Il nuovo cinema che viene dal teatro: sei compagnie emiliano-romagnole e un inedito progetto per il cinema italiano

Fanny & Alexander, Motus, Societas Raffaello Sanzio, Teatro delle Albe, Teatrino Clandestino, Zapruder, Downtown Pictures e Regione Emilia-Romagna

Pubblicato il 29/10/2013 / di / ateatro n. 072 / 0 commenti /
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Costruire nuovi percorsi per il cinema italiano è l’obiettivo che unisce cinque compagnie teatrali (Fanny & Alexander, Motus, Societas Raffaello Sanzio, Teatro delle Albe, Teatrino Clandestino), i videoartisti Zapruder, la casa di produzione cinematografica Downtown Pictures ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, il Teatro Stabile Pubblico della Regione Emilia-Romagna. Queste otto realtà, radicate sul territorio emiliano-romagnolo, hanno creato l’Associazione Luz, sostenuta fortemente dalla Regione Emilia-Romagna, le cui finalità sono articolate e ben definite: la stesura di sei sceneggiature, l’attività formativa, gettare le basi per la realizzazione di sei lungometraggi diretti dai registi delle compagnie.
La contaminazione tra teatro, cinema e videoarte sarà capace di dar vita a una creatività straordinariamente lontana dall’ovvio: i sei gruppi sfidano il cinema contagiandolo con il proprio immaginario e portano a una mutazione la propria ricerca grazie al cinema. Sulla potente originalità di questo reciproco scambio non ha avuto dubbi Marco Müller, che è stato ideatore e promotore dell’intera iniziativa, anche se ha potuto seguirla solo fino alla sua nomina a Direttore del Settore Cinema della Biennale. Müller ha trovato un sostanziale appoggio in Emilia Romagna Teatro Fondazione, che si è unita nella stimolante avventura dell’Associazione Luz. Ugualmente la Regione Emilia-Romagna, tramite l’Assessorato alla Cultura, ha intravisto nel progetto un importante strumento per consolidare le realtà artistiche presenti sul territorio e rilanciare il cinema emiliano-romagnolo. Sarà poi compito dei produttori cinematografici raccogliere il testimone dell’Associazione e procedere alla realizzazione dei film.
Una nuova proposta per la formazione cinematografica è l’altra importante finalità dell’Associazione Luz: questo obiettivo si concretizza in un progetto formativo indirizzato ai giovani che vogliono cimentarsi con la creazione e l’ideazione di progetti per il cinema. L’idea è creare corsi di regia e sceneggiatura dal taglio innovativo, in cui la riflessione sulla contaminazione tra cinema, teatro, musica e narrativa, indirizzi un nuovo modo di vedere la regia e la sceneggiatura cinematografica, nella convinzione che la sperimentazione del fare scaturisca da un processo di interscambio tra i differenti linguaggi artistici.
La creazione dell’Associazione Luz, un soggetto collettivo di indubbio valore culturale, lancia un segnale di rilievo nazionale: non si tratta qui di registi che tentano semplicemente di promuovere la propria individualità artistica, ma di un’Associazione che ha scelto di essere tale, consapevole del valore aggiunto che scaturisce da una finalità comune. I gruppi che si sono riuniti in questo progetto vantano percorsi solidi e di altissimo valore artistico, poetiche riconoscibili che hanno portato una ventata di innovazione nel teatro italiano, rapporti di coproduzione a livello internazionale, apprezzamenti e considerazione in tutta Europa. L’Associazione Luz è la piattaforma ideale per realizzare lavori autonomi e singolarmente caratterizzati, sempre preservando l’idea di un progetto unitario. Piattaforma che rende l’esperienza del nuovo teatro il terreno su cui tracciare percorsi cinematografici sorprendenti.

I sei progetti cinematografici sono (in ordine di date di realizzazione):

Teatrino Clandestino
Backstage
regia di Pietro Babina. “Un’organizzazione terroristica infiltra alcuni suoi uomini tra i partecipanti di una trasmissione televisiva, simile al Grande Fratello. La trasmissione ha inizio. Dopo alcuni giorni, i terroristi riveleranno la loro vera identità e le loro vere intenzioni, prendendo in ostaggio tutti gli altri partecipanti. I terroristi sfrutteranno il set televisivo in tutte le sue potenzialità comunicative, riassegnandogli simbolicamente un nuovo valore. Analizzare lo spettacolo come possibile forma di terrorismo, più che il terrorismo come una forma di spettacolo è l’idea da cui prende forma il soggetto di Backstage.”
Primo progetto; luglio-dicembre 2004.

Teatro delle Albe
L’orma tagliata
(titolo provvisorio) regia di Marco Martinelli. “Poesia, magia e sogni di rivolta: un “western” mazziniano-eretico, la storia di una guaritrice di villaggio, da tutti considerata una “strega”, ambientata in una sperduta, barbara Romagna tra Otto e Novecento, un mondo alla rovescia brulicante di ribelli, anarchici e briganti. Come sempre nella poetica delle Albe, la Romagna è ancora una volta se stessa e qualcosa di più, un microcosmo che nasconde mitologie, esseri “mutanti” e astratti furori di un’umanità alla perenne ricerca del cammino da seguire. E da smarrire incessantemente.”
Secondo progetto; gennaio-giugno 2005.

Fanny & Alexander

Today regia di Luigi De Angelis. “Today è la giornata particolare in cui tre personaggi, due uomini e una donna, portano alle estreme conseguenze la loro comune ossessione: il rapporto che ognuno di loro intrattiene con l’arte e le conseguenze che questo rapporto ha nella vita reale. Tutti tentano di coincidere con un personaggio, fino a perdere i confini tra l’opera d’arte e la propria realtà psichica. Un gioco perverso in cui i personaggi da loro creati finiranno per assumere una forma ulteriore, una loro tremenda ed autonoma vita.”
Terzo progetto; luglio-dicembre 2005.

Motus
Altofragile
(titolo provvisorio) regia di Enrico Casagrande. “Adolescenze e periferie, questo il nuovo progetto europeo di Motus per il prossimo triennio, che porterà alla realizzazione di una sceneggiatura filmica attorno alle vicende di due fratelli, lei di 17 anni e lui di 14, che, un po’ come i Ragazzi terribili, restano soli e si affacciano al mondo. Un film-documentario, nato anche da reali episodi di vita di adolescenti che Motus incontrerà in una serie di workshop, in varie zone periferiche italiane ed estere, dove, sulla scia del viaggio iniziato con Pasolini continuerà a scavare fra le derive urbane ed i gruppi di giovani che si raccolgono ai margini dei grandi centri commerciali.”
Quarto progetto; gennaio-giugno 2006.

Societas Raffaello Sanzio
Film marrone
(titolo provvisorio) regia di Romeo Castellucci. “Il soggetto del film – che si sta disegnando in questo periodo- si riferisce alla storia di una persona. Una persona fisica e precisa ma, al contempo, nessuno in particolare. Le epoche e i luoghi cambiano come in un rotolo impresso e tuttavia il tempo trascorso sarà solo quello di una sera. Sarà un film che rientra nella categoria del terrore nonostante la distanza siderale rispetto al genere.”
Quinto progetto; luglio-dicembre 2006.

A. Zapruder
Dominium
regia di David Zamagni. “Dominium è il nome di una lussuosa nave da crociera, la migliore che si possa desiderare. Una strana sindrome poco alla volta colpisce gli ospiti della nave: essi tacitamente decidono di non avere più contatti con l’esterno; vi resteranno reclusi, volontariamente. L’essere parte di quell’organismo autosufficiente risveglia in loro impulsi primitivi (di associazione, distruzione, conquista…). Convenzioni e buone maniere sono lasciate fuori, Dominium diventa teatro di lotte tra improvvisati clan rivali. Della nave attraccata a pochi km dalla costa emergerà sempre più l’aspetto monumentale e minaccioso. La situazione è destinata al collasso: telecamera in spalla, il documentarista Alan Back registra la sgangherata e spietata lotta tra gli abitanti di quella comunità verticale. La malattia del domicilio, la supremazia del luogo su chi lo abita, è un’ossessione morbosa che porta all’alienazione. In Dominium la “malattia” colpisce un’intera collettività. Genere: fantascienza”.
Sesto progetto; gennaio-giugno 2007.

ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione
Per il Teatro Stabile della Regione, la partecipazione all’ Associazione Luz è in linea con il disegno culturale da tempo perseguito, disegno che si contraddistingue per la condivisione di progetti con personalità artistiche fortemente radicate sul territorio, nonché per il ruolo di interlocutore attivo sul piano della produzione culturale.

Downtown Pictures
La Downtown Pictures dalla sua nascita ha scelto di scommettere su nuovi talenti e di frequentare i territori cinematografici emergenti, alla ricerca di creatività sorprendenti, da rendere più visibili e manifeste. Le produzioni Downtown sono all’insegna del “cinema di confine”, da intendersi non solo in senso estetico e geografico, ma soprattutto in termini di scambio e rapporto con altri linguaggi e forme d’arte. La zona di confine tra il cinema e il teatro apre scenari carichi di potenzialità, che sarà interessante e prezioso sviluppare.

Associazione_Luz

2004-07-26T00:00:00

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