compagnia teatrale ATIR. Inoltre al Vincitore/i, verrà dato un premio di 500 euro lordi complessivi, più una percentuale per i Diritti d’’autore del testo per ogni replica rappresentata.

H – Il Vincitore dovrà cedere i diritti di rappresentazione del Testo alla Compagnia ATIR per almeno 4 anni.

I – Lo spettacolo messo in scena diventerà la nuova produzione della Compagnia teatrale ATIR per l’anno 2007 e avrà nella prima parte della stagione una lunga permanenza a Milano ai Teatridithalia.

L – La regista si riserva di poter variare a suo piacimento il testo prescelto, discostandosi, se la messa in scena lo richiede, dall’originale.

M – Il bando di concorso verrà pubblicizzato attraverso canali interni alle Scuole di Teatro e attraverso organi di stampa competenti.

Per informazioni: A.T.I.R. via Vittadini, 13 – 20136 Milano – tel. 02 58325578 – atirteatro@fastwebnet.it – www.atirteatro.it

CONCORSO DI DRAMMATURGIA “1989: I CROLLI”
ALLEGATO

‘89 è il terzo spettacolo (l’ultimo capitolo) di una trilogia a cui ho dato il nome (rubandolo al grande Gurdjeff) di Incontri con epoche straordinarie: ’43, ’68, ‘89. ‘43 e ‘68 sono già diventati due spettacoli, uno creato e poi fatto circuitare dal ’97 ad oggi, l’altro dal 2003 fino ad oggi. Ora comincio ad affrontare ‘89. Conoscere il passato è il solo modo per poter sperare di riconoscere il presente. Viviamo circondati, asfissiati direi, dall’informazione eppure, mai come ora, siamo ignoranti, paralizzati, incapaci di intervenire nel reale per cambiarlo e migliorarlo. E questo accade per il semplice fatto che i dati a getto continuo che riceviamo non creano sapere, non portano alla conoscenza che sola vive della relazione tra le cose e della capacità critica che il soggetto deve imparare ad usare. I fatti, i dati, dunque non sono il sapere. Il sapere arriva attraverso l’arte di ascoltare, guardare, chiedere, collegare… questo è conoscere. Orfana di “politica”, cerco attraverso questa trilogia di accrescere la mia “consapevolezza politica”. Un uomo senza politica è come un uomo senza amore: un uomo a cui manca una parte fondamentale di esperienza e vita per potersi sentire minimamente soddisfatto.
La trilogia dunque nasce dal desiderio urgentissimo di conoscere e imparare a riconoscere la realtà in cui viviamo e insieme nasce per amore e bisogno di ricostruirsi una coscienza “politica” seria, forte, importante.

Sull’89, oltre al sacrosanto bisogno di saperne di più e di sapere più veramente quanto è accaduto, mi sento mossa anche da un preciso sentimento: la sensazione che quel muro che cadeva era anche lo sgretolarsi degli ideali per cui lottare e vivere, la sensazione che stavamo ereditando un mondo senza cuore, senza centro, senza utopia. Una sorta di funerale a Don Chisciotte! Mio Dio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eccovi le mie riflessioni e domande e questioni da approfondire insieme e su cui vorrei si incentrassero i vostri scritti:

La Romania a mio avviso offre uno spunto di riflessione molto importante sull’intero crollo dei regimi comunisti e sul velo di ipocrisia e menzogna che circonda quegli eventi. Timisoara è l’esempio lampante di come il crollo dei regimi non sia stato affatto come ce l’hanno raccontato ovvero la fine dell’impero del male. Quale fine? E quale impero? C’è stata davvero la fine di una cosa o piuttosto la mostruosa metamorfosi dello stesso sistema?

Perché i regimi comunisti sono crollati? Tutti festeggiavano, almeno così sembrava. Tutti festeggiavano: la fine dell’oppressione, la fine della povertà, la fine delle privazioni… Evviva la libertà!!! Ma davvero? E anche in questo caso: quale libertà? E’ stata davvero la volontà popolare a produrre il crollo?

Che cosa sono stati gli anni ’80 nel panorama della guerra fredda e più in generale di tutto il dopo guerra? Mi interessano gli anni ’80 perché sono gli anni dove sono cresciuta, gli anni del mio apprendimento spirituale. Sono nata nel 1973. L’unico evento forte a livello internazionale e contemporaneamente più vicino a cui ho assistito è proprio il crollo.

Cosa ricordate di quei giorni del crollo del muro? Dei giorni prima e dei giorni dopo il 10 Novembre. Cosa stavate facendo? Dove? Siete per caso andati anche voi a comprare pezzi del muro?

Che cosa ha significato il crollo del muro di Berlino per te?

Si può vivere senza ideologie? Le religioni oggi sostituiscono le ideologie di ieri? Gli ideali di un mondo più giusto e più egualitario attraverso quali parole, quali codici, quali segnali possono non solo esistere ma anche concretizzarsi oggi?

Serena Sinigaglia

Compagnia_Teatrale_ATIR

2006-04-10T00:00:00

Share



Tag: Atir (9), drammaturgia (24), selezione&bandi (17)


Scrivi un commento