#bp2013 Il Manifesto per la sostenibilità culturale

L’'1 per tutti, tutti per l'’1

Pubblicato il 29/01/2013 / di / ateatro n. #BP2013_Firenze , 142 / 0 commenti /
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Il Manifesto per la sostenibilità culturale oltre ad essere una riflessione teorica che si inserisce all’interno di quel dibattito che privilegia un “modello qualitativo di sviluppo” basato sulla conoscenza, è una campagna di adesione per far sì che l’Unione Europea costringa gli Stati membri a destinare l’1 per cento del Pil alla Cultura.
Un modello di sviluppo che possa basarsi sulla conoscenza si rifà anche alle intuizioni di Nicholas Georgescu-Roegen, padre dell’economia ecologica e mancato premio Nobel, secondo cui tutte le pratiche, anche quelle economiche, si fondano sulla realtà delle leggi fisiche e dove determinante appare il “capitale naturale biotico” di cui, insieme ai beni e ai servizi prodotti dai processi naturali della Terra e di chi la abita, fa parte il “capitale simbolico”, la cultura dunque.
Perché ciò avvenga bisognerà, però, passare attraverso il riconoscimento, nelle sedi istituzionali nazionali e soprattutto europee, del concetto di “sostenibilità culturale” e, dunque, la possibilità per una comunità di creare quelle condizioni strutturali necessarie per la conoscenza e lo sviluppo di competenze, le famose capabilities analizzate da Amartya Sen.
Un concetto, peraltro, quello di sostenibilità culturale, che si fonda sull’’esistenza dei “diritti culturali” i quali, pur appartenendo alla sfera dei diritti umani e civili dell’’uomo, continuano ad essere misconosciuti.
La tesi finale che viene sostenuta, e per cui è stata attivata una raccolta firme, dal titolo “L’1 per tutti, tutti per l’1”, è riuscire, attraverso un “Patto europeo per la sostenibilità culturale,” di innalzare per tutti gli stati membri dell’’Unione europea la quota destinata ai finanziamenti alla cultura all’1% del Pil. Oggi con l’ultima finanziaria la quota destinata alla Cultura è dello 0,17. Ma nessun governo si impegnerà a farlo se la sostenibilità culturale non verrà riconosciuta a livello europeo un pilastro del modello di sviluppo al pari della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Con queste premesse è stata attivata una collaborazione con l’associazione “terzo paesaggio” di Andrea Perini in quanto il viaggio inchiesta che vedrà il Teatro come il grande protagonista alla ricerca di nuovi mercati – e in particolari di forme innovative di distribuzione e di fruizione di cultura – non è altro che una declinazione – in termini manageriale si direbbe “implementazione” – proprio del concetto di sostenibilità culturale che vuole le espressioni del simbolico come asset portanti della vita degli individui.

2013-07-02T00:00:00

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