SisTeR – Sistema Teatrale Regionale

BP2020 Il gioco del Riequilibrio

Pubblicato il 09/04/2020 / di / ateatro n. #BP2020 , 172 , FUS / 0 commenti /
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Settimio Pisano in diretta streaming alle Buone Pratiche del Teatro

“C’è una dispersione, probabilmente perché è molto diversa dalle altre regioni. È questa la difficoltà della Calabria. Esiste una dispersione nelle cose che è propria della Calabria.”
Da un’intervista a Onofrio Cutaia pubblicata su Tuttoteatro.com nel 2000, durante il progetto Aree Disagiate promosso dall’ETI.

SisTeR – Sistema Teatrale Regionale è un progetto di rete per la promozione e la diffusione del teatro e delle arti performative contemporanee in Calabria. Una rete tra 27 soggetti, ventisette sorelle (compagnie, residenze, imprese, associazioni) operanti su tutto il territorio regionale, dalle aree urbane ai piccoli centri di provincia.

Un progetto radicale che aspira a disegnare, nel corso di un triennio, una prospettiva nuova in grado di convertire le lacune di un sistema povero di strutture stabili e istituzionalizzate in opportunità di crescita di ciò che abbiamo e di quello che siamo, avendo l’ambizione di esprimere un modello di riferimento per le altre regioni, un nostro proprio codice di avviamento teatrale.

Obiettivi:
• Colmare un vuoto nella diffusione del nuovo teatro e delle arti performative in Calabria;
• Contribuire a ridurre il divario che ci separa dal resto d’Italia;
• Contribuire al ripopolamento culturale dei territori;
• Contribuire al ricambio generazionale nel settore;
• Rivendicare un’importante funzione di rilevanza culturale per la crescita democratica e sociale nella nostra regione.

Principali linee di azione:
• Circuitazione di artisti nazionali e internazionali all’interno della rete;
• Formazione: dei formatori; degli amministratori pubblici; del pubblico; degli addetti ai lavori;

L’intenzione è quella di sviluppare, sotto il cappello di un macro-progetto su scala regionale, dei micro-progetti di rete su scala territoriale che possano declinarsi secondo differenti modalità rispecchiando la pluralità di vocazioni dei soggetti e dei territori. I micro-progetti potranno avere un’articolazione urbana (p.es. la messa in rete in un unico progetto delle esperienze operanti nella città di Reggio Calabria) o un’articolazione comprensoriale più ampia (p.es. le esperienze operanti nella fascia ionica catanzarese), nell’intenzione di giungere a un unico progetto che coinvolga più territori limitrofi, in una logica di teatralità diffusa che coinvolga musei, biblioteche, edifici storici, scuole, aree industriali, paesaggi urbani e rurali.

Non si tratta però di un progetto di circuito con una netta prevalenza dell’aspetto distributivo e una rincorsa a riempire le sale: in una regione in cui, a parte rare eccezioni, non esiste un pubblico, la priorità deve essere la ricostruzione attraverso specifici percorsi di formazione, di condivisione, di partecipazione. Questa situazione di “verginità” del pubblico e del “non ancora pubblico”, la poca stratificazione del gusto teatrale, costituiscono un terreno fertile su cui sperimentare nuove dinamiche di relazione con le comunità,mettendo al centro gli artisti, costruendo intorno alla loro presenza un discorso più ampio che riguarda i pubblici e i territori.

Infine, sarà oggetto di lavoro un altro tema cruciale quale l’internazionalizzazione delle imprese e dei territori, anche attraverso specifici percorsi di mobilità internazionale degli addetti ai lavori.

n.b: Dopo vent’anni è successo poco o nulla. Un dato per tutti: quattro erano allora i soggetti finanziati dal FUS nel settore prosa, quattro sono oggi. Nessuna traccia di Teatri Nazionali, Tric, Centri di Produzione, Circuiti. Il sistema teatrale calabrese è oggi composto da tre imprese di produzione e da un festival teatrale che ottengono complessivamente dal FUS € 343.973,00 euro; a questo dato va sommato quello di € 60.000,00 appannaggio delle tre residenze sostenute attraverso l’art. 43 del D.M. e € 107.911,00 appannaggio di un festival multidisciplinare (di quest’ultimo si considera la sola quota destinata all’attività teatrale). Complessivamente, arriva in Calabria circa 0,60% della spesa FUS nel settore prosa.

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