Speciale archivi. Una incerta preistoria dell’Archivio Storico dello Spettacolo

Una esperienza pionieristica in Puglia

Pubblicato il 23/01/2015 / di / ateatro n. 152 / 0 commenti /
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Come contributo alla discussione, riceviamo e pubblichiamo i materiali che ci ha fatto pervenire Egidio Pani, relativi alla creazione dell’Archivio Storico dello Spettacolo, la sua relazione al seminario La memoria del sapere teatrale (1992) e i Rapporti sull’attività svolta al 1990. Ci è sembrato utile riproporre questi materiali, sia come documento storico sia per le riflessioni che può suggerire. (n.d.r.)

“La realizzazione dell’Archivio Storico dello Spettacolo, consentitemi, è stato un piccolo miracolo. La sua ideazione era fortemente anticipatrice sia per l’uso delle tecnologie informatiche, sia per respiro della iniziativa che coinvolgeva ben cinque università (Bari, Lecce, Potenza, Cosenza, Salerno), oltre gli Archivi di Stato di Bari e Lecce, la Biblioteca Provinciale di Lecce, centro rete del Servizio Bibliotecario Nazionale e che contribuì alla realizzazione del Catalogo del Fondo D’Amico della Università di Lecce”, che venne pubblicato nel 1992 (Editore Fratelli Laterza).
Purtroppo la complessità della realizzazione progettuale a fronte della  scarsità dei fondi disponibili offriva la scelta  tra  due ipotesi: o elaborare un progetto di fattibilità  senza  alcuna sperimentazione  pratica  o avviare  concretamente  una  attività pratica finalizzata, anche se sperimentale, in una sola  Regione: la Puglia. E’  stata effettuata questa seconda scelta, la più difficile  per la complessità del lavoro da porre in essere nelle molte Puglie. Ma oggi si ha  modo di  verificare in concreto il conseguimento degli obiettivi  raggiunti che sono di notevole interesse ed importanza.
L’elaborazione  progettuale ha visto anche una fase di  confronto con quelle istituzioni nazionali che possono rappresentare delle analogie   con   l’Archivio  Storico  dello   Spettacolo come  Museo dell’Attore  di Genova, Biblioteca SIAE-Burcardo di Roma,  Centro Studi  Teatro Stabile di Torino, Archivio del Premio Riccione  di Riccione.
Purtroppo non mancarono le difficoltà: soprattutto la mancanza di finanziamenti sempre dirottati sulle attività , mai sulla ricerca e gli studi, la trascurata incapacità dell’Università di Bari di assicurare all’ Archivio una sede ed un impegno costante per la ricerca.
Dopo una breve permanenza di tutto il materiale presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, oggi l’Archivio è in funzione presso la Teca del Mediterraneo.

Documenti

Relazione di Egidio Pani dell’ottobre 1992 ad un Seminario su La memoria del sapere teatrale, al quale parteciparono il  Museo dell’Attore  di Genova, la Biblioteca SIAE-Burcardo di Roma, il Centro Studi Teatro Stabile di Torino, l’Archivio del Premio Riccione, studiosi delle Università di  Bari e di Lecce.

Egidio Pani

Egidio Pani

Nella tradizione dello spettacolo l’esigenza della conservazione delle informazioni si è scarsamente avvertita.
Licurgo fu il primo a porsi il problema della conservazione dei testi.
Egli fa  raccogliere,  nell’Archivio  di Stato di Atene, le opere  dei  grandi tragici per sottrarle all’arbitrio della recitazione degli interpreti  e  quindi ad una trasmissione “per passaggio di  voce”  e secondo  tecniche recitative,  forzatamente modificative, nel tempo, dei testi stessi.
L’elaborazione della conservazione del sapere come  “produzione” di  sapere  nasce, prima, dalla trasmissione orale,  poi  con  la creazione  delle prime raccolte di testi e, via via, con sempre più elaborate funzioni di conservazione, recupero e trasmissione di tecniche e contenuti della produzione culturale.
Assume grande rilievo l’opera  dei copisti  dei testi per musica e dei redattori dei  canovacci,  i copioni teatrali usati per la rappresentazione, spesso tramandati da padre in figlio con l’aggiunta di osservazioni e note a margine sui soggetti recitativi.
Importante è cogliere il nodo di passaggio, purtroppo scarsamente documentato, delle tecniche della recitazione – ad esempio- nella  tradizione pratico-sperimentale, tramandata  oralmente,  e che viene, poi, a fissare “scientificamente” alcuni passaggi ed ad avviare la codificazione di forme e teorie della  rappresentazione.
Noi unifichiamo sotto unica etichetta, come “sapere”, “conoscenza” teatrale, un agglomerato di nuclei conoscitivi  diversi, nella  maggior  parte dei casi agganciati  ad  una  esperienza pratica, operativa: la messa in scena, la realizzazione filmica, etc.
Problema molto serio per la elaborazione/invenzione della  “memoria dello spettacolo” ove il testo, il ” prodotto” spettacolare non è il ” sapere”, in quanto questo dovrebbe essere il risultato di  una  sedimentazione, di un accumulo di  processi  conoscitivi diversi: discussione, dibattiti, acquisizione di sperimentazioni, e  su oggetti diversi: l’attore, la scena, il montaggio  filmico, la coreografia, la struttura urbana: il Teatro dove l’avvenimento avviene.
I  meccanismi  di trasmissione del sapere “teatrale”  (comprese tutte le attività dello spettacolo fino alla riproduzione sonora, cinefotografica,  televisiva delle immagini) messi in atto nelle epoche passate hanno avuto una incidenza reale su  qualità/volume del sapere, peraltro non evitandosi delle perdite irreversibili.
Anche se l’estrema lentezza dei movimenti storici nell’evoluzione delle  arti teatrali, anche in relazione spettacolari in forme d’arti popolari o, comunque, in interscambio con queste – ha fatto sì che possono ritenersi per acquisite una  serie di informazioni estremamente attendibili sui  processi di formazione della spettacolarità contemporanea.
Oggi le banche dati rendono superflua l’arte della memoria eppure gli  stimoli  che ci si presentano devono  invece  richiamare  un eccezionale  impegno  per rendere possibile, non soltanto  in senso tecnico (l’informatica rende questo oggi possibile), ma in  senso  culturale, ‘interconnessione  integrale  delle reti informative che andremo a sviluppare.
Il  problema della conservazione del sapere teatrale deve  subire dei  processi di aggiustamento su serie di relazioni con  la  società.
Diventa oggi estremante interessante stabilire quei  processi che debbono, non dico selezionare, delimitare, ma porre in luce le  diverse discipline che concorrono alla voce “teatro”  ed  in cui  sempre più preminente aspetto assumono i mezzi di  comunicazione di massa.
Anzi questi diventano essi stessi informazione e trasmissione  di informazioni,  mentre poderosi “aggiornamenti” nella  innovazione tecnologica  stimolano, non più ad aggiustamenti  propositivi di ormai antiche tecniche di conservazione e trasmissione del  sapere, ma ad una radicale “reinvenzione” di quelle tecniche.
” E’ bene che vi siano archivi di tutto, onde li si possa consultare in caso di necessità” (Voltaire “Nuove considerazioni sulla storia”). Oggi, la “necessità” è assoluta, quotidiana,  se intendiamo, come noi intendiamo, la conservazione delle  informazioni  come un processo conoscitivo permanente, che sviluppa informazioni come presupposti creativi.
E’  evidente  che  per giungere ad un “progetto”  che  giunga  a definire ciò che possiamo chiamare “Archivio”, “Biblioteca”, “Banca Dati”, “Centro di documentazione” noi dobbiamo, prima, pervenire  a definire  una serie di domande  cui  dare  adeguate risposte.

“Ogni  teatro ha costruito il proprio passato e  non  solo  per legittimarsi ma, più sostanzialmente, per recuperare le  possibilità stesse del teatro.”
(Cruciani-Savarese, Teatro, Guide
Bibliografiche Garzanti)

Preliminari al confronto tra i diversi canali usati da un  gruppo per la trasmissione di un sapere sociale è la valutazione di un flusso di informazioni che , per tali canali, viene veicolato.
E la individuazione delle informazioni, la strutturazione  della loro organizzazione resta il nodo centrale, in quanto la  conservazione-trasmissione deve diventare tecnica di ricerca.
Tali  problematiche, al di là del mondo universitario, dove  si assiste ad una forte spinta innovativa, e mi piace ricordare  i  preziosi  studi di  Ferdinando  Taviani  sull’evoluzione storico-sociale  del teatro italiano, forse poco  interessano  il congestionato mondo dell’attività teatrale.
Il “furore produttivo” che pare caratterizzare l’attuale  politica  teatrale  nazionale nasce e si esaurisce nel  montaggio, falsamente  giuridico  in quanto poi non realmente  verificati  e controllati nella sostanza oltre il formalismo delle dichiarazioni, di atti amministrativi di regolamentazione dei flussi contributivi pubblici in cui è preminente il dato burocratico, corporativo, assistenziale.
Eppure  noi  riteniamo  quanto mai necessario un  impegno  di  “ricerca  applicata” che deve contraddistinguere  la  progettualità culturale  della società dello spettacolo.
Gli “archivi”, centri di trasmissione del sapere, potranno essere  colonne portanti della “neoprogettualità”, mentre la spettacolarizzazione sociale  impedisce  la rappresentabilità della società stessa.
Dal teatro di prosa a quello musicale, dalla mimesi attorale alla corporeità scenografica,  dalla rappresentabilità tecnica  alle trasmissibilità  multimediali, dove spettacolo  ed  informazione possono  congiungersi ed ambiguamente trasformarsi, vi è una  esigenza selettiva di mutamento.
Gli ” archivi” di cui noi parliamo sono essi stessi  spostamento in avanti della memoria, possibilità di macerazione e consunzione,  di compressione ed espansione.
Essi,  perché molti saranno gli “archivi”  seppure  tra  essi strettamente interconnessi tramite l’informatica, onde  consentirci di tracciare le interconnessioni “geografiche” dei rapporti di  conoscenza , dovranno basarsi su una progettualità  unitaria che va accompagnata da una approfondita elaborazione teorica  con il contributo di discipline diverse. Vanno assicurate  funzionali sinergie. Vanno elaborati i piani economici delle realizzazioni.
La  costruzione  della”  memoria dello spettacolo”  impone  “lo spettacolo  sul  computer” ed un sistema di  archivi  elettronici che  concorrono  a formare una Banca Dati, meglio  una  Banca  di Informazioni.
La scelta informatica che andremo a compiere non sarà facile  in un mercato che soffre di una congestionata offerta di hardware  e software  mentre  incessanti  innovazioni    aprono prospettive incredibili per lavorare sul futuro come noi  vogliamo.
In questo senso l’Archivio Storico dello Spettacolo proposto dal CUT Bari si pone come una assoluta novità, foriera di profondo futuro.
Ecco  allora, per toccare un attimo la concretezza di  possibili, immediate  ipotesi di lavoro, che andranno interessati  a  tale progettualità  le Università ed Istituti ed  Enti  scientifici, C.N.R. fra tutti, per un progetto nazionale di ricerca che tenga in debito conto le esperienze internazionali.
Ho  ritenuto,  perciò,  opportuno sottoporvi,  in  apertura  del seminario stesso , queste riflessioni .

Rapporto dicembre 1990

1
1.1
L’ “ARCHIVIO STORICO DELLO SPETTACOLO, CENTRO  DOCUMENTAZIONE” è stato  attivato da Egidio Pani presso il CENTRO UNIVERSITARIO TEATRALE dell’UNIVERSITA’ di BARI, nel 1987.
Sono state invitate ed hanno aderito le Università di Bari, Cosenza, Lecce, Potenza, Salerno, l’Archivio di Stato di Bari e Lecce.

Finalità dell'”Archivio
A) creare le condizioni per la migliore fruibilità del patrimonio  di conoscenza disponibile delle Università, dei Centri  di ricerca, Biblioteche, Archivi di Stato in relazione a:
– storia dei teatri, dei luoghi teatrali;
–  storia  delle  attività di spettacolo svoltesi  nei  Teatri  e luoghi di spettacolo;
– storia delle Compagnie teatrali, di attori, registi, impresari;
–  storia  delle attività di folklore , di  festa  dell’area  del Mediterraneo.

B) arricchire tale patrimonio.
Il progetto deve coinvolgere il pubblico più largo, oltre  gli ambiente  scientifici ed universitari che del progetto  si  fanno promotori e garanti.
L ‘A S S intende realizzare un processo conoscitivo ed informativo  costante  nella materia dello spettacolo come  evento  della rappresentazione  comunicativa, come accadimento sociale,  come storia  delle  strutture di  spettacolo  nell’organizzazione del territorio urbano.

2
L’Archivio  Storico dello Spettacolo si configura come una  Banca Dati cui concorrono diverse librerie di dati.
2.1
L’Archivio  ha struttura policentrica in quanto articola  i  suoi poli  operativi presso le diverse Istituzioni aderenti,  in  modo non  gerarchico.  Si  può accedere alle  informazioni  e  possono essere immesse informazioni presso tutte le suddette istituzioni.
In Puglia l’Archivio ha, attualmente, come sedi interconnesse : la sede del Cut Bari a Bari, l’Università di Lecce – Cattedra di Storia dello Spettacolo, la Biblioteca Provinciale di Brindisi.
2.2
I  dati  sono acquisiti in via informatica. Essi  riguardano  la schedatura,  con rinvio alla locazione  così  come  catalogata presso  l’Ente  proprietario, dei  patrimoni  esistenti  delle biblioteche universitarie e pubbliche, dei fondi archivistici  e documentari  già  esistenti ed eventualmente già  classificati  e schedati, sia i fondi che l’Archivio Storico dello spettacolo si può far carico di schedare (es. Fondo d’Amico presso  Università di  Lecce), sia il materiale posseduto dall’Archivio  stesso  e che quindi va schedato secondo procedure assimilabili.

3.
Le” Librerie di Dati” sono state individuate, secondo le  specifiche sottoelencate.
3.1
Patrimonio librario delle biblioteche universitarie, e di  altre biblioteche pubbliche esistenti nelle aree delle regioni  aderenti:
– Libri – Riviste – Pubblicazioni varie regolarmente  edite – Tesi universitarie – Manoscritti.
– emeroteche e raccolte di articoli di giornali, riviste, saggi.
3.2
Documentazione  diverse  delle attività di  spettacolo  posseduta dall’Archivio (repertori dell’attività) :
A) Nazionale
–  Ritagli stampa – Programmi di sala – Locandine –  Manifesti  – Depliants- Fotografie – Documenti di politica teatrale di  interesse a) nazionale b) regionale
B) Regionale
–  presso  ciascuna sede regionale vanno  raccolti  per  ciascun Gruppo teatrale regionale. Ritagli  stampa  – Programmi di sala – Locandine –  Manifesti  – Depliants- Fotografie – Documenti di politica teatrale .
3.3
Fondi  archivistici  esistenti presso l’Archivio o  presso  altri fondi pubblici e privati:
– atti amministrativi e regolamentari dell’attività teatrale;
–  attività  dello spettacolo (locandine,  permessi  di  singole rappresentazioni, autorizzazioni ad attori e impresari;
– documenti sulla storia dei teatri e dei luoghi di spettacolo.
– progetti costruttivi di luoghi teatrali. Specifiche

1 Nodo Lecce – Brindisi
Ai fini della catalogazione si è ritenuto che il Sistema  Bibliotecario  Nazionale  offriva le maggiori garanzie  scientifiche  e tecniche  per  la catalogazione del  patrimonio  librario  nella Banca  dati  dell’Archivio Storico dello Spettacolo,  come  sopra descritta.
In conseguenza, poichè il polo regionale individuato dal Ministero  dei  Beni Culturali nella Regione Puglia , è  la  Biblioteca Provinciale di Brindisi si è attivato un collegamento di adesione con detta Biblioteca Provinciale.
Tale collegamento ha configurato , di intesa con l’Università  di Lecce- Cattedra di Storia dello Spettacolo – , la istituzione  di nodo (Archivio residente ) della rete policentrica regionale .
L’attività si è così strutturata dal dicembre 1990 alla data del presente rapporto :
Coordinamento tecnico scientifico : dott. Luigi Zongoli, Direttore della Biblioteca Provinciale di Brindisi; prof. Nicola  Savarese, docente presso il Dipartimento dello Spettacolo dell’Università di Lecce.
Lavori svolti ed in corso:
a)  schedatura  computerizzata del materiale (libri,  riviste, giornali, manoscritti, locandine, manifesti, fotografie)  d’argomento teatrale in possesso di biblioteche, archivi,  associazioni esistenti nell’aera geografica dell’alto Salento;
b)  stesura  dell’inventario comprensivo di indici  onomastici  e topografici;
c) documentazione fotografica degli edifici teatrali.
d) schedatura del “Fondo D’Amico” della Università di Lecce .
Trattasi di un patrimonio librario – oltre 9000 volumi -di grande importanza  che  versa in grave stato di degrado e che    dopo l’acquisizione a suo tempo effettuata dall’Ateneo salentino,  non è stato mai catalogato.

2 Nodo Bari
a) Rilevazione schedari.
E’  stato  proceduto  ad una rilevazione  dagli  schedari  delle Biblioteche  delle  Facoltà di Lettere e Filosofia, di  Lingua  e Letteratura  Straniere  , di Magistero dell’Università  di  Bari.
Detta rilevazione è stata finalizzata alla elencazione dei  testi teatrali  posseduti  da dette Biblioteche con  i  riferimenti  di schedatura.
b) biblioteca dell’Archivio esistente presso il CUT  Bari.
Trattasi di un fondo librario che è stato adeguatemene potenziato  con  varie acquisizioni dirette alla  realizzazione  di  una Biblioteca  Specializzata su 1) Organizzazione Teatrale in  Italia;  2) Tecnica e storia dell’arte dell’Attore; 3) Storia  degli edifici teatrali.
Sono stati per ora soltanto inventariati oltre 600 volumi .
c) Emeroteca .
Comprende:
1) gli articoli a firma del suddetto critico teatrale dal 1964;
2) gli articoli a firma del critico Pasquale Bellini;
3) gli articoli a firma del critico Gaetano D’Elia.
4) gli articoli a firma di diversi critici teatrali apparsi  su altri quotidiani o pubblicazioni varie in Italia dal 1950 in poi.

Queste le Tabelle:
I^
– SCHEDATURA SPETTACOLI
PRODPU   trattasi di schedatura di articoli relativi alle  produzioni di Compagnie pugliesi.
G1 trattasi  di una tabella che raccoglie i dati  di  articoli relativi  a spettacoli non prodotti in Puglia  ma  rappresentati nei teatri pugliesi.
NAPOLI.  La  tabella raccoglie tutti gli  articoli  di  autori napoletani,  attori, registi o relativi all’attività teatrale  di Napoli in Puglia, particolarmente significativa per i costanti rapporti tra le due città.
DIVPROD. E’ la tabella che raccoglie articoli sulle  diverse produzioni di spettacoli presentati in Puglia nel periodo 1950 1964  ed, in particolare, su tutti gli spettacoli  teatrali  di testi di Shakespeare rappresentati a Bari dal 1880 in poi.

Ciascuna di queste Tabella è composta da:
Data  (di solito quella di pubblicazione del pezzo,  in  alcuni casi quella dell’effettivo debutto)
Città (luogo della rappresentazione)
Teatro (indicato con il numero riveniente dalla Tabella Teatri)
Compagnia (denominazione della formazione)
Autore Titolo Regista Attori Scenografo e Note

Nell’ambito  di ciascuna schedatura si è proceduto alla  seguenti ulteriori classificazioni, con particolare riferimento  a personalità pugliesi, per :
– Gruppi e Compagnie Teatrali pugliesi
– attori,  registi, autori (Carmelo  Bene, Massimo Castri,  Cosimo Cinieri,  Leo De Berardinis, Luca De Filippo, Eduardo De  Filippo, Peppino De Filippo, Roberto De Simone, Pino Micol, Michele  Mirabella, Maurizio Micheli, Walter Pagliaro, Armando Pugliese, Luca Ronconi,  Giorgio Strehler, Maurizio Scaparro, Raffaele Viviani)
Si è provveduto alla schedatura di n.1694 spettacoli prodotti e/o rappresentati in Puglia dal 1950 in poi.
Ai sono schedati n. 69 Teatri pugliesi.
Gli Autori drammatici schedati sono  oltre 500.
E’ stata realizzata una schedatura delle rappresentazioni di opere di Shakespeare  rappresentate nei teatri di Bari dall’1880 in poi.  

PRODUZIONI PUGLIESI
Tabella ” PRODPU” comprende:
– articoli dei critici Egidio Pani e Pasquale Bellini su spettacoli prodotti da formazioni pugliesi dal 1962 in poi;
– riferimenti di spettacoli prodotti e rappresentati in Puglia di  cui si è avuta notizia certa antecedenti al 1962  o  comunque non recensiti dai suddetti critici.
Totale rilevazioni n. 455
Totale  ritagli stampa-schede n. 372 e conservati come da  prospetto:
Crest e gruppi Taranto n. 12
La Tarumba n. 9
Corte del Catapano n. 8
Compagnia Ladogana n. 23
Koreja-Centro Azione Teatrale n. 5
Astragali n. 1
Teatro Sud n. 33
CUT Bari n. 43
Piccolo Teatro Bari n. 34
Purgatorio e spettacoli dialettali n. 43
Anonima G.R. n. 10
Puglia Teatro n. 15
Gruppi diversi n. 42
Ellisseo n. 7
Amici del Teatro Bari n. 10
Campi Elisi n. 2
Teatro Se – GET n. 9
Cosimo Cinieri Irma Palazzo n. 3
Rossano Antonio n. 4
Bagnato Enrico n. 2
Solfato Giuseppe n. 6
Abeliano 34
Gran Teatrino n. 1
Kismet n. 19
DifferAnce n. 7

PRODUZIONI TEATRALI NAZIONALI ed ESTERE
Tabella ” G1 “
Comprende articoli del critico Egidio Pani su spettacoli  rappresentati in Puglia
Totale rilevazioni n. 621
Totale ritagli stampa- schede n. 612

PRODUZIONE SPETTACOLI DI AUTORI NAPOLETANI
Tabella ” NAPOLI” comprende i ritagli degli articoli su spettacoli rappresentati in Puglia,  e  alcuni ritagli per articoli redatti in  occasione  di Festival o particolari produzioni prodotti da  Compagnie
napoletane , di autori napoletani.
Totale schede n. 108
Totale ritagli stampa n. 90

SPETTACOLI PRESENTATI IN PUGLIA
Tabella ” B” comprende  i ritagli degli articoli redatti dal critico  Pasquale Bellini dal 1982 in poi su produzioni di spettacoli non pugliesi.
Totale schede n. 110
Totale ritagli stampa n.110

PRODUZIONI TEATRALI NON PUGLIESI
Tabella ” DIVPROD” comprende la schedatura di spettacoli, non prodotti in Puglia, ma rappresentati in Puglia prima del 1963.
Totale schede n. 200
Totale ritagli stampa n. 73

Totale Generale
Totale schede (record ) n. 1694
Totale ritagli stampa n. 1186
Per quanto riguarda le voci di cui 3) e 4) gli articoli non sono stati ancora sottoposti a trattamento informatico.
Gli articoli di critica teatrale risultano redatti, tra gli altri, da: Guido  Almansi, Alberto Arbasino, Alberto Blandi, Andrea  Bisicchia, Guido Davico Bonino, Tommaso Chiaretti, Nicola Chiaromonte, Franco  Cordelli , Sandro De Feo , Roberto De Monticelli ,  Guido Fink,  Orazio Gavioli, Giuseppe Grieco, Gerardo Guerrieri,  Elio Pagliarani,  Renato Palazzi, Eligio Possenti, Giorgio  Prosperi, Franco Quadri, Giovanni Raboni, Raul Radice, Angelo M. Ripellino, Aggeo  Savioli, Giancarlo Vigorelli, Ugo Volli, Federico Zardi.
La  raccolta comprende n.1863 ritagli-stampa ed è stata divisa  e riordinata  in diverse buste a seconda delle diverse  nazionalità degli Autori drammatici e degli spettacoli oggetto degli articoli stessi. Si è, altresì, provveduto a ordinare e riunire i  ritagli relativi  a  spettacoli dei registi:  Castri,  Cecchi,  Pagliaro, Ronconi, Scaparro, Strehler e di altre personalità straniere: Kantor, Savary, etc. come dal seguente prospetto:

Classici 38
Napoli 71
Italia A – D 71
Italia F 31
Italia G – K 43
Italia M P 42
Italia S – V 116
Pirandello 92
Ibsen Strindberg 42
Polonia-Ungheria-Cecoslovacchia 22
Teatro lingua tedesca A- G 22
” Brecht 27
” H – L 36
” M – Z 57
Austria – Svizzera -Belgio 35
Teatro lingua inglese Anonimo – Odets 85
” Orton – Wobler 58
” Shakespeare 124
Francia A – D 54
D – V 100
Russia 72
Spagna 27

Stati Uniti 64
Brasile e altri Paesi 13
Teatro sperimentale 33
Attori 43
Ronconi 70
Scaparro – Micol 17
Strehler 44
Bene 52
Pagliaro 12
Perlini 71
Barba 18
Brook e altri 47
Castri 32
Cecchi 56
Teatro di rivista 26
Classici 38
Napoli 71
Italia A – D 71
Italia F 31
Italia G – K 43
Italia M 42
Italia S – V 116
Pirandello 92
Ibsen Strindberg 42
Polonia-Ungheria-Cecoslovacchia 22
Teatro lingua tedesca A- G 22
“ Brecht 27
” H – L 36
” M – Z 57
Austria – Svizzera -Belgio 35
Teatro lingua inglese Anonimo – Odets 85
” Orton – Wobler 58
” Shakespeare 124

Francia A – D 54
” D – V 100
Russia 172
Spagna 27
Stati Uniti 64
Brasile e altri Paesi 13
Teatro sperimentale 33
Attori 43
Ronconi 70
Scaparro – Micol 17
Strehler 44
Bene 52
Pagliaro 12
Perlini 71
Barba 18
Brook e altri 47
Castri 32
Cecchi 56
Teatro di rivista 26
II^

– Schedatura Teatri

TEATRI
 raccoglie una schedatura dei Teatri  della  Regione Puglia. Ciascun Teatro assume, nella Tabella, un numero che sarà di riferimento nelle Tabelle successive.
La tabella comprende la denominazione del Teatro, la città ove è situato,  il  numero di riferimento, la data di  costruzione  del teatro, il numero dei posti, la indicazione della funzionalità.
Ma sui teatri, sul rapporto tra tipologia dei teatri e  morfologia  urbana (da Meldolesi- Taviani ” Teatro e  spettacolo  nel primo Ottocento” Laterza ) l’A.S.S. , di intesa col il Politecnico  di  Bari  – Facoltà di Architettura,  intende  elaborare  una proposta progettuale in fase di elaborazione.
L’Archivio  Storico dello Spettacolo ha, come nucleo  centrale di particolare rilevanza e novità della sua banca Dati, l’edificio teatrale nell’organizzazione del territorio  urbano.
Da notarsi che il problema delle strutture teatrali, degli  spazi della comunicazione multimediale (teatro, cinema, musica, video, etc, ) è all’attenzione nazionale delle forze di governo per  un possibile ” piano pluriennale” di investimenti.
Il  Mezzogiorno d’Italia – come già rilevato sin dal  1964  nella inchiesta sui “Teatri di proprietà comunale in Italia” (Quaderni  del  CUT Bari 1964) è assolutamente  carente  di  strutture teatrali e di luoghi associativi.
Pare  quanto mai urgente un piano nazionale di  costruzione  dei teatri, dei luoghi della nuova comunicazione sociale.
Di particolare rilievo, poi, in ogni Regione le situazioni specifiche.
La Puglia, ad esempio, nel patrimonio esistente tre strutture teatrali  esemplari  ( pur nella assoluta  carenza  di  impianti funzionanti a norma):
il Teatro Petruzzelli di Bari (il teatro metropolitano),
il  Teatro Comunale (ad esempio di Mola o altre cittadine  medio piccole le cui classi dirigenti nell’800 vollero dotare la  comunità di un Teatro), il  Teatro Comunale di Brindisi: l’avveniristica  struttura ancora non inaugurata.
La “lettura informatica” di un Teatro resa con i più  sofisticati ed aggiornati strumenti della comunicazione-informazione : terrà conto delle ragioni:
– artistico culturali
– economico sociali
– architettonico-costruttive
della  realizzazione del Teatro con le acquisite  documentazioni archivistiche e storico-archivistiche relative a:
– documentazione giuridico amministrativa
– documentazione tecnivo-visiva.
La struttura teatrale va quindi identificata :
– per come è stata voluta dalle comunità e per come si è realizzata,
– per come si venuta modificando,
– per come attualmente è effettivamente,
– per come sarebbe potuta essere.
Sviluppo   di   modelli   matematici   sulle   diverse    ipotesi urbanistiche .

SCHEDE a compilarsi per
Archivio Storico dello Spettacolo
Da Attori, Registi, etc.

COGNOME
NOME
eventuale norme d’arte:
figlio d’arte: S N
(se N indicare l’attività svolta dai genitori):
anno di nascita: luogo:
titolo di studio:
ha seguito corsi di formazione allo spettacolo: S N
( se S quali)
ha debuttato il …………….in…………………….
a………..
Produzioni cui ha partecipato:
Prosa:
Cinema:
TV:
Altro: ( pubblicità ,doppiaggio, insegnamento, organizzazione, etc.)
Eventuali osservazioni:
Egregio Signore, siamo certi che in occasione della Sua permanenza in Puglia vorrà cortesemente  compilare  e lasciare nella allegata  busta  chiusa presso la Direzione del Teatro, il questionario che alleghiamo.
L’informativa  ha carattere riservato e concorre alla  formazione della Banca Dati già funzionante.
La salutiamo con molta cordialità e saremo contenti di incontrarla se Lei lo desidera.

Nota sul
CENTRO di DOCUMENTAZIONE
Considerazioni al 1990

1
L  ‘Archivio  Storico  dello  Spettacolo  intende  realizzare  un processo conoscitivo ed informativo costante nella materia dello spettacolo come evento della rappresentazione comunicativa , come accadimento  sociale , come storia delle strutture di  spettacolo nell’organizzazione del territorio urbano.
1.1
L'”ARCHIVIO” e’ finalizzato a creare le  condizioni  per  la migliore fruibilità del patrimonio di conoscenza a  disposizione delle Università, dei Centri di ricerca, delle Biblioteche, degli Archivi  di  Stato in relazione a:
– storia dei teatri , dei luoghi teatrali,
– storia  delle  attività di spettacolo svoltesi  nei  Teatri  e luoghi di spettacolo
– storia delle Compagnie teatrali, di attori, registi, impresari
– storia  delle attività di folklore, di  festa  dell’area  del Mediterraneo.

2
L’Archivio  Storico dello Spettacolo si configura come una  Banca Dati cui concorrono diverse librerie di dati.
2.1
L’Archivio  ha struttura policentrica in quanto articola  i  suoi poli  operativi presso le diverse Istituzioni aderenti,  in  modo non  gerarchico.  Si  può accedere alle  informazioni  e  possono essere immesse informazioni presso tutte le suddette istituzioni.
In Puglia l’Archivio ha come sedi interconnesse : la sede del CUT a Bari, l’Università di Lecce – Cattedra di  Storia  dello Spettacolo, la Biblioteca Provinciale di Brindisi.
2.2
I  dati  sono acquisiti in via informatica . Essi  riguardano  la schedatura ,  con rinvio alla locazione  così  come  catalogata presso  l’Ente  proprietario  , dei  patrimoni  esistenti  delle biblioteche universitarie e pubbliche, dei fondi archivistici  e
documentari esistenti ed eventualmente già  classificati  e schedati , sia i fondi che l’Archivio Storico dello spettacolo si può far carico di schedare (es. Fondo d’Amico presso  Università di  Lecce), sia il materiale posseduto dall’ Archivio  stesso  e
che quindi va schedato secondo procedure assimilabili.

3.
Le” Librerie di Dati” sono state individuate, secondo le  specifiche sottoelencate.
3.1
Patrimonio librario delle biblioteche universitarie ,e di  altre biblioteche pubbliche esistenti nelle aree delle regioni  aderenti:
–   Libri  – Riviste – Pubblicazioni varie regolarmente  edite ;
– Tesi universitarie- Manoscritti; .
– emeroteche e raccolte di articoli di giornali, riviste, saggi.
3.2
Documentazione  diverse  delle attività di  spettacolo  posseduta dall’Archivio (repertori dell’attività) :
A) Nazionale
–  Ritagli stampa – Programmi di sala – Locandine – Manifesti  –
Depliants- Fotografie – Documenti di politica teatrale di  interesse a) nazionale b) regionale
B) Regionale
–  presso  ciascuna sede regionale vanno  raccolti  per  ciascun Gruppo teatrale regionale
Ritagli  stampa  – Programmi di sala – Locandine –  Manifesti  –
Depliants- Fotografie – Documenti di politica teatrale .
3.3
Fondi  archivistici  esistenti presso l’Archivio o  presso  altri fondi pubblici e privati:
– atti amministrativi e regolamentari dell’attività teatrale;
–  attività  dello spettacolo (locandine,  permessi  di  singole rappresentazioni, autorizzazioni ad attori e impresari;
– documenti sulla storia dei teatri e dei luoghi di spettacolo.
– progetti costruttivi di luoghi teatrali
Relazione
La seconda fase attuativa dell’Archivio Storico dello  Spettacolo è stata organizzata sulla base delle esperienze  compiute  nella fase di avvio.
E’  risultato,  infatti, evidente che per attivare  diversi  poli operativi  presso le Università aderenti (Bari, Lecce,  Cosenza, Salerno, Potenza) sono necessari forti investimenti sia dal  punto di vista della dotazione delle attrezzature, sia per il numero  di operatori  da coinvolgere.
D’altro canto, dopo opportuni contatti con altre simili  iniziative italiane, è parso evidente l’assoluto carattere di  novità che  viene a rappresentare l’Archivio Storico dello Spettacolo  – Centro di Documentazione , nella informazione culturale.
Ne consegue una più alta responsabilità, in assenza di precedenti esperienze e quindi l’esigenza di procedere ad opportune, adeguate  verifiche  ,  per la messa a regime  di  moduli  operativi estremamente  funzionali , realizzati presso  i  poli  operativi operanti sul territorio regionale pugliese, ma capaci di  essere presi  a modello di base per l’apertura di altri  poli  operatiti presso altre Regioni.
Obiettivi  .
Patrimonio librario .
1
Ai fini della catalogazione si è ritenuto che il Sistema  Bibliotecario  Nazionale  offriva le maggiori garanzie  scientifiche  e tecniche  per  la catalogazione del  patrimonio  librario  nella Banca  dati  dell’Archivio Storico dello Spettacolo,  come  sopra descritta.
In conseguenza, poichè il polo regionale individuato dal Ministero  dei  Beni Culturali nella Regione Puglia , è  la  Biblioteca Provinciale di Brindisi si è attivato un collegamento di adesione con detta Biblioteca Provinciale .
Tale collegamento ha configurato , di intesa con l’Università di Lecce- Cattedra di Storia dello Spettacolo – , la istituzione  di nodo (Archivio residente ) della rete policentrica regionale .
L’attività si è cosi’ strutturata dal dicembre 1990 alla data del presente rapporto :
Coordinamento tecnico scientifico : dott. Luigi Zongoli, Direttore della Biblioteca Provinciale di Brindisi; prof. Nicola  Savarese , docente presso il Dipartimento dello Spettacolo dell’Università di Lecce.
Operatori  impegnati  con apposita convenzione :  n.4. Corso di formazione gg.15.
Attrezzature fornit : 2 PC, completi di programmi SEBINA.
Lavori svolti ed in corso:
a)  schedatura  computerizzata del materiale (  libri,  riviste, giornali, manoscritti, locandine, manifesti, fotografie)  d’argomento teatrale in possesso di biblioteche, archivi,  associazioni esistenti nell’aera geografica dell’alto Salento;
b)  stesura  dell’inventario comprensivo di indici  onomastici  e topografici;
c) documentazione fotografica degli edifici teatrali.
d) schedatura del “Fondo D’Amico” della Università di Lecce .
Trattasi di un patrimonio librario – oltre 9000 volumi -di grande importanza  che  versa in grave stato di degrado e che,  dopo l’acquisizione a suo tempo effettuata dall’Ateneo salentino,  non è stato mai catalogato.
E’  un  importante obiettivo che sana una  situazione  di  grave stato di quel ” Fondo” . Si ha ragione di ritenere che, entro  il mese di giugno, il lavoro iniziato sarà portato a compimento.
2
E’  stato  proceduto  ad una rilevazione  dagli  schedari  delle Biblioteche  delle  Facoltà di Lettere e Filosofia, di  Lingua  e Letteratura  Straniere, di Magistero. Detta rilevazione è stata finalizzata  alla  elencazione dei testi  teatrali  posseduti  da dette Biblioteche con i riferimenti di schedatura.
3
Biblioteca dell’Archivio esistente presso il CUT  Bari.
Trattasi di un fondo librario che è stato adeguatamente potenziato  con  varie acquisizioni dirette alla  realizzazione  di  una Biblioteca  Specializzata su 1) Organizzazione Teatrale in  Italia;  2) Tecnica e storia dell’arte dell’Attore; 3) Storia  degli edifici teatrali.
Sono stati inventariati, su apposito programma informatico, oltre 500 volumi .
4
Si è proceduto alla schedatura degli spettacoli teatrali tenutesi nella città di Bari sia sulla base di una schedatura operata sul quotidiano  “La Gazzetta del Mezzogiorno” dal 1949 al 1961,  sia sulla base di altre informazioni e notizie.
Sono stati schedati n.300 spettacoli, con indicazioni complete (data,  luogo  di  rappresentazione,  Compagnia,  autore,  testo, regista, attori, collaboratori vari).
Informazioni su sede ,materiale in inventario.
Sede.
Per la migliore conservazione del materiale posseduto, già collocato  in locali al piano terra del Centro Universitario di  Santa Teresa dei Maschi rivelatisi umidi specie per le  apparecchiature elettroniche,  si è proceduto alla loro collocazione  in  sede idonea  presso  stabile in via Nicolai 63 ,vicina  alle  Facoltà universitarie .

Materiale inventariato.
   I)
L ‘ “ARCHIVIO STORICO DELLO SPETTACOLO – CENTRO DI  DOCUMENTAZIONE”, e’    stato   attivato    dal    CENTRO    UNIVERSITARIO    TEATRALE dell’UNIVERSITA’ di BARI, nel 1987.
Sono state invitate ed hanno aderito le Università di Bari, Cosenza, Lecce, Potenza, Salerno, l’Archivio di Stato di Bari e Lecce.
La fase di avvio per la realizzazione dell’Archivio è diretta da un  Comitato  scientifico provvisorio, composto dof.   Francesco   Tateo,  Preside  della   Facoltà Lettere Università Bari, Prof.  Michele  Dell’A,  Preside   Facoltà’   Magistero Università Bari.
Prof.   Achille   Mango,  Preside  Facoltà Magistero Università di Salerno, prof.  Nicola Savarese, Cattedra di Storia  dello  Spettacolo Università d Lecce, Prof. Di Benetto Archivi di Stato, ed un host remoto centrale.
La rete è da prevedersi collegata in linea telefonica commutata.
E’  da  ritenersi  che, una  volta  attivato,  l”Archivio”  potrà valersi anche dei fondi che perverranno dalla utilizzazione della Banca  Dati  da parte di coloro i quali  potranno  usufruire  dei servizi  resi  con  un sia pur modico ” costo”  per  diritti  di segreteria.
Per  quanto  riguarda  il software  esso  deve  rispondere   alla filosofia del costituendo Centro di documentazione che  intende non  procedere  ad  una  mera archiviazione di  dati  ma  ad  un processo conoscitivo e formativo al tempo stesso.
Preoccupazione  degli  analisti
preposti  allo 
sviluppo   del Software è quella di rendere estremamente facile le procedure di accesso  e di consultazione dei dati con percorsi   agevolati  e differenziati    in    ragione   del    grado    di esperienza dell’utilizzatore.
Nello sviluppo del software si possono prevedere tre sezioni:
A) Materiale diverso posseduto sia dalla Sede centrale che da altre Istituzioni aderenti. A titolo indicativo si comunica che il materiale presso il Centro Universitario di Bari comprende :
1)  manifesti  :  si intendono per ”  manifesti”  quegli  annunci
cartacei   minimo   50×60  che  riguardano   singoli  spettacoli, festivals, rassegne, manifestazioni diverse.
2) locandine:  gli annunci cartacei  di  misura  inferiore  al manifesto   e   che  comprendono,   solitamente,   non soltanto indicazione  dell’autore  e  dell’opera ma  anche  di  tutti  gli interpreti.
3)  programmi di sala: normali programmi a  volumetto, cartoline, pieghevoli
4) fotografie.
5) articoli estratti da quotidiani, pubblicazioni periodiche.
6) video, filmati, registrazioni che documentano spettacoli.
7) corrispondenza personale di attori, critici, registi.
8) atti amministrativi.
9) relazioni convegni.
10) copie film, video.
B)  Catalogo  completo di tutto il  materiale  librario  relativo agli  argomenti come individuati nella  strutturazione  dell’ Archivio.
C) Fondi degli Archivi Storici Statali o Comunali.
Trattasi di atti pubblici e documentazione diversa posseduta dalla Pubbliche Istituzioni che riguardano la costruzione di Teatri  e  tutto quanto riguarda la disciplina  amministrativa e normativa delle attività dello spettacolo.

II)
La realizzazione.
Purtroppo la complessità della realizzazione progettuale a fronte della  scarsità dei fondi disponibili offriva la scelta  tra  due ipotesi:  o  elaborare un progetto di fattibilità  senza  alcuna sperimentazione  pratica  o avviare  concretamente  una  attività pratica finalizzata, anche se sperimentale, in una sola  Regione: la Puglia. E’  stata effettuata questa seconda scelta, la più difficile  per la complessità del lavoro da porre in essere nelle molte Puglie. Ma oggi si ha  modo di  verificare in concreto il conseguimento degli obiettivi  raggiunti che sono di notevole interesse ed importanza.
L’elaborazione  progettuale ha visto anche una fase di  confronto con quelle istituzioni nazionali che possono rappresentare delle analogie   con   l’Archivio  Storico Spettacolo:  Museo dell’Attore  di Genova, Biblioteca SIAE-Burcardo di Roma,  Centro Studi  Teatro Stabile di Torino, Archivio del Premio Riccione  di Riccione.
Si è tenuto, in conseguenza, un seminario di studio presso la sede dell’Assessorato  regionale  alla  Cultura in  Bari  con  studiosi dell’Università  di  Bari e di Lecce e  rappresentanti  di  quelle istituzioni  culturali per un opportuno scambio di esperienze  ed una verifica di un progetto comune.
Altra specifica riunione di studio si è tenuta presso la  Facoltà di Lettere di Bari con la partecipazione di Carmelo Bene che  ha in  corso  un progetto di ricerca, finanziato dal  C.N.R.,  su  “Teatro e nuove tecnologie”.
Nel  corso  di tali incontri di studio si è venuto  rilevando  la assoluta particolarità della proposta costituzione dell’Archivio storico   dello  spettacolo  in  quanto  esso  si  profila  come articolazione interregionale e connesso alla storia  urbanistica e socioculturale delle città meridionali.
Le  scelte  definitive effettuate, fatta salva  la  validità  del progetto generale studiato ed impostato, sono state finalizzate a :
1) catalogazione del Fondo D’Amico esistente presso l’Università di Lecce, in quanto tale patrimonio non risultava ancora  essere stato catalogato.
Per  la catalogazione si è ritenuto che il Sistema  Bibliotecario Nazionale offriva le maggiori garanzie scientifiche e tecniche e che, la catalogazione stessa, dovesse avvenire ,oltre che con  la stesura dell’inventario comprensivo di indici onomastici e  topografici,  con  uno studio finalizzato alla  realizzazione  di  un soggettario  ragionato  del Fondo stesso, utile alla  ricerca  ed allo studio biblioteconomico sui patrimoni librari dello  spettacolo a livello internazionale.
In conseguenza, poichè il polo regionale individuato dal Ministero  dei  Beni Culturali nella Regione Puglia , è  la  Biblioteca Provinciale di Brindisi si è attivato un collegamento di adesione con detta Biblioteca Provinciale .
Tale collegamento ha configurato , di intesa con l’Università  di Lecce- Cattedra di Storia dello Spettacolo – , la istituzione  di nodo ( Archivio residente ) della rete policentrica regionale .
L’attività si è  strutturata  dal  dicembre   1990   con   il
Coordinamento tecnico scientifico: dott. Luigi Zongoli, Direttore della Biblioteca Provinciale di Brindisi; prof. Nicola  Savarese, docente presso il Dipartimento dello Spettacolo dell’Università di Lecce. Il gruppo di lavoro ha anche curato una schedatura computerizzata del materiale (libri, riviste, giornali, manoscritti, locandine, manifesti,  fotografie)  d’argomento  teatrale  in  possesso   di biblioteche, archivi, associazioni esistenti nell’aera geografica dell’alto Salento;
2)   Acquisizione,  selezione,  classificazione   del   materiale posseduto   dal  CUT  Bari  e  realizzazione  della   Banca   dati sperimentale  sugli  spettacoli di prosa in Puglia  dal  1948  al 1992.
 Banca Dati sugli spettacoli strutturata su tabelle  del  programma  Paradox. Sono indicati in rilievo la denominazione  delle
diverse Tabelle ( come sopra riferite :

PRODPU; G1 NAPOLI, DIVPROD
Conclusioni.
L’ampia relazione offerta, integrata dal volume sulla  catalogazione  del fondo D’Amico, degli elenchi del  materiale  consente una esame del complesso lavoro svolto .
Come  può rilevarsi l’impostazione elaborata consentirà uno  sviluppo progressivo e costante dell’Archivio e, una volta  reperiti i necessari finanziamenti, anche la sua estensione e completamento. Ma per ciò oltre gli stessi finanziamenti sarà necessaria una
sempre più attiva partecipazione delle Istituzioni  universitarie così da assicurare il necessario supporto scientifico e  strutturale all’Archivio.
Appunto su iniziativa a realizzarsi dal Politecnico.
L’Archivio  Storico dello Spettacolo ha , come nucleo  centrale di particolare rilevanza e novità della sua banca Dati, l’edificio teatrale nell’organizzazione del territorio  urbano.
Da notarsi che il problema delle strutture teatrali, degli  spazi della comunicazione multimediale (teatro, cinema, musica, video, etc, ) è all’attenzione nazionale delle forze di governo per  un possibile ” piano pluriennale” di investimenti.
E’  evidente  che ai soli fini esemplificativi  vengono  indicati alcune  emergenze  della Regione Puglia perchè per  ogni  Regione vanno individuate le corrispondenti emergenze.
“La lettura informatica ” di un Teatro resa con i più  sofisticati ed aggiornati strumenti della comunicazione-informazione :terrà conto delle ragioni:- artistico culturali – economico sociali
– architettonico-costruttive della  realizzazione del Teatro con le acquisite  documentazioni archivistiche e storico-archivistiche relative a:
– documentazione giuridico amministrativa
– documentazione tecnivo-visiva.
La struttura teatrale va quindi identificata :
– per come si è venuta realizzando,
– per come si venuta modificando,
– per come attualmente è effettivamente esistente ,
– per come sarebbe potuta essere.
Sviluppo   di   modelli   matematici   sulle   diverse    ipotesi urbanistiche .
Primo  impegno  è quello di arrivare ad un  “progetto  esecutivo” della ricerca cui debbono concorrere:
– architetti e ingegneri, urbanisti e sociologi, esperti di diritto e di amministrazione, storici del teatro, esperti in archivistica e storia delle fonti, informatici
Per  arrivare al “progetto” definitivo è opportuno attivare una  serie  di seminari ed incontri di lavoro.

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