Riflessioni per una riforma per le arti performative in Valle d’Aosta

Il documento di C.Re.S.Co.

Pubblicato il 22/03/2018 / di / ateatro n. 164 / 0 commenti /
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Siamo alla vigilia delle prossime elezioni regionali e credo che oggi più che mai sia necessario costruire un progetto organico per le arti performative nella regione.
Premetto che questo documento è estremamente sintetico e, per questo motivo, non esaustivo.
Una nuova legge per le arti performative in Valle d’Aosta
L’attuale legge regionale è ormai obsoleta. Crediamo che si debba riscrivere ispirandosi ai principi di qualità che hanno guidato le ultime riforme europee nel campo delle sovvenzioni pubbliche alle imprese dello spettacolo dal vivo.
Ci riferiamo al decalogo del Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea realizzato in seguito agli studi condotti da CRESCO con la Fondazione Fitzcarraldo e l’Università Bocconi di Milano.
(http://www.progettocresco.it/tavolo-dei-finanziamenti/)
Ristabilire un finanziamento adeguato per il sostegno all’attività teatrale e coreutica in Valle d’Aosta
La media italiana dei tagli delle regioni ai finanziamenti per l’attività teatrale e coreutica è stata pari al – 30%. La Calabria ha toccato la “pericolosa” soglia del -35%.
La Valle d’Aosta è stata l’unica ad andare oltre. Tra tagli diretti ed indiretti abbiamo toccato il -80%.
Le Compagnie valdostane boccheggiano, sono nell’impossibilità di operare regolarmente con le scuole e non sono messe in condizione di competere con le compagnie risiedenti in altre regioni o con compagnie estere, sostenute un maniera molto più importante, con ricadute sulla circuitazione e sulla struttura tecnica, amministrativa e artistica.
Alla penuria di fondi si aggiunge il finanziamento di realtà non operanti nel campo della produzione teatrale professionale, come Atamas e Gli Specchi, che sottraggono importanti risorse al comparto.
La situazione è quindi drammatica sia per le compagnie sia per il territorio, che è di fatto privato di molte azioni anche in ambito didattico.
Cambiare le relazioni amministrazione regionale/operatori, attivare sistemi di cofinanziamento
Abituati per decenni ad avere una grande disponibilità economica, grazie all’extra-gettito contributivo, che riversava sulla regione Valle d’Aosta molto più denaro di quanto non fosse versato, oggi le istituzioni e i soggetti privati della Valle d’Aosta fanno fatica a intraprendere nuove strade e a inserirsi in una dinamica di reperimento fondi fuori dal territorio regionale.
Serve un cambio radicale da parte dell’amministrazione regionale per attivare e sostenere le pratiche di co-finanziamento, a facilitare la partecipazione degli operatori ai bandi pubblici (ministeriali) e privati (fondazioni bancarie) e a tessere rapporti di partenariato, non agonistici, con gli operatori culturali.

Un progetto culturale per il Teatro Splendor
Un teatro non è solo una scatola. Un teatro è uno strumento produttivo, che ha diverse funzioni e che deve assolvere ad un preciso “cahier de charges” che va stabilito politicamente.
Per far ciò crediamo che sia necessario immaginare un progetto che abbia una direzione artistica con una durata stabilita, che vada dall’audience development alla programmazione. Non può e non sarà mai un buon volano culturale ed economico fino a quando sarà una scatola ad uso e consumo dell’assessorato regionale.
Un progetto culturale per la Saison Culturelle
Non c’è una sola possibilità per riformarne la gestione, ma anche in questo caso ci auguriamo che si possano stabilire obiettivi, strumenti e strategie in relazione alla programmazione inserita in un discorso più ampio legato alla struttura dello Splendor.
Un circuito per la Valle d’Aosta
La regione ha una storia legata al “decentramento”, il tessuto scolastico lo dimostra, l’urbanizzazione in alta quota egualmente.
C’è un gran bisogno di cultura anche nelle località periferiche, sia per potenziare l’offerta turistica, sia per fornire un servizio pubblico anche a chi non vive vicino ad Aosta.
I nostri comuni, anche i più piccoli, hanno delle strutture polivalenti e ci sono alcune sale teatrali. Spesso presentano degli enormi problemi tecnici, ma con i giusti accorgimenti sarebbe possibile immaginare una stagione diffusa.
Anche in questo caso molte le strade percorribili, e sicuramente sono auspicabili dei percorsi di studio prudenti e non dispendiosi, magari appoggiandosi a circuiti esistenti ed alle giuste competenze, sfruttando i fondi ministeriali.
È un vero peccato puntare solo sugli eventi sporadici e non considerare la natura frammentata, fatta di piccoli numeri, della nostra regione.
Un progetto di residenzialità in Valle d’Aosta
Come già al varo della riforma del 2015, il nuovo DM 27 luglio 2017, all’art 43, indica le modalità mediante le quali lo stato co-finanzia, attraverso accordi di programma con una o più regioni e con la conferenza permanente tra lo Stato, le regioni, le province autonome, le residenze artistiche.
La Valle d’Aosta cosa aspetta?
Molte le strade percorribili: individuare degli spazi adatti, indire un bando, stabilire il cahier des charges per la/le residenze, includere i Comuni anche solo nell’ospitalità.
Una casa per il teatro in Valle d’Aosta
Crediamo che sia necessario dare una “casa” alla produzione del teatro e della danza in Valle d’Aosta.
Serve un luogo CONDIVISO ED INCLUSIVO, per tutte le realtà professionali della regione che soffrono della medesima carenza e con una prospettiva quanto più vasta per le ricadute sociali, culturali sul territorio. Il teatro è l’anima della comunità, è un laboratorio permanente per l’incontro e la critica.
Complesso il discorso relativo ad un centro di produzione per le arti performative, ma è necessario, se si vuole stare al passo con i tempi, che anche la nostra regione abbia un luogo esclusivamente dedicato alla produzione.

Conclusioni
Tutte queste suggestioni sono legate fra loro dalla necessità di iniziare un percorso di riforma che sottenda un ragionamento condiviso e profondo sugli obiettivi che si vogliono raggiungere, gli strumenti e le strategie che si intendono adottare.
Per tutte queste suggestioni, e per ogni altra progettualità, FONDAMENTALE è però il processo.
Credo che ci sia un humus da nutrire ed incentivare, che possa creare dei movimenti virtuosi e che possano essere elementi di creazione di connessione sociale, riflessione ed economia.
Penso che per il prossimo governo regionale questa potrebbe essere una bella ed appassionante sfida da intraprendere. Ma voglio iniziare “dal basso”, dalla comunità di cittadini in cui mi riconosco e che spero possano fare fronte comune per chiedere, finalmente, una progettualità seria per una cosa che è molto, molto seria: l’arte.
Per chi volesse sottoscrivere questa richiesta ad intraprendere un percorso di rinnovamento per l’arte performativa in Valle d’Aosta, chiedo di inviare una mail con il proprio nome e cognome ed età all’indirizzo:
valledaosta@progettocresco.it
Marco Chenevier
coreografo e regista
co-direttore artistico di T*Danse- danse et technologie – festival Internazionale della Nuova Danza di Aosta
Antenna regionale C.Re.S.Co. Valle d’Aosta

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