Lo spettacolo in Toscana: cosa cambia

L'intervento per le BP Oltre il Decreto, Siena, 19 maggio 2016

Pubblicato il 19/05/2016 / di / ateatro n. #BP2016 , 159 , Passioni e saperi / 0 commenti /
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Vedi anche Mimma Gallina, Oltre il Decreto, FrancoAngeli, Milano, 2016, pp. 78-79.

copertina Oltre il Decreto1) L’impatto del sistema dello spettacolo dal vivo in Toscana  ha dato risultati apprezzabili sia dal punto di vista dei finanziamenti ( circa 3 milioni e 500 mila € in più rispetto al 2014) sia dal punto di vista dei ‘nuovi assetti’: Teatro Nazionale della Toscana, Teatro Metastasio ( TRIC), 4 Centri di Produzione (3 di teatro e 1 di danza).

Tale positivo impatto, fatto salvo il Teatro nazionale, dal punto di vista strategico del sistema dello spettacolo dal vivo toscano non ha modificato, significativamente, la precedente strategia in quanto sia il Teatro Metastasio, già Teatro Stabile della Toscana, chei 4 Centri di Produzione erano già riconosciuti in quanto Enti di rilevanza che concorrevano al sistema generale, come anche la FST  già aveva avviato alcune azioni con il mondo della musica, azioni che si sono ampliate e meglio definite nel 2015, in particolare grazie alla collaborazione con ORT, per la definizione del progetto multidisciplinare del sistema distributivo.

2) Maggiori e più significative le problematiche del sistema distributivo in stretta connessione con il sistema produttivo: il punto debole del DM sta nell’incremento delle attività richieste dal Ministero, in particolare del numero di recite, in un momento di forte contrazione della domanda.

Per la Toscana tale problematica è particolarmente evidente in quanto ha incrementato un divario, preesistente, tra mondo della produzione e attività distributiva.

E’ evidente l’esigenza di trovare punti di convergenza e di collaborazione in grado di determinare una offerta sì diffusa ma diversificata e organica rispetto alle effettive esigenze dei singoli territori, dei soggetti che in essi operano con carattere di stanzialità ed alle assai diversificate fasce di pubblico. Va inoltre evidenziato che in considerazione dell’indispensabile necessità di garantire una pluralità di genere ed una offerta equilibrata tra produzione regionale, nazionale ed internazionale è necessario ipotizzare strategie di esportazione del prodotto locale verso gli altri territori e rapporti di stretta collaborazione e cooperazione tra tutti i soggetti che possono programmare oltre che produrre. (TRIC, Centri di Produzione, Residenze)

Altra indispensabile necessità è quella di promuovere e sensibilizzare nuove fasce di pubblico anche attraverso organici rapporti con il mondo della scuola e dell’università al fine di raggiungere, con diversificati strumenti di comunicazione, sempre più ampie fasie di pubblico.

In questo ambito l’art. 45 del DM dedicato alle Residenze e l’Accordo di Programma che ne è scaturito, rafforza e rilancia la pratica già ampiamente sperimentata dal sistema Toscano che nel triennio 2013_2015 ha individuato proprio  nei progetti di Residenza gli elementi di prossimità nel rapporto tra territori e comunità, con positivi e rilavanti risultati.

3) Volendo partire dall’ovvio presupposto che il ‘Teatro’- l’offerta si pensa per e si destina al pubblico, allo spettatore, al cittadino, ritengo indispensabile, anche per affrontare con consapevolezza le concrete difficoltà che l’ambito della Cultura attraversa, rafforzare e/o determinare azioni di concertazione preventiva al fine di definire comuni strategie che consentano di soddisfare alcune esigenze:

– raggiungimento della più ampia e diversificata comunità di cittadini,

– risposte concrete alle esigenze della produzione attraverso un dialogo non episodico e non verticistico con gli ambiti della distribuzione al fine di trovare comuni denominatori per soddisfare le reciproche esigenze a partire dalle singole necessità,

– individuazione di tavoli di concertazione che possano far dialogare e cooperare i vari soggetti che compongono il sistema per l’ottenimento di comuni obbiettivi,

– pratica dell’interdisciplinarietà come metodo d’approccio programmatico e non episodico.

Monica Barni

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