Nuove perversioni teatrali: “Ieri mi sono fatto una doppia”

Una buona pratica che ravviva le scene milanesi

Pubblicato il 18/04/2015 / di / ateatro n. 154 / 0 commenti /
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Alcuni tra i miei amici più anziani, ma quelli davvero anziani, quando sentono l’espressione “Ieri ho fatto la doppia”, avvertono un brivido e sganciano un sorrisetto nostalgico e beffardo. Per loro “la doppia” è un ricordo scabroso. Prima della Legge Merlin, nelle case chiuse esisteva la doppia – e per i più scatenati c’era pure la tripla. Insomma, era possibile ottenere due o tre prestazioni, con uno sconto sulla tariffa. Oggi capita nelle offerte speciali dei grandi magazzini: “Sul secondo pezzo, il 40% di sconto!”.
Negli ultimi tempi, per i milanesi che amano il teatro, l’espressione “Ieri ho fatto la doppia” ha assunto una nuova connotazione. Sono infatti molte le sale che, in alcune sere delle settimana, hanno anticipato lo spettacolo alle 19.00 o alle 19.30. Per esempio il Piccolo Teatro (il martedì e il sabato), il Teatro i (il mercoledì). Anche le multisala milanesi, l’Elfo-Puccini e il Parenti, differenziano gli orari d’inizio degli spettacoli.
Gli spettatori apprezzano la novità. Gli uffici marketing dei teatri gongolano. L’orario d’inizio degli spettacoli è più vicino all’orario in cui si esce dall’ufficio. Chi abita fuori Milano riesce facilmente a raggiungere l’ultimo treno verso casa. Se lo spettacolo è breve, chi vive il ritmo frenetico della città, può conciliare il teatro e la cena d’affari (dove potrà raccontare la sua eccentrica esperienza di frequentatore dei teatri).

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Per i golosi di teatro, si è però aperta un’altra seducente (o perversa) possibilità: assistere a due spettacoli nella stessa serata, un po’ come accade nei festival. C’è una doppia facile, ovvero due spettacoli nella stessa multisala, e una doppia più difficile, ovvero due spettacoli in due teatri diversi, con una accurata pianificazione che deve tener conto dell’orario d’inizio e della durata del primo spettacolo, dell’orario d’inizio del secondo (“Otto e mezza? Nove? Se è alle 20.45 forse ce la faccio…”) e dei tempi di trasferimento, che a Milano sono un azzardo.
Siete già seduti in platea, tra poco inizia lo lo spettacolo, state silenziando il telefonino. Accanto a voi uno spettatore (o una spettatrice) trafelato si sta sedendo, fila F posto 4. E si vanta con l’amico: “La scorsa settimana ho fatto tre doppie”. Prima di scandalizzarvi (con un pizzico d’invidia per quella robusta carica libidico-ormonale), verificate: il sesso non c’entra, probabilmente è solo uno spettatore-voyeur che si vanta delle sue imprese. E se poi confida che oggi si è fatto un Pirandello e una Jelinek, e l’altro ieri un Elfo e un Piccolo, di sicuro la sua è solo perversione teatrale.

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Una volta per me la doppia era quella: una volta prima, e l’altra dopo lo spettacolo. Ma adesso, tra il primo e il secondo, una cosina veloce … magari…

Marion Fayolle

Marion Fayolle

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