La nuova drammaturgia turca: un bando

Invito per la selezione di un progetto di produzione

Pubblicato il 15/12/2006 / di / ateatro n. 104 / 0 commenti /
Share

La recente attribuzione del premio Nobel per la letteratura a Orhan Pamuk ha portato clamorosamente alla ribalta internazionale la letteratura turca. Ma Pamuk non è un fenomeno isolato, la qualità della letteratura in Turchia è altissima e la scrittura per il teatro non è da meno. Anche grazie alla collaborazione con il festival di Istanbul, il Centro Santa Chiara in collaborazione con Festival Asti Teatro e Facoltà di Sociologia/Università di Trento, hanno scelto quattro autori inediti in Italia, diversi per temi e stile, accomunati da un singolare intreccio fra realismo e fantasia e da alcuni punti di contatto, come il conflitto fra tradizione e modernità, il tema dell’alienazione e della solitudine nella grande città. I quattro autori sono stati portati in scena il 4 dicembre a Trento, in forma di lettura da parte di attori e registi, come parte di un progetto per la conoscenza e la promozione del teatro turco.
L’iniziativa è rivolta agli operatori teatrali a livello nazionale e si propone di promuovere la conoscenza del teatro contemporaneo turco e possibilmente il futuro allestimento, in edizione italiana, di un testo turco.
Questa intenzione promozionale è condivisa dal festival AstiTeatro e dal Festival di Istanbul che, assieme al Centro Santa Chiara selezioneranno e sosterranno in forme diverse nel corso del 2007 e 2008 una eventuale produzione: Astiteatro sostenendo direttamente una produzione e ospitando una prima, Il Centro Santa Chiara garantendo una buona ospitalità e collaborando per un’ulteriore diffusione, Il Festival di Istanbul ospitando lo spettacolo nell’edizione 2008. Per la presenza all’estero ha garantito il suo interessamento l’Ente Teatrale Italiano e ricordiamo che il progetto “La Turchia fra Europa e Asia” gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri.

La scena turca contemporanea
I cambiamenti della società turca a partire dagli anni ‘90 hanno creato un proprio teatro. Nuovi gruppi teatrali, nuovi autori e attori hanno preso le distanze dal modo tradizionale e convenzionale di fare teatro, rivolgendosi verso nuove, più originali e più autentiche produzioni. Questa nuova situazione generale riflette il fatto che la Turchia, come parte di un mondo in fase di globalizzazione, si è trovata a sperimentare gli stessi problemi comuni al mondo post moderno con la crescita dei consumi, con la solitudine e l’infelicità della gente che non riesce a comunicare malgrado gli innumerevoli mezzi di comunicazione e sotto il peso schiacciante di tecnologia e media.
Nel teatro turco di oggi, le nuove tendenze danno importanza alla partecipazione alle piattaforme internazionali e alle relazioni interculturali, alla ricerca di una nuova estetica attraverso l’interpretazione dei miti turchi, delle leggende, delle favole, dal punto di vista di una comprensione contemporanea di questa “porzione” di geografia, di cultura e di storia.
(Fakiye Ozsoysal)

Intervista a Yeşim Özsoy Gülan

La più giovane degli autori presentati a Trento è la trentacinquenne Yeşim Özsoy Gülan, fondatrice del VeDST Theatre Group, ensemble con sede a Istanbul, concentrato in nuovi testi, nuove tecnologie e interdisciplinarietà. Tra i suoi spettacoli: Play alla turca (2001), Anno 2084 (2002), Casa-Una commedia Cacofonica (2003), Playback (2006), e Ultimo mondo (2006), quest’ultimo presentato a Trento in un reading a cura della Dionisi Compagnia Teatrale.
In Ultimo mondo fa molti riferimenti alla tradizione letteraria internazionale (Dante, Eliot, Shakespeare) e alla cultura turca. Qual è il suo rapporto con la sua tradizione e che ruolo ha la cultura europea nel suo lavoro?
Nell’Ultimo mondo i due personaggi, l’Uomo e la Donna, hanno dei ruoli fortemente rappresentativi. L’Uomo, infatti, rappresenta l’ovest, mentre la Donna è il mio est. Anche i testi ai quali si riferiscono agiscono in questa linea. L’Uomo menziona Dante, Shakespeare, la Bibbia, etc., mentre la Donna nomina Sherazade, le paludi dell’Arabia, poeti turchi ed europei, Mevlana.. In questo spettacolo ho provato a far emergere la mia propria memoria e la conoscenza agisce sul modo in cui scrivo e sul modo in cui guardo cosa è est e cosa intendiamo con l’ovest.
Gli eventi di questo dramma sono in parte collegati agli avvenimenti dell’11 settembre. Come è cambiata la sua visione del mondo e l’atteggiamento della Turchia dopo quella data?
Dopo l’11 settembre tutto il mondo è cambiato. Definitivamente. Sento che l’idea introdotta da Huntington alla fine dello scorso secolo, con il libro “Lo scontro delle civiltà” è diventata ancora più forte e predominante nel mondo. Questo è cruciale per me, provenendo da un paese in cui il 90 % delle persone è musulmana. Credo che la differenza tra figure come Saddam Hussein e i Kamikaze e figure come Bush e Blair sia la differenza tra violenza “visibile” contro violenza “invisibile”. E mi sento come lacerata da queste due visioni.
Esiste una sorta di tendenza generale nel giovane teatro turco e, se sì, cosa avete voi autori in comune?
In questo periodo il Teatro Turco si sta sempre di più concentrando sulla nuova drammaturgia. Ci sono sempre più giovani compagnie che lavorano in piccoli spazi, invece di lamentarsi del fatto di non poter accedere ai grandi teatri nazionali. Anche la mia compagnia ha una piccola sala autogestita, che non riceve sovvenzioni né dallo Stato, né dalla città di Istanbul, dove presentiamo le nostre produzioni e ospitiamo lavori di nuovi autori, con molta attenzione verso l’interdisciplinarietà e le nuove tecnologie.

Secondo lei, cosa può fare l’Europa per la Turchia e cosa potrebbe rappresentare la Turchia per l’Europa, se parte dell’UE?
Ci sono soprattutto tre opzioni per noi. La prima, è voltarci verso l’Europa ed entrarci. La seconda, è rivolgerci ad oriente partecipando di più al mondo Islamico. La terza è avvicinarci agli Stati Uniti. Personalmente non amo pensare alle due ultime ipotesi, e sostengo fermamente la partecipazione della Turchia all’UE. Siamo europei con la nostra eredità bizantina e greca e gli aspetti multiculturali che ci vengono dall’eredità dell’Impero Ottomano che dominava i popoli balcanici, italiani, russi e arabi, ma allo stesso tempo non siamo fino in fondo europei. La Turchia è la sola nazione islamica in grado provare al mondo che è possibile essere allo stesso tempo uno Stato Laico. Islamico, civile e moderno. In questo senso la Turchia ha una grande missione nei termini di uno risoluzione di questo scontro tra le civiltà e rappresenta una buona risposta per il mondo. Secondo me, con l’aiuto dell’UE questo ruolo potrebbe essere rafforzato.

Cosa si aspettava la Turchia dalla visita del Pontefice?
Abbiamo trattenuto il fiato per quattro giorni. Tutti abbiamo pregato e desiderato che non succedesse niente. Non era un buon momento per una visita, proprio poco tempo dopo le esternazioni veramente offensive nei confronti dell’Islam. La gente era turbata e di nuovo sentiva che l’Occidente nelle parole del Papa non capiva l’Islam e voleva guardarlo solo in un certo modo aggressivo e selvaggio. Ma alla fine tutto è andato bene. Tutte e due le parti, e specialmente il Papa, hanno inviato un segnale molto positivo. L’Imam che ha accompagnato il Papa nella grande Moschea, Sultanahmet lo ha invitato a pregare con lui. Le foto del Papa e dell’Imam di Istanbul che pregavano insieme per la pace nel mondo erano meravigliose. Andando via, poi, il Papa non ha portato via la sua croce dalla moschea e questo gesto è stato molto apprezzato e guardato con rispetto. Così tutto è andato in modo pacifico ed è stata una visita molto positiva.


La nuova drammaturgia turca:
INVITO PER LA SELEZIONE DI
UN PROGETTO DI PRODUZIONE


Il Centro Culturale Santa Chiara e AstiTeatro 29
in collaborazione con il Festival Internazionale di Istanbul
nel quadro del progetto
LA TURCHIA FRA EUROPA E ASIA – Al Limite al Confine
a cura di Mimma Gallina
hanno promosso, il 4 dicembre scorso, una giornata dedicata a
LA NUOVA DRAMMATURGIA TURCA
Autori e testi del teatro contemporaneo turco

Sono stati selezionati e presentati al pubblico in forma di lettura i seguenti autori e testi:

• Tuncer Cucenoglu, “LA VALANGA” •
a cura di Sabrina Morena per l’associazione “Spaesati”
hanno letto: Fulvio Falzarano con Roberta Colacino e Antonio Veneziano, allievi dell’Accademia Teatrale Città di Trieste

• Yesim Ozsoy Gulan, “ULTIMO MONDO” •
a cura di Renata Ciaravino e Valeria Talenti per la Compagnia Teatrale Dionisi di Milano
hanno letto: Renata Ciaravino, Marco Fubini, Carmen Pellegrinelli, Valeria Talenti

• Ozen Yula, “AFFITTASI” •
a cura di Mauro Avogadro e Elisa Galvagno,
con gli attori diplomati della Scuola del Teatro Stabile di Torino: Andrea Bosca, Elisa Galvagno, Paolo Giangrasso, Diego Iannaccone, Fabio Marchisio, Angelo Tronca

• Murathan Mungan, “LA MALEDIZIONE DEL CERVO” •
a cura di Massimo Salvianti per Arca Azzura di Firenze
hanno letto: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

Le traduzioni di lavoro sono state effettuate dall’inglese e dal francese con l’autorizzazione degli autori, con riserva di realizzare traduzioni professionali dall’originale turco in caso di produzione.

I testi sono disponibili nella versione inglese (in due casi anche francese) e nelle traduzioni di lavoro e possono essere richiesti a:
Festival ASTITEATRO
E-mail: asti_teatro@yahoo.it

BANDO PER LA PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO DI PRODUZIONE

Il Centro Culturale Santa Chiara e AstiTeatro 29
in collaborazione con il Festival Internazionale di Istanbul

invitano

le compagnie e gli operatori italiani interessati a produrre uno spettacolo da uno dei testi sopra indicati,
a trasmettere entro il 30 gennaio 2007 un progetto di produzione
corredato da indicazioni relative a

 l’impresa di produzione che intende farsi carico del progetto 
 indicazione di eventuali coproduttori 
 regista, scenografo e altri collaboratori artistici previsti 
 numero e nomi degli attori già individuati all’atto della domanda 
 altri elementi informativi che si considerano rilevanti 
 dichiarazione che confermi la disponibilità a debuttare entro il mese di giugno 2007 

Il Centro Culturale Santa Chiara e AstiTeatro 29
si riservano di convocare gli interessati per approfondimenti e decideranno in merito al progetto da sostenere
entro e non oltre il 28 febbraio 2007.
La decisione è insindacabile e inappellabile.

Alla compagnia prescelta, gli enti promotori prospettano quanto segue:

• AstiTeatro 29 parteciperà ai costi di produzione con un contributo parziale (secondo i propri usi), proporzionato all’impegno del progetto e dell’allestimento e ospiterà la prima e gli ultimi giorni di prove indicativamente nell’ultima decade di giugno 2007 •

• Il Centro Culturale Santa Chiara
ospiterà lo spettacolo corrispondendo un cachet adeguato nel proprio cartellone (stagione 2007/2008) •

• Il Festival Internazionale di Istanbul ospiterà lo spettacolo – previa verifica della qualità del medesimo – nell’edizione 2008 •
(si segnala che per un sostegno relativo alla presenza in Turchia è stato interpellata anche l’Ente Teatrale Italiano e che il progetto “La Turchia fra Europa e Asia” gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri)

I tre organismi si riservano infine di collaborare con la compagnia per il reperimento di eventuali ulteriori coproduttori o sbocchi distributivi.

Info e invio dei progetti:
asti_teatro@yahoo.it

Centro_Santa_Chiara_-_Asti_Teatro

2006-12-15T00:00:00

Share



Tag: AstiTeatro (6), CentroSantaChiara (2)


Scrivi un commento