Approfondimenti sul caso Electropark

La relazione per le #BP2017 Nuovi spazi, nuove creatività, nuove professioni, nuovi pubblici

Pubblicato il 04/11/2017 / di / ateatro n. #BP2017 , 162 , Passioni e saperi / 0 commenti /
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Electropark è un prodotto culturale ideato da Forevergreen.fm, impresa culturale formata da persone che si occupano di progettazione culturale, produzione eventi, ricerca artistica, workshop, formazione, policy making e valorizzazione del patrimonio.
Electropark parte da un progetto e si concretizza come produzione culturale che si manifesta nell’industria musicale sotto le forme dello spettacolo dal vivo e di workshop. E’ un festival di musica elettronica e arti visive in spazi non convenzionali: dal 2012 si svolge nel centro storico di Genova in spazi come Palazzo Ducale, Sala Dogana, Piazza Matteotti, Teatro della Tosse, Teatro Modena, Auditorium del Porto Antico e ultimi in ordine cronologico Museoteatro della Commenda di Prè, Mercato Comunale dello Statuto, Mercato dei Pescatori della Darsena e Piazza dei Truogoli. Dal 2015 Electropark è presente anche a Milano nel complesso architettonico del Teatro Franco Parenti con Electropark Exchanges, una rassegna di musica elettronica d’avanguardia site specific per un pubblico seduto. Ci siamo posti queste domande e abbiamo estrapolato un’analisi del contesto, azioni pregresse e future, obiettivi, anomalie e prospettive, in linea con alcuni riferimenti che attualmente guidano le dinamiche progettuali, produttive, socio-economiche e occupazionali in ambito culturale:

  • quali vincoli affronta chi progetta un’offerta musicale in spazi non convenzionali?
  • come rendere stabile una produzione culturale di questo tipo?

Electropark al mercato Ortofrutticolo di Genova

Da sempre pensiamo che la musica elettronica sia Cultura e crediamo nell’impatto sociale che questa Cultura sotto diverse forme può generare su un territorio. Partendo da questo punto di vista, in occasione della quinta edizione (2016) del festival culturale di musica elettronica ELECTROPARK, abbiamo organizzato la tavola rotonda “La musica non è rumore. Percorsi di partecipazione e modelli culturali per la musica dal vivo a Genova”: un tavolo di confronto a livello nazionale tra operatori nell’ambito musicale e culturale, amministrazione pubblica, soggetti politici attivi, tecnici del settore, al fine di analizzare l’attuale contesto di riferimento entro cui si muove e opera il festival Electropark, in relazione alla capacità del territorio di supportare la produzione e la fruizione di un’offerta di musica elettronica di alto livello in termini qualitativi e della relativa risposta di pubblico in termini quantitativi. Se da un lato l’industria della musica dal vivo nella città di Genova non è pienamente riconosciuta come un fattore di crescita sociale, economica ed occupazionale per la città e per i cittadini, dall’altro lato è presente la volontà di tanti soggetti operanti a diversi livelli di avviare processi culturali e di svago partecipativi, sostenuti, sostenibili e valorizzanti per il territorio e per la cittadinanza. La tavola rotonda ha quindi avviato un percorso di prospettiva sulla scorta delle iniziative di rigenerazione urbana avviate dal Comune di Genova in stretta collaborazione con i Municipi e attraverso la condivisione di esperienze avvenute nell’area urbana di Milano (con particolare riferimento al “Patto per la Musica”): abbiamo raccontato la nostra esperienza di festival e analizzato la situazione raccogliendo spunti e buone pratiche  per una semplificazione dei processi burocratici e di valorizzazione del patrimonio metropolitano, individuando azioni concrete per promuovere una produzione-fruizione maggiormente accessibile di musica dal vivo a Genova. Electropark è un festival caratterizzato dalla valorizzazione degli edifici storici del centro storico, siano essi deputati alla cultura come il Museo della Commenda di Prè, Palazzo Ducale, Sala Dogana (e in passato Piazza Matteotti, Porto Antico, Teatro della Tosse), siano essi destinati ad attività commerciali come il Mercato dello Statuto e il Mercato Ittico della Darsena, sedi di un dj set tra i banconi della frutta e della verdura e tra il pescato del giorno, in collaborazione con i commercianti e le associazioni del territorio. Da qui, a partire dalle istanze emerse dalla tavola rotonda che ha avviato un processo rigenerativo della cultura per la musica elettronica in una città crocevia di culture diverse, forti della comunità di persone-pubblico-soggetti che in questi anni hanno sostenuto il progetto Electropark con andamento crescente riconoscendone il valore qualitativo dell’offerta e la funzione culturale e sociale per la città, intendiamo calare il festival in una dimensione “di quartiere” per raccogliere questi bisogni di libero accesso alla musica dal vivo, per aumentare la capacità produttiva della città e le opportunità di fruire della musica elettronica in contesti non convenzionali da valorizzare con linguaggi contemporanei, con l’obiettivo ultimo di aprire un varco culturale consapevole per/con la città di Genova.

Electropark al Teatro Franco Parenti

Prendendo a riferimento la città di Milano, a partire dal 2010 Milano ha adottato un piano strategico per l’industria culturale da cui si evince una forte intenzione a valorizzare le organizzazioni presenti sul territorio facilitandone i percorsi di crescita organizzativa e produttiva. L’obiettivo è stato anche da un lato quello di accrescere il patrimonio cognitivo complessivo in città e dall’altro l’istituzione di nuove modalità di collaborazione tra pubblico e privato. Milano ha conosciuto nel tempo celebri assessori alla cultura (Sgarbi e Daverio ad esempio), capaci attrarre attenzione verso la città e di richiamare grandi personalità, ma fondamentalmente legati ad un’idea ”dirigista” della politica culturale, improntata alle loro personali preferenze, accostando il loro ruolo a quello del direttore artistico. Volontà del nuovo piano strategico delle politiche culturali a Milano è invece comprendere le potenzialità, le professionalità, le competenze degli operatori culturali che vivono la città per coordinarsi verso collaborazioni di valore reciproco. Interessanti sono i casi di “Expò in Città” dove grandi istituzioni culturali cittadine hanno aderito ad un patto con il Comune di Milano per un supporto comunicativo ampio e volto all’interesse generale, oppure il sistema museale valorizzato non tramite agevolazioni sui biglietti ma tramite una programmazione di attività laboratoriali per favorire una circuitazione del pubblico e delle famiglie, oppure ancora l’apertura alla cultura delle comunità straniere con il Forum Città Mondo dove sono confluite centinaia di Associazioni rappresentative delle comunità straniere nel territorio con la pianificazione di molti eventi e una reciproca conoscenza (la zona di Paolo Sarpi aperta alla città tutta con l’evento del Capodanno Cinese è un esempio lampante di questo processo). Altro esempio di interesse è la “distribuzione” della prima della Scala ovunque nella città in tempo reale: cinema, musei, spazi espositivi, ecc…, stravolgendo il vecchio paradigma per cui La Scala era vista come un luogo esclusivo, passando ora ad un luogo inclusivo. Altro processo degno di nota è quello del passaggio da sponsorship economiche a partnership di servizi con i privati, ad esempio in occasione della GAM a Palestro e la partnership con UBS che attraverso un bando pubblico ha dato un importante sostegno nel riqualificare l’area e gli spazi della villa. L’Assessorato alla Cultura si è inoltre reso disponibile a diffondere e a spiegare il meccanismo dell’Art Bonus che molte imprese private non conoscevano, per garantire un importante credito d’imposta. Altro punto centrale è l’accordo con la Camera di Commercio per Expò in Città, piattaforma che ha gestito 46.000 eventi culturali e coinvolto 11 milioni di persone, lontane da Expo. La piattaforma gestita da Comune di Milano e da Camera di Commercio è stata un modo per andare incontro alle attività culturali che vengono pensate e ideate autonomamente dalle energie locali e che attraverso questa possono interfacciarsi con uno Sportello Unico Manifestazioni che ha enormemente facilitato le autorizzazioni. Tutte le iniziative (approvate) sono state raggruppate in 10 aree tematiche e attraverso un piano comunicativo globale e veramente capillare, il pubblico di ogni singola manifestazione è cresciuto moltissimo. La collaborazione con la Camera di Commercio ha favorito i finanziamenti di svariate imprese private mettendo in contatto gli enti culturali con le imprese che si erano preventivamente rese disponibili dando supporto ai singoli eventi e un’immagine unitaria della vita culturale della città ha visto così rafforzato il suo” brand”. Questa analisi ci aiuta a capire che esistono vincoli oggettivi di tipo normativo e altri vincoli soggettivi di tipo più “politico”, entrambi aspetti che limitano una produzione piena degli eventi di musica in spazi non deputati allo spettacolo, sia esso dal vivo o riprodotto.Altro elemento in evidenza è quello di innescare una valorizzazione del patrimonio artistico culturale che coinvolge tutto il territorio italiano in un viaggio lungo secoli di storia e paesaggio. Partendo a modello il percorso “Musica Viva” avviato dal Comune di Milano a ottobre 2015 che ha riunito operatori, amministrazione e associazioni di categoria dell’industria creativa del comparto musica, le soluzioni per rendere produzioni di questo tipo da temporanee a permanenti risiedono in una più ampia visione di interventi (non esaustivi), sia di tipo qualitativo (ad esempio su progettazione, tipologia dell’offerta e competenze) sia di tipo quantitativo (relativamente a quadro normativo, bacini di utenza, burocracies per fare alcuni esempi) qui ripresi e brevemente descritti:

Progettualità di medio-lungo periodo
> adottare modelli che possono indirizzare i progetti verso una solidità economica con un effettivo impatto sociale sul benessere dei cittadini e sul territorio
E’ necessaria la promozione di bandi o manifestazioni di interesse non solo sulla riqualificazione di spazi e locali in disuso (spesso i bandi comunali non sono corredati di opportuni finanziamenti e mettono a rischio organizzazioni e proprietari/gestori) ma anche su contenuti culturali anche quando questi includono la caratteristica dell’intrattenimento e prevedono entrate “commerciali”
Va garantita da parte degli operatori culturali un’offerta qualitativamente alta, una comunicazione ben strutturata e nei tempi e un’analisi dell’impatto sociale sul territorio, aspetti che incidono in modo diretto alla creazione di un pubblico anche nel senso di  “comunità”.

Trasparenza e formazione
> incentivare l’uso di strumenti per una gestione efficace e sostenuta delle manifestazioni culturali musicali secondo le normative vigenti, talvolta rilasciando deroghe permanenti per la realizzazione piena degli eventi

Elcetropark al MuseoTeatro Commenda, Genova

Unire il tema della sicurezza collegata al divertimento proponendo iniziative informative. A titolo di esempio si potrebbe aumentare il livello di conoscenza tramite:
– Vademecum pubblico delle licenze necessarie e dei relativi uffici competenti per una produzione consapevole delle diverse tipologie di eventi musicali sul territorio e una maggiore trasparenza dei percorsi (tempi, modalità, competenze) di richiesta e rilascio delle autorizzazioni nel rispetto delle normative vigenti a livello nazionale e locale.
– Incontri di formazione sulle tematiche della sicurezza legate al project management di eventi musicali, utili ad un corretto utilizzo degli spazi e di gestione dei progetti, con un focus sulle diverse forme di produzione e di proposta da parte delle organizzazioni culturali presenti sul territorio
– Seminari legati alle nuove forme di imprenditorialità culturale dove porre l’accento sulla necessità di superare il paradigma per cui la musica elettronica o contemporanea non sia cultura ma mero divertimento, valorizzando il carattere anche commerciale di alcuni progetti e organizzazioni come forma di sostegno alle attività di produzione di carattere culturale
– Valorizzare (o implementare se non presente) uno Sportello Unico Eventi come quello adottato dal Comune di Milano che accentra sulla Direzione Cultura tutte le procedure autorizzative che partono dagli altri uffici (Commercio e attività produttive, Inquinamento acustica, Trasporti e mobilità, Pubblica sicurezza)

Revisione delle agibilità relative agli spazi per la Cultura
> mappatura e valutazione “tecnica” di alcuni luoghi di interesse per la produzione piena di eventi culturali di musica e arti performative connesse

Electropark a Palazzo Ducale, Genova

In riferimento ai vincoli oggettivi fissati dalla normativa del TULPS con il Regio Decreto del 18 giugno 1931 n. 773 in materia di pubblica sicurezza negli spazi al chiuso, verificare la possibilità di aggiornare la documentazione relativa alle idoneità tecniche degli impianti e alla certificazione antincendio al fine di revisionare agibilità e capienze, verificando planimetrie, servizi connessi, convenzioni, autorizzazioni presenti e necessarie, e tutto ciò che è utile ad avere informazioni complete che possano consentire una realizzazione piena di manifestazioni culturali nelle diverse forme produttive e di linguaggio e un rispetto consapevole delle norme vigenti.
Il patrimonio culturale deve essere concesso a chi lo può valorizzare con un’offerta culturale contemporanea e innovativa e gli organi di gestione e controllo (per lo più l’amministrazione pubblica) devono rendere accessibili le informazioni e la documentazione relativa allo spazio (in particolare planimetrie, certificazioni antincendio, certificazioni di idoneità statica degli impianti) e se non presente sarebbe necessario adottare un approccio collaborativo tra controllante e controllato per la produzione delle carte utili alla richiesta di autorizzazioni temporanee e/o definitive.
Questi sono solo alcuni dei punti che potrebbero creare un ambiente lavorativo entro cui operatori, PA, controllori, fruitori siano rivolti verso la stessa direzione di valorizzazione consapevole degli spazi e del patrimonio artistico delle città, a favore di un positivo indotto economico e occupazionale e come volano per la creatività.
Tra gli obiettivi generali a cui è necessario ambire si possono identificare:

  • Riconoscimento del carattere culturale degli eventi musicali a carattere anche ludico o che includano anche attività commerciali a sostegno di quelle culturali
  • Riconoscimento della funzione sociale e pubblica degli eventi musicali inseriti in contesti territoriali o spazi da rivalorizzare
  • Maggiore accessibilità alla documentazione tecnica per procedere alla corretta valutazione dei rischi di uno spazio
  • Maggiore rappresentatività degli operatori culturali che producono eventi di musica, considerandoli produttori di cultura e non esclusivamente produttori di divertimento fine a sé stesso
  • Rafforzamento dei processi di professionalizzazione degli operatori culturali e di tutte quelle figure che concorrono con il proprio lavoro alla produzione di eventi musicali in contesti non strutturati

Conclusione
Vogliamo promuovere il patrimonio culturale per generare impatto sociale, creare benessere e aumentare il dialogo tra il sistema culturale tradizionale (musei, palazzi, ecc) con il sistema culturale contemporaneo (festival, musica, arti visive, ecc).

* Grafici a cura di Valeria La Mantia – Tesi di ricerca: “Valorizzazione dell’archivio digitale di un festival: il caso Electropark” (Design della Comunicazione – Scuola del Design – Politecnico di Milano, 2016)

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