#DossierDistribuzione | Residenze: è iniziato il secondo atto?

Suggerimenti da 46 Residenze per la progettualità 2018-2020

Pubblicato il 25/05/2017 / di / ateatro n. #BP2017 , 161 , Passioni e saperi / 0 commenti /
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Residenze: è iniziato il secondo atto? è il documento firmato da 46 residenze.
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(ndr)

Natura delle residenze italiane

Esiste, da sempre, una difficoltà oggettiva nel dare una definizione unitaria al termine “Residenza”, ma possiamo trovare alcuni comuni denominatori, pur nella sana biodiversità delle esperienze. Possiamo descrivere le Residenze come strutture polimorfe, cresciute con un forte piglio innovativo, sia per quanto riguarda la proposta artistica orientata ai linguaggi contemporanei, sia per la capacità di immaginare e modificare velocemente la propria prospettiva di crescita, costruita attraverso la diversificazione della attività e delle risorse. Le Residenze sono strutture capaci di intrecciare reti complesse tra pubblico e privato, con un’innata flessibilità nella gestione e con lo scopo di andare a innescare processi di fruizione attiva dell’evento performativo.

Alcuni dati della recente analisi svolta da Fondazione Fitzcarraldo in merito alle residenze selezionate dall’articolo 45 testimoniano il grado di innovazione di queste strutture e il loro successo:

–              Gestiscono 176 spazi (in prevalenza medio/piccoli e non solo strettamente teatrali);
–              producono l’ 8% degli incassi SIAE del 2015;
–              Il 34% di ricavi delle residenza sono generati da biglietti (nel settore sono le strutture con la maggiore percentuale di incassi di pubblico);
–              40% di risorse umane ha meno di 35 anni;
–              il rapporto tra consistenza economica (medio/piccola ) e prodotto generato è ampiamente in attivo

Accanto a questi dati (che si limitano alle sole residenze finanziate tramite l’art. 45, ma a cui andrebbero aggiunti anche i dati delle tante altre residenze esistenti, ma che hanno scelto di non corrispondere all’articolo 45), vorremmo arricchire il nostro tentativo di creare un’immagine delle Residenze paragonandole a quelle particelle indispensabili al sistema perché lo costituiscono nelle fondamenta, che hanno funzioni di base per strutturarne l’intera massa. Le Residenze sono degli enti la cui natura è quella dell’azione, un paradosso scientifico tra massa ed energia che la Residenza incarna.

Fuor di metafora, crediamo che le Residenze – almeno per il momento e aldilà degli specifici contesti regionali – debbano rimanere delle azioni e non diventare soggetti perché l’azione normativa centralizzata andrebbe ad ingessare una forma dinamica, in molti territori, ancora “in fieri”, mettendo a rischio il proseguimento di questa sperimentazione.

E’ invece auspicabile che  ciascuna Residenza agisca nel perseguire tutti e tre gli obiettivi (A, B, C) riportati dall’accordo Stato Regioni perché, se è vero che il  cuore dell’articolato sulle Residenze è l’obiettivo A sulla mobilità e gli attraversamenti degli artisti e che l’obiettivo C di relazione con i territori e i pubblici ne costituisce un corollario irrinunciabile, il punto B – per la valorizzazione e la programmazione degli artisti emergenti – ha dato la possibilità di completare l’attività delle Residenze con importanti ricadute sul territorio. Quest’ultimo obiettivo (il B) non deve essere eliminato e ha senso in relazione agli altri due e, quindi, a essi deve essere subordinato.

 

L’arboreto – Teatro Dimora Mondaino

Condizioni attuali e suggerimenti

L’attuale situazione prevede che siano le Regioni a individuare gli organismi titolari di Residenza: questa modalità genera inevitabilmente discrepanze e differenti visioni sulla natura stessa delle Residenze, ma in una fase pioneristica come questa crediamo che questa differenza vada incoraggiata e non piuttosto portata a un’unitarietà di visione.

La triennalità 2015-17 dell’investimento statale ha segnato un passo importante per la crescita delle Residenze perché non solo le ha riconosciute a livello istituzionale centrale, ma perché (seppure non in tutti i casi) ha fornito un tempo adatto di progettazione delle azioni sviluppate. Sarebbe dunque importante che le assegnazioni 2018-2020 ai singoli titolari avessero carattere triennale in tutti i territori regionali.

Le Residenze sono diventate uno strumento importante anche per la crescita qualitativa degli stessi artisti emergenti italiani che hanno trovato nelle Residenze sia un tempo di gestazione adeguato del loro pensiero creativo sia un tutoraggio e un accompagnamento continuo del progetto artistico. Tuttavia è importante sottolineare che, incrociando i dati degli artisti che hanno goduto di periodi di prove in spazi residenziali,  il numero degli spettatori e degli spettacoli under 35 ospitati, i laboratori organizzati e le innumerevoli attività di audience engagement realizzate, emerge chiaramente come le Residenze non godano di finanziamenti adeguati per uno loro sviluppo armonico. Una deficienza di risorse che rischia seriamente di diminuire la qualità della progettazione. E’ necessario quindi poter prevedere per il nuovo triennio almeno un raddoppiamento dei finanziamento dedicato alle Residenze e, se la capacità di crescita delle Regioni non dovesse corrispondere a quella dello Stato, andrebbero modificate le percentuali di co-finanziamento, aumentando la percentuale a carico dello Stato.

Con l’esperienza maturata in questo triennio, proviamo a suggerire delle modifiche importanti all’articolato:

  1. è essenziale che pur nell’autonomia di selezione dei soggetti titolari da parte di ogni Regione, vengano armonizzati i diversi bandi regionali per quanto riguarda le tempistiche. Anche a causa di ritardi del Ministero, molte Regioni, infatti, promulgano i bandi e diffondono i risultati degli stessi, ben dopo la prima metà dell’anno, impedendo una progettazione ottimale a causa delle notevoli difficoltà nell’orientamento in un panorama nazionale così disomogeneo. Suggeriamo che il nuovo articolato preveda che il Ministero anticipi a gennaio l’assegnazione delle risorse alle singole Regioni e i risultati dei bandi debbano essere comunicati da tutte le Regioni entro il mese di marzo. E’ auspicabile, inoltre, che ci sia anche un unico metro di valutazione dei bandi e di monitoraggio a fine progetto, nonché che le tempistiche di liquidazione non siano così dilatate come avviene attualmente in alcune Regioni;
  2. Proponiamo una maggiore flessibilità della durata degli attraversamenti (obiettivo A), partendo comunque da un minimo di 15gg (media europea);
  3. riteniamo importante che diventi prassi acquisita che gli artisti in residenza/attraversamento non debbano essere messi in agibilità direttamente dai titolari di Residenza. Questo principio servirebbe ad evitare una continuità diretta tra attività di produzione e attività di attraversamento che snatura il senso stesso della Residenza come luogo di sperimentazione e ricerca.

Associazione culturale K. – Manifattura K.

Due note importanti

Rimangono, infine, due questioni che riteniamo nodi essenziali e che ci piacerebbe portare a una più ampia discussione:

  1. Le Residenze sono un mercato limitato ma importante per la circolazione delle opere del contemporaneo e riteniamo che debbano essere preservate come luoghi fuori dalla logica degli scambi. Constatato però che tre quarti dei titolari di Residenza sono anche imprese di produzione, come permettere a un artista che ha scelto di diventare titolare di una Residenza di poter entrare nella progettualità di un altro spazio e, viceversa, a un direttore artistico di scegliere liberamente di programmare anche quegli artisti che sono titolari di altre Residenze, senza alcuna volontà di “reciprocità forzata”?
  2. Quali strumenti le Regioni e il Ministero vogliono adottare per verificare la reale efficacia e l’impatto che la Residenze hanno sui territori? E’ infatti necessaria un’armonizzazione delle politiche di monitoraggio a livello nazionale e locale in cui, definite determinate funzioni, si possa realmente valutare il progetto nel suo corrispondere a queste funzioni, e non nella prospettiva di utilizzare le Residenze come una ridistribuzione di ulteriori risorse su soggetti in difficoltà. Le Residenze devono essere un’azione con le proprie peculiarità, capace di agire sui territori in maniera incisiva e constante; definirne al meglio le funzioni e monitorarne il raggiungimento dei risultati attesi aiuterebbe a renderne sempre più specifici e utili gli obiettivi.

Firmatari

Calabria
1 – Compagnia DRACMA – Centro Sperimentale d’Arti Sceniche -Residenza Teatrale della Piana
2 – ScenaNuda
3 – Scena Verticale
4 – Teatro del Carro- Residenza MigraMenti Off

 

Emilia Romagna
5 – AtelierSi
6 – L’Altra soc. coop. / Teatri di Vita
7 – Laminarie / DOM la Cupola del Pilastro
8 – La Corte Ospitale
9 – Teatro dell’Argine Soc. Coop. Soc.
10 – Teatro Due Mondi
11 – Teatro Nucleo

 

Lazio
12 – Associazione Settimo Cielo – Teatro Comunale La Fenice di Arsoli
13 – Centro Jobel
14 – Twain_Residenza di spettacolo dal vivo

 
Lombardia
15 – A.I.D.A. – Associazione Interdisciplinare delle Arti
16 – Ariella Vidach AiEP – Progetto NAOcrea
17 – ArtedanzaE20
18 – Ilinx
19 – K. – Manifattura K.
20 – Residenza IDra
21 – Teatro In-folio
22 – Teatro Magro Coooperativa Sociale ONLUS

 
Marche
23 – AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali
24 – Inteatro – Villa Nappi / Marche Teatro scarl
 

Piemonte
25 – IdeAgorà / Residenza Terre di Circo
26 – La Terra Galleggiante –  Centro Teatro del Lavoro
27 – Lavanderia a Vapore-Fondazione Piemonte dal Vivo/Circuito Regionale Multidisciplinare
28 – Qanat – Casa del circo contemporaneo
29 – Stalker Teatro Soc. Coop.

 
Puglia
30 – Armamaxa
31 – Astragali
32 – ATS Associazione Culturale Principio Attivo e Associazione Culturale Factory
33 – Bottega degli Apocrifi
34 – Coop. C.R.E.S.T. / Teatro TaTÁ
35 – Diaghilev
36 – Teatro Le Forche/ Teatro Comunale di Massafra
37 – TerramMare
38 – Thalasssia
39 – Tra il dire e il fare/Compagnia La Luna nel letto 
Toscana
40 – CapoTrave / Kilowatt

* le altre 22 Residenze artistiche della Toscana hanno preso visione di questo documento e, in una logica di reciprocità collaborativa, evidenziano le convergenze su alcune istanze relative all’art. 45 del DM 1/7/14:

  • Previsione per il nuovo triennio di almeno il raddoppiamento dei finanziamenti dedicati alle residenze.
  • Armonizzazione delle tempistiche dei diversi bandi delle Regioni concertati nell’ambito della conferenza Stato-Regioni.
  • Maggiore flessibilità della residenza partendo da un minimo di 15 giorni.

Per quanto riguarda la natura e la funzione presente e potenziale delle Residenze come elemento di innovazione del sistema teatrale italiano il coordinamento R.A.T. delle 23 residenze artistiche della Toscana ha realizzato e sottoscritto in modo unanime un suo specifico documento come strumento di riflessione e contributo al confronto del tavolo Stato-Regioni sulla materia in oggetto.

 
Provincia Autonoma di Trento
41 – KommTanz – Compagnia Abbondanza/Bertoni

 
Umbria
42 – Centro Teatrale Umbro
43 – Corsia OF – Centro di Creazione Contemporanea
44 – Foligno inContemporanea: Associazione Zoè Coop GeCiTe – Associazione La Società dello Spettacolo
45 – Indisciplinarte srl/Caos – Associazione Demetra/Centro di Palmetta (Umbria)
46 – La MaMa Umbria International

 
Coordinamenti regionali e nazionali
ETRE- residenze artistiche in Lombardia
C.Re.S.Co- Coordinamento delle realtà della scena contemporanea

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