Buon compleaATIR! si festeggiano i 20 anni della compagnia diretta da Serena Sinigaglia

Si festeggia il 9 maggio 2016 alla "Paolo Grassi" e il 17 maggio 2016 al Ringhiera!

Pubblicato il 06/05/2016 / di / ateatro n. 158 / 0 commenti /
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Il 17 maggio ATIR festeggerà i primi vent’anni, con due appuntamenti. Buon lavoro alla compagnia, che da qualche anno ha trovato sede al Teatro Ringhera! E un abbraccio a tutti e tutte da Ateatro!

lunedì 9 maggio ore 18.00
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi – Via Salasco,4
INCONTRO CON LA COMPAGNIA ATIR
ATIR COMPIE VENT’ANNI
Saranno presenti: Mattia Fabris, Nadia Fulco, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Serena Sinigaglia, Maria Spazzi, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan
Coordina: Claudia Cannella
a seguire ore 19.00: Aperitivo

martedì 17 maggio dalle ore 19.00
CENA DI COMPLEANNO su LA PIANA del TEATRO RINGHIERA
aperta a tutti quelli che vogliono festeggiare insieme
ATIR Teatro Ringhiera – Via Boifava, 17

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La nascita di ATIR, vent’anni fa, ha segnato insieme una novità e un ritorno alla tradizione. Dopo decenni segnati dal predominio della regia, dalla ricerca, dall’immagine, quella giovane compagnia ha posto al centro del proprio lavoro l’attore e la parola. L’attore di parola. Un po’ come avevano fatto, alla svolta tra i Sessanta e i Settanta, le cooperative teatrali nate sull’onda ribelle, egualitaria e anti-autoritaria del ’68.

Serena Sinigaglia

Serena Sinigaglia

E’ vero che ATIR si coagula intorno a una giovane regista di carisma e di carattere come Serena Sinigaglia, alla quale va riconosciuto il merito di aver capito come stesse cambiando la figura dell’attore e offrendo così un punto di riferimento e un’occasione di crescita umana e professionale.
Il nuovo attore uscito dalla “Paolo Grassi” poco più di vent’anni fa si discosta dal modello precedente, per così dire “l’”attore a una dimensione”, la supermarionetta costruita per un regista demiurgo. Trascende anche il successivo politeismo, quello determinato dalle diverse scuole registiche. Quello di ATIR è un attore laico, che sa che esistono tanti teatri e si plasma al contatto con le diverse tecniche e opzioni, senza sposarne (o escluderne) nessuna. Non è solo un problema di tecnica, di una molteplicità di strumenti da estrarre in caso di necessità. E’ piuttosto una stratificazione di rapporti e di esperienze, che riemergono perché richiamati dalle circostanze, per ché fanno parte di un patrimonio umano prima che professionale.
Anche per questo gli attori (e soprattutto le attrici) di ATIR incarnano piuttosto una figura d’atutore-attore che contribuisce creativamente alla creazione (alla creatività) dello spettacolo. Non a caso molti (e molte) di loro hanno spesso intrapreso una carriera parallela (o meglio intrecciata) di regista (e forse prima ancora di fatto autore/autrice) dei propri monologhi e magari anche di altro.
Da questo aspetto dipendono anche altre caratteristiche della compagnia. In primo luogo una sensibilità civile e politica, un dialogo con l’attualità italiana nelle e con le sue contraddizioni (e forse, sperabilmente, opportunità).
Una prima conseguenza è la costante collaborazione con la drammaturgia contemporanea, in particolare italiana, e spesso commissionando testi per esplorare, in forma teatrale, questo o quel nodo problematico.

Piazza Fabio Chiesa e il Teatro Ringhera

Piazza Fabio Chiesa e il Teatro Ringhera

Un altro portato di questo atteggiamento è la disponibilità a non farsi intrappolare nel ruolo professionale dell’attore, mettendosi fuori dal ruolo dello scritturato dalle “compagnie primarie di prosa”. Certo, c’è lo spirito militante e di gruppo che ancora dà energia al progetto, ma c’è anche la consapevolezza che facciano parte del lavoro dell’attore anche attività in apparenza lontane dal lavoro di palcoscenico, a cominciare dagli aspetti tecnico-organizzativi e dal rapporto con il territorio, per arrivare alle esperienza pedagogiche e laboratoriali.
In questo ATIR è stato un laboratorio in cui si sono formati – e sono cresciuto professionalmente – molti degli attori di quella generazione: molti sono rimasti, altri hanno spiccato il volo. E la compagnia, guidata con ferma determinazione da Serena Sinigaglia, costituisce un possibile modello per altre giovani realtà. O, come si dice oggi, per le start up dello spettacolo dal vivo.

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