#BP2013 @ValoreCultura Il rapporto Stato-Regioni

Una proposta che nasce dal dilologo tra singoli artisti, compagnie, teatri, musicisti, attori, strutture private e pubbliche

Pubblicato il 30/10/2013 / di / ateatro n. #BP2013_ValoreCultura , 145 / 0 commenti /
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Intervento in nome degli Stati Generali dello Spettacolo in Sicilia, regione dove lo stato di emergenza del settore ha spinto, per la prima volta, la gran parte delle realtà private più attive in Sicilia a raccogliersi in rete.

Attraverso la costituzione di reti nei settori del teatro, della musica, della danza e dei cinema, festival compresi, oltre cento fra enti, compagnie e associazioni sono poi confluite nel nostro unico coordinamento, al fine di attivare e approfondire il confronto con le Istituzioni sulle gravissime e irrisolte problematiche del settore Spettacolo. Da tempo sollecitiamo la radicale riforma delle politiche regionali per il corretto sviluppo del territorio.
E’ indispensabile mettere in relazione le attività di riforma del Governo nazionale con quelle che sollecitiamo al Governo della nostra Regione. E’ ormai accertato quanto sia importante il valore economico e la rilevanza strategica del settore culturale e artistico.
Nonostante ciò in Sicilia, che vive una situazione disastrosa generata da decenni di cattiva amministrazione, clientelismo, sprechi e inefficienze, non si intravede alcun intento di concreto razionale intervento regionale, se non continui tagli alle voci di bilancio relative alla Cultura e Spettacolo. Tanto per fare un esempio non è stato ancora finanziato alcun sostegno alle attività musicali. E tardano ancora le erogazioni dei contributi assegnati nel 2012 per tutte le attività di spettacolo.
I nostri operatori apprezzano il Suo recente decreto, che forse non potrà risolvere lo stato attuale di profonda crisi, ma rappresenta un segnale positivo che, dopo oltre un ventennio, riporta l’attenzione del legislatore su questo importante settore.
In tale contesto, in previsione dei relativi decreti attuativi, chiediamo in confronto con il Ministro e il suo staff per definire una progettualità condivisa, anche in prospettiva del programma comunitario “Europa Creativa 2014/2020”

Questi i temi da affrontare:
1. Interazione tra legislazione nazionale e regionale; considerata la specialità della Regione Siciliana, dove le attività culturali e di spettacolo sono inopinatamente separate in due comparti: quello dei Beni Culturali e Ambientali, che cura la gestione del patrimonio culturale materiale ed immateriale; e quello che vede inopinatamente messe in unico improbabile calderone lo Spettacolo, il Turismo e lo Sport.
– Modalità di immediata applicazione o recepimento nella legislazione regionale del contenuto della Legge 7/10/2013.
Coordinamento tra finanziamento ministeriale in ambito FUS e finanziamento regionale (su questo punto gli Stati Generali hanno formalmente richiesto la creazione di un analogo Fondo Unico regionale per lo Spettacolo)
2. Estensione del Decreto ministeriale alle attività delle compagnie Teatro e Danza d’innovazione, ai festival di teatro e danza contemporanea e a tutto quel settore del teatro privato che, meglio e più di Teatri Stabili ed Enti Lirici, maggiorenti del finanziamento pubblico, costituisce il più ampio e attivo tessuto connettivo dello spettacolo dal vivo italiano.
3. Definizione di linee guida similari e coerenti tra Stato e Regioni nella gestione dei teatri e degli enti culturali Pubblici, assieme a trasparenti norme di indirizzo nel rapporto tra enti culturali pubblici e realtà private (che svolgono una funzione pubblica e per questo sovvenzionati).

“Sicilia è Cultura”, era un slogan di promozione turistica di qualche anno fa, al quale oggi molti vorrebbero aggiungere un punto interrogativo .
Pressoché inesistenti gli sponsor privati, rimane solo l’intervento pubblico a sostegno dello spettacolo dal vivo. In primo luogo quello erogato dalla regione, progressivamente ridotto nel corso degli anni, ma con una sperequazione d’attribuzione che vede oltre il 90% destinato agli Enti pubblici (principalmente ai tre comuni Palermo, Messina e Catania) mentre circa l’8% residuale rimane a disposizione della miriade di strutture private, ben più diffuse e attivissime in tutto il territorio, anche non metropolitano.
Dai fondi strutturali Europei FESR 2007/2013, l’assessorato al turismo (a cui purtroppo afferiscono le attività di Spettacolo) ha stanziato circa quaranta milioni di Euro per organizzazione e promozione di c.d. “grandi eventi”artistici. Oltre agli episodi di rilevanza penale, è grave che tali stanziamenti non hanno stimolato maggiori afflussi turistici né prodotto SISTEMA CULTURALE INTEGRATO. Nessun risultato duraturo si è avvertito nel territorio. Esempio eclatante di poca lungimiranza nella programmazione è la totale assenza di intervento a favore di “residenze artistiche”, a fronte di un territorio ricco di teatri inutilizzati e strutture alberghiere vuote in bassa stagione.
In Sicilia, nonostante la ricchezza e l’energia di libere private iniziative nello Spettacolo e nella Cultura, si depotenziano gli strumenti legislativi di sostegno pubblico, con il veloce e progressivo depauperamento di un’immensa risorsa di crescita e sviluppo e la chiusura di buona parte delle fiorenti attività. Manca tuttora la visione organica del comparto dello spettacolo, da parte di una classe dirigente, sorda alle istanze e legittime aspettative del territorio, che nega i basilari investimenti strategici.
Nonostante sterili enunciazioni di principio, si perpetua la consuetudine a sottovalutare le attività culturali private, non comprendendo che queste rappresentano la larga maggioranza delle categorie di produzione e lavoro del settore, rispettabili e degni di tutela, al pari dei dipendenti pubblici ed equiparate a tutte le altre professioni e attività produttive.
Ribadiamo i dati di crescita a livello nazionale, unico settore stabile o in crescita, nonostante le crisi, è quello della Cultura.
L’operare in rete degli STATI GENERALI dello Spettacolo in Sicilia ha prodotto un continuo e proficuo confronto nel dialogare tra singoli artisti, compagnie, teatri, musicisti, attori, strutture private e pubbliche, nel tentativo di superare le conflittualità tra gli stessi operatori, attraverso una nuova politica culturale di sintesi per risolvere le criticità regionali, suggerendo modifiche strutturali dell’intervento pubblico:

Il riordino del comparto spettacolo in Sicilia con la creazione di un FURSS Fondo unico regionale per lo spettacolo in Sicilia.
Un corretto e proficuo utilizzo delle risorse europee, sia residui sull’asse 2007/2013, che sul imminente misura 2014/2020, attraverso tavoli di lavoro pubblico/privato.
Efficace programmazione delle attività e una migliore e più trasparente gestione delle risorse Regionali.
Compiuta valorizzazione degli spazi per lo spettacolo e la cultura (in collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali)

Cogliamo l’occasione, condividendo le Sue forti motivazioni verso Cultura e Spettacolo, per invitarLa in Sicilia a un incontro pubblico con i nostri rappresentanti e le Istituzioni locali per mettere a fuoco le potenzialità applicative del Decreto Ministeriale e le futuribili linee guida nazionali per la sopravvivenza delle attività di Spettacolo.

Stati_Generali_dello_Spettacolo_in_Sicilia

2013-10-22T00:00:00

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