BP2016 | La Danza Grigia

L'intervento alle Buone Pratiche, Siena, 19 maggio 2016

Pubblicato il 19/05/2016 / di / ateatro n. #BP2016 , Passioni e saperi / 0 commenti /
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72 domande per la produzione articolo 26 comma 1 e 3 per il triennio 2015-2017
60 le compagnie sostenute dal MIBAC in un range che va da 548.000 euro a 12.000 euro (!)…Tra queste 5 under 35 e 3 prime istanze. Sono invece 11 le toscane, 2 del territorio senese; le toscane si assestano in un range tra 178.00 e 30.000 euro.

E’ indubbio che per alcune realtà per esempio con il nuovo decreto e i nuovi paramentri indicizzati il vantaggio sia stato consistente; alcune compagnie hanno visto raddoppiato se non triplicato il loro contributo ministeriale. Vero è che per le fasce più basse sono stati ridotti alcuni requisiti minimi (numero spettacoli e giornate lavorative): questo è un segnale positivo che apre alle realtà più giovani e sperimentali.
Esiste poi una ampia fascia di compagnie medio-piccole che rimangono in una zona d’ombra (una gray zone) , ovviamente senza nessun riferimento a livello qualitativo, per le quali non credo siano cambiate molte le cose, anzi. Sono circa una quarantina.

Compagnia Francesca Selva, Sulle labbra tue dolcissime

Compagnia Francesca Selva, Sulle labbra tue dolcissime

Resta il fatto che al di là del contributo, il vero problema rimane quello della distribuzione, della circuitazione degli spettacoli di danza.
Distribuzione e mercato, sono a mio parere i veri nodi del sistema danza, strettamente correlati alla mancanza di un pubblico formato.
Quale distribuzione, quale mercato….quale selezione degli spettacoli di danza contemporanea, quella che più di tutti patisce la crisi (per motivi storici noti a tutti…)
Tentativi ne sono stati fatti, nella storia attraverso le piattaforme recentemente ritornate in voga (e su cui preferisco stendere un velo pietoso per non fare polemiche non è questa la sede adatta…dico solo che sono state disattese tutta una serie di regole concordate a suo tempo tra produzione e distribuzione in sede AGIS)
Se analizziamo nella grey zone il lavoro delle realtà di danza contemporanea professioniste, è indubbio che svolgono nel territorio un lavoro enorme, rispondendo a tutta una serie di incombenze che vengono loro richieste, in alcuni casi oltrepassando anche dei limiti accettabili…
Sono queste le realtà che fanno laboratori, incontri con il pubblico, formazione, presentano continuamente progetti in collaborazione con reti nazionali ed internazionali, organizzando festival e rassegne indipendenti, e spesso fanno anche promozione, nonostante esistano poi enti sostenuti a tale scopo….Abitano luoghi e li rendono attivi spesso con le loro sole risorse.
Sono realtà associative che di fatto danno a livello territoriale comunque lavoro a danzatori, tecnici, amministrativi…
Sopravviviamo con fatica e perseveranza, a volte forse ottusa, navigando a vista nel mare enorme delle buone intenzioni, declinate in buone pratiche, dove si avverte una grande solitudine e abbandono da parte della politica, che dovrebbe invece a mio parere accompagnarle e sostenerle almeno logisticamente.

Il prossimo appuntamento riguarda il bando regionale, produzione e residenze.
Una rapida analisi a sottolineare come, pur nelle buone intenzioni, ci siano poi stati nella pratica, alcune incongruenze….che a onor del vero le amministrazioni hanno cercato di gestire a fatica.
Parlo del bando produzione compagnie e giovani formazioni danza: nel corso degli anni le giovani compagnie si sono ingrigite…e solo recentemente sono passate in questa sorta di Sanremo Tersicoreo nella fascia dei BIG….anche se mai vicino al podio… ovviamente…
E il vivaio di giovani compagnie si è inaspettatamente ridotto, tanto che nello scorso biennio il fondo avanzato destinato alle giovani compagnie danza è stato PARADOSSALMENTE dirottatto ad un altro settore…

logo_francesca_selvaCi chiediamo oggi quale sarà il destino delle GREY COMPANY… toscane in particolare… se si riducono le risorse per la produzione… resta il percorso sicuramente più stimolante delle residenze necessariamente condivise, facendo leva anche su collaborazioni multidisciplinari (e la multidisciplinarietà è un ulteriore costo… non va confusa con il danzatore che sa anche recitare e cantare…) Ma qui ci vuole anche un impegno politico e amministrativo, proprio per rinforzare quelle realtà che sembrano essere abbandonate.
E diventano fondamentali i luoghi, gli spazi, individuando modalità per trovare risorse attraverso bandi europei riferitiper esempio alla rigenerazione urbana.
In una sorta di mappatura delle compagnie di produzione e residenza toscane, è chiaro un certo accentramento nell’area Fiorentina…mentre esistono zone meridionali tipo Grosseto, Pisa, Siena…dove a mio parere esistono dei vuoti …con qualche eccezione che comunque rivela delle opacità.

Vorrei auspicare quindi in un percorso di Buone Pratiche, che concretamente si possa porre l’attenzione alle realtà periferiche, che sono sicuramente le più svantaggiate: distribuzione assente, mancanza di visibilità e di incontro con gli operatori…l’impegno ed il lavoro per divulgare il linguaggio della danza contemporanea diventa immenso senza una visione di condivisione delle problematiche e di voglia di trovare delle soluzioni, magari anche progetti residenziali interprovinciali o perché no… interregionali. Che tradotto è volontà politica, che abbia il coraqgio di andare anche oltre le opportunità elettorali. Che tradotto significa lasciare alle nuove generazioni un cammino forse meno in salita…

Marcello Valassina
Presidente Consorzio Coreografi Danza d’Autore
Compagnia Francesca Selva
Direttore Artistico Festival CONFI.DANCE (Siena)
Festival Kontemporanea (Orbetello-Grosseto)
Coordinatore Tavolo Danza Comune di Siena

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