#MilanoCORTEmporanea | Identikit di mare culturale urbano

Andrea Capaldi racconta il nuovo spazio milanese multifunzionale e multidisciplinare

Pubblicato il 22/02/2016 / di / ateatro n. 157 , MilanoContemporanea , MilanoCORTEmporanea , Passioni e saperi / 0 commenti /
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Incontriamo Andrea Capaldi a latere proprio dell’incontro organizzato dal Comune di Milano sui nuovi spazi della città, in cui mare culturale urbano è stato invitato a raccontare il percorso intrapreso.

 

Che cos’è?

12096077_611148949017281_6237218768049766085_nmare cultuale urbano è un centro internazionale di produzione culturale che unisce residenze artistiche, rigenerazione urbana, innovazione sociale e inclusione sociale.

mare restituirà ai cittadini due spazi dismessi a poca distanza dallo Stadio San Siro: cascina Torrette di Trenno, in corso di restauro e in apertura in primavera, all’interno del progetto “Cenni di Cambiamento” realizzato da Fondazione Housing Sociale e Investire Immobiliare (ex Polaris S.G.R.), e via Novara 75, in costruzione nel 2016, che occuperà l’area messa a bando dall’Assessorato al Demanio nel 2013, data in concessione a mare ad uso gratuito per 30 anni.

Grazie a Fondazione Cariplo e Fondazione Housing Sociale, mare gestisce anche due appartamenti limitrofi, in cui ospita artisti e collaboratori in residenza.

In attesa di dare il via alla programmazione della Cascina Torrette di Trenno, mare ha già realizzato diversi progetti che hanno coinvolto il quartiere costruendo insieme alle comunità un nuovo immaginario.

 

Qual è l’interesse prevalente?

A partire da un interesse primario per l’arte performativa, abbiamo allargato lo sguardo verso l’interazione tra arte e tessuto sociale, per favorire una nuova modalità di produzione e fruizione della cultura. Dal 2014 abbiamo avviato City on the Move, progetto curato da Cohabitation Strategies e Landscape Choreography: un programma di azioni urbane dedicato proprio alla stimolazione di nuovi modelli di coabitazione e conoscenza collettiva.

 

La mission:

mare nasce per attivare un rilancio culturale, sociale e urbanistico. Crediamo che l’arte sia uno strumento primario di sviluppo territoriale, specie in aree marginalizzate, e vogliamo condividere con le comunità le nostre competenze per creare un percorso di evoluzione, crescita e partecipazione. Utilizziamo un approccio integrato di metodologie di rigenerazione urbana, progetti d’inclusione sociale e processi d’innovazione culturale. La cultura torna così al suo ruolo originario, leva di cambiamento per l’individuo e la comunità, elemento virtuoso nel conflitto tra crescita e benessere. Quello che oggi chiameremmo “empowerment”.

 

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Qual è l’elemento innovativo di mare culturale urbano?

mare vuole creare spazi che siano di tutti, in cui stare bene e a cui tornare, dove essere stimolati. Vogliamo coinvolgere anche chi spontaneamente farebbe più fatica ad accostarsi a tutto ciò, creando così una piazza di dialogo e confronto, aperta.

Credo che la nostra visione innovativa stia nel modello operativo che ci siamo dati, che prevede il coordinamento di residenze artistiche in dialogo costante con la progettazione sociale, per generare contenuti e servizi che abbiano un forte impatto sui territori per i quali sono stati pensati. Esperti italiani ed internazionali sono invitati a curare la produzione artistica in funzione del territorio in cui viene creata. Le diverse discipline, dal teatro, alla danza, al cinema, alle arti visive, alla musica e alla cultura digitale, sono in dialogo tra loro, in forme di contaminazione ogni volta diverse.

D’altronde il nome che ci siamo dati, mare, evoca proprio questo, il costante movimento, il moto ondulatorio in continua rigenerazione, la fluidità.

 

Qual è il pubblico di mare culturale urbano?

Non c’è luogo o individuo che non porti con sé cultura e sapere, mare culturale urbano vuole valorizzare questo patrimonio collettivo e amplificarne portata e impatto. Le comunità di riferimento sono prima di tutto quelle di prossimità territoriale con cui lavoriamo già da due anni. Con l’apertura del primo spazio dialogheremo con tutta la città di Milano, invitando artisti ed operatori della scena internazionale, per coinvolgere gruppi eterogenei, stimolandoli alla condivisione.

 

Qual è il legame con Milano?

MareIn questo momento storico, un progetto come il nostro avrebbe potuto prendere vita solo a Milano, unica città in Italia ad offrire oggi delle reali opportunità di sviluppo: la disponibilità che l’Amministrazione Comunale ha dimostrato in questi anni e i meccanismi virtuosi attivi nel tessuto produttivo e creativo della città rendono possibile a chi ha idee ed energie da investire di poter realizzare progetti di pubblica utilità.

 

Qual è il modello di business?

Il progetto si sostiene grazie alla diversificazione delle entrate e grazie alla flessibilità e alla vicinanza dei due spazi, che permettono di realizzare delle economie di scala efficaci. In partenza c’è stato comunque un forte investimento diretto dei soci: mare è un’impresa a tutti gli effetti, riconosciuta come start-up innovativa a vocazione sociale.

 

Cosa significa “contemporaneo” per mare culturale urbano?

Lavorare sulla partecipazione e sul cortocircuito che si genera contaminando le esperienze, anche e soprattutto quelle territoriali e internazionali. Essere “contemporanei” significa avere consapevolezza del nostro presente e degli scenari evolutivi che sviluppo tecnologico e innovazione digitale portano con sé, riscoprendo però la forza e il valore della condivisione e del confronto diretto tra le persone.

 

Grazie a Andrea Capaldi.

Intervista a cura di Cristina Carlini

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