Per i 70 anni di Eugenio Barba

L'Odin Teatret in Puglia

Pubblicato il 16/12/2006 / di / ateatro n. 102 / 0 commenti /
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Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo
Teatro Pubblico Pugliese
Provincia di Foggia
Provincia di Lecce

in collaborazione con
Cantieri Teatrali Koreja Oda teatro Cerchio di Gesso – Ass.Attraverso lo spettacolo

L’Odin Teatret in Puglia
Per i 70 anni di Eugenio Barba

dal 4 al 14 ottobre: Spettacoli, Spettacoli dimostrazione, Seminari pratici, Incontri con i gruppi di base di teatro pugliese

Sabato 23 settembre 2006
Conferenza stampa con:
Silvia Godelli, Carmelo Grassi, Salvatore Tramacere, Tonio de Nitto, Mario Pierrotti, Egidio Pani

“La nostra origine è stata l’ombra, ed è nell’ombra che preferiamo vivere. E’ nell’anonimo lavoro quotidiano che incontriamo la sfida sempre uguale che mette alla prova l’intensità e la credibilità delle nostre motivazioni. Siamo venuti dal buio e augurateci che quando scompariremo nel buio il nostro ultimo sogno sia come il primo, quello che avevamo da giovani: essere come nomadi San del deserto Kalahari che si muovono in direzione dei lampi, perché dove c’è tempesta, c’è acqua, vegetazione, vita”.

“Tutto scompare, tutto muore, ma il teatro resta il posto dove anche gli essere più anonimi hanno la possibilità di diventare personaggi.”

Vita teatrale autentica, impressionante teatro del corpo.

Nato a Brindisi, è partito da Gallipoli per la Nunziatella, poi la Scandinavia, le miniere di Kiruna, l’India, il canale di Suez, la Cina, il Giappone, le Indie orientali, gli Usa, ha vissuto anche in un kibbutz israeliano, poi la Polonia, la collaborazione con Grotowski, la vita in un circo bulgaro, Oslo…

Eugenio Barba il 29 ottobre compie 70 anni. La Regione Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese gli rendono omaggio ospitandolo in Puglia con l’Odin Teatret per 10 giorni. Dal 4 al 14 Ottobre: Spettacoli, Spettacoli dimostrazione, Seminari pratici e Incontri. Poi, una due giorni con Barba, il 13 e 14 ottobre (il 13 a Lecce, il 14 a Foggia). Giorni in cui il regista pugliese – trapiantato a Oslo, dove ha fondato nel ’64 l’Odin Teatret – ha chiesto di incontrare tutti i gruppi di base di teatro pugliese. Una chiamata alle armi intorno ai temi del Teatro Antropologico, del Terzo Teatro.

L’Odin Teatret in Puglia è un progetto del Tpp, sostenuto dalla Regione Puglia, con gli interventi della Provincia di Lecce e della Provincia di Foggia, e organizzato in collaborazione con i Cantieri Teatrali Koreja, L’Oda Cerchio di Gesso e l’Ass. Attraverso lo spettacolo, con il fondamentale lavoro di appassionata ricerca e sensibile studio di Egidio Pani e del prof. Franco Perrelli.

I Cantieri Koreja e l’Oda Cerchio di Gesso svolgeranno il difficile compito organizzativo, di accoglienza e di promozione del pubblico sul territorio, integrando con l’Odin le proprie esperienze, le visioni, le filosofie culturali figlie, esse stesse – anche – del passaggio e degli insegnamenti di Eugenio Barba.

4 gli spettacoli che l’Odin porterà sulle scene dei teatri dei Cantieri a Lecce e Del Fuoco-Oda Teatro a Foggia: Il libro di Ester, Sale, Le grandi città (unico con l’ensamble), Il tappeto volante. 3, invece, gli Spettacoli dimostrazione (Lettere al vento, Il fratello morto, Sentieri del pensiero) – momenti in cui gli attori , 6 i seminari pratici sul lavoro fisico e vocale dell’attore.

I due incontri con Barba si terranno a Lecce (il 13) presso i Cantieri Koreja, e qui il maestro parteciperà alla presentazione dell’ultimo libro scritto da Franco Ungano “Dimettersi dal Sud”, edito da Laterza. Strettissimo il legame di Eugenio Barba con il Salento, a cominciare dalle due storiche, dionisiache residenze nel ’74 e ’75 a Carpignano e a Serrano (“Come and the Day Will Be Ours”, “Min Fars Hus”…), e poi nel 2002 a Koreja (“Mythos”, “Otello”, “Casa di bambola”…).

L’incontro foggiano (il 14) si terrà nell’Oda Teatro del Cerchio di Gesso. Un appuntamento particolarmente significativo, forse, perché di fatto sembra essere la prima frequentazione teatrale in terra dauna di Eugenio Barba. E sarà anche la prima volta dell’Oda anche al Teatro del Fuoco, dove è prevista la prima rappresentazione. Sono chiamate a raccolta tutte le compagnie teatrali, gli attori, i registi non solo pugliesi, ma delle regioni vicine, la Basilicata, il Molise, la Calabria, la Campania.

Abbiamo chiesto a Barba di lasciarci una riflessione in esclusiva per questa conferenza stampa. Eccola:

Più mi sono allontanato dalla mia terra e dalla mia lingua, più si è distillato in me il senso delle mie origini. Ho lasciato il Sud per riscoprirlo sotto mille raffigurazioni ed incontri in mezzo secolo di emigrazione.
Nel mio teatro, la camera segreta è la mia infanzia meridionale.
Il teatro ha costituito uno strumento prezioso per fare incursioni in zone del mondo che sembravano fuori dalla mia portata.
Incursioni nelle terre incognite che caratterizzano la realtà verticale, o spirituale, dell’essere umano. E incursioni nello spazio orizzontale delle relazioni umane, degli ambiti sociali, dei rapporti di potere e della politica, nella vischiosa realtà quotidiana di questo mondo che abito, ma a cui non voglio appartenere.
Ancora oggi continua ad avvincermi il fatto che il teatro fornisce strumenti, vie e coperture per incursioni nella doppia geografia: quella che mi circonda e quella che sono io a circondare. Da un lato il mondo esterno, con le sue regole, la sua vastità, le sue zone incomprensibili e seducenti, il suo male ed il suo caos; dall’altro il mondo interno con i suoi continenti ed oceani, le sue pieghe e i suoi fecondi misteri.
Cosa è stato il training dei miei attori se non un ponte fra questi due estremi: fra l’incursione nella macchina del corpo e l’apertura di varchi all’irruzione di un’energia che rompe i limiti del corpo?
Con la sua camera segreta, il teatro è per me il mestiere dell’incursione, un’isola galleggiante di dissidenza, una radura nel cuore del mondo civilizzato. Rare, privilegiate volte, è la turbolenza del Disordine che scuote il mio modo familiare di convivere con lo spazio ed il tempo attorno a me e, creando scompiglio, mi costringe ad affrontare l’altra parte di me.

Eugenio Barba

Agli spettacoli, per 150-200 spettatori a seconda della pièce proposta) non sono ammesse telecamere e macchine fotografiche.

www.teatropubblicopugliese.it

Ufficio_Stampa

2006-09-25T00:00:00

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