Qualche appunto sul futuro di ateatro

In vista dell'incontro di Cascina

Pubblicato il 12/06/2006 / di / ateatro n. 100 / 0 commenti /
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Una premessa
Non sono affatto scontento di ateatro. Anzi. Ne sono assai fiero. ateatro è ricco (ricco dentro, intendo), bello, vitale. E’ un esempio di informazione e cultura democratica e autogestita (forse addirittura un esempio di controinformazione….). E’ una delle poche novità del teatro italiano (e della cultura teatrale) di questi anni.
E’ un sito bello e autorevole. Lo leggono amici e nemici, insomma più o meno tutti all’interno nel piccolo mondo del teatro. E’ diventato un punto di riferimento per organizzatori e operatori. E’ una risorsa utilizzata da studenti e studiosi, ma anche dai normali spettatori. I forum sono frequentati e vivaci. Siamo del tutto liberi e indipendenti. Eccetera eccetera. Bravi bravi.
Insomma, ateatro è un piccolo miracolo, grazie allo sforzo di tutti noi. In particolare a quello di Anna Maria Monteverdi per tnm (e non solo). E a quello di Mimma Gallina e Franco D’Ippolito per le Buone Pratiche. Due direzioni di sviluppo che io non sarei stato nemmeno in grado di immaginare e che fanno parte dell’anima del sito.

Insomma…
Mi sembra che ateatro sia il meglio di quello che possiamo fare nelle attuali condizioni (ed è molto meglio di quello che fanno altri, con risorse assai maggiori delle nostre, come ci viene ampiamente riconosciuto).
A questo punto potremmo tranquillamente andare avanti in questo modo.
Usciamo con regolare irregolarità, scateniamo feroci polemiche, la ateatropedia si arricchisce con una rapidità sorprendente di materiali di notevole livello. Siamo orgogliosi di noi stessi e del nostro lavoro (anche se un po’ mi rompo le scatole, a tenere in piedi tutta questa baracca, e mi vengono in mente altre cose da fare).

Detto questo…
Dopo qualche anno, dopo aver raggiunto una serie di obiettivi – sostanzialmente uno: un sito di teatro bello, utile e libero – mi sono chiesto (e ci stiamo chiedendo) quale può essere lo sviluppo della nostra webzine. Se possiamo e dobbiamo andare avanti in questo modo, o se possiamo immaginare per la nostra creatura un futuro diverso (e di migliore), preservando ovviamente le qualità – e i valori -.di ateatro.
Va precisato che in questi cinque anni il sito è cambiato di continuo: la rete si è evoluta e il sito si è arricchito di nuove funzionalità e nuove aree di intervento.
Si tratta a questo punto di immaginare altre possibili evoluzioni della nostra allegra impresa.

ALCUNI NODI DA SCIOGLIERE

1. Le risorse umane
ateatro
ha finora contato su una serie di validissimi collaboratori, ma con una struttura in qualche modo verticistica. C’è una sorta di direttore (ir)responsabile (e per la sezione tnm una responsabile) che funge da punto di riferimento per i diversi collaboratori. I contributi arrivano da sempre in maniera spontanea (per non dire casuale), spesso imprevedibile (e spesso sono piacevoli sorprese). Finora tutto questo ha funzionato molto bene.
Però forse potrebbe funzionare meglio. E’ sufficiente la mia mail che annuncia che il nuovo numero è in preparazione? E’ possibile ipotizzare una struttura redazionale diversa?

2. Le risorse finanziarie
Finora ateatro è cresciuto e vive tuttora senza un euro (o meglio, ci spendo qualcosa, ma sono spiccioli; e nessuno incassa un euro, né perché ci scrive né per altri motivi, tipo pubblicità, sponsor, fornitura di servizi eccetera).
Con questa non-struttura ateatro non può – neppure se glielo offrono – incassare un euro.
La povertà ha anche i suoi pregi: nessuno ci paga e questo ci garantisce la più totale e assoluta indipendenza. La nostra autorevolezza nasce anche da questa indipendenza: siamo percepiti come una entità assolutamente autonoma da qualunque potere (economico, teatrale, politico, mediatico, accademico). Anche nell’organizzazione delle Buone Pratiche, abbiamo cercato di preservare in tutti i modi questa assoluta libertà e autonomia.
A questo punto possiamo pensare di dare al nostro sito una qualche struttura amministrativo-economica (legandoci magari a qualche realtà già esistente). Questo ci permetterebbe di diventare partner di varie iniziative (o, al limite, di promuoverle): penso a partnership di vario genere con festival, convegni, attività editoriali, università, teatri…
Questo ci permetterebbe di essere più incisivi nel panorama culturale (creando alleanze), e magari di ricavare qualche soldo da investire nel sito: sia nel software (a cominciare dall’impaginazione) sia nel pagamento dei collaboratori. E magari anche nella realizzazione del Meglio di ateatro vol. 2 (il primo volume è stato da noi autofinanziato).
Tuttavia questo rischia di incrinare la nostra libertà e indipendenza editoriale, e ci mette in concorrenza con le altre realtà del teatro per la distribuzione di risorse assai scarse (come ben sappiamo…).
Insomma, è possibile trasformare ateatro in una piccola istituzione, mantenendo una totale autonomia? E come?

3. Le risorse informatiche
E’ un problema prima di tutto tecnico, e dunque un po’ noioso, ma è da sempre centrale nella diffusione della cultura – ed è ancora più determinante nell’era di internet.
Finora la struttura software del sito è stata totalmente progettate e realizzata da me. Il che ha vantaggi e svantaggi.
I vantaggi: costo zero; totale controllo della struttura informatica e dei contenuti; grande flessibilità; facilità e rapidità d’uso.
Gli svantaggi: la grafica “casalinga”; qualche problema tecnico di troppo; l’intero peso della gestione del sito su una sola persona.

4. Le risorse multimediali
Uno dei più evidenti sviluppi della rete è la crescente possibilità di diffondere contenuti multimediali (audio e video). Ne abbiamo parlato fin troppo, in tnm.
Con l’attuale struttura del sito (sia dal punto di vista delle risorse umane sia dal punto di vista delle risorse informatiche) ateatro non è assolutamente in grado di svilupparsi in questa direzione (così come in direzione di un aumento dell’interattività).

5. La risorse del sito
O meglio, la tutela della proprietà intellettuale (ovvero del copyright).
Uno degli obiettivi del sito è ovviamente diffondere la cultura del teatro. Per certi aspetti la stiamo diffondendo fin troppo bene, nel senso che sono numerosi quelli che – grazie al copiancolla – si appropriano del nostro lavoro senza citarlo eccetera.
E’ ovviamente possibile cercare di controllare maggiormente questa diffusione: per esempio chiedendo agli utenti di registrarsi, o addirittura chiedendo una fee per ogni pezzo scaricato. Questo implica una diversa struttura sia informatica sia economica del sito (con relativi investimenti).

6. Le risorse giovanili
Periodicamente ricevo mail di giovani che vogliono collaborare ad ateatro.
Personalmente non sono in grado di farmi carico di giovani collaboratori da seguire e formare. Tuttavia mi rendo conto che una rete di giovani collaboratori sparsi sul territorio potrebbe essere per ateatro una grande risorsa.
E’ ovviamente possibile creare un’area (o una sezione del sito) riservata a nuovi contributi. Ma è necessario un responsabile (un tutor) per questi aspiranti collaboratori.

Oliviero_Ponte_di_Pino

2006-06-12T00:00:00

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Tag: ateatro (16)


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