#Eliseo2020 | Altri 12 milioni di euro extra FUS per il Teatro Eliseo?

Nel silenzio del teatro italiano l'emendamento al Milleproroghe verso l'approvazione

Pubblicato il 09/02/2020 / di / ateatro n. 171 / 0 commenti /
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Luca Barbareschi in gabbia per protestare contro l’inchiesta sul “traffico di influenze”

Che in Italia la cultura sia sostenuta in una maniera inadeguata, anche rispetto ad altri paesi europei, è inutile ripetercelo. Che il teatro debba godere di un maggiore sostegno pubblico per svolgere la propria funzione, anche questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Come è chiaro a Luca Barbareschi.
Ma dovrebbe essere chiaro che a godere di un maggiore sostegno dovrebbe essere il teatro italiano in generale, il sistema teatrale nella sue varie articolazioni. Non un unico teatro, tra i 300 soggetti (circa) finanziati dal FUS e le centinaia di realtà che al FUS non hanno accesso.
Un paio di anni fa, buona parte del teatro italiano si era indignata per gli 8 milioni di euro assegnati nel 2017 al Teatro Eliseo con il “Milleproroghe”, al di fuori di ogni regola ministeriale e grazie a un provvidenziale emendamento ad theatrum. All’epoca non erano mancate prese di posizione pubbliche: Se 8 milioni vi sembran pochi.
Ma le proteste erano state inutili e non avevano fermato l’emendamento al Milleproroghe. Un emendamento bipartisan, naturalmente.
Insomma, quei denari pubblici sono serviti – pare – a un privato per acquistare l’immobile che ospita il teatro.
Per quella vicenda era scattata anche un’indagine della magistratura: Fondi all’Eliseo: Barbareschi indagato.
Vale ovviamente il principio di innocenza, ma dovrebbe valere anche un principio di precauzione, o di opportunità.
Invece la vicenda rischia di ripetersi. Questa volta i milioni sono 12 (in tre anni): Gli emendamenti per dare 12 milioni al Teatro Eliseo/.
L’AGIS aveva espresso la propria contrarietà con un comunicato in gennaio, poi silenzio.

Il 7 febbraio 2020, dopo l’apparizione del direttore del teatro a La7, il Teatro Eliseo ha diffuso un comunicato, che preannuncia “una buona notizia”:

Desidero condividere con voi la solidarietà ed il sostegno che ho ricevuto pubblicamente dagli altri ospiti della trasmissione. 
Sono tante le testimonianze di solidarietà che continuiamo a ricevere, voglio sperare con tutto il cuore di poter dare presto una buona notizia a tutti coloro che tengono alle sorti del Teatro Eliseo. 
Luca Barbareschi

Se nessuno dice nulla, se non ci sono energiche obiezioni e prese di posizione pubbliche da parte del mondo del teatro italiano, vuol dire che il teatro italiano considera questo provvedimento giusto o almeno accettabile.

Gabbani l’Italiano vero a #Sanremo2020.

Se il teatro italiano non parla, anche le forze politiche tacciono: quei 12 milioni rappresentano un’ottima merce di scambio, tra corridoi e manine.
Se le cose andranno così, vuol dire che il “metodo Barbareschi” resta quello privilegiato dal nostro sistema teatrale. Il rapporto diretto con chi detiene il potere (e distribuisce il denaro pubblico) è meglio di un sistema di regole trasparenti. I progetti speciali discrezionali (e spesso clientelari) sono meglio dell’algoritmo. La trattativa personale è meglio del Codice dello Spettacolo e della legge sul teatro che tutti invocano: perché tutti si lamentano che non c’è, ma in fondo è meglio così.
Chi si lamenta e protesta non ha capito come funziona il mondo, o almeno quel pezzettino di mondo chiamato Italia.

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