Lettera aperta sul futuro di Santarcangelo

Alcune domande e alcune risposte sul senso del festival

Pubblicato il 08/03/2011 / di / ateatro n. 135 / 0 commenti /
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  «A CHI SI RIVOLGE DAVVERO UN FESTIVAL? UN FESTIVAL HA UNA COMUNITÀ? CHE DIALOGO ESISTE FRA GLI ARTISTI E UN FESTIVAL? CHE RAPPORTO CON IL TERRITORIO HA UN FESTIVAL? CHE RUOLO HA LA CRITICA IN UN FESTIVAL? UN FESTIVAL DEVE MOSTRARE UNA O PIÙ DIREZIONI NELLA SCELTA CURATORIALE?  UN FESTIVAL SI CONSUMA IN UNA STAGIONE? COME SI SCEGLIE UN DIRETTORE DI UN FESTIVAL? UN FESTIVAL È UN’OPERA D’ARTE? (…)»

Queste sono alcune delle domande che si ponevano pubblicamente nel 2008, quando con Potere senza potere compagnie, critici e pensatori si trovarono a investire forze, entusiasmo, risorse poetiche, economiche e intellettuali nel tentativo di far fronte a un grave momento di crisi di un festival che è sempre stato percepito, dall’interno e dall’esterno, come il festival fatto dagli artisti. Questo festival è l’unico forse in Italia ad aver sempre coltivato, tra varie vicende, questo profilo così particolare, questa vocazione fortemente plurale, comunitaria e condivisa. In quella circostanza molti artisti e pensatori, unitamente a un gruppo critico, hanno voluto sottolineare la necessità di una militanza artistica da parte delle compagnie ospiti e l’esigenza di interrogare dall’interno il contenitore festival ponendosi come una parte dialogante, libera e vitale, né in contrapposizione, né integrata.
Da quello sforzo collettivo, che si poneva come pura indicazione culturale, pensiamo che abbia ricevuto impulso e stimolo quest’ultimo triennio, che ci ha mostrato quanto forte possa essere la cooperazione di un gruppo misto, fatto di artisti, critici e curatori, nella creazione di un modello culturale condiviso. I gruppi artistici, non solo quelli del triennio, hanno sostenuto il progetto con tutte le loro forze, partecipando ai tre anni con le loro opere, adoperandosi in forme dirette e indirette di promozione e comunicazione di un fenomeno culturale assolutamente meritevole di essere divulgato, e alla cui vita hanno fortemente creduto. E l’indicazione che il triennio ha fornito alla comunità culturale ci sembra importante, e in certa misura spiazzante. Il modello iniziale infatti, ideato dall’antropologo teatrale Piergiorgio Giacchè, prevedeva un’idea tripartita di relazione culturale: artista/critico/organizzatore. Il gruppo di lavoro costituito da tre forti compagnie della regione e da tre figure di accompagnamento estremamente varie per capacità, sensibilità e provenienza, ha saputo incarnare e reinventare le tre funzioni in una formula molto intelligente e anche inaspettata. È nato un terreno critico che ha agito sull’onda lunga del triennio senza rinunciare alla vocazione plurale di alternanza tra gli artisti e tra le visioni che caratterizzava fondamentalmente e strutturalmente il progetto.
È per questo che, dopo aver frequentato come spettatori, o con i nostri atti e le nostre opere, il festival negli ultimi tre anni, nel sottolineare l’importanza di questo modello culturale, non avendo avuto altre occasioni per esprimere la nostra visione, ci sentiamo di mettere in comune con le persone che in questo momento si stanno interrogando sul futuro del festival queste poche riflessioni, sperando possano contribuire in qualche misura ai pensieri che sono in corso. L’indicazione che ci sentiamo di dare è la stessa che questo triennio ha fornito con la sua vita: un nucleo curatoriale dal profilo critico, che tenga vivo l’esercizio di pensiero e di dialettica necessario al festival, in relazione con artisti singoli o gruppi, intellettuali e figure di cultura che siano ad esso associati di anno in anno in maniera sempre nuova, e che diano la possibilità a questo festival di esprimere e confermare davvero la sua vocazione ampia e plurale attraverso progetti artistici inediti ma fortemente condivisi.

Fanny & Alexander
Teatrino Clandestino
Altre Velocità

La lettera è stata finora sottoscritta da:

Menoventi
Goffredo Fofi
Teatro Sotterraneo
Elena di Gioia
Francesca Mazza
La Pesatura dei Punti
Laura Mariani
Gruppo nanou
Cosmesi
ErosAntEros
Masque Teatro
Città di Ebla
Dewey Dell
OPERA
Massimiliano Civica
Fuochi
Roberto Latini/ Fortebraccio teatro
Maurizio Braucci
Debora Pietrobono
Anna Amadori/ Reon future dimore
Vega Partesotti
Redazione “Gli Asini”
Punta corsara
Dario Zonta
Graziano Graziani
Renata Molinari
Pathosformel
Cristina Rizzo
Orthographe

hanno inviato la loro adesione via mail:
Giacomo Trevisan
Alessandro Leogrande
Luca Marchiori / GUVIproduzioni
Mara Cassiani
Tahar Lamri
Sonia Bergamasco

Per aderire, inviare una mail a
info@fannyalexander.org

Fanny_&_Alexander,_Teatrino_Clandestino_e_Altre_Velocità

2011-03-08T00:00:00

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