L’emergenza e l’accesso, la democrazia e il teatrino del forum

L'editorial di ateatro 110

Pubblicato il 14/07/2007 / di / ateatro n. 110 / 0 commenti /
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Con qualche ritardo, mettiamo online questo 109-110, fin troppo ricco (come al solito) e pensando al futuro (come al solito).
Perché nel frattempo stiamo iniziando a pensare alla quarta edizione delle Buone Pratiche, da tenere come al solito tra la fine di novembre e l’’inizio di dicembre. Abbiamo già in mente il tema – che è da sempre uno dei temi forti di ateatro: quello dell’’emergenza, in un significato duplice e intrecciato. Perché “emergenza” rimanda in primo luogo a “ciò che emerge”, ovvero – per noi – all’’accesso dei giovani (registi, attori, autori, scenografi, operatori, critici, studiosi, e in primo luogo spettatori) e di nuove realtà (gruppi compagnie, forme organizzative) all’’interno del nostro sistema teatrale. Naturalmente “emergenza” è anche una “situazione particolarmente critica, difficile”: i due temi sono secondo noi profondamente intrecciati, perché la malattia principale di cui soffre il nostro teatro (e in generale il sistema Italia) è l’eccessiva rigidità, una scarsa apertura ai giovani, la mancanza di ricambio…
Cercheremo in primo luogo di capire quali sono le Buone Pratiche su questo versante (che comprende in primo luogo bandi e concorsi vari, le vetrine e le rassegne, ma anche le diverse forme di pedagogia e formazione – e magari gli stage e i provini). Ma sarà per noi interessante verificare come e quanto le nuove proposte di legge sul teatro si facciano carico di questo problema (e come e a chi eventualmente lo deleghino).
Un secondo versante su cui stiamo continuando a lavorare, tra mille problemi, è la ridefinizione e il rilancio di ateatro sia come sito sia come gruppo di persone. La degenerazione del forum – che nasce da una sensazione di ingiustizia e da un malinteso sentimento di libertà, che sfocia invece in sfoghi, insulti e calunnie che sono invece solo sintomi patologici, o peggio deliberate azioni di sabotaggio – ci sta inducendo a una riflessione. Non è ovviamente solo un problema tecnico, che potremmo risolvere con un filtro antispam o con un form di registrazione. Non è nemmeno solo e tanto un problema giuridico (perché i responsabili del sito rischiano la querela per colpa di qualche frustrato vigliacco) e men che meno di censura (perché quello che è intollerabile sono gli insulti e le accuse senza prove, ovvero le calunnie, chi parla di censura a proposito del forum lo fa in totale malafede).
Il problema del forum è il rapporto della rete con la realtà e con la democrazia, e in definitiva con il rispetto dell’’altro, ed è un problema per certi aspetti “teatrale” che trascende il nostro piccolo sito. Il web e la sua etica (o meglio a sua etichetta) consentono da sempre l’uso di pseudonimi, ovvero l’uso di una maschera. A volte la maschera, lo sappiamo bene, consente di dire verità scomode, che altrimenti non potrebbero essere dette (e noi teatranti pensiamo subito al Fool shakespeariano). A volte (e in Italia accade spesso) la maschera serve per mandare avvisi mafiosi e spargere calunnie (e infatti la magistratura NON prende giustamente in considerazione le denunce anonime).
Nel forum una piccola ma rumorosa minoranza di spammer ha preso di mira diverse persone, soprattutto giovani drammaturghi pressoché sconosciuti (l’invidia, l’ignoranza e la miseria dell’ambiente sono sconfinate).
Tutto questo ha portato una serie di conseguenza spiacevoli, e rischia di screditare il forum. Così ci siamo presi una pausa di riflessione e stiamo pensando che fare. Anche perché riteniamo umiliante perdere tempo a cancellare dal forum messaggi idioti scritti da idioti.
Come sempre, sia su questo versante sia per quanto riguarda BP4, suggerimenti e aiuti sono assai graditi.
Ma intanto beccatevi il nuovo numero. E buona lettura!!!

Redazione_ateatro

2007-07-14T00:00:00

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Tag: editoriale (47), forum (2)


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