Nastasi? No grazie! Arcus spa? Nemmeno!

Perché non ci sono mai piaciuti

Pubblicato il 27/02/2010 / di / ateatro n. 126 / 0 commenti /
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Lo confessiamo: a noi di www.ateatro.it non è mai stato molto simpatico. Anche se Salvo Nastasi è senz’’altro un funzionario davvero instancabile e meritevole: da tempo capo di gabinetto del ministero dei Beni Culturali (assolutamente bipartisan: arrivato con Urbani, è rimasto prima con Rutelli e ora con Bondi), già sub-commissario al Teatro Petruzzelli, è stato commissario straordinario al Maggio Musicale a Firenze e per il Teatro San Carlo a Napoli sedi strategiche anche per motivazioni “edili” ed “emergenziali”); nella seduta del Consiglio dei Ministri del 18 luglio 2008 è stato nominato vicepresidente del Comitato Interministeriale per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’’Unità d’’Italia e figura tra i candidati più autorevoli per gudare il Forum della Cultura a Napoli nel 2013.
Non è certo per motivi personali che diffidavamo di lui -– del resto nessuno di noi lo ha mai incontrato – ma giudicando il suo operato: la politica sullo spettacolo in questi anni.
Noi di www.ateatro.it non avevamo neppure nascosto la nostra diffidenza nei confronti di Arcus spa, una società che in questi anni ha gestito – in maniera assolutamente poco trasparente e spesso insensata – enormi somme di denaro pubblico nel campo della cultura e dello spettacolo.
Non potevano immaginare che ci fossero comportamenti scorretti, al Ministero, nei teatri commissariati o all’’Arcus. Ma, indipendentemente da questo, era chiaro che quelle politiche, quei metodi e quei sistemi di gestione erano fatti apposta per generare scarsa trasparenza, storture, clientelismi, arbitri…
In questi giorni, purtroppo, i nomi di Arcus e Salvo Nastasi ricorrono spesso nelle cronache giudiziarie, a cominciare da quelle che danno conto dell’’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze sulla corruzione nella Protezione Civile.
Pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo, erano corse voci sulla sostituzione del ministro Bondi con il sottosegretario Bertolaso. A infeudarlo sarebbe stato il presidente del Consiglio Silvio Belusconi in persona, che dopo la figuraccia di Bertolaso sul terremoto di Haiti con il sttosegretario di Stato USA Hillary Clinton, invece di accantonarlo, gli aveva promesso un bel ministero…
A molti la scelta appariva bizzarra, il dominus dela Protezione Civile non aveva particolari titoli per aspirare a quel’’incarico (a meno di non fare l’’equazione: se proprio bisogna dargli una poltrona di ministro, meglio il Mibac che un dicastero serio). Ma ragionando nella logica dell’’emergenza continua, della mano libera sulle decisioni strategiche e sull’’assegnazione degli appalti, la logica appare meno balzana.
Anche perché Bertolaso avrebbe potuto contare su un capo-gabinetto di assoluta efficienza, e assai apprezzato -– secondo la stampa –- oltre che da Bondi anche da Gianni Letta e Francesco Rutelli.

In questa pagina abbiamo raccolto una mini-rassegna stampa su Salvo Nastasi; e poi i link ad alcuni degli articoli che www.ateatro.it ha dedicato sia a Salvo Nastasi sia a Arcus spa.

SuperSalvo

Petruzzelli rinato: “Tutti uniti per ricostruirlo, così alla fine abbiamo vinto”
Leggi l’’intervista a Salvo Nastasi su “la Repubblica”, 6 ottobre 2009. Vedi anche Il teatro degli imbrogli, il libro inchiesta di Antonio Cantoro sul Teatro Petruzzelli di Bari.

Forum Culture a Nastasi, sì di Bondi – Forum Culture, Bondi dà il via libera a Nastasi
“Se circola il nome di Salvo Nastasi, non posso che esserne felice: è mio collaboratore e poi so che qui a Napoli ha fatto molto”, Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi commenta così l’ipotesi dell’attuale commissario del San Carlo come commissario del Forum delle Culture che Napoli ospiterà nel 2013.
pubblicato sul sito del Mibac l’8 ottobre 2009

Sottobraccio a Bondi
Incapace di reagire ai feroci tagli economici operati da Giulio Tremonti, poco competente in materia, incline a intendere il suo ruolo in maniera censoria, decidendo lui cosa sia da finanziare e addirittura cosa sia bello e cosa no, vittima spesso di falsi luoghi comuni, Bondi si sta dimostrando un ministro non all’altezza neanche di confrontarsi con le categorie – agli incontri con i sindacati viene portato via sotto braccio dal suo capo gabinetto Salvo Nastasi con la scusa che non ha tempo. E non è tutto. «Bondi ha applicato meccanicamente il decreto Brunetta che manda in pensione i dipendenti dello Stato con 40 anni di contributi». Luciano Dal Fra, “l’Unità”, 8 febbraio 2010

L’emendamento ad Salvum
”Invece di potenziare le sovrintendenze, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi taglia posti da sovrintendente, da direttori di Archivio e di Biblioteca”. É quanto afferma il segretario generale della Uil beni culturali, Gianfranco Cerasoli, spiegando che questo avverrebbe grazie ad un provvedimento che consentirebbe di “stabilizzare nel ruolo di Direttore Generale del Mibac il suo Capo di Gabinetto”. La questione si pone dall’approvazione in Senato del ‘disegno di legge sulla protezione civile n.195′. All’articolo 14 “grazie ad un emendamento del senatore Antonio D’Alì’ che fa riferimento ai beni culturali – aggiunge il sindacalista – si prevede un provvedimento che non si applica in nessun altro caso, ma solo al Capo di Gabinetto permettendogli la stabilizzazione a vita nel ruolo di Direttore Generale”. “La gravità dell’emendamento già approvato dall’aula del Senato – rileva Cerasoli – sta nel fatto che per coprire la spesa del Direttore Generale, il ministro Bondi farà un decreto Ministeriale per tagliare almeno 2/3 posti da Dirigente di seconda fascia. Questo significa che taglierà posti da Soprintendente, da Direttori di Archivio e di Biblioteca alla faccia della tutela”. Per questo la Uil chiede al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, “nonché a tutti i parlamentari che hanno a cuore le sorti del patrimonio culturale Italiano – conclude il segretario generale della Uil beni culturali – di cancellare la norma che rappresenta uno schiaffo alle norme vigenti in tema di Dirigenza Generale nonché ai tanti soprintendenti, direttori e funzionari che operano giornalmente in frontiera”.
COORDINAMENTO NAZIONALE UIL BENI E ATTIVITA’’ CULTURALI, AdnKronos 8 febbraio 2010

Nastasi tra i rifiuti (ovvero Cultura e Protezione civile, o se preferite la Cultura della Protezione civile, ovvero la Protezione civile della Cultura)
Ciò che sta per accadere nei beni culturali è di una gravità unica, il Ministro Bondi approfitta in Senato del disegno di legge di conversione in legge del d.legge 30 dicembre 2009, n.195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile (1956), per stabilizzare nel ruolo di Direttore Generale del Mibac il suo Capo di Gabinetto Salvatore Nastasi.
Infatti all’’articolo 14 (Personale del Dipartimento della protezione civile) grazie ad un emendamento del senatore Antonio D’Alì nella parte che prevede la deroga in materia di personale “al fine di assicurare la piena operatività del Servizio nazionale di protezione civile per fronteggiare le crescenti richieste d’intervento in tutti i contesti di propria competenza” , aggiunge anche il settore dei beni culturali “anche con riferimento alle complesse iniziative in atto per la tutela del patrimonio culturale”.
Qualunque cittadino leggendo tale inciso penserebbe ad una proditoria iniziativa del Ministro Bondi che finalmente si muove per garantire la TUTELA del patrimonio culturale magari approfittando del vagone della Protezione Civile, a cui non si nega nulla, per potenziare le Soprintendenze, gli Archivi e le Biblioteche che stentano sul territorio poiché non hanno Dirigenti, funzionari e risorse.
In realtà la norma è stata costruita solo per stabilizzare il suo Capo di Gabinetto Salvatore Nastasi nei ruoli della Dirigenza Generale del Mibac .
Infatti Salvatore Nastasi, funzionario di III area è titolare da oltre 5 anni di un incarico ex comma 6 del d.leg.vo 165/2001 quale Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo e dall’’avvento di Bondi ai Beni Culturali è anche Capo di Gabinetto del Ministero .
L’’emendamento del Sen. D’Alì nei beni culturali non si applica in nessun altro caso ma solo al Capo di Gabinetto permettendogli la stabilizzazione a vita nel ruolo di Direttore Generale.
La gravità dell’’emendamento già approvato dall’’aula del Senato sta nel fatto che per coprire i costi per stabilizzare il posto da Direttore Generale , il Ministro Bondi farà un decreto Ministeriale per tagliare almeno 2/3 posti da Dirigente di seconda fascia.
Questo significa che taglierà posti da Soprintendente, da Direttori di Archivio e di Biblioteca alla faccia della TUTELA.
Per questo la Uil chiede al Presidente della Camera on Fini nonché a tutti i Parlamentari che hanno a cuore le sorti del patrimonio culturale Italiano di cancellare la norma che rappresenta uno schiaffo alle norme vigenti in tema di Dirigenza Generale nonché ai tanti Soprintendenti, Direttori nonché funzionari che operano giornalmente in frontiera.
Basta con le norme ad personam, si rispetti la legalità, basta mandare messaggi devastanti ai tanti giovani in cerca di un posto di lavoro.
Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil beni culturali, AdnKronos, 8 febbraio 2010

L’emendamento ad Salvum: il testo
Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 328 del 04/02/2010
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE
Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile (1956)
14.4 (testo 2)
IL RELATORE
Approvato
Al comma 1, dopo le parole: «contesti di propria competenza,» inserire le seguenti: «anche con riferimento alle complesse iniziative in atto per la tutela del patrimonio culturale,»; ed aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per le medesime esigenze di cui al presente comma, il Ministero per i beni e le attività culturali è autorizzato ad inquadrare nel ruolo dei dirigenti di prima fascia e nei limiti della relativa dotazione organica, i dipendenti di ruolo dello stesso Ministero titolari di incarichi di funzione dirigenziale di livello generale presso il Ministero medesimo ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, che abbiano maturato, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, almeno cinque anni di anzianità nell’incarico.
Al relativo onere si provvede mediante l’indisponibilità di corrispondenti posti di dirigente di seconda fascia effettivamente coperti da accertare con decreto del Ministro competente da registrare alla Corte dei Conti».
Sulla vicenda, leggi anche l’articolo di Luca Del Fra, l’Unità”, 9 febbraio 2010.

L’uomo di Salvo
L’incipit è il 30 luglio del 2008. In piazza Fontanella Borghese. “Il circolo della caccia”. Intorno a un tavolo “prenotato dal conte Piscitelli”, si appartano – documenta con fotografie il “servizio di pedinamento e osservazione” disposto dal Ros – Denis Verdini, Francesco Piscicelli, Antonio Di Nardo e un tale Leonardo Benvenuti, 38 anni di Gela, “personaggio – scrivono i carabinieri – inserito nel sottobosco politico-amministrativo, facente capo all’onorevole Rocco Girlanda (Pdl) e all’onorevole Denis Verdini”. Non ci sono cimici a registrare il contenuto di quel pranzo. Ma il Ros ne ricostruisce l’esito. Verdini entra nella partita e viene invitato a contattare il capo della “cricca”, Angelo Balducci. I due non si conoscono neppure (Balducci, che non ha la più pallida idea di chi sia, con la sua segretaria ne storpia il cognome in “Verini”), ma, a quanto pare, si piacciono.
Alle 19.15 del 30 luglio, Angelo Balducci (B), al telefono con Fabio De Santis, riassume infatti così il suo incontro, appena concluso, con il coordinatore del Pdl.
B: “Fabio, sono appena uscito… È molto amico degli ex marescialli…(il riferimento è alla Btp, verosimilmente ndr.). Una bella figura. Un toscanaccio di questi. Ma terribile. È andata al di là di ogni aspettativa, perché lui sapeva già tutto… programma… eccetera. E mi ha passato al telefono… diciamo il collaboratore di Salvo (Salvo Nastasi, attuale capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi ndr.). Gli ho detto dei problemi di… insomma… un po’ tutto. Lui mi ha detto: “Io sono qua per risolvere insieme a lei… insieme a chi dice lei questi problemi… sul piano, chiamiamoli così, del territorio. Per il resto andiamo avanti come dei treni”. È anche uno godereccio. Nel senso, simpatico. Sai, no? Il toscano… “.
Carlo Bonini, “la Repubblica”, 16 febbraio 2010.

L’uomo di Rutelli
Il mondo romano dei ministeri. È la fine del 2007 e Francesco Rutelli, vicepremier e ministro per i Beni culturali, viene evocato nei dialoghi fra imprenditori, costruttori, faccendieri vari. E con lui viene chiamata in causa quella nomenklatura che alberga nei ministeri. Vincenzo Di Nardo, direttore generale dell’impresa di costruzioni Btp di Firenze, si sfoga per esempio con un conoscente per aver perso l’appalto del Nuovo teatro della Musica di Firenze: «Il Presidente della Commissione è Nastasi, Salvo Nastasi che è l’uomo di Rutelli nella parte musicale… è stato anche al Maggio musicale di Firenze… è stato per tanti anni, per tre o quattro anni il commissario».
Un business da 80 milioni di euro. E Di Nardo, sfiduciato, chiama l’architetto Andrea Maffei: «Chi è che decideva in questa banda?», chiede Maffei. «Tale ruolo – risponde Di Nardo – è ricoperto dall’ingegner Angelo Balducci, questo Balducci che è l’ex provveditore delle opere pubbliche a Roma ed è l’uomo di Rutelli dentro il ministero… capito? e sono tutti uomini suoi. Fabio De Santis che ha firmato il progetto è un dipendente sottostante a Balducci… capito? La Forleo che ha ha aperto le buste è una dipendente sottostante a Balducci… erano tutti con lui al provveditorato alle opere pubbliche di Roma e poi si sono trasferiti».
Ora Balducci e De Santis sono stati arrestati. Ma in quelle ore la rabbia di Di Nardo è incontenibile. E in un altro colloquio con Maffei è anche più esplicito: «Ascolti, il dato di fatto è questo, che questo è un appalto banditesco… punto e basta… cioè noi si è cercato ma sa c’è un sottobosco romano che è fatto di gente che bazzica i ministeri… ci sta tutte le mattine… capito?»
Stefano Zurlo, “il Giornale”, 17 febbraio 2010

Che non esca questa storia
A scatenare la curiosità dei carabinieri del Ros sul Petruzzelli è una riunione che si svolge a Bari un venerdì di fine gennaio 2009, della quale parlano De Santis ed Emiliano Cerasi, che è amministratore della Sac (l’impresa che deve costruire il nuovo teatro di Firenze) ma anche socio della Ricostruzione Teatro Petruzzelli scarl. «Sì Fabietto, ti volevo dire… Io sto spostando tutto, ci vieni venerdì a Bari? Ah ecco, è confermato, perché io allora… Sarebbe pure opportuno che ci fosse Martines… Hai notizie che ci sia?». Cerasi chiede poi conferma a De Santis anche della presenza di Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministro Bondi e sub-commissario alla ricostruzione del Petruzzelli. Anche il nome di Nastasi appare numerose volte nelle carte dell’inchiesta. E spesso sembra preoccupato, come quando dà disposizioni a De Santis sulla cose da dire nella cerimonia per la posa della prima pietra del teatro di Firenze: «Miraccomando che non esca questa storia che ci vogliono altri soldi da parte dei Beni Culturali, eh? Succede un inferno… No perché voi andate a ruota libera, tipo Petruzzelli…».
g.l. – m.s., “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 19 febbraio 2010

Sexygate in Laguna
Leggi su “Il Gazzettino”, 14 febbraio 2010

La Camera boccia il Salva Nastasi: riguardava una persona sola, spiega Bertolaso
ANSA (POL) – 18/02/2010 – 18.44.00: La Camera dei deputati ha cancellato dal decreto per le emergenze la norma che permetteva la stabilizzazione nel ruolo di direttore generale del ministero dei beni culturali l’attuale capo di gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi. Lo rileva la Uil beni culturali che nei giorni scorsi aveva denunciato la vicenda con un appello al presidente della Camera Fini e a tutti i partiti e che ora ”esprime soddisfazione per la scelta fatta”. ”Avevo denunciato, già nella discussione al Senato, l’oscenità e lo scandalo di una simile procedura che avrebbe cancellato tre posti da Soprintendente e di Direttore di Archivio e Biblioteche solo per garantire il posto a vita ad 1 sola persona”, sottolinea il segretario generale Gianfranco Cerasoli. Il sindacalista sottolinea anche che la norma non si sarebbe applicata a Gaetano Blandini, che dalla fine del 2009 è stato nominato direttore generale della Siae e si è dimesso dal ministero.
AGI (POL) – 18/02/2010 – 18.46.00: Sparisce dal decreto emergenze e Protezione civile una norma che avrebbe consentito la promozione a dirigenti del ministero dei Beni culturali dei dipendenti di ruolo dello stesso ministero già titolari di incarichi di funzione dirigenziale che avessero maturato cinque anni di anzianità nell’incarico. Si trattava, ha poi specificato il sottosegretario Guido Bertolaso, di una sola persona. Il testo era stato inserito in Senato e la Camera ha approvato all’unanimità un emendamento soppressivo, presentato da Sergio Piffari dell’Idv, che aveva parere positivo di commissione e governo. La norma ha suscitato la curiosità dell’opposizione: Giorgio la Malfa, Erminio Quartiani e Piero Fassino hanno chiesto a più riprese a Bertolaso, presente in aula, di chiarire la portata della misura. E alla fine Bertolaso, dopo avere chiesto lumi al ministero come lui stesso ha spiegato, ha chiarito: “Riguardava una persona sola”.
Per approfondire: clicca qui.

Mi piace andare a teatro
«Bene, bene, mi piace andare a teatro»: così Pierfrancesco Gagliardi esprime tutta la sua soddisfazione di fronte alla notizia di aver acquisito nel suo «portafoglio lavori» – e mi raccomando portafoglio – anche il restauro del Teatro di San Carlo a Napoli. A comunicargli il lieto evento è suo cognato Francesco Piscicelli: sono i due che ridevano la notte del terremoto dell’Aquila. Cosa c’è di strano in questa conversazione intercettata dagli inquirenti nell’inchiesta sulla Protezione civile? Che è avvenuta il 25 maggio 2008 mentre la gara d’appalto si apriva solo il 4 giugno successivo: insomma non erano state depositate, e forse neppure ancora formulate le offerte, la cui data di ultima consegna era il 31 luglio.
Nell’inchiesta dei magistrati fiorentini emerge un fiume carsico di fango che riguarda i beni culturali, in particolare i nostri teatri d’opera. È il modo della destra di mettere le mani sulla cultura, e, incapace di proporre un ceto intellettuale da mettere alla testa delle istituzioni, va all’attacco con le sue solite truppe da sbarco: imprese edili e cantieri per centinaia di milioni di euro. Si fanno lavori spendendo più di quanto non si faccia perché i teatri possano funzionare. Non casualmente l’arrembaggio parte dai cosiddetti Letta boys: nel suo schieramento politico recalcitrante alla cultura, il sempiterno Gianni infatti è il primo a intuirne le potenzialità. E il fiume si snoda in una sorta di circumnavigazione della penisola, che parte dal restauro della Fenice di Venezia, dove come commissario straordinario alla ricostruzione Angelo Balducci s’è scaldato i muscoli, giù per la dorsale adriatica fino al Petruzzelli di Bari, scavalcando l’Irpinia fino a Napoli, e poi su verso nuove ed eccitanti avventure nel grande affare della nuova città della musica a Firenze.
Sugli appalti del San Carlo emergono sospetti: il 3 luglio, bando aperto ma buste ancora chiuse, Salvo Nastasi, capo gabinetto del ministro Sandro Bondi, direttore generale dello spettacolo dal vivo al Ministero della cultura e commissario del teatro partenopeo, chiama per un incontro urgente prima Balducci e poi vede Francesco De Santis, «per una questione un po’ delicata». A incontro terminato, De Santis chiama Balducci e gli spiega che Nastasi è preoccupato per i «rumor esterni»; poi cambia utenza telefonica per parlare più «liberamente» e continua: «Era talmente preoccupato che c’aveva Sgarbi che aveva fatto accomodare, è uscito, abbiamo passeggiato nei corridoi: quindi l’ha lasciato lì». La descrizione della situazione che fa Nastasi è «catastrofica», così a Balducci riferisce De Santis che imputa il fatto a «un po’ di battute a destra, un po’ a sinistra, … una battuta gliel’ha fatta il sottosegretario (probabilmente Francesco Giro), insomma l’ha messa in una forma particolarmente grave». Balducci si stizzisce: «questo fatto di Salvo mi scoccia molto, sai perchè? Perchè ti rendi conto con che, – quando io dico, purtroppo -, con che clima bisogna confrontarsi». Comunque garantisce Balducci: «Tanto noi faremo una cosa: una commissione molto severa, molto. Ci mancherebbe».
Il 7 ottobre 2008 è pubblicato l’esito della gara, la severissima commissione ha affidato i lavori alla costituenda Consortile Restauro Teatro San Carlo: vi figurano la Cobar, Imac di Piero Murino risultato in stretti rapporti con Diego Anemone e con cui spesso collaborano Piscicelli e Gagliardi, Consorzio ITL e così via. I soliti noti, che si ritrovano dalla ricostruzione del Petruzzelli ai cantieri del G8, naturalmente a L’Aquila e in futuro a Firenze. «Dei rumors non ho ricordo, – spiega Salvo Nastasi che in quei giorni era attivo su molti tavoli che riguardavano il San Carlo, ma precisa –, non mi occupavo in prima persona dei lavori del restauro. Ma sono contento che questa storia sia uscita fuori, perché volevo una commissione di alto profilo, per giudicare il migliore dei progetti presentati».
Eppure il caso del San Carlo è emblematico anche in altro senso: tra i pochi cantieri ad aver rispettato tempi e preventivi, con un restauro che ha reso lo splendore, ma su cui pesa uno sfregio: il nuovo foyer, ricavato sotto la platea. E a che prezzo? Una immensa e costosissima gru con braccio plurisnodato è scesa giù dal tetto della torre scenica, attraversando il boccascena ha sfondato il pavimento della platea: un bellissimo parquet sostituito con un doghettato stile Ikea. Per molti una ferita.
”l’Unità”, 20 febbraio 2010

Pluricitato in tutti i 20 faldoni
“A pagina 302 del 12esimo faldone c’è spazio per un’altra intercettazione di Balducci, stavolta con Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi, a sua volta pluricitato in tutti e 20 i faldoni dell’inchiesta [della Procura di Firenze]”.
Gian Marco Chiocci, “il Giornale”, 17 febbraio 2010

La nomenklatura dei commissari
Questi soldi sono briciole rispetto al vero piatto forte di Ales-Cultura Spa. In palio ci sono 2,5 miliardi di euro di fondi europei e interregionali (Por e Poin) da investire da qui al 2013. La torta è davvero gigantesca. Lo aveva annunciato il premier in persona lo scorso 29 luglio in una visita al Mibac che ha segnato l’insediamento di Resca: l’Italia spende poco in cultura. Le cifre le ha fornite Price Waterhouse Coopers. Per i nostri 3.400 musei, 2 mila aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco l’investimento pubblico è di 4 miliardi di euro (0,28 per cento del Pil), mentre il settore culturale e creativo vale 40 miliardi di euro (2,6 per cento del Pil) e il turismo culturale fattura 54 miliardi. Le galline dalle uova d’oro, quelle su cui punta Ales, sono la soprintendenza archeologica di Roma (96 milioni di entrate totali) appena affidata a Giuseppe Proietti con Bertolaso commissario fino al terremoto in Abruzzo, quando è stato sostituito da Roberto Cecchi. Seconda per incassi è l’area di Pompei (46 milioni di euro), sottoposta al commissario Marcello Fiori, già vicecapo di gabinetto di Francesco Rutelli sindaco ed ex braccio destro di Bertolaso. Terzo è il polo museale fiorentino (33 milioni di entrate), con Elisabetta Fabbri commissario, seguito da Napoli e Venezia con circa 30 milioni di euro di entrate complessive.
Anche gli appuntamenti prossimi venturi saranno gestiti con piglio commissariale. Esemplare la vicenda del Forum delle culture, che l’Unesco ha previsto a Napoli nel 2013. Per il Forum ballano 1,3 miliardi di euro di finanziamenti. A novembre il governo ha detto alle autorità locali che concederà al Forum lo status di grande evento in cambio di – indovinate – un commissario. Chi? I candidati erano Bertolaso e Salvo Nastasi, capo di gabinetto del Mibac. Si maligna che sia lui ad avere suggerito Giovanni Minoli, padre della fidanzata Giulia, come presidente del museo di Rivoli. Voci più velenose sottolineano che Nastasi deve qualcosa della sua carriera alla madre, Enrica Laterza, magistrato della Corte dei conti nella sezione di controllo sugli enti pubblici. Di certo Nastasi è l’enfant prodige del Sovnarkom. A 36 anni ha già esercitato i poteri commissariali al Maggio Fiorentino, all’Arena di Verona e al San Carlo di Napoli con 30 milioni di lavori, 1 milione di emolumenti per lui e l’étoile Roberto Bolle a insegnare danza. Per il San Carlo, Nastasi è finito nelle intercettazioni insieme agli arrestati Fabio De Santis (commissario per agli appalti dei 150 anni dell’Unità), Angelo Balducci (ex commissario del Petruzzelli e dei Mondiali di nuoto), e ai due ineffabili cognati ridens Piscicelli e Gagliardi, il quale commenta a proposito degli appalti per il restauro: “Bene bene. Mi piace andare a teatro”.
Nastasi debutta appunto come direttore del Mibac per il teatro e gli spettacoli dal vivo. Al tempo ha trent’anni e con lui c’è il suo dioscuro con delega per il cinema, Gaetano Blandini. Non avrebbero i titoli per il ruolo ma la Corte dei conti, dopo uno scambio di pareri con il ministero, sentenzia che li hanno. Dal 2004, grazie alla benedizione di Gianni Letta, fanno carriera sotto quattro ministri: Giuliano Urbani, appena ingaggiato da Resca, Rocco Buttiglione, Francesco Rutelli e ora Sandro Bondi. È il momento in cui si cementa l’amicizia fra l’emergente Blandini, cresciuto alla scuola andreottiana di Carmelo Rocca, e Balducci che ha moglie produttrice cinematografica (Rosanna Thau con Erreti insieme alla moglie di Diego Anemone) e un figlio, Lorenzo, attore. Nel 2007 la commissione per il finanziamento pubblico presieduta da Blandini assegna un contributo di 1,8 milioni di euro a ‘Last minute Marocco’. Nel film, coprodotto dalla moglie di Balducci assieme a Maria Grazia Cucinotta e il marito Giulio Violati, recita Lorenzo Balducci. L’incasso è di poco superiore ai 400 mila euro. Del resto, nel cinema di Stato girano sempre meno soldi. Nel 2009 ‘Viola di mare’, sempre prodotto dalla Italian dreams factory di Cucinotta e Violati, ha ricevuto appena 650 mila euro.
Gianfrancesco Turano, “l’Espresso online”, 26 febbraio 2010

I Beni Culturali spa in Salvo

La Beni Culturali Spa, un’evoluzione della specie della Protezione Civile Spa, è già pronta a partire sotto i buoni auspici di Gianni Letta se non fosse per i magistrati fiorentini che inchiodano la cricca della bertolasocrazia tutta protesa alla conquista della prateria di appalti che si apre per la valorizzazione del patrimonio storico e monumentale.
E al Petruzzelli di Bari che si fa le ossa come sub-commissario un giovanotto rampante asceso infine a capo di Gabinetto del ministro Bondi. Trentasei anni, si chiama Salvo Nastasi e dalla tolda ministeriale controlla il partito dei commissari e l’annessa galassia di appaltatori del cuore.
Egli stesso è stato commissario al Maggio Fiorentino e al teatro San Carlo di Napoli, dove ai lavori di restauro ha partecipato Pierfrancesco Gagliardi, quello che sghignazzava con suo cognato Francesco Piscicelli la notte del terremoto all’Aquila. Dipendente del ministero al settimo livello, questo Nastasi stava per diventare direttore generale senza concorso, per decreto, con un emendamento ad personam del senatore Antonio D`Alì.
Alberto Statera, “la Repubblica”, 27 febbraio 2010

Una presenza ingombrante
‘Gli accertamenti patrimoniali – rimarca Cerasoli – devono riguardare anche i sindacalisti. Tra l’altro – aggiunge – i coinvolgimenti che stanno emergendo e le ramificazioni tra alcuni personaggi del Mibac, che vedono eventi e manifestazioni organizzate da talune società che rientrano nell’orbita dell’attività della Protezione Civile – come nel caso di L’Aquila, ma anche Pompei – dovrebbero indurre il ministro Bondi e il governo a revocare i commissariamenti di Roma, Uffizi, Brera, Pompei e L’Aquila che servono solo ad aumentare i costi e a pagare (eccetto quella di Roma) parcelle ai commissari”.
”Allo stesso tempo – conclude il segretario generale della Uil Beni culturali – ritengo che la presenza di Salvo Nastasi, nel ruolo di capo di gabinetto del ministero, sia diventata ingombrante e va risolta con urgenza”.
adnkronos, 27 febbraio 2010

Aggironamento: Il mondo ci invidia
L’autodifesa di Nastasi

Su tutti quelli che hann collabrato in questi anni nei nostro grandi teatri, come per altre opere, non è giusto ettare ombre. Certo si tratta degli stessi nomi: sono quelli che il mondo ci invidia.
Salvo Nastasi, da un’intervista di Cristina Zagaria, “la Repubblica” ed. Napoli, 28 febbraio 2010

Nastasi e Arcus spa su www.ateatro.it

125.2 BP2010 Identità, differenze, indipendenza
Per le Buone Pratiche del Teatro, 13 febbraio 2010
di Oliviero Ponte di Pino e Mimma Gallina

122.2

Redazione_ateatro

2010-02-27T00:00:00

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