Beckett&Puppet

In rassegna a Gorizia e Trieste per PuppetFestival

Pubblicato il 29/10/2013 / di / ateatro n. 102 / 0 commenti /
Share

Beckett&Puppet
un
progetto del cta – Centro Regionale di Teatro di Animazione e di Figure dedicato al rapporto tra Samuel Beckett e il Teatro di Figura nel centenario della nascita dello scrittore irlandese

a cura di Antonella Caruzzi, Fernando Marchiori, Roberto Piaggio

Gorizia 13 – 15 ottobre 2006
Trieste 16 – 19 ottobre 2006

in collaborazione con
Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare – Torino
Bonawentura/Teatro Miela –
Trieste Associazione Alpe Adria Cinema – Trieste
INCANTI, Rassegna Internazionale di Teatro di Figura
– Torino
Il dottor Bostik/Unoteatro
– Torino
Festival delle Colline Torinesi
Scuola Holden
– Torino
Associazione MITTELFEST
– Cividale del Friuli (Udine)
Centro polifunzionale di Gorizia – Corsi di Laurea per traduttori e interpreti – Università degli Studi di Udine

con il sostegno di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Provincia di Gorizia/Assessorato alla Cultura Comune di Gorizia/Assessorato alla Cultura Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
ATF – Associazione Teatri di Figura/AGIS


Il Teatro di Figura celebra Samuel Beckett, nel centenario della nascita, con una serie di eventi articolati nel Progetto Beckett&Puppet, ideato e promosso dal cta – Centro regionale di Teatro di Animazione e di Figure di Gorizia.
Cuore dell’iniziativa è stato il bando di concorso per la messa in scena di un progetto di spettacolo ispirato alle opere e alla figura di Samuel Beckett da realizzarsi con i linguaggi propri del Teatro di Figura. Ben ventitré compagnie vi hanno partecipato, italiane ed estere, con un ricchissimo ventaglio di proposte, tanto più interessanti in quanto provenienti, per la maggior parte, da artisti non sempre riconducibili all’ambito specifico del Teatro di Figura.
Il confronto del Teatro di Figura con il drammaturgo irlandese ha coinvolto manifestazioni internazionali di settore come il PuppetFestival di Gorizia e Incanti di Torino, insieme a grandi eventi teatrali come il MittelFest di Cividale del Friuli o il Festival delle Colline Torinesi. Inoltre un’intera notte di spettacoli dedicati alle figure e a Beckett è stata organizzata da Il Dottor Bostik/Unoteatro e dal Teatro Stabile di Torino, mentre uno spazio dedicato al progetto Beckett&Puppet è stato inserito nel convegno sul drammaturgo irlandese organizzato in giugno, sempre a Torino, dalla Scuola Holden. E a Trieste ancora cinema e video con l’Associazione Alpe Adria Cinema e Bonawentura / Teatro Miela.

Beckett e il Teatro di Figura
Che Samuel Beckett abbia influenzato profondamente il teatro di figura, lo dimostrano i numerosi allestimenti con fantocci e oggetti che all’opera dell’autore di Aspettando Godot si sono ispirati o che ne hanno messo in scena i testi. Ma l’universo burattinesco ha a sua volta influenzato la scrittura, non solo teatrale, di Beckett. In fondo, tutti i suoi lavori sono dei drammi per personaggi ridotti a marionette, manipolati come oggetti, con relazioni frammentarie in scene concepite come meccaniche dell’assurdo. Personaggi che saltano invece di camminare, che restano legati a una sedia a dondolo o a rotelle, mezzi uomini, pezzi di carne. Sbucano dai bidoni della spazzatura proprio come dei burattini dalle loro baracche, oppure corrono come nelle comiche, si afflosciano, ripetono movimenti elementari, diventano sagome, ombre.
La direzione è sempre la stessa: scomposizione del corpo, ricomposizione in una partitura gestuale differente, scrittura come referto di fenomeni e non di psicologie, frammentazione dell’evento, ingrandimento del dettaglio, ripetizione come ritmo interno alla pagina e alla scena. E il paradosso di cercare la scrittura nel fallimento della scrittura, la vita – il suo puro accadere, senza pensiero – in personaggi inorganici.
In questo senso, marionette e burattini sono “beckettiani” prima di Beckett.
Indagare il “tema della marionetta ” in Beckett – e attraverso Beckett – significa dunque guardare in una prospettiva diversa l’opera di uno dei più grandi autori del Novecento e insieme assumere i linguaggi del teatro di figura, le loro potenzialità originali, come campo di ricerca all’altezza delle questioni che la complessità del presente pone alle arti sceniche.

Fernando Marchiori

programma

venerdì 13 ottobre

GORIZIA
Auditorium della Cultura Friulana
ore 17.00 Inaugurazione con apertura della mostra dei progetti selezionati al concorso Beckett&Puppet (a cura di Alfonso Cipolla), intervento del Dottor Bostik/Unoteatro con un frammento dallo spettacolo B&B (Beckett&Bacon)

ore 18.30 Otto Mani Diver Genti (Treviso)
En attendant Pierrot
prima assoluta

Kulturni Center “L. Bratuž”
ore 21.00 Bruno Leone e Gaspare Nasuto (Napoli)
Aspetta aspetta
prima assoluta


sabato 14 ottobre

GORIZIA
Auditorium della Cultura Friulana
Convegno
Beckett e il Teatro di Figura
a cura di Fernando Marchiori

ore 10.00-13.00 PRIMA PARTE
coordina Alfonso Cipolla

Fernando Marchiori: Figure beckettiane e beckettismo delle figure

Ultimo nastro di Krapp, frammento teatrale del Dottor Bostik

Edvard Majaron: La drammaturgia nel Teatro di Figura contemporaneo: influenze di Beckett?

Proiezione di Variaciones sobre B (1990) del Periférico de objetos, regia di Daniel Veronese, con Ana Alvarado, E. García Wehbi e Daniel Veronese

Ana Alvarado: Su Beckett e il Periférico

Marisa Sestito: Beckett: integrità perdute, ordinate ricomposizioni

Aspetta aspetta, frammento teatrale di Bruno Leone e Gaspare Nasuto

Gabriele Frasca: Prima o poi tutti i pupazzi piangono

ore 15.00-18.00 SECONDA PARTE
coordina Fernando Marchiori

Alfonso Cipolla: Arrivando Godot. Riflessioni per un Teatro di Figura beckettiano

En attendant Pierrot, frammento teatrale di Paolo Papparotto

Roberto Canziani: Risibile! Davvero si ride con Beckett?

John McCormick: Il Teatro di Figura di Samuel Beckett

Alessandro Serra: L’ordinaria eternità della pausa beckettiana

Proiezione di Eh Joe (1979), regia di Samuel Beckett e Walter Asmus, con Heinz Bennent e Irmgard Först

Luca Scarlini: La marionetta del destino: l’uomo beckettiano di fronte all’occhio-belva dell’esistenza

Auditorium della Cultura Friulana
ore 18.30 Viva Opera Circus (Vallese di Oppiano – Verona)
Non io – Beckett e il suo universo (studio)

Kulturni Center “L. Bratuž”
ore 21.00 Teatropersona (Civitavecchia – Roma)
Beckett Box
progetto vincitore del concorso Beckett&Puppet
prima assoluta



domenica 15 ottobre

GORIZIA
Auditorium della Cultura Friulana
Convegno
Beckett e il Teatro di Figura
ore 10.00 TERZA PARTE
tavola rotonda con Dino Arru, Daniel Blanga Gubbay, Antonella Caruzzi, Gianni Franceschini, Alfonso Cipolla, Costanza Givone, Luana Gramegna, Bruno Leone, Fernando Marchiori, Gaspare Nasuto, Paolo Ruffini, Alessandro Serra e altri artisti e critici presenti al festival

Kulturni Center “L. Bratuž”
ore 16.00 Opus Personae (Sesto S. Giovanni – Milano)
Machina Murphy (studio)

Kulturni Dom
ore 17.00 Zachès (Scandicci – Firenze)
One reel
prima assoluta

ore 18.30 Pathosformel (Venezia)
(Che cosa sono le) nuvole
prima assoluta

Kulturni Center “L. Bratuž”
ore 21.00 Teatrino Giullare (Sasso Marconi – Bologna)
Finale di partita

lunedì 16 ottobre

TRIESTE
Teatro Miela
ore 17.30 Visioni Immagini Sguardi di/da/con Samuel Beckett
rassegna di film e video
a cura dell’associazione Alpe Adria Cinema e Bonawentura/Teatro Miela di Trieste

ore 21.00 Teatropersona (Civitavecchia – Roma)
Beckett Box

martedì 17 ottobre

Teatro Miela
ore 17.30 Visioni Immagini Sguardi di/da/con Samuel Beckett
rassegna di film e video

ore 21.00 Zachès (Scandicci – Firenze)
One reel

mercoledì 18 ottobre

Teatro Miela
ore 10.00 Visioni Immagini Sguardi di/da/con Samuel Beckett
rassegna di film e video
per le scuole

giovedì 19 ottobre

Teatro Miela
ore 10.00 Visioni Immagini Sguardi di/da/con Samuel Beckett
rassegna di film e video
per le scuole


il Concorso BECKETT&PUPPET
Nell’ambito del Puppet Festival 2005, il cta – in collaborazione con l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia – ha bandito il premio Beckett&Puppet per un progetto di messinscena di uno spettacolo di Teatro di Figura ispirato all’opera e alla figura di Samuel Beckett nel centenario della sua nascita. Il concorso era aperto a progetti di spettacoli da realizzare nei linguaggi specifici del Teatro di Figura (burattini, marionette, ombre, pupazzi, oggetti, ecc.) o tramite una commistione di linguaggi riconducibile tuttavia all’ambito e all’orizzonte artistico del Teatro di Figura contemporaneo.
La giuria – composta da Francesco Tullio Altan, Mario Brandolin, Roberto Canziani, Antonella Caruzzi, Edvard Majaron, Renato Manzoni e Fernando Marchiori – ha scelto tra 23 candidati il progetto vincitore e ne ha segnalati altri tre.
Nell’edizione 2006 del PuppetFestival sono sei, tra studi e spettacoli compiuti, i progetti che vedremo realizzati in scena.

Teatropersona (Civitavecchia – Roma)

Beckett Box
progetto vincitore del concorso Beckett&Puppet
prima assoluta

con: Marco Vergati, Gianni Bonavera, Valentina Salerno
regia: Alessandro Serra
produzione: Teatropersona con il sostegno di ARMUNIA

“Abbiamo affollato lo spazio di oggetti impunemente depredati dalle opere di Beckett disperdendone inizialmente i rapporti congeniti con gli altri elementi scenici. Quindi l’oggetto attraverso le improvvisazioni è stato accolto e trattato come semplice accessorio all’interno di uno spazio che ha iniziato da subito a vivere di leggi proprie: le leggi della soffitta della memoria in cui tutto è ammucchiato, spesso confusamente e soprattutto in cui non tutto è portato a termine.
Tutti gli oggetti in Beckett possiedono una vita propria, non stanno lì per caso, essi agiscono. In questo senso risulta ridicolo investigare i loro significati concettuali. Non è ammessa alcuna speculazione in tale direzione. Nel momento in cui Beckett ce li descrive così dettagliatamente a noi non resta che metterli in condizione di emanare.
Ma affinché un oggetto possa emanare occorre che sia in qualche modo precedentemente caricato di vita: l’oggetto logorato. Il lavoro compiuto è stato quello di impedire alla scena e agli oggetti di fingere di essere ciò che non erano.
Quando si ha a che fare con Beckett, anche la più bella delle scenografie finisce sempre per essere una puerile illustrazione del testo. D’altronde come si può essere così ingenui da pretendere di illustrare un mondo che è già di per se un residuato di realtà.
Trattare i personaggi beckettiani come oggetti e non come personaggi è stato il secondo lavoro: emanciparsi dall’imbarazzante interpretazione del personaggio, la pretesa attoriale di tradurre supposti stati emotivi con presunti equivalenti mimici e vocali. Sono sempre più convinto che l’unica via percorribile per l’attore, oggi più che mai, sia elevarsi al rango di fantoccio (parola che contiene in sé l’infante) che non significa essere in grado riprodurne pedissequamente i movimenti della marionetta, ma assorbirne l’essenza.” (Alessandro Serra)

Fondato nel 1998 a Civitavecchia dal regista e drammaturgo Alessandro Serra, Teatropersona è particolarmente attento all’aspetto pedagogico del lavoro teatrale: pratica quotidiana di allenamento dell’attore (training fisico e vocale), seminari teorico-pratici in Italia e all’estero, impegno costante nel proprio territorio nel campo sociale e del teatro per ragazzi, nonché nell’organizzazione di manifestazioni quali il Festival dei teatri di ricerca “Miraggi” e il Festival internazionale degli artisti di strada. La qualità del lavoro scenico si ispira alle tradizioni teatrali incontrate in questi anni di apprendistato: il metodo delle azioni fisiche di Grotowski e dell’Odin Teatret; la Biomeccanica di Mejerchol’d ma soprattutto il teatro di Tadeusz Kantor. Ne risulta una particolare cura per la drammaturgia, le azioni e le partiture fisiche e vocali, e una presenza forte dell’immagine. Prima di affrontare l’universo bechettiano, la compagnia ha realizzato quattro spettacoli: Nella città di K, La terra degli abbracci, Cechov non ha dimenticato e Theresientadt, la città che Hitler regalò agli ebrei (che ha debuttato lo scorso anno al Festival di Santarcangelo ed è attualmente in tournèe in Italia).

Gorizia
sabato 14 ottobre, ore 21.00
Kulturni Center “L. Bratuž”

Trieste
lunedì 16 ottobre, ore 21.00
Teatro Miela

Pathosformel (Venezia)
(Che cosa sono le) nuvole
progetto segnalato al concorso Beckett&Puppet
prima assoluta

tratto da Nuvole di Samuel Beckett
progetto drammaturgico: Daniel Blanga Gubbay
progetto tecnico: Paola Villani
realizzazione e tecnica: pathosformel
audio: Francesca Bucciero
voci: Filippo Andreatta, Daniele Del Giudice

In una piccola discarica in cui gli oggetti abbandonati dialogano tra loro, un vecchio televisore riprende vita per il dramma televisivo Nuvole. Imprigionati al suo interno, si alternano i tristi primi piani e l’esile figura intera di Samuel Beckett. È l’immagine stessa di Beckett a prestare così il corpo al protagonista del dramma, nel tentativo di lavorare – in assenza del video – sul linguaggio televisivo, trasportandolo nel corpo di un burattino. Uno scrittore imprigionato nel proprio dramma, un corpo dai movimenti irrequieti e accompagnato da una voce che denuncia l’insoddisfazione per qualcosa che tarda ad apparire.
Ma qual è l’oggetto di questa attesa sofferta?
È qui che si apre il gioco di specchi deformati in cui manipolatore e manipolazione modificano i propri connotati, gioco d’uscita verso un mondo ritenuto più autentico, gioco in cui nasce il legame con le marionette umane di Che cosa sono le nuvole, episodio cinematografico di Pier Paolo Pasolini. Le marionette fuori uso, portate per la prima volta fuori dal teatro, sono abbandonate a faccia in su in una discarica, a chiedersi cosa siano le nuvole, queste forme strane – e mai viste prima – che solcano la volta celeste.
E per il burattino di Nuvole brucia costante il bisogno di uscire dal televisore, poiché dall’interno non vede quello che, da fuori, è forse intuibile: il mondo esterno non è più fatto della vera discarica e delle nuvole del film di Pasolini, ma di una discarica ricostruita e delle finte nuvole sbiadite.

Pathosformel nasce a Venezia nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti discipline artistiche. Il gruppo parte da una concezione di assenza di gerarchia all’interno degli elementi che compongono una partitura teatrale: lavoro sul corpo, spunti testuali, ricerche artigianali e tecnologiche, rapporto con lo spazio, non predominano l’uno sull’altro a priori ma solo, di volta in volta, in virtù di una resa scenica. Stille Nacht è il suo spettacolo più recente.

Gorizia
domenica 15 ottobre, ore 18.30
Kulturni Dom

Zachès (Scandicci – Firenze)
One reel
progetto segnalato al concorso Beckett&Puppet
prima assoluta

regia: Aleksej Merkushev
scenografia, maschere, oggetti: Francesco Givone
attori: Samuele Mariotti, Luana Gramegna, Costanza Givone
manipolatore: Francesco Givone
musiche originali: Massimiliano Mascagni
tecnico luci e suono: Stefano Ciardi

Uno spettacolo senza parole i cui protagonisti sono maschere con visi grigi e grotteschi, personaggi surreali e ridicoli ma allo stesso tempo tragici: nella loro vita fatta di niente, in cui tutto è finzione, ogni spettatore può riconoscere la realtà che lo circonda. Le parole, che in Beckett perdono la loro funzione primaria di comunicazione, sono sostituite da gesti. In One Reel i due clown-mendicanti di Aspettando Godot vivono una vita senza senso, in un tempo congelato, una sorta di “enorme pausa” in cui ogni uomo può riconoscere il proprio “quotidiano brancolare”. Didi e Gogo sono “imprigionati” in una sorta di film muto, senza inizio e senza fine, destinato a ripetersi all’infinito. La drammaturgia è tradotta in un susseguirsi di gags (che richiamano la comicità di Buster Keaton) che assumono connotati grotteschi. Il mondo di Didi e Gogo è grigio come la loro vita, e solo ogni tanto appare un colore: un momento di libertà grazie ai sogni e all’immaginazione. Con leggerezza Didi e Gogo attraversano ogni ruolo della vita di un uomo: sono padre, figlio, amico, compagno, marito, amante. Ma alla fine rimangono sempre solo loro due, burattini inconsapevoli di un teatro sconosciuto.
Altri due personaggi popolano il mondo di One Reel: Pozzo, il proprietario del cinema, uno strano individuo che vive per far vivere Didi e Gogo, ma anch’egli al servizio di qualcosa o qualcuno più grande di lui, e un vecchio in sedia a rotelle, unico pupazzo dello spettacolo, il solo apparentemente al di fuori del grande gioco di cui gli altri personaggi sono le pedine. Proprio lui, con un dono particolare, rivelerà a Didi e Gogo qualcosa di più grande di loro, qualcosa che forse non potranno capire.

La compagnia Zachès è stata fondata nel 2002 dall’attrice Luana Gramegna e da Francesco Givone, scenografo e illustratore. Opera sia nel teatro per ragazzi (Il bosco incantato) che in quello per adulti (Ritratto ovale, Frida, Suite per un sogno). Nel 2003 l’incontro con Aleksej Merkushev, ballerino, attore e regista russo attivo da quindici anni sulla scena internazionale.

Gorizia
domenica 15 ottobre, ore 17.00
Kulturni Dom

Trieste
martedì 17 ottobre, ore 21.00
Teatro Miela

Otto Mani Diver Genti (Treviso)
En attendant Pierrot
prima assoluta

di e con Cristina Cason, Cristina Marin, Paolo Paparotto, Paolo Saldari
coproduzione Paolo Papparotto Burattinaio e L’Aprisogni

Lo spettacolo “sincronizza” il testo di Aspettando Godot con la tradizione delle maschere della Commedia dell’Arte. Così Vladimiro ed Estragone diventano Arlecchino e Brighella, due zanni irriverenti e affamati, Pozzo un rintronato pantalone e Lucky una Colombina sadomaso al guinzaglio. L’atteso Godot può chiamarsi… Pierrot. Uno spettacolo divertente e divertito, ricco di spunti di riflessione metateatrale. Pur rispettando caratteri e specificità dei tipi tradizionali, il canovaccio costruito per questi burattini a guanto mostra in filigrana una precisa coincidenza con la drammaturgia beckettiana ed è animato dallo stesso spirito straniante e salace dell’autore irlandese.

La compagnia Otto Mani Diver Genti vede riunirsi due formazioni della Marca Trevigiana, quella di Paolo Paparotto Burattinaio e L’Aprisogni. La prima ha prodotto decine di spettacoli visti nei principali festival nazionali e internazionali. Paparotto lavora con i burattini dal 1979. Specializzatosi nella tradizione veneta e nella Commedia dell’Arte, conduce da più di vent’anni un lavoro di recupero del carattere autentico delle maschere veneziane. Vincitore di importanti premi, ha fondato il Centro di Ricerca sul Teatro di Figure e l’associazione Casa di Arlecchino, un crogiuolo di talenti da cui proviene anche Cristina Marin. Dirige la scuola di Teatro dei Burattini di Ponzano (Tv).
I fondatori de L’Aprisogni, Cristina Cason e Paolo Saldari, provengono entrambi dall’artigianato artistico: Cristina dal tessuto d’arte e Paolo dall’intaglio del legno. La compagnia è attiva dal 1992, prima con lavori di illustrazione, poi con spettacoli di burattini e di teatro di figura. Si occupa anche di didattica e formazione professionale.

Gorizia
venerdì 13 ottobre, ore 18.30
Auditorium della Cultura Friulana

Viva Opera Circus (Vallese di Oppiano – Verona)
Non io – Beckett e il suo universo
studio

autore: Vincenzo Todesco
regia: Gianni Franceschini e Vincenzo Todesco
scene dipinte: Gianni Franceschini
con Maria Ellero, Gianni Volpe, Gianni Franceschini

Dall’iniziale comico obbligo ad esistere senza alcuna ragione comprensibile né alcuna ragionevole aspettativa, si snoda in Beckett un coerente, allucinato viaggio verso la distruzione del linguaggio, verso la sua riduzione al semplice soffio della respirazione. Nello spettacolo si viene così a delineare un mondo che tende alla irrappresentabilità, alla forma propria di ciò che è inanimato: sono gli oggetti a dominare la scena, e i corpi ridotti alla loro fissità estrema. Così la contiguità con il mondo delle figure inanimate balza subito agli occhi. La marionetta può mostrare la via per la meta ultima, là dove non è dato movimento né voce: ma il suo percorso non è sempre cupo, segnato dalle eterne angosce umane e, per mezzo di questa libertà paradossale, possono irrompere grazia, poesia, finanche gioia. Le immagini, in tal modo, si generano in sintonia e/o opposizione al testo, ma anche in creazione libera dal riferimento testuale.

Viva Opera Circus è una formazione di recente costituzione (2000), ma la storia artistica dei suoi fondatori e componenti rappresenta quasi un trentennio di attività svolta da professionisti e da protagonisti nel teatro veronese e veneto e nel panorama italiano ed estero. Ne è direttore artistico Gianni Franceschini, attore, regista, pittore, uno dei primi operatori, negli anni ’70, dell’animazione teatrale a Verona. Tra i fondatori del Centro Teatro Ragazzi di Verona, negli ultimi anni si è avvicinato alla ricerca teatrale, al teatro d’arte e a quello popolare.

Gorizia
sabato 14 ottobre, ore 18.30
Auditorium della Cultura Friulana

Opus Personae (Sesto S. Giovanni – Milano)
Machina Murphy
studio

produzione: Opus Personae
progetto e regia: Cesi Barazzi
grande gioco e oggettistica: Tommaso Correale Santacroce
consulenza musicale: Maurizio Corbella
studio del movimento: Federicapaola Capecchi
i giocatori: Federicapaola Capecchi, Ilenia Amalfi

La partita a scacchi, un duello diverso da ogni altro, dove “giocare il gioco” nel tentativo di forzare un’identità che si nega. Le figure hanno perso la loro definizione e sono involute a oggetto forma, mentre il gioco degli scacchi, la scacchiera e i suoi pezzi si sono precisati come il gioco, mediatore di comunicazione o di non comunicazione, spazio di accettazione o rifiuto di relazione.
C’è un grande gioco, faticoso, da interpretare, dove i pezzi sono zavorre oppure forme o figure, e un piccolo gioco quasi una didascalia, un serie di note a pié di pagina dove scambiarsi ruoli, giochi di specchi, monconi di dialogo.
Nel grande gioco agiscono molti giochi, i corpi compongono partiture gestuali differenti sempre cercando e negando un incontro che pure c’è. Nel piccolo gioco si fanno citazioni, si danno indicazioni, suggerimenti.

Opus Personae è nata con Cesi Barazzi, attrice e regista milanese. Da oltre vent’anni si occupa di formazione e produzione teatrale. Al suo interno sono sorte altre formazioni di giovani professionisti impegnate nella ricerca e nell’organizzazione di eventi, nella realizzazione di spettacoli presentati anche fuori d’Italia (come Hybris, 1997) e di interventi mirati nel territorio.

Gorizia
domenica 15 ottobre, ore 16.00
Kulturni Center “L. Bratuž”


gli altri spettacoli

Bruno Leone e Gaspare Nasuto (Napoli)
Aspetta aspetta
prima assoluta

di e con Bruno Leone e Gaspare Nasuto
assistenza: Fulvio Sorge
produzione: I Teatrini/Pulcinella di Mare

Bruno Leone ha appreso negli anni Settanta l’arte delle guarattelle da Nunzio Zampilla, ultimo maestro guarattellaro napoletano, fondando poi a Napoli l’Istituto delle Guarattelle, e contribuendo così alla ripresa di una tradizione che risale ai girovaghi e ai saltimbanchi medievali.
Gaspare Nasuto, burattinaio e scultore, ha iniziato la sua attività nel 1989, ed è considerato oggi uno dei più grandi autori e interpreti di Pulcinella, con un percorso artistico che si snoda tra continuazione della tradizione orale delle Guarattelle e sperimentazione.

Insieme, Bruno Leone e Gaspare Nasuto hanno realizzato questo spettacolo apposta per Beckett&Puppet”. E così lo presentano:
“ …conosciamo bene la nostra tradizione, la rispettiamo, l’amiamo e cerchiamo di rappresentarla in maniera dignitosa in giro per il mondo. Nonostante questo ci concediamo spesso il lusso di uscire dal repertorio tradizionale con varie sperimentazioni che ci permettono soprattutto di rompere i confini dove spesso si vorrebbe rinchiudere Pulcinella. Per noi Pulcinella per essere vivo ha bisogno di essere libero e di viaggiare per i vari mondi possibili senza avere freni alla sua curiosità e alla sua voglia di vivere, che significa anche voglia di mettersi in discussione. Lo facciamo con stili e modi diversi e per questo siamo curiosi l’uno del lavoro dell’altro, ci stimiamo, ci vogliamo bene e ci diverte incontrarci.
Questa occasione ce l’ha data Beckett e siamo partiti da Aspettando Godot. Questo testo ci sembra un rebus che è meglio non risolvere. Anche noi abbiamo aspettato tanto tempo per incontrarci sul piano artistico e adesso che cosa succederà? Cosa stiamo realmente aspettando? Anche noi un certo Godot che potrebbe risolvere i nostri problemi? O forse complicarli visto che non si sa chi è? Ma noi aspettiamo con Pulcinella, e questo significa inserire in un rebus già abbastanza complicato una variabile non prevedibile. Così è nato Aspetta aspetta. Cosa succederà? Forse nulla… in ogni caso ci saremo bisticciati, riappacificati, voluti bene, odiati, perduti, ritrovati e chi sa che altro…”

Gorizia
venerdì 13 ottobre, ore 21.00
Kulturni Center “L. Bratuž”

Teatrino Giullare (Sasso Marconi – Bologna)
Finale di partita

allestimento da scacchiera per pedine e due giocatori
traduzione: Carlo Fruttero
scenografia e figure: Cikuska
maschere: fratelli De Marchi
produzione: Teatrino Giullare

Spettacolo premiato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro (2006).

Una partita a scacchi tra attori-giocatori che muovono le pedine e pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento. La rappresentazione è una sinfonia di mosse e contromosse, botte e risposte, pause, riflessioni, sospiri, rinunce. Il capolavoro di Beckett è visto attraverso le possibilità di movimento di due pedine da scacchi e la tensione e la partecipazione dei due giocatori. Hamm pedina ferma e cieca, Clov pedina che si affanna per la scacchiera senza potersi mai sedere, anche lui sulla strada della cecità e dell’immobilità e nel tentativo di prendere la strada verso l’uscita. Nagg e Nell pedine fuori gioco, pedine a metà rinchiuse in bidoni. L’affinità tra il contenuto del testo e il gioco degli scacchi è stata manifestata dallo stesso Beckett e il finale di partita è la terza e ultima parte dell’incontro nel gioco degli scacchi. Una fase distinta dal ridotto numero di pezzi superstiti sulla scacchiera e dal fatto che il re non è più soltanto un pezzo da difendere ma diventa anche una figura di attacco.

Il Teatrino Giullare è un teatro popolato oltre che da attori in carne ed ossa da attori di legno, argilla, ombre, maschere e marchingegni scenici. Dal 1995 ad oggi la compagnia ha realizzato allestimenti teatrali, mostre e laboratori presentati in tutta Italia e in molti paesi del mondo. Dopo i primi lavori su Euripide, Aristofane, Plauto, la Commedia dell’Arte e Shakespeare, nel 1998 la compagnia crea il progetto Visioni con ingegni ed attori di legno da cui nascono Re di bastoni Re di denari, scrittura originale presentata al Festival di Santarcangelo in prima nazionale nel 1999, e Fortebraccio contro il cielo (2003). Finale di Partita di Samuel Beckett è stato prodotto nel 2004 ed è stato giocato anche in inglese e francese.

Gorizia
domenica 15 ottobre, ore 21.00
Kulturni Center “L. Bratuž”

Il dottor Bostik/Unoteatro (Torino)
B&B (Beckett&Bacon)
due frammenti

con Dino Arru e le marionette del dottor Bostik
voce registrata di Michele Di Mauro

Dallo spettacolo presentato l’anno scorso durante la prima fase del progetto, Dino Arru ha estrapolato, per presentarli nel corso delle giornate dedicate al rapporto tra Beckett e il Teatro di Figura, due frammenti, a esemplificazione del percorso di lavoro elaborato dall’artista torinese su questo tema.
B&B mette in relazione l’opera drammatica di Samuel Beckett con le suggestioni visive di Francis Bacon, l’artista delle violente deformazioni corporee. Marionette-esseri umani mosse con scrupolosa attenzione dall’animatore che, obbligandole all’azione con gelida e raffinata determinazione, ne crea e delimita i possibili percorsi, man mano che i loro volti, inizialmente immobili, subiscono via via una deformazione nei caratteri somatici, ispirata dalla agghiaccianti visioni dei personaggi di Bacon, sui quali il te

Ufficio_Stampa

2006-09-28T00:00:00

Share



Scrivi un commento