BPSUD Voglia di storie

Il nuovo tra innovazione e recupero di un sapere

Pubblicato il 07/12/2006 / di / ateatro n. #BP2006 , 104 / 0 commenti /
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La Buona Pratica che Danny Rose intende proporre all’’interno del dibattito sullo spettacolo al sud ha come scenario la campagna di Ceglie Messapica, una cittadina dell’’entroterra brindisino, al confine tra il Salento e la Valle d’Itria.
Danny Rose organizza da quattro anni la rassegna Voglia di Storie presso la Masseria Lo Jazzo, un antico complesso circondato da trulli, restaurato con attenzione filologica, attorno al quale si estende un vasto terreno incolto che presenta le caratteristiche tipiche della macchia mediterranea. Si tratta di un luogo fortemente suggestivo che, a differenza di realtà similari, è utilizzato esclusivamente per attività artistico-culturali, essendo particolarmente adatto ad accogliere e sperimentare nuove forme artistico-organizzative.
Fin dalla prima edizione l’’obiettivo principale di Voglia di Storie è stato quello di differenziarsi da molti festival estivi che spesso si presentano come semplici vetrine, per lo più indirizzate agli addetti ai lavori; l’’alternativa che Voglia di Storie propone è quella di essere un luogo da abitare insieme, dove riunire la molteplicità delle arti e incontrarsi, sapendo fin dal principio che sarà necessario avere il coraggio di osare, sia nelle scelte sia nelle formule organizzative, per poter dare voce effettiva alla contemporaneità. Voglia di Storie ha creato negli anni un dialogo forte con il territorio e con il pubblico, cercando di offrire proposte nuove, a livello artistico e di fruizione, portando ciò che non c’era, ascoltando le istanze profonde e imparando ad accogliere. La filosofia dell’’accoglienza e dell’’incontro sono fondamentali in ogni azione di Danny Rose.
La struttura di Voglia di storie si fonda sull’’individuazione di una parola-chiave, ogni anno diversa (l’amore, la molteplicità, la responsabilità), a partire dalla quale vengono costruiti dei links; per declinare il tema, vengono utilizzati i diversi linguaggi: dal teatro alla musica, dal cinema alla scultura, dalla letteratura alla cucina. Il senso profondo dei links è quello di indagare la realtà, senza chiudersi nell’’autoreferenzialità dello spettacolo, ma aprendosi a mondi che comunque ci appartengono come le scienze, le arti applicate, l’’economia, la sociologia.
L’’utilizzo dei links e il rapporto con “saperi altri” sono tratti peculiari della poetica di Danny Rose per cui l’’arte, in ogni sua forma, deve sempre essere uno strumento per capire e raccontare la contemporaneità.
Fino alla scorsa estate, Voglia di storie occupava un arco temporale ristretto; dal 2007, invece, le varie iniziative verranno proposte lungo tutto l’’anno, proprio per permettere alle persone che abitano quei luoghi di continuare ad avere questo punto di riferimento culturale. Ciò permetterà a Danny Rose, a livello organizzativo e di found raising, di avere un ventaglio di possibilità e di interlocutori maggiore, per numero e per identità, diversificando la proposta. La via che si intende perseguire è quella che porta e porterà sempre più a stringere delle collaborazioni multiple, accomunate da simili obiettivi comunicativi e territoriali, eleggibili non solo all’’interno delle istituzioni pubbliche, ma anche e soprattutto nel privato.
In conclusione, Voglia di Storie è un luogo da abitare, dove sarà sempre possibile confrontarsi con il nuovo, in ogni sua forma, dove la parola nuovo significa innovazione, ma anche recupero di un sapere.

Danny_Rose

2006-12-07T00:00:00

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