Il teatro ragazzi è un dispositivo

Meccanismi di interazione e coinvolgimento per giovani spettatori

Pubblicato il 06/05/2014 / di / ateatro n. 150 / 2 commenti /
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Più di ogni altra forma teatrale il teatro per l’infanzia ha la necessità e la voglia di avvicinarsi al suo interlocutore utilizzando metodologie particolari. Non per niente in Italia il moderno teatro ragazzi nasce all’inizio degli anni Settanta in diretta discendenza dall’animazione: era un teatro che portava in scena il lavoro fatto a scuola, che offriva la metafora poetica propria del teatro a un pubblico che non l’aveva mai praticata, in luoghi che non erano mai stati deputati per farlo. Era un teatro che esprimeva direttamente sul palco tutto quell’immaginario che era stato così bene testato nelle classi di tutto il paese da operatori qualificati. Era allora una creazione culturale di grande sperimentazione, che in sintonia con il teatro “di ricerca”, e a volte anche influenzandolo, distruggeva schemi e spazi che sembravano inamovibili, rompendo continuamente la quarta parete, cercando costantemente linguaggi nuovi, promuovendo il teatro di figura al rango che si meritava.

Poiché ogni spettacolo aveva una metodologia diversa, lo spazio e il pubblico dovevano essere organizzati e persino posizionati in modo intelligente e diversificato.

Buchettino

Buchettino

Il pubblico dei bambini di solito non sceglie direttamente lo spettacolo cui assiste, perché l’offerta è mediata dall’insegnante, spesso per esigenze didattiche. Ma non accade sempre, per fortuna: attraverso apposite schede esplicative e didattiche, molte volte poi la scelta è compiuta dall’organizzatore, spesso anche lui teatrante. 
Su questa metodologia purtroppo pesa spesso il gioco degli scambi su cui si basa gran parte del mercato del teatro ragazzi ma come ben sappiamo anche quello degli stabili.
 Comunque il buon organizzatore teatrale, oltre alla scheda, prepara gli insegnanti convocandoli e, poiché ha visto lo spettacolo, illustrandone le forme e i linguaggi.

Il giardino italiano

Il giardino italiano

Il teatro ragazzi poi ha una caratteristica preziosissima che nessun altro teatro possiede: è un teatro popolare che accomuna tutti i diversi pubblici teatrali: la domenica si possono vedere bambini, mamme, papà, nonni assistere agli spettacoli, godendone insieme tutte le emozioni e i contenuti a un prezzo sempre accessibile.
Quelle caratteristiche dei primordi sono presenti ancora oggi in un momento di crisi generale del teatro, non solo del teatro ragazzi. Cerchiamo di analizzare, anche con esempi, altri meccanismi che il teatro ragazzi usa per coinvolgere il suo pubblico.

Viaggio aereo

Viaggio aereo

Molti degli spettacoli, soprattutto quelli destinati alla prima infanzia, scardinano lo spazio teatrale ma non solo. I bambini vivono lo spettacolo a strettissimo contatto con gli attori. In molti casi vi entrano dentro. In Buchettino della Societas Raffaello Sanzio gli spettatori sono stesi in lettini, in Racconti di contorno di Teatro Invito per loro è imbandita una tavola dove mangiano, nei Giardini del TPO sono invitati a passeggiare tra fiori e piante virtuali, in Viaggio in aereo di Drammatico Vegetale sono racchiusi in uno spazio dove assistono attraverso le ombre (ma non solo) alle avventure del Piccolo principe.
Alla fine degli spettacoli quasi sempre si invitano i ragazzi a fare domande (quasi sempre le stesse) per entrare più approfonditamente nello spettacolo, con il teatro di figura li si invita sul palcoscenico per toccare con mano i pupazzi e i burattini.

Parole e sassi

Parole e sassi

Ultimamente è invalso l’uso di lasciare ai piccoli spettatori una specie di “regalo-testimonianza”, una briciola di pane o un sassolino, se si parla di Hansel e Gretel o Pollicino, un piccolo seme da piantare se si parla di nascita, come prolungamento emotivo dello spettacolo. A volte i bambini vengono invitati perfino con una lettera a portare a teatro un oggetto che poi potrà servire per lo spettacolo. In Parole e sassi, progetto autoprodotto dal Collettivo Antigone, 18 attrici, una per regione, vanno nelle scuole italiane a perpetuare semplicemente con alcuni sassi (che rappresentano i diversi personaggi) e delle parole la esemplificatrice storia di Antigone.
Per avvicinare i bambini al melodramma, Aslico compie nelle scuole, in egual misura per ragazzi e docenti, un percorso di avvicinamento che porta in teatro il pubblico a cantare i brani più famosi dell’opera presentata, interrompendo il naturale evolversi della partitura. Per Aida tutti i ragazzi sono dotati anche di un copricapo per immedesimarsi meglio in piccoli egiziani.
Il Teatro Città Murata utilizza gli sms degli spettatori adolescenti. che vengono letti in diretta dopo lo spettacolo per discutere di ciò che hanno visto e per individuare le ragioni dei personaggi della tragedia. Sempre Città Murata inventa tre percorsi rispettivamente su Fiaba, Opera e Shakespeare in cui i bambini, 100 alla volta, sono condotti per tutti gli spazi dei teatri di tradizione tra visioni e apparizioni di personaggi alla conoscenza di tutti i meccanismi propri dei tre linguaggi e dello spazio teatrale.

h.g.

h.g.

Gli svizzeri di Trickster reinventano in H. G. la fiaba di Hansel e Gretel ricostruendola in sette stanze dove un bambino e una bambina percorrono lo stesso percorso emozionale dei due protagonisti della fiaba tra oggetti particolari, muniti di una cuffia che dà le istruzioni per l’uso.

La piccola fiammiferaia

La piccola fiammiferaia

Maurizio Bercini per narrare La piccola fiammiferaia ricostruisce sul palcoscenico una strada: gli spettatori vivono in diretta tutta la vicenda mentre Mario Fracassi di Florian narra la stessa fiaba ai piccoli spettatori bendati attraverso suggestioni sensoriali con canzoni, suoni, odori, sapori… per sette attori e un musicista.
Vengono infine usati meccanismi connaturati con il porsi sulla scena dell’attore. Due artisti di generazioni diverse Silvano Antonelli e Claudio Milani interagiscono con i ragazzi per farli entrare nel loro spettacolo. Claudio Milani accede dalla platea per poi presentarsi sul palco e non vi è separazione tra realtà e finzione, la narrazione avviene in modo naturale e alla fine l’attore ha un interscambio con il pubblico a cui affida un saluto che gli viene ricambiato. Antonelli mette nel suo spettacolo in un continuum di situazioni tutti i pensieri e le riflessioni raccolte durante i laboratori con i bambini e alla fine compone una canzone in rima che fa imparare al suo pubblico.
Questi sono solo alcuni esempi di come il teatro ragazzi italiano sperimenti meccanismi creativi per avvicinare il suo pubblico al teatro, meccanismi propri di un sistema creativo spesso originale che nonostante tutte le difficoltà è l’unico che pensa in grande a un teatro dedicato ai cuccioli d’uomo.

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2 Commentia“Il teatro ragazzi è un dispositivo”

  1. […] Il teatro ragazzi è un dispositivo. Meccanismi di interazione e coinvolgimento per giovani spettato… […]

  2. Grazie per il bell’articolo. Una cosa forse non è segnalata: Fare teatro ragazzi facendolo recitare dai ragazzi stessi. Noi a Monticchiello facciamo così e abbiamo due compagnie: la prima con bambini dagli 8 agli 11 anni; la seconda con ragazzi dai 12 ai 16.
    Carlo Pasquini – Monticchiello TPM

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