Speciale Archivi. Per un Archivio degli Spettacoli e del Teatro Olimpico (ASTO)

Dal 1585 a oggi

Pubblicato il 18/02/2015 / di / ateatro n. 152 / 0 commenti /
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Edipo re, 1585, monocromo nell'odeo del teatro

Edipo re, 1585, monocromo nell’odeo del teatro

Il Teatro Olimpico di Vicenza (1585), primo teatro coperto al mondo, progettato da Andrea Palladio e finito da Vincenzo Scamozzi, è oggi insieme monumento (dal 1994 patrimonio dell’umanità) e teatro: come monumento è inserito nel circuito dei Musei Civici e visitato giornalmente da migliaia di turisti di tutto il mondo (fra le prime entrate del Comune di Vicenza); come teatro ha una capienza di 470 posti e per ovvi motivi non è dotato di riscaldamento; ospita un Ciclo di Spettacoli Classici (68a edizione), le Settimane Musicali (24a), il Suono dell’Olimpico (21a), il Vicenza Jazz (20a), Laboratorio Olimpico (10a) e attività teatrali e concertistiche nell’arco di tutto l’anno.

Lele Luzzati, figurino per costume (Isabella comica gelosa, 1971)

Lele Luzzati, figurino per costume (Isabella comica gelosa, 1971)

Gestione
Voluto e finanziato dall’Accademia Olimpica (1555; fra i suoi membri Trissino, Palladio; Urbano VII; quindi Zanella, Fogazzaro, Lampertico, Piovene, Rumor; oggi Faggin, Diamanti, Stella, Olmi, Ackermann), le fu espropriato in epoca napoleonica (1813) e da allora è proprietà del Comune, che dal 1934 costituì con l’Accademia un Comitato per gli Spettacoli Classici, poi allargato ad altri enti locali e sciolto solo dopo l’ultimo restauro (1987); da allora in particolare il Ciclo è stato dapprima gestito direttamente dal Comune (direttori Scaparro, Mauri, Giorgetti), quindi delegato al Teatro Stabile del Veneto, infine da poco ripreso dal Comune (Teatro Comunale) e affidato a prestigiose direzioni artistiche (Nekrosius, Emma Dante).

Documenti
La documentazione relativa alle attività del teatro riflette questi andamenti.
A) I primi materiali, di interesse museale prima ancora che archivistico, sono quelli dell’archivio storico dell’Accademia Olimpica, 9 buste suddivise in 96 fascicoli relativi agli anni 1555-1848, giacenti in Biblioteca Civica Bertoliana e fruibili in microfilm presso l’Accademia: verbali, corrispondenze, materiali creativi – anche relativi allo spettacolo dell’inaugurazione, quell’Edipo tiranno che è forse lo spettacolo rinascimentale più documentato.
B) Un secondo archivio più recente dell’Accademia, tuttora in corso, reca corrispondenze e atti intorno a circa una dozzina di rappresentazioni, fra 1847 e 1931.
C) Anche il CISA (Centro Internazionale Studi Architettura) di Vicenza detiene una discreta mole di materiali, bibliografici e soprattutto iconografici (522 immagini suddivise in 75 riferimenti a stampa, 394 fotografie, 58 pagine di libro, 70 rilievi).
D) Ancora da valutare è la documentazione in possesso dell’Assessorato Cultura del Comune (locandine, corrispondenza, varie) relativamente agli anni di gestione diretta e indiretta (1988-oggi).

L’archivio del Comitato Spettacoli (1934-1987)
Ma senza dubbio il più specifico è l’archivio del Comitato per gli Spettacoli Classici, presso l’Accademia; ordinato, ma al momento inaccessibile al pubblico: relativamente a 52 anni e 39 stagioni, comprende documentazione diretta (servizi fotografici, manifesti – in particolare 140 plastificati su tavolette in legno 70×100 degli anni 1935-1975 – locandine, materiali a stampa; per alcuni anni anche copioni, nastri audio e video) e indiretta (rassegne stampa, schede degli artisti fino al 1970, corrispondenza, amministrazione, varie), nonché una biblioteca teatrale (ca. 400 volumi, alcuni di interesse per il teatro veneto; pochi periodici) ora confluita nella biblioteca dell’Accademia.

Il “museo”
Costumi, praticabili, l’”Olimpichetto”. Sempre l’Accademia detiene circa 500 costumi, con bozzetti autografi (fra gli altri di Casorati, Luzzati, Coltellacci) catalogati e già esposti al pubblico; e oggettistica varia (elementi scenografici e di attrezzeria). In gestione al Comune (ma di proprietà del Comitato) sono rimasti i praticabili utilizzati e utilizzabili per l’ampliamento del palcoscenico e/o per il riempimento della platea, nonché il cosiddetto “Olimpichetto”, riproduzione in scala del proscenio costruita nel 1948 a cura della Biennale di Venezia per la tournée di Edipo Re di Salvini a Londra e Parigi.

Locandina del 1948

Locandina del 1948

Oggi
Nonostante la storica e attuale attività di spettacolo, il Teatro Olimpico non ha un ente proprio di gestione; come dimostra fra l’altro, fin dal principio, l’inesistenza di un sito dedicato. Ad oggi il sito più dettagliato è paradossalmente quello del bookshop (www.olimpicovicenza.it), seguito da quello del consorzio turistico Vicenza è (www.teatrolimpicovicenza.it); naturalmente ne recano presentazioni il sito dell’Accademia (www.accademiaolimpica.it, l’unico con visita virtuale), quello del CISA (mediateca.palladiomuseum.org) e del Museo (www.museicivicivicenza.it); mentre il Teatro Comunale (attuale gestore del Ciclo, www.tcvi.it), l’Orchestra del Teatro Olimpico (www.orchestraolimpicovicenza.it) e le altre associazioni che vi organizzano stabilmente le loro stagioni vi fanno riferimento, al più, per i calendari di propria competenza.

Per un “Archivio degli Spettacoli e del Teatro Olimpico (ASTO)”
Al di là della questione di politica culturale, come è evidente la mancanza dell’ente di gestione si riflette di fatto sulla mancanza di un autentico e “consapevole” soggetto portatore dell’istanza di conservazione, riordino, pubblicazione e aggiornamento di tutti questi materiali di archivio. E se prima titolare di questa responsabilità può considerarsi l’Accademia Olimpica (moralmente, ma anche praticamente per il possesso e la frequentazione di buona parte di questi materiali), a una effettiva assunzione di questo compito mancano alcuni fondamentali passaggi: una esplicita investitura del Comune, in particolare in rapporto alla documentazione delle stagioni attuali nel loro complesso; una opportuna soluzione logistica, riunendo per quanto possibile questi materiali e rendendoli fruibili in appositi spazi ricavati da un riassetto del Palazzo del Territorio (che oggi ospita Teatro, Accademia e uffici del Comune); un supporto economico che garantisca la continuità da una parte, e la fruibilità dall’altra di questo nuovo archivio. Che dovrebbe appunto essere dedicato non solo agli spettacoli nel Teatro Olimpico, ma anche e forse soprattutto al Teatro stesso, istituendosi per quanto possibile a punto di riferimento e di consultazione – in collegamento con archivi, biblioteche, centri di ricerca nazionali e internazionali – di tutti i materiali reperibili su questo teatro unico al mondo. Perché questo sogno, non a caso spesso associato ai cosiddetti “teatri della memoria”, luoghi di sintesi e di interrogazione dei saperi, mezzo millennio prima di internet, non resti utopia rinascimentale, ma luogo di effettive rinascite.

Bibliografia
Gino Nogara, Cronache degli spettacoli nel Teatro Olimpico di Vicenza dal 1585 al 1970, Vicenza, Accademia Olimpica, 1972
Antonio Stefani, Cronache degli spettacoli nel Teatro Olimpico di Vicenza dal 1971 al 1991, Vicenza, Accademia Olimpica, 1992

Lionello Puppi, Breve storia del Teatro Olimpico, Vicenza, Neri Pozza, 1973
Remo Schiavo, Guida al Teatro Olimpico, Vicenza, Accademia Olimpica, 1986 (II ed.)
Licisco Magagnato, Il Teatro Olimpico, a cura di L. Puppi, Milano, Electa, 1992
Stefano Mazzoni, L’Olimpico di Vicenza: un teatro e la sua “perpetua memoria”, Firenze, Le Lettere, 1998
Maria Elisa Avagnina (a cura di), Il teatro Olimpico, fotografie di Pino Guidolotti, Venezia, Marsilio, 2005

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