Maratone & altro

L'editoriale

Pubblicato il 29/10/2013 / di / ateatro n. 014 / 0 commenti /
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La Maratona di Milano sta per arrivare al traguardo, con un vero e proprio rave teatrale che durerà (almeno) 12 ore, dalle 17 di venerdì 14 luglio all’alba di sabato 15, all’Officina Generale dell’ATM di via Teodosio 86.
La scommessa della Maratona (curata dal Piccolo Teatro e dall’Associazione Teatri 90, nell’ambito dei progetti del Comune per Milano d’Estate) era quella di far raccontare una città ai suoi cittadini in forma teatrale: abbiamo chiesto a 24 scrittori di scrivere una micropièce ambientata in un’ora e in un luogo della città. E abbiamo chiesto a 24 registi di allestire questi testi, in un gigantesco puzzle.
Nel 2000 abbiamo presentato le 12 pièce che raccontano la Notte, quest’anno (a partire dal 9 luglio) le 12 pièce che compongono il Giorno. Il 14 andranno finalmente in scena tutte le 24 pièce: la Maratona delle Maratone sarà un evento unico che coinvolgerà decine di attori e tecnici (e il pubblico) in un’autentica gara di resistenza teatrale (insomma, una Maratona!).
Per dare un’idea di un progetto che è nato a Milano ma ha un respiro più ampio, può bastare l’elenco degli autori – alcuni al loro debutto come drammaturghi – che hanno aderito al progetto:
PER LA NOTTE
Paola Capriolo, Piero Colaprico, Vincenzo Consolo, Matteo Curtoni, Rocco D’Onghia, Franco Loi, Alda Merini, Raul Montanari, Aldo Nove, Renato Sarti, Tiziano Scarpa, Roberto Traverso.
PER IL GIORNO Remo Binosi, Luca Doninelli, Edoardo Erba, Renato Gabrielli, Vivian Lamarque, Antonio Moresco, Valerio Peretti Cucchi, Marco Philopat, Giovanni Raboni, Giampaolo Spinato, Emilio Tadini, Patrizia Valduga & Michelangelo Coviello.
Spero che la cosa ti possa incuriosire e interessare. Per ulteriori info, puoi visitare il sito ufficiale della Maratona di Milano (dove puoi leggere tutti i testi) oppure rivolgenti direttamente a teatri90@libero.it.

L’intreccio tra teatro e nuove tecnologie ha occupato buona parte degli ultimi numeri di “ateatro”. Chi volesse fare qualche passo indietro (più o meno cinque secoli) e esaminare uno snodo centrale di questo rapporto, può trovare utili spunti di riflessione nella mostra Teatro e spettacolo nella Firenze dei Medici. Modelli dei luoghi teatrali a cura di Elvira Garbero Zorzi e Mario Sperenzi, allestita a Palazzo Medici Ricciardi di Firenze (è aperta fino al 9 settembre). Attraverso una serie di strepitose maquette (e altri materiali) ripercorre l’invenzione del teatro moderno, dagli “ingegni” brunelleschiani nelle chiese fiorentine (SS. Annunziata, S. Maria del Carmine, S. Felice in Piazza) alle prime sale per spettacoli (fino al progetto vasariano per il Salone dei Cinquecento), dalle prime scenografie urbane (Bastiano da Sangallo) alle naumachie per Boboli. La mostra fiorentina è un omaggio a Ludovico Zorzi (lo studioso prematuramente scomparso nel 1983) e riprende alcuni dei materiali della mostre da lui curate nel 1975 (Il luogo teatrale a Firenze) e nel 1980 (La scena del principe): i materiali dovrebbero costituire il primo nucleo di una collezione permanente, ospitata a Palazzo Medici Ricciardi.

Per i fan di John Gielgud, tre biografie: le prime due sono novità, la terza una riproposta: Jonathan Croall, Gielgud: A Theatrical Life 1904-2000, Methuen, 2000 (579 pp., £ 20); Sheridan Morley, John G.: Tha Authorised Biography of John Gielgud, Hodder, 2001 (510 pp., £ 20); Gyles Brandreth, John Gielgud: An Actor’s Life, Sutton, 2001 (196 pp., £ 6,99).

Redazione_ateatro

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