In anteprima dal video di Transpermia di e con Marce-lì Antúnez Roca

Il progetto Dedalus a Torino per Malafestival 2003

Pubblicato il 29/10/2013 / di / ateatro n. 062 / 0 commenti /
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Per vedere in anteprima il video dello spettacolo Transpermia, clicca qui (1180 KB per 1′ 01”).

Dall’inizio del 2003 Marcel.lí Antúnez Roca lavora al progetto “Dedalus”, un nome significativo, vista la difficoltà e la tensione che lo circonda. Il progetto consiste nell’agire, filmare e produrre micro-performances nella gravità zero, un livello raggiunto grazie ai voli effettuati da Marcel.lí e la sua equipe nel centro CGTC-Yuri Gagarin Cosmonautic. In totale finora sono state realizzate 25 micro-performances, frutto di lunghi ed elaborati esperimenti.
Questa esperienza di conquista dello spazio è stata significativa per comprendere quanto sia difficile abitare un mondo nuovo, un mondo in cui differenti piani si sovrappongono.
Nell’evento spettacolare presentato da Marcel.lí le performances dal vivo, con il corpo dell’attore, vengono composte e completate grazie ad una trasposizione video-grafica. La proiezione virtuale, unita all’azione reale, compone una nuova realtà, come nelle scene stradali dei film anni ’50.
Questa ricerca di un universo in cui “naturale” e “artificiale” possono comunicare, il sogno di un mondo nuovo e la costruzione di mezzi in grado di abitarlo accompagnano tutto il progetto “Dedalus”. Marcel.lí, sorprendente artista di fama internazionale si spinge, anche in questa occasione, oltre le umane possibilità per trovare ciò che cerca.

“Certamente noi tutti, artisti inclusi, sogniamo un nuovo universo, una terra che attende di essere arata, dove tutto è possibile. Per creare nuove cosmogonie, mitologie straordinarie, cerimonie insospettate”
Marcel.lí Antúnez Roca, 2003.

Marcel.lí Antúnez Roca (Moià 1959) è riconosciuto nella scena internazionale per le sue incredibili performances tecnologiche e le sue istallazioni robotiche. Membro fondatore della Fura dels Baus, ha lavorato all’interno della compagnia come regista, musicista e performer dal 1979 al 1989, nelle macro-performances Accions (1984), Suz/o/Suz (1985) e Tier Mon (1988). Negli anni novanta le sue performances tecnologiche combinavano Bodybots (robots controllati dal corpo), Systematugy (narrazione interattiva) e Dresskeleton (l’interfaccia esoscheletrica). I temi esplorati nel suo lavoro includono: l’uso di materiali biologici nella robotica, come in JoAn, l’uomo di carne (1992); controllo telematico da parte dello spettatore di un corpo alieno nella performance Epizoo (1994); l’espansione dei movimenti del corpo con dresskeletons nella performance Afasia (1998) e Pol (2002); coreografia involontaria con il Bodybot Requiem (1999); e trasformazioni microbiologiche nell’installazione “Rinodigestio” (1987) e “Agar” (1999). Attualmente sta lavorando al progetto artistico/spaziale DEDALUS.
Nei primi anni novanta la sua performance Epizoo ha sconvolto la scena artistica internazionale. Per la prima volta i movimenti del performer potevano essere controllati dal pubblico attraverso un computer.
Dagli anni ottanta il lavoro di Antúnez si è basato sulla continua osservazione del modo in cui i desideri umani si esprimono e in quali specifiche situazioni si manifestano. Per tale ragione egli ha prodotto, negli anni novanta, una nuova cosmogonia di temi tradizionali come affetto, identità, morte, espressa attraverso l’utilizzo di elementi scientifici e tecnologici. I suoi lavori raggiungono così una dimensione umana estrema che provoca una reazione spontanea del pubblico.
Antúnez ha presentato i suoi lavori in numerosi convegni internazionali: La Fundación Telefónica in Madrid, the P.A.C. in Milano, the Lieu Unique in Nantes, the I.C.A. in London, SOU Kapelica Ljubljana, Cena Contemporanea in Rio de Janeiro, the Barcelona MACBA and the DOM Cultural Center of Moscow. Ha presentato le sue performances all’International Festivals EMAF Osnabruc Germany, al Muu Media Festival, Helsinki, al Noveaux Cinema Noveaux Medias Montreal, al DEAF Rotterdam, allo Spiel.Art Munich.
Il lavoro di Antúnez è apparso nelle seguenti pubblicazioni: Il Corpo Postorganico di Teresa Macrì; Body Art and Performances di Lea Vergine; Marcel.lí Antúnez Roca performances, objetos y dibujos di Claudia Giannetti, e il catalogo Epifania published della Fundación Telefónica. Ha ricevuto i seguenti riconoscimenti: First Prize al Festival Étrange, Paris 1994; Best New Media Noveaux Cinéma Noveaux Médias Montreal 1999; Max New Theatre award, Spain 2001; FAD Award Barcelona 2001, e Honorary Mention al Prix Ars Electronica 2003.

Giacomo_Verde

2004-01-15T00:00:00

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