BPSUD Teatro e università al Sud

Nota per la costituenda Fondazione CAMPUS TEATRI, Università della Calabria

Pubblicato il 07/12/2006 / di / ateatro n. #BP2006 , 104 / 0 commenti /
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“Campus Teatri” (teatro, danza, musica, cinema-nuovi media e arti visive) è un complesso multidisciplinare per gli spettacoli e le manifestazioni culturali, all’interno della cittadella dell’Università della Calabria.
Assumerà la forma giuridica della fondazione, i cui soci fondatori saranno l’Università della Calabria, l’Università Mediterranea, l’Università Magna Grecia, la Regione Calabria, il Comune di Rende e l’AGIS Calabria, le Province, il comune di Cosenza, Una Fondazione Bancaria …)
Consta di due teatri, due cinema,un anfiteatro, nonché di una serie di altri spazi, servizi e pertinenze;
un primo teatro ( piazza Molicelli) è già pronto (siamo in attesa del permesso di agibilità) ha una capienza di 300 posti con due adiacenti porticati (per circa 395 mq di superficie coperta).
– Il complesso multifunzionale denominato provvisoriamente Piazza Vermicelli, in via di completamento,. comprende :Due Cinema (due sale n°255 posti ciascuna)
Un teatro (750 posti)
Cavea (teatro all’aperto);
.Il “Campus Teatri” è territorialmente ubicato in modo strategico. Esso, infatti, sorge non solo nell’area universitaria collegata dal punto di vista logistico al resto del territorio ma, soprattutto,in un’area che prevede la realizzazione di un centro commerciale, di un ristorante, di un bar, di un asilo nido, del polo tecnologico che ospiterà le aziende spin-off dell’Università della Calabria, e degli spazi per le associazioni studentesche. Tutto ciò consente realisticamente di ipotizzare che intorno ai luoghi di spettacolo si possa creare un bacino culturale in cui si integrino attività commerciali, come la ristorazione, e altre funzioni legate sia al tempo libero che al lavoro, fruibili sia dalla popolazione universitaria (docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti), che potrà beneficiare di più luoghi e opportunità di vita sociale e condivisione di esperienze culturali, che per la popolazione del territorio circostante.
Altrettanto rilevante è il fatto che le attività culturali e di spettacolo di “Campus teatri” trovano nell’offerta formativa del corso di laurea in DAMS e Comunicazione un contiguo e immediato riferimento in quanto terreno di esperienza e di conoscenza, nonché di studio per lo sviluppo di progetti musicali, attività concertistica e operistica, attività di teatro, danza, cinema, produzione radiotelevisiva.

2 Consumo culturale e produzione in Calabria
Il progetto intende avviare in Calabria un intervento culturale che sia nel contempo di ricerca, di formazione, di produzione e circolazione di spettacoli,ipotesi che si sperimenta per la prima volta in Calabria.
Negli ultimi trenta anni si è potuto constatare il persistente divario fra nord e sud Italia rispetto ai finanziamenti pubblici destinati alla produzione e alla distribuzione, oltre che nel numero di spazi agibili per lo spettacolo.
Per quanto concerne la domanda e l’offerta di spettacolo in Calabria, il sistema è caratterizzato da una offerta scarsa e poco diffusa sul territorio, concentrata per lo più in alcune città capoluogo, con una certa prevalenza territoriale in provincia di Cosenza, nonché da una bassa affluenza di pubblico, la più bassa in Italia (cfr. Bollettino Ufficiale della Regione Calabria dell’1 settembre 2005, Parti I e II, n.16).
Gli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi al 2003, sulle attività teatrali, musicali e di danza, indicano il perdurare di una situazione di grave arretratezza che conferma stabilmente la regione all’ultimo posto di ogni graduatoria, generalmente al di sotto della metà della media delle altre regioni meridionali, che pur ricoprono gli ultimi posti a livello nazionale. Un numero di rappresentazioni (concerti e spettacoli) pari a 2.060 nell’anno 2003, che rappresenta una frequenza di 102 spettacoli ogni centomila abitanti, contro una media nazionale di 319 e una media delle regioni meridionali di 181 ogni centomila abitanti. Il numero di biglietti venduti equivale a 16.330 per centomila abitanti, rispetto al Dato medio delle regioni meridionali che è di 26.574.
In particolare su 16 stabili pubblici solo 2 si trovano nelle regioni del Sud; su 14 stabili privati che assorbono risorse totali di 12 milioni di euro, tre si trovano al sud assorbendo risorse per 2 milioni di euro (di cui 1 milione di euro alla Fondazione Teatro di Napoli).
Il divario è ancora più evidente nella spesa per il teatro privato (compagnie) e nell’esercizio teatrale (teatri). Su 154 compagnie solo 40 hanno sede al Sud (di cui 23 in Campania) mentre su 47 prime istanze sono state accolte per il sud 17 domande (di cui 10 in Campania).
Così l’esercizio con 42 teatri di cui solo 10 sale si trovano al Sud (di cui 7 a Napoli).
Uno sguardo alla sperimentazione e ai centri di innovazione, fa emergere che sono 16 gli stabili di innovazione finanziati con un totale di circa 5 milioni di euro, di cui 5 sono al sud (2 in Campania, a Napoli) per una spesa di 1.361 mila euro.
La stessa proporzione si ritrova nella stabilità ragazzi: su 20 soggetti 3 sono nel Sud (Napoli, Puglia e Sardegna).
Anche per quanto riguarda le piccole associazioni di promozione su 45, 6 sono al Sud, come pure su 36 festival, 14 sono al sud di cui 7 sono soltanto in Sicilia. Per quanto riguarda la distribuzione, i circuiti che assorbono risorse per circa 6 milioni di euro, la situazione è più bilanciata visto che su 17 circuiti 8 sono al sud (di cui solo due a Napoli).
Altre carenze documentate e tipiche del sud d’Italia sono la scarsità di operatori, la carenza complessiva di strutture, di centri, di stabilità pubblica e privata, di innovazione, nonché la presenza di zone scoperte dalla distribuzione e caratterizzate dalla scarsità di sale teatrali riconosciute.
La popolazione studentesca proveniente da zone prive di strutture e attività culturali si trova, infatti, ad affrontare diversi ostacoli generati da fattori quali la distanza, la carenza di collegamenti, la carenza di informazione e la inesistente stimolazione da parte del territorio.


3 Finalità culturali della Fondazione
La struttura plurima dedicata al teatro, al cinema, alla musica, alla danza e ai nuovi media, che sorge per volontà dell’Università della Calabria, intende assolvere al compito di potente stimolatore culturale, in termini di ricerca, formazione, offerta di spettacoli nei confronti non soltanto della crescente popolazione studentesca universitaria, ma anche e soprattutto verso il territorio..
Nello specifico il “Campus teatri”, intende:
– offrire una possibilità di partecipazione diretta alla cultura dello spettacolo, nelle sue varie forme e mezzi espressivi, ad una considerevole popolazione giovanile ( sono più di 31.000 studenti iscritti alla sola Università della Calabria ) che ha scarse opportunità di fruizione diretta dello spettacolo sia dal vivo che riprodotto;
– porsi come polo culturale dedicato alla musica, al teatro, alla danza e alle immagini in movimento (cinema e nuovi media), rispetto ai comuni limitrofi all’Università, alla Provincia e alla Regione.
– coinvolgere istituzioni nazionali (es. il Ministero dei Beni Culturali) e internazionali in grado di garantire attraverso i contributi finanziari, la distribuzione di spettacoli (l’Eti), le attività formative (il Formez), i progetti speciali (la CEE) una reale possibilità di realizzare nel campus di Arcavacata un Polo delle Performing Arts .

Uno dei risultati che la costituenda Fondazione “Campus teatri” mira a ottenere, attraverso il pieno funzionamento delle attività culturali programmate, è il superamento della marginalità dell’area in fatto di consumi culturali. In particolare:
– formare nuove figure professionali, tenendo conto della professionalità da creare e da formare per la gestione delle attività culturali dei teatri del Campus e delle forze produttive del territorio (es. musicisti, cineasti, attori, registi, danzatori, etc.…);
– incrementare la fruizione culturale;
– potenziare i flussi di cassa in termini di spesa in attività di spettacolo per abitante;
– riqualificare gli operatori dei settori oggetto di intervento.

Valentina_Valentini

2006-12-07T00:00:00

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