#totonomine | Che succede al Piccolo Teatro di Milano?

In attesa che il 27 luglio 2020 venga nominato il nuovo direttore, in esclusiva per ateatro il parere dei cacciatori di teste

Pubblicato il 23/07/2020 / di / ateatro n. 173 / 0 commenti /
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Caro ateatro,

mi chiedi che ne penso, ma cosa vuoi che succeda al Piccolo Teatro?

Il CdA ha due problemi.
Il primo è che i consiglieri sono di nomina politica, un po’ da destra e un po’ da sinistra. Dunque la programmazione non dovrà dare troppo fastidio, né di qua né di là. Più che un progetto culturale, serve un commissario politico che eviti sgradite polemiche. Insomma, spettacoli che ci facciano divertire e appassionare, mica pensare o discutere. Il secondo è che il bilancio non deve andare troppo in rosso: serve soprattutto un bravo ragioniere, che conosca i misteri e le trappole della burocrazia comunale e ministeriale. E’ quello che chiedeva il bando per il nuovo direttore del Teatro di Roma (infatti hanno nominato Giorgio Barberio Corsetti, salvo accorgersi dopo qualche mese che ha altre competenze e levargli le deleghe).
Nella neolingua del teatro italiano contemporaneo, tutto questo si condensa in una parola magica e rassicurante: “manager” fa molto fine e moderno.
Discutere di un progetto culturale è inutile. Il totonomine è molto più divertente.
Semmai, meglio parlare di produzioni, come nei teatri lirici: un’opera di repertorio, classica o moderna ma tonale, un regista che abbia vinto un paio di Premi Ubu, un pizzico di provocazione ma non troppa, un paio di attori di richiamo, magari volti noti televisivi. Serve altro? Ah sì, far vedere che i soldi dei contribuenti sono stati spesi bene: allora vogliamo un mucchio di attori (i fogli paga fanno salire anche l’algoritmo ministeriale) e una scenografia raffazzonata ma grandiosa.
Per quanto riguarda la selezione finale tra i cinque nomi della shortlist, il MiBACT si sta avvalendo della consulenza di una società di cacciatori di teste, a cui sono stati sottoposti i curricula dei cinque candidati selezionati. Nel board della AstroTop c’è uno dei miei amanti, che mi ha graziosamente messo in CCN la loro consulenza, che trasmetto in esclusiva a voi di ateatro.


Molto confidenziale

OGGETTO: DIREZIONE TEATRO PICCOLO DI MILANO

Egregi signori,
le candidature per il Teatro Piccolo di Milano ci sono parse altamente qualificate per l’incarico. Tutti i candidati hanno diretto teatri grandi, addirittura Nazionali, e dunque andranno bene anche per un teatro piccolo.
Per quanto riguarda la scelta finale, abbiamo implementato un software di nuova generazione, che utilizza un complesso algoritmo euristico e le forme più avanzate di intelligenza artificiale quantistica.
Non sarà facile sostituire Sergio Escobar (70 anni, Scorpione), ma abbiamo cercato di valutare le affinità tra i candidati e la prestigiosa istituzione che uno di loro si appresta a dirigere, il Teatro Piccolo di Milano (73 anni, Toro).
Fermo restando che il nostro è un parere meramente consultivo, ancorché qualificato, ci siamo anche permessi di segnalare i possibili Consulenti Artistici che potranno affiancare il nuovo Direttore, come ipotizzato dal CdA.

Antonio Calbi (57 anni, Scorpione)

Antonio Calbi

Il legame amoroso tra il Piccolo e Calbi dà origine a un’intesa intensa e profonda, come avviene spesso tra chi occupa una posizione diametralmente opposta nello schema dello Zodiaco. Tra di loro c’è una forte attrazione fisica oltre che un profondo legame spirituale. Nonostante siano accomunati da una grande quantità di cose, sono spesso in conflitto tra di loro: entrambi dotati di una personalità molto forte, nessuno dei due ama rivedere le sue posizioni.
Il Piccolo e Calbi sono anche legati dall’interesse per tutto ciò che implica potere e ricchezza. Tutti e due i segni hanno bisogno di essere continuamente rassicurati circa la stabilità del rapporto. Però, mentre il bisogno di Calbi è soprattutto quello di essere rassicurato direttamente dal partner, il Piccolo è sempre alla ricerca delle prove dell’onestà e della lealtà dell’amante nei suoi confronti.
Il Piccolo subisce l’influenza di Venere, il pianeta dell’amore e del denaro, mentre Calbi subisce l’influenza di Marte, il pianeta della passione, e di Plutone, il pianeta del potere. Mentre l’influenza di Plutone dona intensità al rapporto di coppia, Marte e Venere contribuiscono a stabilire il giusto equilibrio tra energia di tipo maschile ed energia di tipo femminile. Calbi sa amare in maniera molto intensa e passionale, e il Piccolo, amante sensuale e instancabile, è fortemente attratto dall’intensità di tale sentimento. Da parte sua Calbi adora la devozione che il partner dimostra nei suoi confronti e nei confronti della loro relazione.
Consulente artistico: Antonio Calbi. In alternativa, Luca Barbareschi.

Filippo Fonsatti (52 anni, Aquario)

Filippo Fonsatti

Quando il Piccolo e Fonsatti si innamorano, possono smuovere insieme le montagne (se riescono a capire come coordinare i loro sforzi). Il Piccolo ha un approccio pratico e concreto con la vita, totalmente diverso da quello non convenzionale e fuori dal mondo di Fonsatti! Il Piccolo resiste ai cambiamenti, mentre Fonsatti è del segno più volubile dello Zodiaco.
Come possono durare due così? Può sembrare che abbiano poco in comune, ma condividono un profondo desiderio di avere successo (ciò significa che sono ottimi partner in affari e meno in amore). Fino a quando saranno così presuntuosi, potranno non prendere sul serio le discussioni, a causa delle loro differenti reazioni alle tensioni: quando il Piccolo si arrabbia, tende a sottolineare il suo stato, mentre quando Fonsatti sente pressioni, tende ad allontanarsi usando comportamenti scostanti, per porre distanza tra lui e il suo tormento.
Consulente artistico: Mario Binasco o Valerio Martone. In alternativa, Luca Barbareschi.

Marco Giorgetti (60 anni, Toro)

Marco Giorgetti

Il loro legame amoroso è caratterizzato da una forte stabilità e dalla consapevolezza, che entrambi hanno, di poter condividere col partner, in maniera estremamente tranquilla e piacevole, ogni tipo di interesse o desiderio.
Ci sono ottime possibilità che questa relazione duri per tutta la vita: sono sinceri, affidabili e molto attraenti, ma anche loro hanno lati negativi: spesso si rivelano testardi, presuntuosi e insopportabilmente gelosi. In una relazione di questo tipo, entrambi i partner devono saper controllare la propria ostinazione e trovare situazioni di compromesso che possano allontanare il rischio di vedere rovinato un rapporto così speciale.
Sono entrambi noti per l’impegno e la forza di volontà con cui affrontano le situazioni. A livello amoroso, il processo del corteggiamento potrebbe durare a lungo perché entrambi mostrano una speciale predilezione per questa fase. Non sono precipitosi e tendono a valutare bene la situazione prima di intraprendere una relazione, ma, una volta stabilito un legame, ci sono buone possibilità che questo duri molto a lungo.
Consulente artistico: Roberto Bacci, Giancarlo Cauteruccio, Piefrancesco Favino, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro e (scusare se dimentichiamo qualcuno) tutti i consulenti che hanno fatto della Fondazione Teatro della Pergola un’eccellenza planetaria. In alternativa o in aggiunta, Luca Barbareschi.

Claudio Longhi (54 anni, Gemelli) ELIMINATO!!!!

Claudio Longhi

Il legame amoroso tra il Piccolo e Longhi potrebbe essere molto difficile da gestire ma, una volta stabilita la giusta intesa tra di loro, potrebbe risultare anche estremamente coinvolgente e istruttivo per entrambi.
Spesso Longhi appare contraddittorio nelle sue scelte, tendendo da una parte a ricercare sicurezza e protezione nel partner, e dall’altra a rivendicare la sua indipendenza.
È compito del Piccolo conciliare queste due parti, cercando di dimostrare continuamente il suo amore e soprattutto controllando il suo carattere possessivo. Il Piccolo possiede un’indole molto pacata ed è sempre molto pratico e concreto in tutto quello che fa. Al contrario Longhi ha un approccio più intellettuale con le cose e spesso sembra avere la testa tra le nuvole.
Consulente artistico: ma Longhi non fa anche il regista? Se proprio serve un consulente artistico, Chiara Ferragni. In alternativa, Luca Barbareschi.

Rosanna Purchia (67 anni, Bilancia)

Rosanna Purchia

Il legame amoroso tra il Piccolo e Purchia è l’unione di due persone fatte l’una per l’altra. Entrambi alla continua ricerca di una relazione sicura e stabile, i due segni condividono la passione per l’arte, la musica, la poesia e la cultura in generale.
Potrebbe essere necessario un po’ di tempo prima che il Piccolo e Purchia imparino a conoscersi e comprendersi ma, una volta superata la fase iniziale, scopriranno di avere in comune molte cose. Entrambi desiderano sentirsi appagati fisicamente e spiritualmente coltivando i più svariati interessi che vanno dalle arti alla buona cucina. Tutti e due adorano, allo stesso tempo, corteggiare ed essere corteggiati.
Nei momenti in cui il Piccolo, spinto dalla sua testardaggine, si abbandona a comportamenti irrazionali, solo l’intervento di Purchia, elegante e diplomatica, potrà riportare le cose alla normalità. Hanno molto da imparare l’uno dall’altro: Purchia potrebbe far capire al Piccolo che molte volte è utile vedere le cose da un diverso punto di vista, mentre l’influenza del Piccolo potrebbe spingere Purchia a essere più decisa e determinata.
Consulente artistico: Salvo Nastasi e Paolo Isotta. In alternativa, Luca Barbareschi.

Qualora siano necessari supplementi d’indagine, vi preghiamo di fornirci anche l’ascendente dei candidati, per un esame più approfondito delle loro qualità umane e spirituali.

Nel frattempo, Claudio Longhi si è autoeliminato dal #totonomine.
Il CdA ha annunciato che il nome dei nuovo direttore verrà solennemente proclamato il 27 luglio 2020.
Noi, figli delle stelle, siamo fiduciosi!
Vuoi mica che a Milano facciano come all’estero, dove nominano registi e drammaturghi, come al Teatre Llure di Barcellona con Alex Rigola (1969), all’Odéon di Parigi con Stéphane Braunschweig (1964), al TNS (Strasburgo) con Stanislas Nordey (1966), alla RSC di Londra con Gregory Doran (1958), a Nanterre Amandiers con Philippe Quesne (1979), al Teatro Nacional de São João con Nuno Cardoso (1970), alla Schauspielfrankfurt con Anselm Weber (1963), allo Düsseldorfer Schauspielhaus con Staffan Valdemar Holm (1958), al Deutsches Theater di Berlino con Ulrich Khuon (1969), alla Schaubhuene di Berlino con Thomas Ostermeier…
E accettiamo scommesse…

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