SPECIALE ELEZIONI Per Trieste, marketing territoriale o ambizioni da capitale della cultura?

Una destra frammentata, un'occasione per la sinistra

Pubblicato il 05/02/2011 / di / ateatro n. 134 / 0 commenti /
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La situazione delle candidature per le elezioni comunali a Trieste si presenta piuttosto frammentata, con undici candidati. In particolare è l’’area del centro-destra ad essersi spaccata, lasciando spazio a un’’antica tradizione autonomista. Chi sarà l’’ago della bilancia fra il candidato del PDL, Roberto Antonione, e quello emerso dalle primarie del centrosinistra, Roberto Cosolini?
Massimiliano Fedriga, il candidato della Lega, sola contro tutti, oppure Michele Lo Bianco per Futuro e Libertà (che annovera un triestino doc nei vertici finiani, Roberto Menia)? O magari Edoardo Sasco dell’Udc (che insieme a Fli non sono riuscite a concordare un candidato unico), o gli autonomisti, appunto, divisi ma radicati nella città: Franco Bandelli con Un’Altra Trieste, che assieme a La Destra e Forza Nuova Uberto Fortuna Drossi con la lista Più Autonomia per Trieste, Maurizio Fogar con La Tua Trieste Comitati di Quartiere. Ma ci sono anche Paolo Menis con la lista Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, Renzo Maggiore con Trieste Giovane, e Daniele Pertot, leader del movimento “Amare Trieste”.
Ma la “triestinità”, che proprio su passate grandezze e trazioni anche culturali fa leva, non sembra emanciparsi dalla retorica, o dalla genericità neppure nei programmi dei candidati principali. Da una parte (a destra) si punta sull’’intreccio col turismo, dall’’altra (a sinistra) si oscilla fra ambizioni europee e ascolto del territorio e lanciando obiettivi un po’’ vaghi (come un grande evento non troppo precisato, che di internazionalità e genius loci sembrerebbe essere la sintesi).

Il candidato sostenuto dal PDL e da altre 4 liste (lista Dipiazza, lista Antonione, Pensionati, Fiamma Tricolore) è stato ufficializzato solo pochi giorni fa: è Roberto Antonione, che vanta un’importante carriera politica: dal 1998 al 2001 Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dal 2001 in Parlamento come Senatore, nei Governi Berlusconi II e III (2001 – 2006) Sottosegretario agli Esteri con delega per l’Europa; tra il 2001 e il 2003 coordinatore nazionale di Forza Italia; nel 2008 eletto alla Camera dei Deputati e componente (Capogruppo) della III Commissione – Affari Esteri e Comunitari della Camera.

Sul sito http://www.antonionesindaco.it/programma si parla di progetti in termini di dichiarazioni piuttosto generiche di sostegno e promozione di cultura e turismo, dai teatri alla cultura scientifica, dai musei al patrimonio storico. Da notare però il richiamo piuttosto deciso al coinvolgimento dei privati per il finanziamento della cultura, all’’utilizzo del marketing territoriale e alla forte integrazione – più volte ribadita – tra cultura e attrattività turistica e di risorse. Sembrerebbe disegnarsi tra le righe un modello di ente pubblico (il Comune) che faccia da promotore/coordinatore delle iniziative che dovrebbero trovare però un carburante “privato” per garantirsi risorse e finanziamenti.

[…] INSIEME PER LA CULTURA, IL TURISMO E GLI EVENTI
La Cultura di questa città è il suo elemento fondante. Trieste ama il proprio passato, la propria storia, che considera alla base della propria specificità e specialità. Rispettare questa specificità, evolverla attraverso la promozione e mettendo in rete cultura e turismo, sono gli elementi di base del programma.
La cultura deve diventare un elemento strutturale, in grado di promuovere la città e potenziare la sua capacità attrattiva. Le politiche che verranno proposte avranno l’obiettivo comune di valorizzare il passato da un lato, e coinvolgere i giovani e le nuove espressioni culturali dall’altro.
L’impegno sarà quello di trovare risorse per la cultura, lavorando a progetti di promozione pubblico-privati in grado di garantire copertura economica allo sviluppo delle attività. Le risorse del bilancio pubblico saranno infatti utilizzate per la gestione ordinaria e corrente, e la valorizzazione della cultura in città e per i cittadini: per sostenere progetti più ampi, in grado di attrarre turismo, di sviluppare percorsi innovativi e convogliare l’attenzione sulla città saranno necessari progetti di collaborazione con il privato che si avvieranno con una campagna di marketing territoriale, sfruttando anche le relazioni e le collaborazioni che sono risorsa di Roberto Antonione.
Per quanto riguarda i contenuti, l’impostazione di base è quella di massima apertura verso i diversi linguaggi culturali, con l’obiettivo di valorizzare in particolare le eccellenze del territorio. In questo senso si considera centrale il ruolo dei teatri cittadini, e si intende valorizzare, attraverso forme innovative e attive di promozione, la capacità di attrazione di eventi storici e consolidati come la Stagione della Prosa, quella dell’Opera e il Festival dell’Operetta, che questa amministrazione ritiene di dover rilanciare come elemento di promozione del territorio favorendo il suo ritorno nella storica sede del Castello di San Giusto.
Per quanto concerne il Teatro Verdi – oltre a costituire il tradizionale punto di riferimento della lirica – con le sue maestranze, gli artisti e l’indotto costituisce una importante realtà economica: va sostenuto da parte dell’amministrazione comunale con il diretto impegno del sindaco a lavorare per favorire l’incremento dei finanziamenti sia pubblici sia privati.
Sul fronte museale, si ritiene necessario e urgente dare una sistematizzazione e uno spazio alle iniziative di Divulgazione scientifica della città, affinché la cultura scientifica trovi una propria espressione in progetti di avvicinamento e coinvolgimento nei confronti della scienza. I musei, nel progetto politico proposto, sono elementi catalizzatori di turismo, ma anche, e soprattutto, di educazione.
Il programma per la Cultura si compone di una serie di progetti di carattere educativo, dedicato alle varie fasce d’età della città: se i giovani devono essere educati alla cultura con progetti mirati che il comune dovrà favorire, agli anziani spetta il diritto di fruire della cultura locale senza barriere di movimento o di costo.
L’’obiettivo per il potenziamento del turismo sarà essere quello di accrescere il patrimonio storico, artistico e architettonico della città. Un patrimonio che la precedente amministrazione comunale ha provveduto a recuperare dal punto di vista strutturale, raggiungendo l’obiettivo di far rinascere l’’autentica anima di Trieste.
Una Trieste meta di quel turismo culturale internazionale di livello, che della nostra città non sempre possiede una conoscenza sufficiente, ma che però conosce i nomi di artisti, scrittori e letterati che ad essa sono legati. Rendere affascinante l’immagine di Trieste attraverso un progetto di promozione sarà l’elemento di avvio di una campagna di promozione turistica condivisa e concertata da avviare nel breve periodo.
Nell’’ambito dell’’offerta turistico-culturale in senso stretto andrà attuata una valorizzazione dello spazio del Castello di San Giusto nei termini della realizzazione di una stagione estiva di spettacoli ad alto contenuto artistico. Il piazzale delle Milizie, infatti, presenta un’agibilità per oltre 2000 posti con una serie di servizi che rendono il Castello fruibile al pieno delle sue possibilità.
Allo stesso modo, proprio per attrarre quel turismo culturale che molto si associa all’immagine di Trieste, verrà elaborata ed attuata una concreta strategia di gestione per il “Salone degli incanti”, all’’interno dell’’ex Pescheria. Il sito, posto proprio in una dei luoghi più suggestivi della città, si presta all’organizzazione di eventi artistici come le mostre di grande richiamo. Il tutto andrà integrato realizzando una sinergia con il comparto turistico cittadino, al fine di coordinare le azioni promozionali senza disperdere energie, ma declinandole in un’unica azione.
Il settore Congressuale, così come quello delle Crociere e dei Maxi yacht rappresentano altri asset di particolare interesse e sui quali sarà necessario continuare l’opera di promozione portata avanti con profitto dall’amministrazione.
Il Comune di Trieste sarà inoltre solidale, collaborativo e ricettivo con quanti organizzano e si proporranno di organizzare grandi eventi di qualità, artistica, culturale e sportiva, in grado di aumentare l’incoming in città creando così nuovo valore a vantaggio di tutti i cittadini.

Il centro sinistra sostiene a Trieste Roberto Cosolini, da tempo attivo nell’’ambito della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa), poi Assessore regionale al Lavoro, Formazione, Università e Ricerca dal 2003 al 2008, eletto segretario del Pd triestino dal 2008 al gennaio 2011, quando è stato indicato candidato Sindaco per il Comune di Trieste.

Alla pagina del sito http://www.robertocosolini.it/elezioni2011_trieste_programma è possibile leggere il programma integrale. L’estratto che riguarda la cultura enuncia delle linee programmatiche molto generiche – benché ambiziose (si parla di proporre Trieste come “Città di Cultura Europea”) – più di ispirazione ideale che di progettazione concreta, tanto che gli interventi elencati per punti non danno alcuna indicazione specifica, stimolando anzi alcuni interrogativi (ad es. cosa sono esattamente gli “itinerari”? come si articola concretamente una “centro culturale giovanile” così multiforme? ma soprattutto che natura ha il progetto di “grande evento per la città”?). Si parla di promuovere, valorizzare, coordinare, sistematizzare enti, iniziative, associazioni, professionalità, sicuramente sulla spinta di suggerimenti e proposte che Cosolini dichiara di aver raccolto tra la gente ma che ad oggi non sembrano essere stati sufficientemente approfonditi ed elaborati in progetti precisi.
Questo l’estratto dal programma:

LA CULTURA
E’ un grande bene della città. C’’è una cultura che si “consuma” (al cinema, a teatro, nei musei) e questa deve essere non solo sostenuta dal Comune, ma anche resa accessibile all’’intera cittadinanza. Esistono poi in questa nostra città risorse in grado di realizzare prodotti culturali in molti ambiti ed è questo il ruolo di Trieste produttrice di cultura che va incoraggiato, valorizzato e diffuso.
L’’obiettivo è proporsi come Città di Cultura Europea, per la storia e i legami che abbiamo, per l’incontro di diverse identità e patrimoni culturali, per il potenziale ruolo di centro di riferimento per questa parte di Europa.
Il Comune ha il compito di tracciare le linee di indirizzo e di coordinare le realtà che operano con competenza e professionalità sul territorio, deve favorire le sinergie e promuovere il patrimonio culturale della città con un variegato spettro di offerte, siano esse gestite direttamente dall’ente pubblico o da altre realtà. Il Sindaco deve essere promotore ma anche difensore delle potenzialità culturali di Trieste nei confronti della Regione e dello Stato.
A Trieste deve nascere un vero e proprio sistema di grande qualità che vada dai musei alle associazioni, dall’’Università ai Festival, dai teatri alle biblioteche, dagli enti scientifici ai centri d’’arte. E’’ essenziale che il Comune assuma un ruolo di regia del calendario delle iniziative valorizzando le specificità nell’ambito di una politica culturale di ampio respiro.
Un indirizzo politico generale permette di rispettare le legittime scelte artistiche delle singole realtà e di fornire gli strumenti che sostengano l’efficienza, le professionalità e le competenze di chi lavora nel settore. Il Comune, inoltre, ha il dovere di supportare e promuovere le iniziative che sono riconosciute a livello nazionale e internazionale coinvolgendo le associazioni di categoria e la cittadinanza attiva del territorio.
La cultura può essere una grande opportunità anche per il turismo, favorendo un indotto che toccherebbe altri settori (commercio, ristorazione) e può contribuire in maniera determinante alla qualità della vita dei cittadini ed essere fonte privilegiata per l’aggregazione giovanile. Bisogna dare il giusto peso e l’adeguato alle realtà che durante l’anno garantiscono una vitalità culturale che ha pochi eguali in Italia, caratteristica che potrebbe essere ben promossa per attirare investitori privati.
Il ruolo del Comune, oltre che attraverso contributi, strutture e attrezzature di diretta competenza, può e deve essere determinante nel consolidare il rapporto delle realtà culturali con il territorio, facendo sì, ad esempio, che ci siano agevolazioni sulle imposte riscosse da società partecipate (affissioni, distribuzione di materiale promozionale, parcheggi) e un miglior sistema di trasporti pubblici in concomitanza con le iniziative di maggior rilievo.

Interventi:
1) ITINERARI: storici, letterari, religiosi, artistici, cinematografici, architettonici, scientifici: percorsi attraverso i siti di maggior rilievo per quel che è cultura in senso lato, che restituiscano ai cittadini e ai turisti una visione d’insieme del patrimonio della città e aiutino ad apprezzarne e comprenderne i tratti più profondi;
2) LETTERATURA: valorizzare passato, presente e futuro letterario della città, cui va data visibilità attraverso rassegne, spazi espositivi, itinerari tematici con particolare attenzione al settore dell’editoria;
3) STORIA DEL NOVECENTO: percorsi che attraversino i siti storici che hanno caratterizzato la vita della città nel secolo scorso;
4) TEATRI: valorizzare le specificità di ogni realtà, favorire gli spettacoli realizzati da compagnie “giovani” anche allo scopo di attirare il pubblico del futuro, sostenere con convinzione la programmazione che ha un valore culturale prima che commerciale;
5) CINEMA E MUSICA: garantire uno spazio adeguato per i festival cinematografici riconosciuti ormai in tutta Europa e per gli eventi musicali popolari di rilievo in centro città;
6) MARE: evidenziare il rapporto privilegiato che la nostra città ha con il mare, dalla grande tradizione cantieristica al Porto e al mondo della vela, anche qui attraverso spazi espositivi, rassegne e la valorizzazione di siti come il Museo del Mare e il Porto Vecchio;
7) MUSEI: favorire l’’organizzazione di un sistema museale integrato, che sia presente ed accessibile negli itinerari tematici e di conoscenza della città e nel quale è fondamentale recuperare un reale e proficuo rapporto con l’Università degli Studi di Trieste;
8) ARTE CONTEMPORANEA: recuperare una funzione di promozione sostenendo le iniziative esistenti e rafforzando le reti internazionali cui partecipano operatori triestini: Trieste può diventare vetrina importante di queste esperienze.
9) GRANDE EVENTO: dare alla città quel grande evento che si merita: un evento riconducibile a Trieste e realizzato da professionalità riconosciute del territorio, cui va data la forza per coinvolgere tutta la cittadinanza ed attrarre visitatori esterni:
10) CENTRO DI CULTURA GIOVANILE: creare un centro di cultura giovanile nel centro cittadino dove sia possibile studiare e leggere anche in orari serali e notturni, assistere a concerti e spettacoli, fare prove di teatro e di musica, allestire mostre, poter usufruire di un laboratorio creativo.

Anna_Chiara_Altieri

2011-02-05T00:00:00

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