#BP2016 Oltre il decreto: i risultati del percorso e le proposte emerse nell’incontro conclusivo di Milano

L'analisi e le indicazioni per andare "Oltre il decreto..." e l'indagine "L'impatto del Decreto MiBACT 1 luglio 2014 sulla produzione e sull'ospitalità di Teatri Nazionali, TRIC e Centri di produzione teatrale" presentati a Milano il 15 giugno 2016

Pubblicato il 03/07/2016 / di / ateatro n. #BP2016 , 158 , Passioni e saperi / 0 commenti /
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Ateatro.it mette a disposizione del teatro italiano i primi risultati del percorso “Oltre il decreto”, iniziato con l’affollata sessione delle Buone Pratiche del 27 febbraio 2016, proseguito con i tre incontri territoriali (Vicenza, Siena, Castrovillari), con l’approfondimento sulla programmazione dei teatri pubblici, e in parallelo con l’indagine “L’impatto del Decreto MiBACT 1 luglio 2014 sulla produzione e sull’ospitalità di Teatri Nazionali, TRIC e Centri di produzione teatrale”.
Questo progetto di analisi, ascolto e dibattito, che ha coinvolto diverse centinaia di operatori in tutta Italia, si è concluso il 15 giugno 2015 a Milano. Nel corso della giornata, sono stati presentati alcuni dei risultati di questo lavoro. In primo luogo, una sintesi delle riflessioni, indicazioni, proposte emerse in questi mesi. Nel corso del dibattito, erano state espresse posizioni diversificate, e a volte incompatibili. Il documento presentato da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino (e riproposto qui in pdf) ha cercato di individuare alcuni “punti di crisi” del decreto, e dove possibile di indicare linee di intervento.
In secondo luogo, sono stati presentati e discussi i dati raccolti con l’indagine “L’impatto del Decreto MiBACT 1 luglio 2014 sulla produzione e sull’ospitalità di Teatri Nazionali, TRIC e Centri di produzione teatrale”. Qui sotto, alcune delle slide commentate il 15 giugno 2015 da Mimma Gallina. Alcuni dati sono stati presentati in altri incontri (Segnali per il teatro ragazzi, tavolo nazionale per la danza). I dati completi saranno pubblicati e commentati nel volume di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino Le Buone Pratiche del Teatro Oltre il Decreto, di prossima pubblicazione presso Franco Angeli.
In questi anni, ateatro.it e la Associazione Culturale Ateatro hanno accompagnato il percorso di cambiamento dello spettacolo dal vivo, dalla legge Valore Cultura, al Decreto 1° luglio 2014 e alla sua applicazione. Molto spesso da questa riflessione sono emerse notazioni critiche, ma sempre nella prospettiva di un affinamento e adeguamento delle norme alle esigenze del settore e nella prospettiva del suo sviluppo.
I materiali che pubblichiamo oggi vogliono offrire uno strumenti di informazione e spunti che speriamo utili al processo di ridefinizione delle regole attualmente in corso.

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Dossier (per chi vuole ripassare)

#BP2016 Oltre il decreto | La guerra tra artisti e amministrazione spiegata dalla filosofia – di Oliviero Ponte di Pino – ateatro.it, 14/06/2016
Giocateatro.it | 2 | Un milione di euro al Piccolo Teatro dal FUS… ma da chi arriverà? – ateatro n. 158, 20/03/2016
#BP2016 | Come sono andate le Buone Pratiche del Teatro? (con lo storify della giornata) – ateatro n. 157, 05/03/2016
#BP2016 | Il DM e la sua applicazione: le ricadute del Decreto sulla gestione di teatri e compagnie – di Patrizia Cuoco, ateatro n. 157, 29/02/2016
FUS: il documento della Commissione Prosa presentato al tavolo tecnico il 4 dicembre 2015 – ateatro n. 156, 04/12/2015
La riforma del teatro: una buona pratica? Una lettera aperta a Elio De Capitani e ai teatranti italiani sul decreto 1° luglio 2014 e sulla sua applicazione – di Oliviero Ponte di Pino / ateatro n. 156 / 23/11/2015
12 cose che abbiamo imparato sulla riforma del FUS di Redazione Ateatro, ateatro, n. 152, 21/12/2014
#ValoreCultura. Un decreto con il TRIC: è vera riforma? di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, ateatro, n. 149, 29/04/2014
#BP2013 @Valore Cultura La lettera aperta di ateatro al ministro @MassimoBray di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, ateatro, n. 146, 19/11/2013
Teatro per tutti: ma per chi? Appunti per una storia del concetto di “accesso” a teatro di Mimma Gallina, ateatro, n. 110, 02/07/2010

Oltre il decreto… (slideshow)

BP_2016_06_15_Oltre_il_decreto

 

L’impatto del Decreto MiBACT 1 luglio 2014 sulla produzione e sull’ospitalità di Teatri Nazionali, TRIC e Centri di produzione teatrale
L’indagine di ateatro

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GLI OBIETTIVI E IL METODO
L’indagine è stata condotta attraverso un questionario, somministrato via email alle direzioni generali o organizzative-amministrative di tutti i Teatri Nazionali, TRIC e Centri di Produzione riconosciuti dal MiBACT nel 2015.
I questionari raccolti sono stati 44 su 55 soggetti finanziati e in particolare: 6 Nazionali su 7, 15 TRIC su 19, 23 Centri su 29 (l’80% del totale, un campione statisticamente vasto). Si segnala un’assenza importante,PIccolo Teatro di Milano (cui è del resto stata riconosciuta recentemente l’autonomia).
L’obiettivo dell’indagine era rilevare l’evoluzione e la trasformazione dell’attività di produzione e ospitalità fra il 2014 (quando era in vigore il decreto 12 novembre 2007) e il 2015 (inizio del triennio disciplinato dal decreto 1 luglio 2014). I dati richiesti erano orientati a questo obiettivo, escludendo dunque dati economici o altri dati sensibili che potessero comportare problemi di riservatezza e suggerire limitazioni alla diffusione.
Si riportano alcuni dati particolarmente rilevanti, e che ci sembra sia necessario valutare anche in rapporto alla normativa futura.
Per una corretta lettura dei dati si precisa che il Teatro della Toscana è stato considerato “prima Istanza”.

I CAMPI DI INDAGINE
L’indagine ha riguardato i seguenti campi mettendo a confronto il 2014 e 2015 (considerando le affinità di funzioni fra Nazionali e Tric, si è ritenuto opportuno in alcuni campi analizzare la somma dell’attività dei due settori)

1) SPAZI E ATTIVITA’ DIRETTAMENTE GESTITI
SALE DIRETTAMENTE E CONTINUATIVAMENTE GESTITE nella città sede e in altre località
MANIFESTAZIONI DIRETTAMENTE GESTITE (RASSEGNE/FESTIVAL/EVENTI organizzati in spazi diversi da quelli continuativamente gestiti)
Le domande riguardavano il numero delle SALE e il numero dei POSTI (un argomento su cui il decreto è intervenuto con prescrizioni e novità rilevanti rispetto al 2014).

2) PRODUZIONE
SPETTACOLI DI NUOVA PRODUZIONE
RIPRESE
Le domande riguardavano il numero di ALLESTIMENTI (di cui quante coproduzioni). Il numero di GIORNATE RECITATIVE, e in che misura IN SEDE, in REGIONE, in ITALIA e all’ESTERO

3) LAVORO
# LAVORATORI CON QUALIFICA ARTISTICA
# LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO (tecnici/ operai, impiegati, dirigenti inclusi)
# LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO (tecnici/operai, impiegati, dirigenti inclusi)
# CONSULENTI COLLABORATORI incaricati per funzioni artistiche o direttive

Per tutte le categorie di lavoratori si è richiesto: IL NUMERO, il NUMERO DI GIORNATE LAVORATIVE.
PER I LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO SI E’ CALCOLATO IL NUMERO DI GIORNATE MEDIE LAVORATE.

4) OSPITALITA’
In TUTTE LE SALE
e in TUTTE LE MANIFESTAZIONI
Si è chiesto di distinguere i dati rispetto alle sale direttamene e continuativamente gestite nella CITTA SEDE e in SEDI DIVERSE, e alle manifestazioni organizzate direttamente in QUALUNQUE SPAZIO non direttamente e continuativamente gestito (per esempio all’aperto, presso scuole, istituti di pena eccetera).
Le domande riguardavano: il numero del COMPLESSI ospitati (di cui stranieri), il numero degli SPETTACOLI e il numero delle RAPPRESENTAZIONI

Si sono inoltre analizzati gli
SPETTACOLI OSPITATI per GENERE
tanto con riferimento al totale degli SPETTACOLI OSPITATI che al totale delle GIORNATE RECITATIVE

# TEATRO
# TEATRO MUSICALE/MUSICAL/OPERETTA
# TEATRO PER RAGAZZI
# DANZA e TEATRO DANZA
# CONCERTI
# CIRCO TEATRO
# ALTRO

LA PRODUZIONE

LE NUOVE PRODUZIONI

L’aumento della produzione (Grafico 1) è il dato che rivela lo squilibrio maggiore tanto per la crescita abnorme del numero di nuove produzioni, che per il calo delle coproduzioni, la riduzione delle giornate recitative a spettacolo, il minor ricorso al repertorio. Era negli obiettivi del MiBACT? Si auspicava o si poteva prevedere che la maggior presenza in sede e in regione richiesta ai Nazionali soprattutto ma anche ai TRIC generasse questo incremento? E che anche i Centri – cui si chiede di ridimensionare la propria funzione produttiva a vantaggio dell’ospitalità – aumentassero il numero delle produzioni (se pure a fronte di un minor numero di giornate recitative)?

Numero spettacoli di nuova produzione (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 1. Numero spettacoli di nuova produzione (fonte: www.ateatro.it)

SPETTACOLI DI NUOVA PRODUZIONE: VARIAZIONE 2014/2015

 

VARIAZIONE NUMERO
PRODUZIONI

VARIAZIONI NUMERO
GIORNATE RECITATIVE

GIORNATE RECITATIVE
IN SEDE

in %

in valore assoluto

in %

in valore assoluto

variazioni in %

Nazionali 121,00% 45 108,00% 642 87,60%
TRIC 75,60% 62 20,30% 303 23,60%
Centri 10,30% 12 – 14,80% 273 – 32,50%
Totale 3 settori 50,00% 119 17,10% 672 9,90%
Totale Nazionali e TRIC 89,90% 107 45,40% 945 40,20%

 

Un così alto numero di produzioni contribuisce a migliorare, articolare l’offerta? Iin che misura l’incremento delle produzioni in sede (cui non corrisponde un analogo incremento delle giornate recitative)

favorisce la crescita e la differenziazione del pubblico?

Sono molto probabilmente i principali obiettivi di questa scelta, e in alcuni casi sono stati diffusi dati molto positivi, ma non ci sono ancora dati completi che possano documentare l’evoluzione del pubblico, e quanto l’eventuale crescita sia adeguata rispetto a attività e investimenti.

E quale impatto ha questo incremento sull’occupazione?

Giornate recitative delle nuove produzioni (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 2. Giornate recitative delle nuove produzioni (fonte: www.ateatro.it)

Questa evoluzione è economicamente sostenibile?
Non si sono raccolti elementi per valutare la tipologia di spettacoli, ma si può fare qualche considerazione empirica, a partire dai siti e da spettatori professionali: fra le nuove produzioni numerosi sono i “piccoli” spettacoli (monologhi e non solo), ma pur sempre nell’ambito di organizzazionI che hanno fra le proprie funzioni la cura professionale per gli allestimenti.

LE ALTERNE VICENDE DEL REPERTORIO

I grafici successivi ci mostrano gli stessi dati con riferimento alle riprese, cioè agli spettacoli riallestiti dalle stagioni precedenti: in alcuni casi si tratta di spettacoli “in repertorio” da anni, in altri corrispondono alla scelta frequente (e sempre più diffusa per valutazioni di opportunità legate al mercato) di mettere in scena uno spettacolo inizialmente solo – o prevalentemente – per la propria sede e riprenderlo e proporlo fuori sede nelle stagioni successive.
Anche questi dati sono solo apparentemente più equilibrati. A fronte di un maggior numero di spettacoli ripresi fra il 2014 e il 2015, colpisce il calo delle giornate recitative presso i Nazionali: -22%. Dalla maggior presenza in sede richiesta ci si si sarebbe infatti aspettati un maggior ricorso al repertorio. I motivi possono diversi: gli spettacoli sono già stati ampiamente sfruttati, o il frequente cambio dei direttori ha portato a dismettere produzioni riconducibili ai predecessori, ma soprattutto gioca anche l’assenza di vere e proprie compagnie stabili (come si vedrà). E’ inoltre determinante la contrazione delle tournée nazionali, che ha limitato le opportunità di sfruttamento economico delle produzioni.

Le riprese (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 3. Le riprese (fonte: www.ateatro.it)

Giornate recitative delle riprese (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 4. Giornate recitative delle riprese (fonte: www.ateatro.it)

PRODUZONI E COPRODUZIONI

Produzione novità e riprese (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 5. Produzione novità e riprese (fonte: www.ateatro.it)

Giornate recitative novità e riprese (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 6. Giornate recitative novità e riprese (fonte: www.ateatro.it)

I due grafici mostrano l’andamento complessivo della produzione, sommando nuovi allestimenti e riprese. Anche se ridimensionati dalla minor rilevanza del repertorio, gli aumenti sono ugualmente impressionanti: nel 2015 risultano prodotti dai tre settori 781 spettacoli, 96 in più che nel 2014: +14%. In particolare, + 66,3% i Nazionali, + 36,5 i TRIC e – 7,9 i centri (che hanno scelto di rinunciare a ben 44 spettacoli in repertorio). Le giornate recitative però crescono molto meno (+ 7%). Seguendo ancora una volta la riflessione economica, sembrano preoccupanti le medie di giornate recitative a spettacolo: 18,5 Nazionali 14,3 TRIC, 12,2 Centri: la media delle repliche a spettacolo è appena 12,3.
All’aumento delle produzioni fa riscontro la riduzione delle COPRODUZIONI, addirittura nella misura di – 37,8% per i Nazionali. Anche per i TRIC (se pure con minori limitazioni) la situazione peggiora (– 7%), e la riduzione non è certo riequilibrata da 3 Coproduzioni in più presso i Centri.
Fra i Nazionali e i Tric analizzati la coproduzione cala del 22,7%. Che non fosse un obiettivo preciso del Decreto – almeno non in questa misura – lo rileva la stessa scelta del MiBACT di riaprire almeno in parte la maglie (resta infatti la limitazione percentuale sul totale della produzione). Il Ministero ha sempre considerato discutibile il ricorso alla coproduzione, evidentemente considerato eccessivo e forse a volte a ragione: accadeva infatti che quelle che di fatto erano semplici ospitalità incrociate si qualificassero come coproduzioni. Ma limitare le coproduzione motivate può procurare un danno culturale e artistico oltre che economico.

Grafico 7. Distribuzione delle giornate recitative sul territorio: sede, regione, tournée, estero (fonte: www.ateatro.it)

Distribuzione delle giornate recitative per attività produttive (fonte: www.ateatro.it)

SEDE E TOURNEE: SQUILIBRI O (NUOVI) EQUILIBRI?

Come risulta evidente dalle torri e dalle tabelle del Grafico 7, l’obiettivo della massima stabilizzazione per Nazionali e TRIC sembra raggiunto, ma al prezzo di evidenti squilibri economico-organizzativi (o, quando e se non si tratta di squilibri, di salti dimensionali rilevanti, veri e propri cambi di pelle per molte organizzazioni).
L’obbligo a una maggior presenza in sede porta a una contrazione della tournée molto elevata per i Nazionali (- 43%: dal 41% al 18% del totale dell’attività) e rilevante per i TRIC, con una riduzione presumibilmente corrispondente delle entrate derivate dalla distribuzione: sono ben 469 rappresentazioni in meno, – 29,4%. Nelle intenzioni, questa prescrizione dovrebbe aprire il mercato ad altri soggetti (questa riduzione è in pratica la vita di quattro compagnie!).
Anche l’attività nella propria regione, tanto “di mercato” (spettacoli acquistati da teatri o circuiti a cachet), con 113 rappresentazioni in più (+ 32,8%) che direttamente gestita aumenta. I possibili futuri accordi fra Teatri Nazionali e Circuiti che sono emersi negli incontri territoriali “Oltre il decreto” potrebbero far crescere ulteriormente questo dato, con possibili conseguenze su teatro indipendente.
Come previsto, la tendenza è inversa per i Centri: cala la presenza in sede, aumenta l’ospitalità e la tournée: anche per loro, soprattutto gli ex stabili di innovazione, è un cambio di identità forte.
L’attività internazionale (l’export in questo caso) che è un obiettivo del decreto, risulta episodica per Nazionali e TRIC, più rilevante per centri (e segnatamente per i centri ragazzi). Si tratta tuttavia di obiettivi a tempi lunghi, che potrebbero forse concretizzarsi nel 2016/17.

IL LAVORO

IL LAVORO ARTISTICO

Numero lavoratori (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 8. Numero lavoratori (fonte: www.ateatro.it)

Giornate lavorate (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 9. Giornate lavorate (fonte: www.ateatro.it)

Come si evince dai Grafici 8 e 9, in misura diversa fra i tre settori, ma per tutti il numero dei lavoratori artistici cresce: 478 unità in più in valore assoluto. Ma gli occupati crescono in numero superiore alle giornate lavorative, quindi la durata media delle scritture scende: i più virtuosi, i Centri, occupano mediamente un artista per 48 giornate, e per i Nazionali si scende da 58,4 a 46,1. Vale la pena di ricordare che sono necessarie 120 gg perché un anno sia valido ai fini pensionistici. L’obiettivo dichiarato di maggiore stabilizzazione non è stato raggiunto. Si può osservare che i requisiti del decreto (si prevede la continuità del personale artistico al 50%, al 40% nel 2016), in continuità con i precedenti, solo apparentemente spingono verso la stabilizzazione degli artisti: la modalità di calcolo non considera l’impiego reale ma solo la presenza di un attore nell’organico. Inoltre l’alto numero delle giornate recitative paradossalmente favorisce la frammentazione: è organizzativamente più facile, e consente maggiore flessibilità, produrre 240 giornate con organici diversi e paralleli che con nuclei continuativi.
Possibile che non esistano misure che possano realmente incentivare l’occupazione e la qualità del lavoro artistica?

IL LAVORO TECNICO E IMPIEGATIZIO: DA DETERMINATO A INDETERMINATO?

Giornate lavorate (tecnici e impiegati) a tempo determinato (fonte: www.ateatro.it)

Giornate lavorate (tecnici e impiegati) a tempo determinato (fonte: www.ateatro.it)

 

Media gg lav. 2014 2015
Teatri Nazionali 80 63
TRIC 101 86
Centri di Produzione 72 70
Totale 85 75
(Nazionali + TRIC) 94 77

 

Lavoratori a tempo indeterminato (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 12. Lavoratori a tempo indeterminato: in scuro i tecnici, in chiaro gli impiegati (fonte: www.ateatro.it)

Lavoratori (tecnici e impiegati) a tempo determinato (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 11. Lavoratori (tecnici e impiegati) a tempo determinato (fonte: www.ateatro.it)

Per tradizione e con riferimento al CCNL più diffuso nel settore (il CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER ATTORI, TECNICI, BALLERINI, PROFESSORI D’ORCHESTRA E CORISTI SCRITTURATI DAI TEATRI STABILI E DALLE COMPAGNIE PROFESSIONALI TEATRALI DI PROSA, COMMEDIA MUSICALE, RIVISTA ED OPERETTA) anche il personale tecnico e amministrativo (che include amministratori di compagnia e organizzatori), impegnato nell’attività di produzione è normalmente scritturato a tempo I grafici 9 e 10 mostrano come il personale tecnico e amministrativo a tempo determinato nel totale dei settori cresca come numero di addetti (+ 8,8% con 1518 occupati) a fronte di una riduzione delle giornate lavorative (- 4,2%: con calo sensibile del periodo medio di occupazione). Questo dato però va incrociato con quello relativo al personale a tempo indeterminato, che cresce in misura significativa per il combinato disposto delle prescrizioni del decreto (ai Nazionali si chiedeva che almeno il 50% del personale operaio e impiegato fosse assunto a tempo indeterminato) e del jobs act, che prevede agevolazioni fiscali considerevoli per i primi due anni di assunzione. Questa opportunità (che si è verificata nel corso del 2015) porta a ritenere – anche a partire dal conteggio delle giornate – che numerosi lavoratori a tempo determinato siano passati a tempo indeterminato. E’ un dato potenzialmente positivo per i lavoratori ma che può far riflettere sui costi della gestione in prospettiva.

OSPITALITA’: FUNZIONE DIVERE E DIVERSI PUNTI DI VISTA

Numero spettacoli ospitati (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 13. Numero spettacoli ospitati (fonte: www.ateatro.it)

Numero di rappresentazioni spettacoli ospitati (fonte: www.ateatro.it)

Grafico 14. Numero di rappresentazioni spettacoli ospitati (fonte: www.ateatro.it)

Anche l’analisi dell’ospitalità secondo i generi riserva qualche sorpresa.
Dopo il Teatro di prosa, il Teatro ragazzi resta il settore più frequentato ma con molte differenze e con un discreto calo medio (- 4,9% con riferimento al totale delle rappresentazioni), da attribuire soprattutto ai Teatri Nazionali e ai Centri: molti ex Teatri Stabili di Innovazione per l’Infanzia e per la gioventù, non essendo più riconosciuti per questa funzione, hanno spostato gran parte dell’attività su altri generi. In controtendenza i TRIC che sembrano orientarsi a tutti i possibili segmenti di pubblico e hanno aumentato anche gli spettacoli per ragazzi di 87 unità. Musical e spettacoli musicali calano (con qualche eccezione), quasi nullo e addirittura in calo l’interesse per il circo-teatro, mentre la danza registra una crescita rilevante in tutti i settori: il 75% in più. Si partiva così in basso che corrisponde solo a 147 rappresentazioni ma potrebbe essere una tendenza!

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