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Dalle residenze all'Europa

Pubblicato il 22/10/2013 / di / ateatro n. #BP2013_ValoreCultura , 145 / 0 commenti /
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Uno degli argomenti più dibattuti nell’ultimo anno sono state le residenze teatrali, presenti in maniera ormai capillare sul territorio nazionale ed in alcune Regioni già strutturate in reti.
Nel recente convegno dedicato svoltosi a Prato, è emersa come indicazione uniforme da parte del comparto che la valutazione delle residenze debba riguardare i progetti proposti, non parametri quantitativi uguali per tutti, dal momento che a differenti territori corrispondono differenti modalità di lavoro della residenza. É infatti elemento distintivo ed innovativo di queste realtà la dinamicità e la vocazione al contemporaneo e alla ricerca, quindi una continua evoluzione della loro attività e del loro rapporto col territorio: dei parametri univoci non farebbero che far tendere queste strutture verso un’ennesima stabilità, invece che salvaguardare la loro carica positiva di continua riprogettazione.

Ci chiediamo dunque:

– le residenze entreranno nel regolamento, o saranno un progetto speciale?
– in che modo sarà salvaguardata la loro specificità territoriale? Quale si immagina sarà il rapporto fra Ministero e Regione nel gestirle e distribuire i possibili fondi? Quale in questo caso la compartecipazione finanziaria richiesta alle singole Regioni?
– in che modo il Ministero e le Regioni si rapporteranno in fase iniziale di questo progetto alle reti e alle singole realtà di residenza già operanti sui territori?
– è forse opportuno che la domanda di partecipazione ad un progetto speciale sulle residenze escluda quella al regolamento prosa?
– con quali strumenti il ministero vuole monitorare lE residenze? Come verificare la trasparenza dei processi e il rinnovamento continuo degli organismi?
– è apparso imprescindibile per le residenze valutare la progettualità, possibilmente triennale, uscendo dalle griglie quantitative e storiche: cosa pensa di fare il Ministero per eliminare questi stessi parametri, che appaiono molto poco attuali, dal regolamento prosa?
– quali strategie verranno messe in atto per garantire l’accesso ai finanziamenti a nuove realtà, e l’uscita di quelle che non rispondono più alle funzioni richieste? E’ plausibile inserire un parametro minimo di nuovi ingressi, non inferiore al 5% dei finanziamenti per ogni triennalità, e garantire alle realtà emergenti un sostegno ulteriore come le defiscalizzazioni, con incentivi maggiori al primo ingresso e graduali normalizzazioni in un tempo lungo (6 – 9 anni)?
– sono state previste soluzioni per ovviare al problema dei ritardi nell’erogazione dei finanziamenti? E’ ipotizzabile una pianificazione maggiore di queste erogazioni fra Ministero e soggetti finanziati, in relazione alla programmazione delle attività, soprattutto se garantite su progetti triennali?
– posto che le residenze hanno e avranno una parte importante nel sistema per favorire il ricambio generazionale e l’accompagnamento dei giovani, quali altri strumenti il Ministero prevede di adottare per rendere efficaci e funzionali quelle strutture che da regolamento dovrebbero occuparsi proprio di questo?
– sappiamo che l’Italia sfrutta molto poco i fondi europei destinati alla cultura. Un progetto sulle residenze potrebbe forse attingere fondi dall’Europa? Quali strategie intende attuare il Ministero per favorire l’accesso delle compagnie italiane al mercato europeo? Come pensate di sostenere, riconoscere e dare valore a progetti di cooperazione e mobilità degli artisti, anche già in atto?

Etre

2013-10-22T00:00:00

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