Come funzionano i più importanti premi teatrali italiani?

Con i regolamenti di Premio Ubu, Premio Hystrio, Premio della Critica, Maschere del Teatro, Premio Rete Critica

Pubblicato il 16/01/2017 / di / ateatro n. 159 / 0 commenti /
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Qui di seguito le schede di alcuni tra i più prestigiosi riconoscimenti che premiano diverse categorie, con uno sguardo per così dire “panoramico” sulle stagioni del teatro italiano. Le informazioni sul regolamento sono tratte dai siti ufficiali, dei quali sono riportati i link.
Senza dimenticare che nel teatro italiano ci sono tantissimi riconoscimenti che premiano la qualità di alcune figure professionali (attori o autori) o di alcune categorie specifiche (giovani o esordienti).

Federica Fracassi, Madrina del Premio Ubu 2016 a Piazza Verdi

Federica Fracassi, Madrina del Premio Ubu 2016 a Piazza Verdi, 14 gennaio 2017

I Premi Ubu
Il Premio Ubu concerne tutti gli spettacoli di teatro e danza prodotti e presentati in prima nazionale in Italia nel corso della stagione teatrale di riferimento, il cui periodo va dal 1° luglio al 31 agosto.
La redazione del Premio – allestita annualmente da una collaborazione tra l’Associazione Ubu per Franco Quadri, che lo cura e produce dal 2012, e le associazioni Ateatro e (dal 2014) Il tamburo di Kattrin – compila un elenco di spettacoli raccogliendo informazioni con diverse modalità: direttamente dagli artisti, dalle compagnie, dai teatri e dagli enti di produzione (che sono sollecitati a mandare le informazioni a premiubu@ubuperfq.it), ma anche reperendo indicazioni dai programmi pubblicati (cartacei e online) in cui si evincano le date di debutto degli spettacoli. Nessuna produzione che abbia debuttato nel periodo indicato è esclusa dalla potenziale candidatura. L’elenco ha valore puramente indicativo.
I riconoscimenti vengono assegnati attraverso un referendum (composto da due fasi di consultazione: prima votazione e ballottaggio) al quale partecipano circa sessanta critici, studiosi ed esperti italiani, prevalentemente di ambito teatrale ma con un’espansione verso le altre arti. Il gruppo dei votanti viene aggiornato periodicamente.
Ai referendari viene fornito il suddetto elenco degli spettacoli come orizzonte indicativo, e non esaustivo, della stagione rispetto alla quale sono invitati a esprimere le proprie preferenze in merito alle seguenti categorie. Le segnalazioni di voto sono a completa discrezione dei referendari, unicamente vincolate al criterio cronologico. La redazione si rende disponibile per compiere verifiche e ricerche di informazioni integrative.
Il Premio Ubu per il teatro è storicamente un riconoscimento dallo sguardo lungo, che cerca di individuare non solo il meglio che c’è, ma quello che verrà, aprendo alle nuove prospettive. A partire da questa consapevolezza è stato avviato nel 2014 un processo di rinnovamento con la modifica di alcune categorie e l’inserimento di nuove voci, per rispondere all’esigenza di comprendere con maggiore capillarità l’evoluzione del linguaggio scenico, cercando di sollecitare nei votanti uno sguardo a tutto tondo tra le espressioni contemporanee.
Il direttivo dell’Associazione è affiancato da un Comitato di gestione del Premio Ubu*, chiamato a seguire il funzionamento e lo sviluppo del referendum.”

Il Premio della Critica.
“Il Premio della Critica Teatrale viene assegnato a registi, attori, drammaturghi, festival, studiosi, creatori luci e a tutti coloro che contribuiscono a far crescere, con punte d’eccellenza, il teatro contemporaneo. Non esistono categorie predefinite per la scelta dei premiati. Il Responsabile dei Premi domanda a tutti gli iscritti di inviare le loro segnalazioni. Successivamente il Direttivo dell’ANCT analizza le indicazioni ricevute, compie ricerche, e decide, dopo ampia discussione, coloro che saranno invitati a ricevere questo riconoscimento, tenendo conto di molteplici fattori: è importante premiare chi, lavorando bene, è già in luce, ma anche, e soprattutto, le realtà di pregio che vanno nascendo (e che il Premio della Critica Teatrale può aiutare a rendere visibili). La consegna del premio è occasione per riflettere sullo stato del teatro, per creare sinergie, per ripensare e rinnovare il rapporto tra teatro e critica militante.”

Il Premio Hystrio (con i nuovi Bandi del Premio Hystrio 2017, 27ma edizione)
“Il Premio Hystrio è un premio a cadenza annuale, dedicato al teatro, organizzato dalla rivista Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo. È suddiviso in due sezioni: la prima per artisti affermati della scena; la seconda per i giovani talenti.
Il Premio Hystrio per artisti affermati della scena intende conferire un riconoscimento al percorso professionale o al segmento di percorso nella vita di un artista, di una compagnia o di un progetto. Non si tratta quindi di premi assegnati a un singolo episodio (interpretazione, regia, testo ecc.).
Il Premio è suddiviso i 7 categorie: interprete, regista, drammaturgo, altre muse (categoria libera che premia singoli professionisti o progetti) alle quali si aggiungono il Premio Hystrio Teatro Piemonte Europa dedicato ai linguaggi del corpo, conferito in partnership con Teatro Piemonte Europa di Torino; il Premio Hystrio Castel dei Mondi dedicato a una giovane realtà della scena, conferito in partnership con il Festival Castel dei Mondi di Andria; il Premio Hystrio Provincia di Milano, realizzato in collaborazione con l’istituzione lombarda, per una realtà del territorio, per questa edizione non è stato programmato; il Premio Mariangela Melato, assegnato dalla omonima Associazione, a due giovani interpreti già affermati che si sono distinti per la loro carriera.
Il Premio viene assegnato da una giuria di circa cinquanta critici, costituita dalla redazione e dai collaboratori fissi della rivista Hystrio. In una riunione plenaria annuale, aperta a tutti i collaboratori e abitualmente organizzata nel mese di febbraio, dopo attenta discussione e confronto, vengono create le rose di nomi dei candidati alle diverse sezioni del Premio. Le rose dei nomi vengono sottoposte a una prima votazione generale rivolta a tutti i redattori, collaboratori fissi e partner (per le sezioni assegnate in partnership), via email, dalla quale emergono le terne di candidati più votati per ciascuna categoria. Con una seconda votazione, sempre via email, viene votato il vincitore per ciascuna categoria. Il vincitore è l’artista che riceve più voti. Condizione necessaria per ricevere il premio è la presenza del vincitore alla premiazione, che si tiene nell’ultima delle tre serate previste a giugno 2015. La giuria, a suo insindacabile giudizio e a maggioranza dei voti, può decidere di non assegnare una categoria di premi, di assegnare ex-aequo o premi alla memoria.”

Maschere del teatro, migliore spettacolo: Orestea diretta da Luca De Fusco,  produzione del Teatro Stabile di Napoli e Teatro Stabile di Catania (foto Fabio Donato)

Maschere del teatro 2016, migliore spettacolo: Orestea diretta da Luca De Fusco, produzione del Teatro Stabile di Napoli e Teatro Stabile di Catania (foto Fabio Donato)

Le Maschere del Teatro Italiano
“Durante l’estate del 2002, il regista Luca De Fusco, e il critico Maurizio Giammusso pensarono di creare un premio per il teatro che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi. L’idea piacque subito all’ETI, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore.
La prima edizione di quello che venne battezzato Premio Eti – Gli Olimpici del Teatro si svolse nel 2003, con due appuntamenti che divennero canonici: alla fine della stagione teatrale (giugno) una giuria di esperti presieduta da Letta sceglieva le terne dei finalisti (come le nomination degli Oscar), che venivano poi sottoposte a una votazione a cui partecipavano per posta circa 400 artisti e professionisti del teatro. Determinante per il successo degli Olimpici fu la trasmissione assicurata da Raiuno condotta con brio e umorismo da Tullio Solenghi, e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi Napolitano) concesse – per la prima volta! – agli attori del teatro italiano.”

Il Premio Rete Critica
“Al premio Rete Critica possono votare siti e blog di informazione e critica teatrale che abbiamo visibilità in rete, con una identità e continuità redazionale riconoscibili.
I promotori del premio vagliano eventuali candidature e autocandidature.
L’elenco dei votanti è pubblicato nella home page di questo sito..
1. (candidature e segnalazioni). Ogni sito/blog può segnalare un massimo di cinque candidature, relative a iniziative dell’ultima stagione, di cui almeno una per ciascuna di queste categorie:
a. spettacolo, compagnia;
b. progettualità/organizzazione;
c. strategie comunicative virali.
Le altre due segnalazioni sono libere.
2. (ammissione al primo turno). Partecipano al primo turno in ciascuna delle tre categorie i candidati che abbiamo ricevuto almeno due segnalazioni dai siti/blog, più eventuali recuperi. L’elenco aggiornato dei candidati sarà disponibile sul sito di Rete Critica.
3. (recuperi). Ciascun sito/blog può indicare un candidato (uno solo) già segnalato da altri, che parteciperà al primo turno insieme ai candidati di cui al punto 2.
4. (primo turno). Le votazioni per il primo turno seguono il principio “un voto per ogni sito/blog” e vengono resi pubblici sul sito di Rete Critica.
5. (ballottaggio). Al ballottaggio parteciperanno i tre candidati che avranno ricevuto il maggior numero di voti al primo turno per ciascuna categoria (in caso di ex aequo, i candidati al ballottaggio possono essere più di tre). Le votazioni per il ballottaggio, secondo il principio “un voto per ogni sito/blog”, si terranno dopo la presentazione degli spettacoli o dei gruppi finalisti, in occasione di Rete Critca a Padova. Verranno proclamati vincitori i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti in ciascuna categoria. Se più candidati otterranno lo stesso numero di voti, verranno proclamati vincitori ex aequo.”

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