Abbiamo troppe cose da dire…

L'editoriale di ateatro 99

Pubblicato il 27/05/2006 / di / ateatro n. 099 / 0 commenti /
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…, forse troppe, ma ci proviamo lo stesso, più brevemente possibile.
La prima cosa che vi dobbiamo dire è che noi di ateatro ci vediamo a Cascina, alla Città del Teatro, tra il 10 e l’11 giugno, nell’ambito del festival Metamorfosi (dove qualcuno di noi si esibisce: andate a curiosare nel programma…).
Vogliamo capire che cosa fare del nostro sito e della webzine: chiudere o rilanciare? inventarsi qualcosa di nuovo o proseguire su una strada che ci sta dando notevoli soddisfazioni? Insomma, che fare una volta doppiata la fatidica boa di ateatrocento?

Nel frattempo mettiamo online questo nuovo ateatro 100-1. Per cominciare, forse vi siete accorti che c’è un nuovo governo (e un nuovo ministro, con nuovi sottosegretari, come hanno tempestivamente segnalato le news di ateatro). Il governo Prodi ha il suo corposo programma, e si porta dietro anche un bel mazzo di promesse elettorali. Tutte cose che sapete benissimo: negli scorsi mesi Mimma Gallina e Anna Chiara Altieri hanno condotto un’ampia ricognizione tra le forze politiche, registrando le posizioni dei diversi partiti sulla cultura (con una serie di interviste esclusive).
Adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti, a cominciare dal reintegro del FUS. ateatro continuerà a occuparsi del rapporto tra politica e cultura, e continuerà a svolgere le sue funzioni: laboratorio di idee, stimolo politico, informazione, vigilanza, dibattito.
E tanto per non perdere l’esercizio, per lo Speciale Torino l’assessore Fiorenzo Alfieri racconta in dettaglio il progetto culturale della città (in attesa di altri interventi “torinesi” già annunciati).

Un altro fronte su cui è impegnata la nostra webzine riguarda il rapporto tra teatro e video, e più in generale gli intrecci tra la scena e le nuove tecnologie. In questo numero, prosegue la discussione di Fabio Bruschi con Anna Maria Monteverdi e Oliviero Ponte di Pino a proposito del TTV. A voi il diritto-dovere di giudicare, ma soprattutto quello di arricchire la discussione con il vostro contributo: o proprio non ve ne frega niente, a voi teatranti, tecnoartisti e videomaker, della discussione?
A qualcuno però gliene frega, di tutte queste faccende. La Rai (sì, proprio la Rai, Direzione Strategie Tecnologiche…) ha organizzato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica di Milano una fitta due giorni di incontri sul tema del rapporto tra scena e nuove tecnologie elettroniche, all’insegna dell’Attore digitale. Vi raccontiamo tutto, naturalmente, e vi regaliamo anche una piccola antologia sul tema, partendo dalla nostra fenomenale ateatropedia.
Sempre a proposito degli intrecci tra teatro e nuove tecnologie, in questo scintillante ateatro 100-1 trovate una ricca sezione beckettiana (è il centenario…), con alcuni testi da non perdere. Anna Maria Monteverdi traccia una mappa degli intrecci tekno del vecchio Sam, interessante sia per le esperienze che illustra sia per lo schema generale in cui sono inserite; David Saltz, in esclusiva per ateatro, racconta dieci anni dopo il suo curioso Beckett Space. Sempre nell’ambito di un tnm assai vivace e ricco, Marce.lí Antunez Roca ci spiega cos’è la “sistematurgia”, mentre Roberto Magnani ci parla del suo video sull’Ubu incatenato con esoscheletro e motion capture di Roberto Latini.
Ma non è tutto: Andrea Balzola ha visto Gli uccelli di Tiezzi-Lombardi, e ci sono decine di notizie e anticipazioni.

Nel frattempo continuiamo a chiederci: ha senso andare avanti con ateatro? E come? Se avete qualche suggerimento, scriveteci (e magari passate per Cascina…).

Redazione_ateatro

2006-05-27T00:00:00

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Tag: editoriale (47)


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