#IETMBergamo: V tappa // Drodesera Festival

Report di Silvia Bovio e Fabio Ferretti

Pubblicato il 07/08/2014 / di / ateatro n. 150 / 0 commenti /
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2 Agosto, IETM @Drodesera Festival

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Gazebo con tappeti e divanetti, sedie di legno e uno schermo. Siamo partiti da qui per la quinta tappa di MEET THE MEETING, nel parco della Centrale Fies a Drodesera Festival.

Un aperitivo, due chiacchiere con Dino Sommadossi prima di iniziare e LET’S START!

Quattro sono le parole chiave su cui stiamo ragionando e proponendo come spunti di riflessioni all’interno dei Festival che ci ospitano in questo percorso di diffusione:
– Produzione
– Residenza
– Pubblico
– Internazionalità

Come da protocollo iniziamo a raccontare cos’è IETM, com’è nato, com’è strutturato, …per entrare subito nel vivo del meeting proponiamo  un breve speed dating: “avete 3 minuti per presentarvi al vostro vicino e conoscere il suo lavoro”.

Video teaser e iniziamo con l’intervista al direttore!

IMG_2295La prima domanda riguarda l’incontro tra la produzione artistica e l’industria culturale: dov’è, dal suo punto di vista, il punto d’incontro tra industria creativa/culturale e produzione artistica? Dino ci risponde che “quando si fa una produzione si crea un bene materiale, che ha un mercato, che ha delle regole e si confronta con un sistema: quindi produrre uno spettacolo è parte di un’industria culturale. La differenza è che spesso si produce con soldi pubblici che, fino a pochi anni fa garantivano di poter lavorare senza la costrizione del ritorno economico, oggi questo sistema non si regge più e quindi ragionare sulle industrie culturali (che è necessario ricordarsi che comprendono il cinema, il tempo libero, le arti…) significa avere a che fare con questo. Per quanto riguarda i processi indipendenti (di compagnie non strutturate) la prospettiva non si presenta molto positiva.

A Dro la produzione è da sempre legata al festival – e ai progetti a esso collegati – in quanto l’unico finanziamento è sempre stato indirizzato al festival. Il progetto Factory ha poi garantito sostegno senza obbligo di debutto, offrendo agli artisti un tempo tutto dedicato alla creazione dove la libertà di sbagliare non è solo un lusso ma un presuppostoA questo proposito, credo che la Residenza dovrebbe essere scollegata ai meccanismi della produzione e invece è diventata una modallità “agile” di produzione. Il progetto della Factory è stato lungimirante perché ha garantito sostegno senza l’obbligo del debutto e della presentazione di uno spettacolo”.

Se parliamo poi di quantificazione in relazione alla produzione di performing arts, occorre interrogarsi sulle nuove regole che stanno entrando in campo nella gestione e redistribuzione dei finanziamenti pubblici allo spettacolo dal vivo. Le regole stanno cambiando, sottolinea Dino, ma è ancora da capire se in bene o in male.

IMG_2298Rispetto alle Residenza Dino tiene a sottolineare il malinteso: “La residenza non deve essere legata alla produzione perché altrimenti rischia di diventare un mezzo produttivo a basso costo e non è davvero un modo nuovo di agire”. A tal proposito l’organizzatrice della compagnia Massimo Furlan per auspicare che si cominci a pensare a nuovi modi di pensare la produzione, concedendo agli artisti due anni anziché uno per presentare nuovi progetti.

Rispetto allo spazio Dino sottolinea come  “Lo spazio condiziona molto perché ha una sua identità forte e dà linee definite. Qua alla Centrale lo abbiamo visto con il progetto Live Works i cui artisti, provenienti da mondi slegati dal teatro, una volta arrivati hanno sentito l’esigenza di dare una impronta teatrale al loro lavoro.

Quando c’è il bisogno di avere una relazione con il territorio è bene che lo spazio dia la possibilità agli artisti  di farlo, ma è necessario tenere conto che non sempre c’è questa esigenza”.

Marco Valerio del Gruppo Nanou interviene raccontando la sua esperienza all’interno della Centrale, sottolineando il valore del momento di nutrimento interno. Da quel momento “di perdita di tempo” sono nate delle produzioni molto interessanti…il luogo ha nutrito tanto quanto le persone!

IMG_2294Dal territorio al pubblico: “In 34 anni di festival il pubblico è cambiato ogni sera. Inizialmente erano accolte maggiori istanze ideologiche e politiche e questo si rifletteva sugli ospiti del festival. Adesso Dro è legato a percorsi tematici, anche vicini a esperienze di arte contemporanea e visiva. Questo ha trasformato il pubblico di Drodesera, lo ha portato a scegliere di più.. ma ha comunque premiato il coraggio dell’innovazione. Adesso si constata come le condizioni sociali ed economiche comincino ad influire: la crisi si fa sentire anche tra le valli trentine”.

Se parliamo di internazionale invece, per Dino la parola che maggiormente descrive il loro percorso è fiducia. La nascita di progetti validi e solidi si basa sulla conoscenza e sul tempo investito per approfondire la reciproca conoscenza.

Chiude la chiaccherata ancora Marco Valerio: “Ciò che abbiamo  trovato all’estero è il riconoscimento della professionalità. In Italia non si trova.”

Ci lasciamo quindi a riflettere sul significato di quest’affermazione. Siamo un paese che è in grado di rispettare i nostri artisti, e di sostenerli? Un bel dubbio da portarsi dietro fino a Bergamo.

Nell’attesa, regaliamo a tutti un piccolo portachiavi: scegliete tra ACT!, MOVE! o CREATE!
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Silvia Bovio e Fabio Ferretti

Hanno partecipato:

Sarah Parolin – Yak
Marco Valerio Amico – Gruppo nanou – http://www.grupponanou.it/
Cinzia Petribiasi  – Compagnia Pietribiasi Tedeschi
Rosanna Rossetti – Ass. Cultura Mantova
Lara Mastrantonio – Fondazione RomaEuropa – http://romaeuropa.net/
Chiara Marsilli
Stefania Santoni – Centrale Fies – http://www.centralefies.it/
Ursula Tavella – AterTeater – http://www.aterteater.it/
Barbara Tavella – AterTeater
Aurelie Martin – Theatre Vidy Lausanne – www.vidy.ch/un-jour
Massimo Furlan – Theatre Vidy Lausanne
Assia Franceschini
Elisa Canfora – Teatro Periferico – http://www.teatroperiferico.it/
Eleonora Parrello
Andrea Falcone – Inquanto Teatro – www.inquantoteatro.it
Luisa Buffo – Fsbbrica Europa – http://fabbricaeuropa.net/

 

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