Quali strategie adottare per riportare il teatro vicino alla vita quotidiana delle persone?

L'Italia, il teatro e la Capitale Europea della Cultura 2019

Pubblicato il 03/03/2014 / di / ateatro n. #BP2014 , 148 / 0 commenti /
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Le “Capitali Europee della cultura” sono state istituite nel 1985 con lo scopo di contribuire a costruire il concetto stesso di cittadinanza europea. Ogni anno, una competizione su base nazionale elegge due Capitali Europee della Cultura (“Ecoc”) appartenenti a due differenti stati dell’Unione. I progetti delle città in gara devono rispondere a due principali criteri: la cosiddetta “Dimensione Europea” (avvicinare i diversi stati nazionali alle culture, alle istituzioni, alle tradizioni del continente) e il criterio relativo alla “Città e i cittadini” (coinvolgere un largo numero di persone non solo come fruitori di eventi). Si tratta di un percorso pluriennale che prevede una fase di preselezione e una selezione finale, oltre ai periodi preparatori precedenti e successivi, una competizione lunga che va presa inevitabilmente sul serio. Nel 2019 le Capitali saranno in Italia e in Bulgaria e, dopo la creazione di una shortlist di finaliste, a gareggiare nel nostro paese sono rimaste sei città. Il responso è atteso per ottobre 2014.
Per il mondo del teatro, la Ecoc è un’occasione importantissima, perchè fra i gli scopi dell’intero percorso è presente una diretta interrogazione al senso stesso della parola cultura, allargando l’asse di tale questione ai confini europei. Le arti della relazione per eccellenza potrebbero dunque contribuire in maniera decisiva, sia facendosi portatrici di tale domanda verso l’esterno, per diffonderla, sia rivolgendola al proprio interno, in modo che diventi una sfida per artisti e operatori. Non si tratta, infatti, di concepire il 2019 come mera occasione per mettere in piedi percorsi di collaborazione internazionali, pur fondamentali e in grado di svecchiare le cattive pratiche del nostro paese. Si tratterebbe di domandarsi, nel concreto, quali strategie adottare per riportare il teatro vicino alla vita quotidiana delle persone, a cominciare dagli orizzonti sui quali l’Europa stessa chiede maggiore attenzione (professioni creative e imprese, minoranze, giovani ecc.).

Lorenzo Donati
Giornalista e critico teatrale, membro della giuria dei Premi Ubu, tra i fondatori del gruppo Altre Velocità, redazione intermittente sulle arti sceniche contemporanee. Dal 2010 fa parte del Comitato artistico-organizzativo di Ravenna 2019, città candidata a Capitale Europea della Cultura.

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